{"id":281,"date":"2009-11-04T17:05:29","date_gmt":"2009-11-04T17:05:29","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=281"},"modified":"2025-12-15T10:43:25","modified_gmt":"2025-12-15T09:43:25","slug":"la-comunit-come-risposta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=281","title":{"rendered":"3. La comunit\u00e0 come risposta"},"content":{"rendered":"<p>di Renata Piccolo<\/p>\n<p>Oramai da molti anni una delle tematiche legate all\u2019handicap riguarda la possibilit\u00e0 di avere una vita indipendente anche per le persone disabili. Fortunatamente se ne parla molto, esistono<!--break--> anche delle leggi che lo vogliono garantire, ma poco o nulla \u00e8 stato fatto: evidentemente le persone con qualche deficit sono degli extraterrestri che non possono godere di tale diritto, che tra l\u2019altro per \u201ci normodotati\u201d \u00e8 addirittura considerato come fondamentale!<br \/>\nBeh\u2026cosa vogliamo di pi\u00f9? Vogliamo delle cure sanitarie gratuite, vogliamo gli ausili per l\u2019indipendenza, vogliamo una famiglia che ci coccoli e ci accudisca, vogliamo le assistenti per alzarci dal letto, \u2026e ora vogliamo anche una casa per essere \u201cindipendenti\u201d? Magari questa dovrebbe essere anche senza barriere architettoniche per poter spostarci liberamente e per uscire ogni qual volta lo desideriamo, non dovrebbe costare molto cos\u00ec le nostre esigue risorse economiche le sfruttiamo per andare ai Carabi l\u2019estate, inoltre dovrebbe essere cos\u00ec e non cos\u00e0, eccetera. Quante pretese!<br \/>\nLa ricerca di una casa accomuna tutti, abili e non: una volta giunti ad una determinata tappa della vita si decide o, talvolta, si \u00e8 obbligati, a lasciare la famiglia ed iniziare il percorso della propria vita\u2026Questa scelta personalmente l\u2019ho compiuta cinque anni fa, quando la decisione di cambiare casa, ma soprattutto vita, \u00e8 stata supportata dal fatto che volevo continuare l\u2019Universit\u00e0 e, quindi, in quanto studentessa di Scienze dell\u2019Educazione, potevo usufruire dei posti alloggio garantiti dalle Aziende per il Diritto allo Studio Universitario. Ho scelto cos\u00ec di approdare a Bologna, dove il mio desiderio di indipendenza \u00e8 stato soddisfatto dall\u2019Arstud che mi ha garantito, fino alla fine dei miei studi, non solo l\u2019assistenza ma anche un posto letto accessibile presso uno dei tanti Studentati presenti in citt\u00e0.<br \/>\nFortunatamente, ma anche purtroppo, ad un certo punto l\u2019Universit\u00e0 termina! E dopo? Si ritorna al paesino, dove non solo non ci sono possibilit\u00e0 lavorative, ma nemmeno offerte culturali interessanti? Si ritorna in famiglia, dove s\u00ec hai tutto gratuitamente \u2013 assistenza continua, casa, \u2026-ma dove comunque non puoi soddisfare un tuo diritto fondamentale: l\u2019indipendenza e, quindi, l\u2019autonomia, la libert\u00e0? Questo perch\u00e9 non ci sono alternative. O meglio le alternative esistono, ma non sono allettanti, almeno per coloro che pur essendo affetti da un deficit non risultano essere totalmente non autosufficienti.<br \/>\nDi fronte a questa personale esigenza, ho analizzato le possibilit\u00e0 esistenti per le persone inabili che aspirano ad una loro indipendenza.<\/p>\n<p><strong>Comunit\u00e0 con la C maiuscola<br \/>\n<\/strong>In Italia si \u00e8 iniziato a parlare di Comunit\u00e0 fin dagli anni \u201970; ci\u00f2 in seguito allo sviluppo dell\u2019idea di de-istituzionalizzazione: quest\u2019ultima rappresenta propriamente il diritto di ciascuno di vivere in un contesto sociale \u201cnormale\u201d. La Comunit\u00e0 nasce, quindi, con gli scopi di fornire servizi inerenti la riabilitazione psicologica e l\u2019inserimento sociale della persona con deficit, oltre ad offrire alla stessa un\u2019abitazione. Essa si sviluppa dall\u2019idea di una vita comunitaria, dove cio\u00e8 tutto viene diviso con gli altri membri: nel gruppo ciascuno ha la sua funzione e, per questo, la sua presenza \u00e8 utile anche agli altri.