{"id":280,"date":"2009-11-04T17:05:29","date_gmt":"2009-11-04T17:05:29","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=280"},"modified":"2025-12-15T10:46:13","modified_gmt":"2025-12-15T09:46:13","slug":"salute-allegria-del-corpo-allegria-salute-dell-anima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=280","title":{"rendered":"4. Salute, allegria del corpo. Allegria, salute dell\u2019anima"},"content":{"rendered":"<p>di Eugenio Scannavino, medico. pioniere dei servizi sanitari in Amazzonia,\u00e8 responsabile della Ong brasiliana &#8220;Saude e alegria&#8221; (www.saudeealegria.org.br), che usa l&#8217;arte circense e teatrale per raggiungere e sensibilizzare la gente. Scannavino lavora attualmente con 63 comunit\u00e0 di indios e caboclos. Il suo nome, scelto dall&#8217;agenzia World Media (&#8220;New York Times&#8221;, &#8220;Folha de Sao Paulo&#8221;), \u00e8 stato inserito nell&#8217;elenco dei 21 Pionieri del XXI Secolo nella categoria &#8220;eco-militanti&#8221;.<\/p>\n<p>Il Brasile \u00e8 uno dei paesi che presentano maggiore disuguaglianza sociale; abbiamo tanta tecnologia da una parte e molta povert\u00e0 dall\u2019altra. Sono medico, lavoro da 18 anni nell\u2019Amazzonia<!--break--> brasiliana, a Rio Tapajos, in comunit\u00e0 che vivono sulle sponde del fiume, in un progetto che si chiama Saude e Alegria, Salute e Allegria, ed \u00e8 un progetto di sviluppo integrato che comprende aspetti legati alla salute, all\u2019educazione, alla produzione agricola, all\u2019ambiente. Abbiamo un programma diversificato, a seconda dei destinatari: con i pi\u00f9 piccoli facciamo educazione sanitaria e ambientale, per gli adolescenti c&#8217;\u00e8 la radio comunitaria, con gli uomini portiamo avanti un programma di formazione agricola e forestale sostenibile, mentre per le donne ci occupiamo del discorso legato alla maternit\u00e0, alla procreazione. Facciamo varie campagne informative, visite domiciliari, monitoriamo malattie come il colera e la dissenteria, e per fare questo abbiamo creato il Circo Mocorongo di Salute e Allegria. Va detto che il circo lo facciamo tutti insieme: dottori, dentisti, tecnici sanitari e la comunit\u00e0. Non \u00e8 un circo per la gente, \u00e8 la gente che lo fa e d\u00e0 gli stimoli per organizzarlo. E vi partecipano tutte le fasce d&#8217;et\u00e0.<br \/>\nCon una barca raggiungiamo le comunit\u00e0, e le formiamo affinch\u00e9 possano svilupparsi autonomamente con le risorse e le capacit\u00e0 che hanno, migliorando il loro livello di organizzazione per prendere parte attiva alla societ\u00e0 civile. Questi interventi interessano 20.000 persone, in una regione molto estesa di 136.000 Kmq. Le comunit\u00e0 distano tra le 5 e le 24 ore di viaggio in barca dal centro urbano. In quell\u2019area, ad eccezione del nostro progetto, non esistono altri servizi sanitari.<br \/>\nQuando abbiamo avviato il progetto ci siamo accorti che i giovani si sentivano molto emarginati dalla comunit\u00e0, volevano sapere pi\u00f9 cose della cultura globale che stava arrivando attraverso i mezzi di comunicazione. Li abbiamo quindi aiutati ad avviare una televisione ed una radio chiamate O mocorongo (cio\u00e8 casino, cosa mal organizzata) e cos\u00ec siamo riusciti a coinvolgerli nel processo di partecipazione comunitaria. Per noi \u00e8 importante che si apprenda in modo allegro, attraverso progetti educativi che tengono conto dell&#8217;aspetto ludico. Un piccolo esempio: sull&#8217;ultimo numero del giornale O mocorongo, c&#8217;\u00e8 la foto di un bambino sorridente, da poco vaccinato, in atto di parare l&#8217;attacco di un ipotetico avversario. E&#8217; come se dicesse: &#8216;la malattia non mi tocca!&#8217; Sempre sul giornale vengono pubblicati dei simpatici fumetti, realizzati direttamente dalla gente. Si organizzano anche tornei di calcio. Sono gli stessi giovani della comunit\u00e0 a preparare i programmi, intervistano gli anziani, ricercano le antiche tradizioni e, per essere inseriti nel sistema educativo, collaborano con le scuole locali. Utilizzando il mezzo ne hanno in qualche modo sfatato il fascino e lo usano per rafforzare l\u2019identit\u00e0 della loro comunit\u00e0. I giovani, specialmente i pi\u00f9 emarginati, sono molto attratti da ci\u00f2 che viene dalla grande citt\u00e0. In questo modo, per\u00f2, si perdono le tradizioni. Alla tv nazionale abbiamo opposto la sfida di una tv locale, dove la produzione \u00e8 fatta e gestita direttamente dalla gente.