{"id":278,"date":"2009-11-04T17:05:29","date_gmt":"2009-11-04T17:05:29","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=278"},"modified":"2025-12-15T10:37:53","modified_gmt":"2025-12-15T09:37:53","slug":"la-comunit-e-le-persone-svantaggiate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=278","title":{"rendered":"6. La comunit\u00e0 e le persone svantaggiate"},"content":{"rendered":"<p>di Sunil Deepak, del dipartimento Medico-Scientifico AIFO<\/p>\n<p>Gli ultimi cinquant\u2019anni hanno visto un crescente interesse intorno al concetto di comunit\u00e0 e sul ruolo della comunit\u00e0 nel fornire servizi e sostegno alle persone bisognose al suo interno.<!--break--> Vi sono diverse ragioni che hanno spinto a questa riscoperta del valore della comunit\u00e0:<br \/>\na) La crescente urbanizzazione assieme ad altri fenomeni ad esso collegati, come famiglie mononucleari con pochi bambini, paure collegate all\u2019inquinamento e alle nuove tecnologie come gli alimenti geneticamente modificati, il vivere autonomo e anonimo nelle citt\u00e0, tanto per fare alcuni esempi, hanno creato una visione romantica e nostalgica delle \u201ccomunit\u00e0\u201d, viste come luoghi ideali dove i rapporti interpersonali ed i rapporti con la natura sono armoniosi e senza conflitti. Lo sviluppo delle tecnologie collegate a internet aiutano la creazione di nuove comunit\u00e0 virtuali, dove gli abitanti delle metropoli affollate e le persone che si sentono isolate dalle barriere fisiche e sociali possono conoscersi virtualmente.<br \/>\nb) Il ventesimo secolo aveva visto lo sviluppo dei sistemi governativi, dove lo Stato assumeva un ruolo predominante per assicurare i servizi educativi, sanitari e sociali a tutti i cittadini, soprattutto quelli pi\u00f9 vulnerabili e svantaggiati. Gli anni ottanta e novanta del ventesimo secolo hanno visto il graduale affermarsi delle politiche neo-liberali dove lo Stato non dovrebbe garantire niente se non la stabilit\u00e0, all\u2019interno della quale le forze private del mercato possono garantire tutti i servizi necessari. Ma questi cambiamenti, con la privatizzazione dei servizi sanitari e sociali, devono scontrarsi con resistenze popolari. Scoprire allora il ruolo delle comunit\u00e0 per prendere cura dei bisogni delle persone diventa un modo per camuffare e giustificare il taglio dei fondi governativi destinati alle spese sociali.<br \/>\nc) Il periodo dopo la seconda guerra mondiale ha visto la nascita dei grandi organismi internazionali delle Nazioni Unite e le grandi istituzioni finanziarie quali il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale. Nello stesso periodo sono nati grandi programmi di cooperazione bilaterali nei paesi pi\u00f9 industrializzati. Alla base troviamo una concezione occidentale e neoliberale dello sviluppo, per cui si realizzano grandi opere per milioni di dollari. Piccole organizzazione popolari, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, hanno denunciato i danni causati da questa concezione dello sviluppo e hanno proposto dei modelli alternativi di sviluppo partecipativo, radicati nella comunit\u00e0 e soprattutto tra i gruppi pi\u00f9 emarginati e svantaggiati.<\/p>\n<p><strong>Lo sviluppo partecipativo<br \/>\n<\/strong>Le radici dello sviluppo partecipativo affondano nelle filosofie di Gandhi e di Paulo Freire. Gli esperimenti di Gandhi per la creazione di piccole comunit\u00e0 autosufficienti (Sarvodaya) e lo sviluppo della teologia della liberazione in America latina, fanno parte di questo processo che ha portato alla dichiarazione di Alma Ata nel 1978 e lo sviluppo delle strategie di salute comunitaria e di riabilitazione su base comunitaria.<br \/>\nNell\u2019ambito di un\u2019iniziativa congiunta tra l\u2019unit\u00e0 della riabilitazione dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 e AIFO \/Bologna, nel 1995 \u00e8 stato deciso di avviare alcuni progetti sperimentali nelle bidonville di diversi paesi del sud del mondo per studiare se le comunit\u00e0 povere delle bidonville erano disponibili a prendersi cura delle persone pi\u00f9 vulnerabili e svantaggiate tra di loro. Questi progetti prevedevano attivit\u00e0 a sostegno delle persone disabili, dei tossicodipendenti e dei bambini di strada tramite la formazione dei volontari provenienti dalle bidonville. Quest\u2019iniziativa si \u00e8 conclusa alla fine del 2001. Le raccomandazioni dei progetti che hanno partecipato a questa iniziativa, comprendevano le seguenti considerazioni.