<br \/>\nL\u2019organizzazione della Comunit\u00e0 varia a seconda dei destinatari: persone anziane, bambini in situazione di disagio, disabili, tossicodipendenti, immigrati, \u2026Le fondamenta di ciascuna Comunit\u00e0 sono rappresentate da alcuni principi ispiratori, quali:<br \/>\n&#8211; progetto terapeutico: offre un sostegno a quel soggetto che deve modificare il proprio stile di vita, sfruttando le proprie risorse e potenzialit\u00e0 (tossicodipendenti);<br \/>\n&#8211; progetto educativo: aiuta a raggiungere determinati obiettivi che, a causa di una possibile crisi esistenziale, possono risultare complicati da raggiungere (minori, disabili psichici);<br \/>\n&#8211; scelta esistenziale: si tratta sempre di realizzare dei progetti educativi, rivolti per\u00f2 all\u2019intera esistenza della persona (prendere in affidamento un bambino);<br \/>\n&#8211; autogestione: un gruppo di persone decide di vivere insieme sfruttando le risorse pubbliche (anziani autosufficienti, disabili adulti).<br \/>\nA seconda dei principi sopraelencati, esistono diverse forme di Comunit\u00e0 a cui le persone in situazione di handicap possono ricorrere, ovvero:<br \/>\n&#8211; Centro Servizio di Pronta Accoglienza: offre tempestivamente ai suoi utenti \u2013adolescenti e adulti- mantenimento e protezione; contemporaneamente si impegna nel cercare risoluzioni definitive alle problematiche emerse. Ad esempio esse si rivolgono ad immigrati da poco arrivati in Italia oppure a famiglie di disabili che ad un certo punto non possono assistere il proprio figlio per motivi di salute, stress psicologico, \u2026 Esso pu\u00f2 rappresentare anche un momento di formazione e crescita personale del disabile.<br \/>\n&#8211; Comunit\u00e0 Alloggio: struttura educativa che sostituisce temporaneamente la famiglia, assicurando supporto psicologico, relazionale e sociale alla persona in situazione di disagio. Ciascuna Comunit\u00e0 Alloggio possiede un regolamento preciso che stabilisce la tipologia degli utenti, le modalit\u00e0 di ammissione, le finalit\u00e0 e i metodi educativi, i rapporti con l\u2019esterno; viene gestita dalle ASL o da soggetti privati.<br \/>\n&#8211; Gruppo Famiglia: \u00e8 una struttura educativo &#8211; assistenziale che prende in affido il minore \u2013disabile, l\u2019immigrato, in generale lo svantaggiato- assicurandogli un ambiente familiare idoneo, il mantenimento, l\u2019educazione e l\u2019istruzione. Spesso essi sono rappresentati da famiglie private che vengono sostenute economicamente dai servizi sociali.<br \/>\n&#8211; Gruppo Appartamento: \u00e8 una comunit\u00e0 residenziale autogestita direttamente da disabili adulti in grado di organizzare autonomamente i propri spazi, tempi, assistenza, \u2026<br \/>\n&#8211; Residenza Sanitaria Assistenziale (R.S.A.): fornisce accoglienza, prestazioni sanitarie e di recupero a persone non autosufficienti, prive di supporto familiare.<br \/>\n&#8211; Istituto Educativo Assistenziale: anch\u2019esso si rivolge principalmente a minori abbandonati, anche con deficit, ai quali vengono offerti accoglienza, mantenimento, vigilanza, custodia, educazione ed istruzione. Esso rappresenta l\u2019alternativa per quei casi che non possono essere dati in affidamento; tale opportunit\u00e0 pu\u00f2 essere scelta dalla famiglia o, in casi estremi, dal Tribunale dei Minori;<br \/>\n&#8211; Comunit\u00e0 e Case di Cura: sono istituti privati che offrono vari tipi di servizi agli utenti: sostegno psicologico, riabilitazione fisica, assistenza fisica permanente, eccetera.