<\/p>\n<p><strong>Comunit\u00e0 protagoniste<br \/>\n<\/strong>Per quanto riguarda la salute, che \u00e8 la parte pi\u00f9 importante del nostro lavoro, realizziamo attivit\u00e0 molto semplici come la clorazione dell\u2019acqua. Con una pompa ed una placca ad energia solare, un litro di acqua ed un cucchiaino di sale realizziamo l\u2019elettrolisi dell\u2019acqua che produce ipoclorito di sodio gi\u00e0 nella posologia certa di due gocce per litro di acqua trattata. E&#8217; la comunit\u00e0 stessa che produce il cloro per purificare l&#8217;acqua e questo processo costa la bellezza di due centesimi di dollaro per famiglia al mese. Cio\u00e8, nulla. Eppure, \u00e8 una pratica poco diffusa altrove.<br \/>\nLe malattie a trasmissione idrica sono una delle maggiori cause di mortalit\u00e0 di quell\u2019area, la diarrea causava molta mortalit\u00e0 infantile e proveniva dall\u2019acqua contaminata, per cui, con una semplice misura preventiva come il cloro, abbiamo risolto e modificato il profilo della mortalit\u00e0 infantile abbassandone il tasso d\u2019incidenza da 65 per mille bambini nati vivi, fino al 23.3 per mille (lo stesso di San Paolo), e questo solo con l\u2019uso del cloro ed azioni educative.<br \/>\nUn altro rimedio, importante come un farmaco, \u00e8 il sapone che distribuiamo alla popolazione ed ai malati. Il sapone non viene mai considerato una medicina vera e propria, \u00e8 invece ottimo per curare le ferite, per igienizzare, ed \u00e8 un accorgimento davvero molto semplice.<br \/>\nQueste nozioni sono inserite in interventi educativi che stimolano la partecipazione a partire dalla propria comunit\u00e0; cos\u00ec facciamo educazione orizzontale.<br \/>\nL\u2019intento \u00e8 creare un modello di sviluppo comunitario nel quale loro stessi siano i protagonisti, capaci di decidere la direzione del loro sviluppo. Il nostro progetto non vuole creare alcun tipo di dipendenza, di vincolo, di assistenza nelle comunit\u00e0, vogliamo che si sviluppino per proprio conto, quindi noi forniamo strumenti e capacit\u00e0 utili a tale processo.<br \/>\nRisolviamo le emergenze sanitarie attraverso l\u2019assistenza di base con alcuni strumenti molto semplici, lavorando molto sull\u2019educazione, il senso di appartenenza alla cittadinanza e l\u2019organizzazione, in modo che loro possano partecipare al sistema pubblico per le questioni assistenziali. Il progetto costa quaranta dollari per persona l&#8217;anno. Finora abbiamo raggiunto i risultati intermedi dell&#8217;intero programma. Disponiamo, comunque, di un modello di sviluppo gi\u00e0 consolidato in Amazzonia e cerchiamo di esportarlo. Anzi, sono le stesse comunit\u00e0 che cercano di diffonderlo.<\/p>\n<p><strong>Giustizia e politiche sanitarie<br \/>\n<\/strong>La giustizia viene declinata in molti modi; giustizia pu\u00f2 essere l\u2019ingiustizia del potere economico e politico, perch\u00e9 in portoghese la politica sanitaria si riferisce alla sanit\u00e0 di base e tutto il sistema di salute si rivolge agli ospedali, alle malattie, le infermit\u00e0, le medicazioni, agli aspetti lucrativi per il sistema di salute, che chiamerei un sistema di malattie e non un sistema di salute. In sostanza le comunit\u00e0 non ricevono educazione, il cloro di cui parlavo ha un costo di due centesimi di dollaro a famiglia per mese, eppure non \u00e8 disponibile per le comunit\u00e0, il sapone di cocco costa molto poco, ma neanche questo \u00e8 disponibile, quindi non c\u2019\u00e8 alcun tipo di azione educativa nelle aree rurali.<br \/>\nCos\u00ec le comunit\u00e0 si ammalano, e queste malattie si aggravano, per cui le persone sono costrette ad andare in ospedale, prosciugando le risorse fisiche dell\u2019ospedale e generando un circolo vizioso nel quale gli ospedali non possono fornire i servizi adeguati a quei malati che ne avrebbero realmente bisogno. Cos\u00ec il governo \u00e8 obbligato ad affidare ad enti privati la gestione di questa domanda. \u00c8 un sistema alquanto lucrativo, ovvero, il sistema di malattie \u00e8 lucrativo in tutto il mondo. Non so come sia nel Primo Mondo, perch\u00e9 voi avete gi\u00e0 risolto la questione sanitaria, ma il fatto che il sistema sanitario non educhi la popolazione circa le malattie, circa le norme preventive, circa ci\u00f2 che \u00e8 realmente sano come, ad esempio, curare un\u2019influenza in casa, usando una nebulizzazione casalinga, o come utilizzare un\u2019alimentazione pi\u00f9 nutritiva.