<br \/>\nNelle bidonville un gran numero di persone sono costrette a vivere affollate in piccoli spazi. Per la maggior parte dei poveri, lo spazio residenziale \u00e8 una struttura precaria di fango o cartone o lamiere\u2026 Queste aree non hanno accesso ai servizi pubblici come luce, acqua potabile, centri sanitari, scuole. Le persone possono appartenere a diversi gruppi etnici, tribali e religiosi e spesso sono inconsapevoli del loro numero collettivo, della loro identit\u00e0 e dei loro diritti come cittadini.<br \/>\nLe comunit\u00e0 all\u2019interno delle bidonville possono prendersi cura delle persone pi\u00f9 svantaggiate tra di loro, se sostenute da servizi sociali e sanitari locali. I genitori e le organizzazioni di base locali possono iniziare programmi di riabilitazione per le persone disabili, se le comunit\u00e0 li conoscono e hanno fiducia in loro. I \u201cleaders\u201d delle comunit\u00e0 locali, sia quelli formali che informali possono avere un ruolo fondamentale in questo processo. E\u2019 importante che i beneficiari delle attivit\u00e0 abbiano la possibilit\u00e0 di esprimere i propri bisogni e influenzare le strategie adottate e le attivit\u00e0 svolte.<\/p>\n<p><strong>La coscienza dei limiti della comunit\u00e0<br \/>\n<\/strong>Spesso quando si parla di comunit\u00e0 si tende a vedere tutta la popolazione in una determinata area geografica e si pensa ad una partecipazione di tutte le persone della comunit\u00e0 alle attivit\u00e0. Di fatto, tutte le persone di una comunit\u00e0 raramente si lasciano coinvolgere in tutte le attivit\u00e0. Il coinvolgimento della persona \u00e8 determinato dal suo diretto interesse ad una certa attivit\u00e0 e da altri fattori culturali, sociali, familiari e personali. Per cui sarebbe pi\u00f9 logico ragionare sulla partecipazione della comunit\u00e0 come gruppi dinamici di persone che cambiano a seconda dell\u2019attivit\u00e0. Per esempio per le attivit\u00e0 legate alle persone disabili si pu\u00f2 prevedere che la comunit\u00e0 coinvolta sar\u00e0 composta soprattutto da genitori, parenti e amici delle famiglie delle persone disabili, alcuni insegnanti, paramedici, studenti, ecc.<br \/>\nIn ogni caso le comunit\u00e0 non possono sostituire il ruolo delle istituzioni e le strutture governative. D\u2019altra parte le istituzioni e le strutture governative devono essere consapevoli dell\u2019importanza del ruolo della comunit\u00e0 e dovrebbero organizzare il proprio lavoro in un modo da valorizzare questo ruolo della comunit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli ultimi cinquant&#8217;anni hanno visto un crescente interesse intorno al concetto di comunit&agrave; e sul ruolo della comunit&agrave; nel fornire servizi e sostegno alle persone bisognose al suo interno.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3609,3593],"edizioni":[30],"autori":[197],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3689],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/278"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=278"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/278\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5791,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/278\/revisions\/5791"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=278"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=278"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=278"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=278"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=278"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=278"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=278"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=278"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=278"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}