<\/p>\n<p><strong>Le Comunit\u00e0 in Italia<br \/>\n<\/strong>Vediamo, quindi, alcuni casi in cui tali concetti sono stati applicati concretamente all\u2019interno del territorio italiano. L\u2019esempio pi\u00f9 eclatante \u00e8 rappresentato dalla Comunit\u00e0 di Capodarco: nel 1966 un gruppo di tredici persone handicappate, un giovane prete, don Franco Monterubbianesi, e alcuni volontari hanno deciso di vivere in una comunit\u00e0 situata in una vecchia villa abbandonata a Capodarco di Fermo nelle Marche. Oggi questa Comunit\u00e0 \u00e8 presente in tredici regioni italiane ed \u00e8 una delle organizzazioni del volontariato pi\u00f9 impegnate nella lotta all&#8217;emarginazione sociale. I principi basilari condivisi da coloro che aderiscono a questa realt\u00e0 sociale sono:<br \/>\n&#8211; il rifiuto dell&#8217;atteggiamento pietistico nei confronti di chi \u00e8 in difficolt\u00e0 e il superamento di ogni assistenzialismo;<br \/>\n&#8211; lo stile della condivisione, del coinvolgimento profondo con la storia dell&#8217;altro, del pagare di persona;<br \/>\n&#8211; la territorialit\u00e0 dell&#8217;intervento per evitare di chiudersi nella propria struttura ed aprirsi alle realt\u00e0 circostanti;<br \/>\n&#8211; la quotidianit\u00e0 come spazio in cui tutti hanno la possibilit\u00e0 di crescere e di emanciparsi attraverso il lavoro, momenti di vita comune, attivit\u00e0 di servizi sociali.<br \/>\nUn\u2019altra realt\u00e0 comunitaria presente nel Sud Italia \u00e8 rappresentata dall\u2019Agedi: essa \u00e8 un organismo non lucrativo di utilit\u00e0 sociale, che si occupa di Self-Help, tra i Soci e, pi\u00f9 in generale, tra le famiglie che condividono le problematiche della disabilit\u00e0. L\u2019Agedi assicura la tutela dei diritti dei disabili e delle loro famiglie attraverso lo Sportello Informativo Handicap, il Servizio di Assistenza e di Sostegno Educativo sfruttando il volontariato, l\u2019Ausilioteca, la Comunit\u00e0 Famiglia: quest\u2019ultima si occupa dell\u2019accoglienza di minori in affidamento, con particolare riguardo ai bambini con gravi disabilit\u00e0. Al momento sono attive due comunit\u00e0, una a Sud e l&#8217;altra a Nord della citt\u00e0 di Reggio Calabria. Ai bambini ospiti delle Comunit\u00e0 Famiglia dell&#8217;A.GE.DI. \u00e8 garantita la fruizione di tutti gli spazi sociali, educativi e, se necessario, riabilitativi presenti sul territorio. L\u2019Agedi ha inoltre costituito la Comunit\u00e0 Dopo di Noi: essa ospiter\u00e0 quattro persone disabili adulte in situazione di gravit\u00e0. Ultima esperienza a carico dell\u2019A.Ge.DI. riguarda i Campi Estivi Autogestiti nei quali le famiglie, gli operatori e i volontari condividono un periodo di vacanza al mare.<br \/>\nUna realt\u00e0 esemplare \u00e8 situata a Milano, dove sorge la Comunit\u00e0 \u201cNoi come gli altri\u201d che fa capo al Progetto Gabbiano 2000: anche in questo caso l\u2019obiettivo principale \u00e8 quello di soddisfare le esigenze delle persone disabili e delle loro famiglie; ci\u00f2 \u00e8 stato perseguito attraverso:<br \/>\n&#8211; Ricerca di un ambiente ampio ed adatto per ospitare le seguenti iniziative.<br \/>\n&#8211; Una Comunit\u00e0 alloggio: essa vuole diventare un ambiente reale di vita quotidiana, intrattenendo relazioni col contesto sociale nel quale \u00e8 localizzato;<br \/>\n&#8211; Un Centro diurno educativo polifunzionale: \u00e8 rivolto a soggetti con handicap medio- grave ed \u00e8 una struttura integrata non residenziale che accoglie giornalmente soggetti con notevole compromissione dell&#8217;autonomia. Propone spazi educativi e ricreativi diversificati il cui obiettivo \u00e8 la crescita evolutiva dei soggetti e lo sviluppo delle loro capacit\u00e0 residue.