<br \/>\nIl fatto che il cittadino comune non sia educato alla salute \u00e8 un modo per mantenere la dipendenza verso un sistema di salute in fondo lucrativo.<br \/>\nA mio parere, un medico dovrebbe essere innanzitutto un educatore, tutti i medici, anche nei loro ambulatori, perch\u00e9 la maggiore arma terapeutica che noi abbiamo, e che \u00e8 anche la maggiore arma di trasformazione di questo sistema, \u00e8 la partecipazione di ciascuno, di ogni cittadino, alla sua cura ed alla cura della societ\u00e0.<br \/>\nLa questione del diritto all\u2019acqua e al cibo in Brasile non \u00e8 dovuta alla scarsit\u00e0 di questi beni, al contrario noi abbiamo eccesso di acqua ed eccesso di cibo, abbiamo una delle maggiori riserve di acqua e abbiamo anche una grande possibilit\u00e0 di produzione di alimenti; \u00e8, invece, un problema di disuguaglianza.<br \/>\nLa povert\u00e0, la mancanza di accesso al cibo e alle medicine \u00e8 dovuta al nostro sistema neoliberale che consente l\u2019accesso alle risorse solo a chi ha la possibilit\u00e0 di farlo. La maggior parte delle persone non ha questa possibilit\u00e0, \u00e8 disoccupata, non ha neanche l\u2019educazione necessaria per poterlo fare, non ha una formazione professionale, sono persone escluse dal processo di sviluppo.<\/p>\n<p><strong>Creare partecipazione<br \/>\n<\/strong>Ci\u00f2 che noi stiamo cercando di fare nel nostro progetto \u00e8 sfruttare tutti i tipi di potenzialit\u00e0 che esistono nella comunit\u00e0; i potenziali di leadership, di creativit\u00e0 personale, di inserimento personale alla partecipazione educativa, affinch\u00e9 si crei un movimento di crescita a partire dallo stimolo delle proprie capacit\u00e0.<br \/>\nIl sistema crea sempre dipendenza, incapacit\u00e0 e non cerca di creare invece capacit\u00e0, per cui noi stiamo tentando di invertire questa situazione. Nella misura in cui si crea un sistema di coscienza popolare delle proprie capacit\u00e0, di capacit\u00e0 comunitaria, di rafforzamento di queste capacit\u00e0, tale consapevolezza si moltiplica spontaneamente orizzontalmente, si crea il senso di appartenenza alla cittadinanza, in cui cittadinanza significa partecipazione, e partecipazione \u00e8 l\u2019unico cammino di trasformazione della societ\u00e0.<br \/>\nCon la partecipazione effettiva, delle comunit\u00e0, delle popolazioni, nei meccanismi di governo, di gestione pubblica, di gestione sanitaria, noi possiamo forse cominciare a trasformare.<br \/>\nSe avessimo un sistema di promozione della salute, e non un sistema di malattia, la situazione sanitaria sarebbe migliore, la qualit\u00e0 del servizio sarebbe migliore, ma il nostro sistema di vita \u00e8 molto \u201cpoco intelligente\u201d. Uso questa definizione in contrapposizione ad un termine che ho ascoltato in questi giorni alla radio; si parlava del fatto che gli americani avevano lanciato bombe intelligenti sull\u2019Afghanistan, e io meditavo su come una bomba possa essere intelligente. Che tipo di concetto \u00e8? \u00c8 possibile una bomba intelligente? Eppure il cronista parlava di questo con tanta naturalezza, come se fosse molto facile da comprendere, ma io non capivo, mi sono chiesto: \u2013 in che mondo siamo? \u2013 In un mondo in cui le bombe sono intelligenti, \u00e8 molto difficile riuscire a trasformare se non con azioni molto pratiche, di organizzazione, di partecipazione, per avere la certezza che chi fa le guerre \u00e8 una percentuale molto piccola della popolazione, e che il 99% della popolazione vuole solo vivere in pace, con armonia e in salute, con una buona qualit\u00e0 di vita. Chi la pensa cos\u00ec purtroppo spesso non ha realmente accesso alla partecipazione, ecco perch\u00e9 per me la partecipazione \u00e8 la sfida maggiore.<br \/>\nVorrei chiudere con due frasi: una \u00e8 di un grande pensatore della salute, che dice che la salute \u00e8 il risultato finale del lavoro di tutta una societ\u00e0.<br \/>\nLa seconda riguarda il \u201cProgetto Salute e Allegria\u201d. A chi chiedeva perch\u00e9 si chiamasse cos\u00ec, una persona della foresta rispose \u00abIo lo so: \u00e8 perch\u00e9 la salute \u00e8 l\u2019allegria del corpo, e l\u2019allegria \u00e8 la salute dell\u2019anima\u00bb.<br \/>\nQueste parole, dette da un indio, credo racchiudano una grande saggezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Brasile &egrave; uno dei paesi che presentano maggiore disuguaglianza sociale; abbiamo tanta tecnologia da una parte e molta povert&agrave; dall&#8217;altra. 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