{"id":28,"date":"2009-11-04T17:04:21","date_gmt":"2009-11-04T17:04:21","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=28"},"modified":"2025-11-13T10:20:06","modified_gmt":"2025-11-13T09:20:06","slug":"e-vinse-la-tartaruga-elogio-della-lentezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=28","title":{"rendered":"E vinse la tartaruga: elogio della lentezza"},"content":{"rendered":"<p>di Stefano Toschi<\/p>\n<p>\u201cPotrei essere rinchiuso in un guscio di noce e sentirmi re di sconfinati spazi\u201d. (W. Shakespeare, Amleto). Questa citazione \u00e8 la preferita di Stephen Hawking, scienziato erede della<!--break--> cattedra di matematica applicata che fu di Newton a Cambridge, famoso per i suoi studi sull\u2019universo in espansione e i buchi neri, ma soprattutto per il fatto di compiere questi calcoli complicatissimi e queste ricerche a memoria, essendo da pi\u00f9 di 30 anni costretto all\u2019immobilit\u00e0, ora quasi totale, dalla sclerosi laterale amiotrofica, malattia che, di solito, non concede pi\u00f9 di 2 o 3 anni di vita dal momento della sua diagnosi. Questa sua resistenza alla malattia si unisce a capacit\u00e0 intellettuali che fanno s\u00ec che venga sovente definito l\u2019erede di Einstein, Newton e, soprattutto, Galileo, il suo scienziato preferito.<br \/>\nProprio in nome di questa sua stima particolare per Galileo Galilei, Hawking ha accettato l\u2019invito della Citt\u00e0 di Padova a tenere una lezione davanti a 4.000 studenti delle scuole superiori, nonostante ormai viaggi pochissimo e, avendo perso del tutto l\u2019uso della voce, si esprima solo attraverso un sintetizzatore vocale che aziona col movimento delle palpebre.<br \/>\nL\u2019aspetto che pi\u00f9 colpisce di questo evento, al di l\u00e0 del contenuto scientifico della lezione, \u00e8 l\u2019attenzione che questo gruppo di adolescenti ha prestato, incantato, alle parole di Hawking. Parole espresse, dicevamo, con immensa fatica, che proprio per questo hanno affascinato i 4.000 studenti che ascoltavano la traduzione in religioso silenzio e protesi nello sforzo di cogliere ogni singola parola dello scienziato.<br \/>\nGli stessi professori si sono detti estremamente meravigliati di tanto, inaspettato silenzio e disciplina e di una tale attenzione per una lezione, oltretutto particolarmente impegnativa da seguire, considerando non solo l\u2019argomento, ma soprattutto le difficolt\u00e0 di espressione di Hawking.<br \/>\nCi\u00f2 stupisce ancora di pi\u00f9 nell\u2019era della comunicazione rapida e superficiale degli sms e delle e-mail, che rispecchiano ormai gli unici sistemi che i giovani conoscono per comunicare fra loro. Senza il cellulare o il computer, strumenti che imparano a usare fin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0, i giovani non riuscirebbero pi\u00f9 a dirsi nulla, a mettersi d\u2019accordo per vedersi, o anche per <em>non <\/em>vedersi, ma per parlarsi attraverso le chat o il telefono.<br \/>\nDunque da cosa deriva tutta questa attenzione dedicata a chi, come Stephen Hawking, ha difficolt\u00e0 a esprimersi rispettando i tempi frenetici imposti dalla comunicazione in societ\u00e0, in televisione, in politica, ecc.? Non pu\u00f2 essere solo una questione di buona educazione, anche perch\u00e9, come ammettono gli stessi professori, questi ragazzi ne sono quasi del tutto privi. Il fatto \u00e8 che si rimane davvero colpiti da un modo cos\u00ec diverso di comunicare, cui non si \u00e8 abituati. Si pensi ai tanti che si esprimono con difficolt\u00e0 e, soprattutto, lentezza, e che non dispongono dei sofisticati mezzi di cui si serve Hawking, ma affidano la propria comunicazione a una tavoletta di plexiglass con le lettere dell\u2019alfabeto, o a un operatore che traduca, o a sintetizzatori vocali e via dicendo. Anche queste persone, spesso, come \u00e8 nella mia personale esperienza, ottengono grande attenzione e un reale sforzo nell\u2019ascolto di quanto cercano di esprimere.<br \/>\nI giovani soprattutto, ma anche gli adulti capiscono che \u00e8 questa la vera sfida, una grande sfida umana e della comunicazione. Non c\u2019\u00e8 nulla di negativo n\u00e9 noioso in questa lentezza, c\u2019\u00e8 solo una maggiore elaborazione e profondit\u00e0 di concetti, da parte di chi ha tempo di pensare bene prima di parlare, perch\u00e9 non si pu\u00f2 permettere (fortunatamente) di dare risposte istintive o precipitose, cosa che la velocit\u00e0 del parlato spesso non consente di fare. La lentezza, che \u00e8 quasi sempre vista come qualcosa di negativo e penalizzante, pu\u00f2 essere dunque una grande risorsa.<br \/>\nQuesto elogio della lentezza ricorda il famoso paradosso del filosofo Zenone, secondo il quale Achille pi\u00e8 veloce, gareggiando con una tartaruga, non avrebbe mai potuto raggiungerla, se solo le avesse lasciato qualche metro di vantaggio. Ugualmente, sembrano esistere due tipi di parole: parole-tartaruga e parole-Achille, pi\u00f9 veloci le seconde, pi\u00f9 lente le prime. Le tartarughe vanno lente perch\u00e9 si portano dietro la loro corazza, che \u00e8 anche la loro casa, e devono coordinare i movimenti con molta precisione. Le parole-Achille, invece, sono leggere e passano, a volte senza che nessuno se ne accorga, e proprio per questo perdono il confronto con le parole-tartaruga, che vincono sulla lunga distanza.<br \/>\nE a proposito di paradossi, anche la posta elettronica ne ha uno: il suo simbolo \u00e8 una chiocciola che, al pari della tartaruga, portandosi dietro il guscio, procede lenta, esattamente all\u2019opposto di quello che in realt\u00e0 avviene per le e-mail.<br \/>\nAnche la citazione iniziale \u00e8 un paradosso. Questo termine, etimologicamente, indica qualcosa che va contro l\u2019opinione comune: i paradossi mettono in luce le contraddizioni e aiutano a comprendere la realt\u00e0 al di l\u00e0 delle apparenze. Ci\u00f2 \u00e8 molto utile in una societ\u00e0 come la nostra, basata proprio sull\u2019immagine. Il paradosso dunque \u00e8 come l\u2019handicap: rivela proprio ci\u00f2 che la mentalit\u00e0 comune tende a nascondere o a dimenticare. Per questo io faccio il tifo per la tartaruga.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cPotrei essere rinchiuso in un guscio di noce e  sentirmi re di sconfinati spazi\u201d. (W. Shakespeare, Amleto). 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