<br \/>\n&#8211; Un Centro di ascolto per le famiglie. L\u2019elenco delle Comunit\u00e0 e la loro descrizione potrebbe continuare: fortunatamente tali servizi esistono, ma purtroppo sono essenzialmente rivolti a soggetti con disabilit\u00e0 fisica grave oppure con deficit mentale o, infine, a coloro che rimangono privi di famiglia. Esistono ben poche realt\u00e0 rappresentate da persone disabili adulte che vivono autonomamente, ricorrendo agli altri solo per l\u2019assistenza di cui necessitano.<\/p>\n<p><strong>Comunit\u00e0 come riferimento<br \/>\n<\/strong>Durante una visita di padre Alex Zanotelli presso la Comunit\u00e0 di Capodarco, egli ha fatto notare come la Comunit\u00e0 rappresenti il seme dal quale partire per compiere azioni atte al miglioramento della vita di ciascun individuo: \u00e8 proprio da questa, infatti, che bisogna partire per progettare gli interventi futuri. Contemporaneamente, per\u00f2, egli fa notare come oggi il concetto di disabilit\u00e0 sia cambiato, come ha evidenziato recentemente l\u2019OMS; esso inoltre varia anche a livello spazio-temporale: infatti se si considera il Sud del Mondo \u00e8 importante notare la presenza di persone non necessariamente affette da deficit ma che comunque possono essere considerate come colpite da handicap: basti pensare ai ragazzi che sniffano la colla, alle bambine che si prostituiscono, ai poveri rinchiusi nelle baraccopoli, \u2026Queste nuove forme di handicap debbono essere combattute affrontandole con mezzi diversi da quelle tradizionali, visto che gli utenti sono diversi; ma anche in tal caso, ogni progetto si potrebbe sviluppare dall\u2019idea di Comunit\u00e0: questa rappresenta il punto di riferimento nel quale avviene l\u2019incontro di persone che possono trovare delle risorse loro utili e, contemporaneamente, sfruttare le proprie mettendole magari a disposizione degli altri.<br \/>\nQuest\u2019ultimo principio \u00e8 fondamentale per giungere a parlare dell\u2019altra difficolt\u00e0 che si presenta nel momento in cui il soggetto adulto in situazione di handicap decide di abitare da solo, cercando di migliorare la propria autonomia ed indipendenza: l\u2019assistenza. Questa \u00e8 s\u00ec fornita dai Servizi Sociali di ciascun Comune, ma spesso risulta essere insufficiente ed inadatta. L\u2019alternativa \u00e8 rappresentata dalle tante Cooperative sociali che offrono tali tipi di servizi: l\u2019unico problema \u00e8 che queste sono a pagamento, per cui diventano di difficile, se non impossibile, accesso. L\u2019unica alternativa esistente e che sembra anche la pi\u00f9 affabile \u00e8 rappresentata dal volontariato. Il suo principio di base \u00e8 molto buono, anche se purtroppo non sempre si riesce ad organizzarlo in maniera tale da sopperire alle esigenze delle persone che ne avvertono la necessit\u00e0; inoltre esso non dovrebbe essere visto come una \u201cprestazione di bont\u00e0\u201d, anche perch\u00e9 ci\u00f2 a lungo andare potrebbe provocare situazioni frustranti sia in chi aiuta sia in chi \u00e8 aiutato, rischiando che la relazione si interrompa improvvisamente e che il soggetto disabile \u201crimanga a piedi\u201d!<\/p>\n<p><strong>Ho fatto il mutuo della casa\u2026alla banca del tempo!<br \/>\n<\/strong>Lancio una proposta. Negli ultimi anni in Italia si \u00e8 iniziato a parlare di Banca del Tempo: \u00e8 un istituto di credito molto particolare, dove si deposita la propria disponibilit\u00e0 per scambiare prestazioni con altri aderenti usando il tempo come unit\u00e0 di misura degli scambi: in tal modo le persone si ritrovano in una situazione di parit\u00e0 tra loro.<br \/>\nA ciascuno degli aderenti viene intestato un conto corrente e dato un libretto di assegni; l&#8217;adesione \u00e8 volontaria e l&#8217;unico obbligo che ne deriva \u00e8 quello di rendere il tempo ricevuto.<br \/>\nI bisogni e i piaceri depositati nella Banca del Tempo appartengono alla sfera delle relazioni di buon vicinato. Sono cio\u00e8 azioni semplici di solidariet\u00e0 tra individui che abitano nello stesso palazzo, nella stessa strada o piazza, nello stesso quartiere, i cui figli frequentano lo stesso asilo o la stessa scuola. Tra gli utenti, per\u00f2, non sono previsti coloro che si possono trovare in una situazione di disagio: questo erroneamente, perch\u00e9 si ritiene che le persone in difficolt\u00e0 non abbiano nulla da scambiare con gli altri, che essi cio\u00e8 non posseggano alcun tipo di risorse che potrebbero essere utili agli altri; tale Banca, cio\u00e8, vuole restare libera da vincoli morali, etici o affettivi, instaurando per\u00f2 rapporti solidali e paritari. Penso che tale concetto sia sbagliato e che, anzi, tale metodologia debba essere sfruttata a maggior ragione con le persone a disagio, siano esse disabili, tossicodipendenti, immigrati. Infatti, sfruttando anche le loro capacit\u00e0, le loro risorse, li si pu\u00f2 far sentire importanti, meritevoli senza quindi creare situazioni frustranti o depressive. Tra l\u2019altro questo dovrebbe essere, a mio avviso, il concetto basilare della Comunit\u00e0 che accoglie: colei che cio\u00e8 offre un servizio agli altri i quali, a loro volta, offrono ulteriori favori. Si ricorda appunto che la Banca del Tempo parte dall&#8217;idea che \u00e8 possibile uno scambio paritario fondato sul fatto che gli individui sono portatori di bisogni ma anche di risorse. I principali vincoli che incontra la banca sono culturali: la nostra societ\u00e0 tende a legittimare determinati usi del tempo e non altri, ma anche a legittimare alcune persone e non altre.<br \/>\nIn Italia le Banche del tempo avviate e funzionanti sono circa ottanta. La prima \u00e8 nata nel 1992 a Parma, ma l&#8217;antesignana delle banche attualmente esistenti \u00e8 nata nel 1995 su proposta del Comitato Pari Opportunit\u00e0 del Comune di Sant&#8217;Arcangelo di Romagna. Altre realt\u00e0 hanno avviato il progetto: Milano, Perugia, Padova, Roma, Ivrea, Vercelli, Napoli, Novara, Venezia, Aosta,\u2026<\/p>\n<p><strong>Ami il prossimo tuo\u2026se gli stai vicino!<br \/>\n<\/strong>E\u2019 importante tener presente che i luoghi in cui tali servizi sorgono sono importanti, in quanto tra loro ci pu\u00f2 essere uno scambio continuo, di risorse appunto. Questo riguarda anche la Comunit\u00e0, per tal motivo infatti \u00e8 importante considerare bene anche l\u2019ambiente fisico nel quale essa sorge: ci pu\u00f2 essere cio\u00e8 uno scambio anche tra l\u2019ambiente e coloro che ci vivono e questo potrebbe arricchire entrambi.<br \/>\nSecondo il mio parere, un errore spesso commesso da coloro che decidono di aprire una Comunit\u00e0 d\u2019accoglienza riguarda la scelta del luogo in cui questa viene situata: molto spesso, infatti, tali centri sorgono in luoghi piuttosto isolati, addirittura lontano dal centro della citt\u00e0. Se da un lato ci\u00f2 risponde all\u2019esigenza di avere degli spazi ampi, dove \u00e8 possibile avere a disposizione diverse strutture che offrano i servizi di base \u2013 come ad esempio piscine, palestre, sale di ritrovo, cinema,\u2026- dall\u2019altro tale fenomeno porta ad isolare i residenti dal resto del mondo, dalla realt\u00e0 quotidiana. Questo, non solo crea un distacco fisico, ma anche sociale e quindi, se da un lato rappresenta un beneficio \u2013 come quello della casa e dell\u2019assistenza appunto &#8211; dall\u2019altro crea uno svantaggio a livello socioculturale: abitando in questi posti isolati, diventer\u00e0 ulteriormente pi\u00f9 difficile andare a prendere un caff\u00e8 con l\u2019amico, andare a vedere un film al cinema, andare a fare spese, \u2026Il rovescio della medaglia, per\u00f2, potrebbe essere rappresentato dal fatto che, nel caso in cui tale Comunit\u00e0 sorga nei pressi di un paese, essa pu\u00f2 comunque sfruttare le risorse messe a disposizione da quest\u2019ultimo e con questo instaurare un rapporto di scambio reciproco, nel quale chi aiuta \u00e8 anche chi \u00e8 aiutato e viceversa. Comunque tali contesti \u201cristretti\u201d possono ricrearsi anche nel caso in cui la Comunit\u00e0 sorga in citt\u00e0: essa, infatti, pu\u00f2 essere dislocata in un determinato quartiere, all\u2019interno del quale pu\u00f2 creare una rete di relazioni basate proprio sul sostegno reciproco. Per questo motivo, nel momento in cui si decide di creare una Comunit\u00e0 che ospita, indipendentemente dalla tipologia di utenza, \u00e8 importante tenere conto di tutta una serie di fattori che apparentemente potrebbero sembrare secondari, ma che in realt\u00e0 rivestono un\u2019importanza primaria, anche perch\u00e9 potrebbero in futuro trasformarsi in risorse vere e proprie.<br \/>\nConcludendo, si pu\u00f2 affermare che alcune opportunit\u00e0 esistono, vanno ampliate, migliorate, sviluppate ma soprattutto messe in pratica. Per questo \u00e8 necessario l\u2019intervento delle istituzioni, dei Servizi Sociali, \u2026Ricordiamoci che le richieste non sono molto diverse da quelle dei cosiddetti \u201cnormodotati\u201d: sono necessarie solamente alcune accortezze in pi\u00f9 e, ahim\u00e8, qualche soldo in pi\u00f9; ma, pi\u00f9 la persona disabile sar\u00e0 autonoma, minore sar\u00e0 anche la spesa per il suo mantenimento.<\/p>\n<p><strong>Elenco dei siti Internet sulle Comunit\u00e0:<\/strong><br \/>\n1) Associazione di genitori di bambini e adulti disabili<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.agedi.it\/chi.htm\">www.agedi.it\/chi.htm<\/a><br \/>\n2) Comunit\u00e0 religiosa che offre ospitalit\u00e0 e assistenza a persone disabili e bambini abbandonati<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.villaggiosantantonio.it\">www.villaggiosantantonio.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Comunit\u00e0 di Capodarco<\/strong><br \/>\nLa Comunit\u00e0 di Capodarco propone servizi sociali, sanitari e formativi ma anche cooperative di lavoro integrate che operano nel campo dell&#8217;elettronica, della ceramica, del riciclaggio della carta e del pezzame, delle ricerche sociologiche e statistiche. Tutto ci\u00f2 \u00e8 articolato in diversi modi: Comunit\u00e0 residenziali; Gruppi famiglia; Centri di riabilitazione; Centri di formazione professionale; Centri diurni; Cooperative; Laboratori; Centri Studi e servizi culturali.<br \/>\nRecentemente la Comunit\u00e0 si \u00e8 allargata fuori dai confini nazionali, dando vita alla Comunit\u00e0 Inernazionale di Capodarco (CICa), un&#8217;organizzazione non governativa di solidariet\u00e0 internazionale, che si propone di dare risposte ai problemi dei poveri e degli emarginati di tutti i continenti.<br \/>\nElenco delle comunit\u00e0 di Capodarco:<br \/>\nComunit\u00e0 di Rinascita Tolmezzo (UD)<br \/>\nComunit\u00e0 Gruppo &#8217;78 Volano (TN)<br \/>\nComunit\u00e0 di Costo Arzignano (VI)<br \/>\nComunit\u00e0 di Capodarco di Fermo Capodarco di Fermo (AP)<br \/>\nCentro Lavoro Cultura Gubbio (PG)<br \/>\nComunit\u00e0 La Buona Novella Fabriano (AN)<br \/>\nComunit\u00e0 Capodarco di Roma Roma<br \/>\nComunit\u00e0 21 marzo Terracina (LT)<br \/>\nComunit\u00e0 La Roccia Aversa (CE)<br \/>\nAssociazione Il Solco Lecce<br \/>\nComunit\u00e0 Progetto Sud Lamezia Terme (CZ)<br \/>\nComunit\u00e0 Progetto Sicilia Palermo<br \/>\nComunit\u00e0 di San Giuseppe Linguaglossa (CT)<br \/>\nComunit\u00e0 Il Seme Oristano<br \/>\nCentro Comunitario Jesus Resucitado Penipe Ecuador<br \/>\nCentro Comunitario Casaccia &#8220;Angelo Franco&#8221; Ibarra Ecuador<br \/>\nComunit\u00e0 Internazionale di Capodarco Roma<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oramai da molti anni una delle tematiche legate all&#8217;handicap riguarda la possibilit&agrave; di avere una vita indipendente anche per le persone disabili. 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