{"id":2839,"date":"2020-06-23T15:37:17","date_gmt":"2020-06-23T13:37:17","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2839"},"modified":"2025-09-08T11:23:49","modified_gmt":"2025-09-08T09:23:49","slug":"9-testimonianze-dei-genitori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2839","title":{"rendered":"9. Testimonianze dei genitori"},"content":{"rendered":"<p><b>Una casa, tanti percorsi<br \/>\n<\/b>Noi siamo fra le famiglie arrivate qui pi\u00f9 tardi, tardi ma sempre in tempo.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Giorgia \u00e8 una ragazza giovane, ha 22 anni, abbiamo avuto l\u2019opportunit\u00e0 di conoscere Roberto e l\u2019associazione, il progetto ci \u00e8 sembrato degno delle aspettative per la vita di nostra figlia.<br \/>\nAnzi abbiamo proprio auspicato che potesse avvenire l\u2019inserimento di Giorgia.<br \/>\nMia figlia \u00e8 giovane, era inserita in un centro diurno dove si trovava bene e la situazione familiare era gestibile. Quello che ci ha fatto volgere verso questa casa \u00e8 stata propria la qualit\u00e0 del progetto.<br \/>\nPrima di arrivare all\u2019apertura \u00e8 passato un anno, abbiamo avuto il tempo e il modo di conoscerci, io di conoscere loro e loro di conoscere me. Ci siamo trovati bene, ho trovato un\u2019associazione affiatata, molto coesa, tesa verso questo grande obiettivo che \u00e8 stato un punto fermo verso cui tendevano tutti i genitori e questo ha tenuto unita come un collante particolare l\u2019associazione.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Il presidente che ha saputo nel corso degli anni tenere insieme questo gruppo numeroso non solo con sentimenti di amicizia ma direi proprio di fratellanza, \u00e8 stato molto bravo perch\u00e9 questo \u00e8 sempre un lavoro arduo.<br \/>\nSiamo arrivati all\u2019apertura che \u00e8 stato un traguardo agognato, abbiamo lavorato nella struttura per abbellirla, per renderla idonea e personalizzata sulle esigenze dei nostri figli. Anche la scelta degli operatori che \u00e8 stata fatta naturalmente dalla direzione ha seguito le nostre indicazioni.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>A distanza di un anno la particolarit\u00e0 dei genitori all\u2019interno della struttura \u00e8 l\u2019elemento che pi\u00f9 la qualifica e la caratterizza nel bene e nel male.<br \/>\nNel bene perch\u00e9 i genitori sono stati una risorsa informativa per aumentare la conoscenza che \u00e8 stata di aiuto a entrare in relazione con i nostri figli. Per la maggior parte degli operatori i nostri figli erano degli sconosciuti ed entrare in rapporto con 16 ragazzi con grandi difficolt\u00e0 \u2013 perch\u00e9 i nostri figli hanno grandi difficolt\u00e0 \u2013 non \u00e8 stato semplice, sebbene gli operatori fossero del mestiere e preparati. L\u2019aiuto dei genitori ha reso pi\u00f9 facile questo passaggio.<br \/>\nNel male perch\u00e9 talvolta la presenza dei genitori pu\u00f2 essere stata vista come un ingombro, un impiccio, un\u2019ingerenza nella professionalit\u00e0 stessa degli operatori.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Anche questo per\u00f2 rientra nelle dinamiche, perch\u00e9 le nostre aspettative come genitori erano, e sono, talmente alte (se no non sarebbe un sogno da vivere&#8230;) che dovevano gi\u00e0 essere messe nel conto. Queste dinamiche hanno agito nella nostra organizzazione per cui la propensione spiccata di ogni genitore nei confronti del proprio figlio pu\u00f2 avere determinato una qualche forma di incomprensione.<br \/>\nLe nostre aspettative sono talmente alte, elevate che possiamo vedere come criticit\u00e0 delle piccole cose, legate alle nostre ansie ma anche al fatto che i nostri ragazzi hanno delle specificit\u00e0 cos\u00ec differenziate per cui non possono essere accettati dei trattamenti standardizzati, devono essere dei trattamenti specifici, personalizzati. Questa richiesta pu\u00f2 aver determinato delle criticit\u00e0.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Questo si \u00e8 avvertito soprattutto all\u2019inizio quando gli operatori dovevano conoscere e noi avevamo l\u2019ansia di trasmettere tutto il nostro bagaglio di conoscenze in modo che diventassero patrimonio per gli operatori.<br \/>\nIl benessere dei ragazzi non si deve vedere solo da come si gestiscono il cambio del pannolino, l\u2019igiene o il cibo. Queste cose io le voglio dare per scontate, sono la base da cui partire per vedere cosa si pu\u00f2 fare per stare bene, per farli partecipare al mondo e alla vita.<br \/>\nSe si arriva al punto di dover ragionare su queste cose vuol dire che si \u00e8 molto lontani dall\u2019obiettivo, a me piacerebbe ragionare sulle attivit\u00e0, su come riusciamo a far passare in maniera decorosa le giornate.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Questa \u00e8 la loro casa, la loro vita e lo sar\u00e0 per sempre.<br \/>\nMarcella, mamma di Giorgia<\/p>\n<p><b>Un posto sicuro<br \/>\n<\/b>Noi come gruppo siamo insieme dal 2000. Per tutti il pensiero era il domani. Mio figlio frequentava un centro diurno da quando aveva 16 anni ma il pensiero era sempre il domani. Quando \u00e8 uscito questo progetto a me \u00e8 sembrato rappresentare il futuro migliore per nostro figlio.<br \/>\nPiano piano \u00e8 cresciuta anche un\u2019amicizia tra noi, ho conosciuto delle persone che poi sono diventate mie amiche mentre prima ero sempre chiusa in casa.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Per me \u00e8 sempre stata una festa venire in associazione.<br \/>\nIl futuro \u00e8 questo, io adesso lo vedo. Dobbiamo pensare a come fare per migliorare, contribuendo anche noi nell\u2019andamento della struttura perch\u00e9 questo \u00e8 un periodo di rodaggio (\u00e8 un anno che la casa \u00e8 aperta) e anche se ci sono delle cose che vanno migliorate, delle questioni che vanno valutate, nell\u2019insieme sono contentissima.<br \/>\n\u00c8 una sensazione bella perch\u00e9 sappiamo che qualunque cosa possa succedere i nostri figli sono in un posto sicuro, anzi meglio: sono in una casa, perch\u00e9 questa \u00e8 la loro casa non \u00e8 una struttura.<br \/>\nSilvana, mamma di Brunetto<\/p>\n<p><b>Una famiglia allargata<br \/>\n<\/b>Conosco Roberto da sempre, veniamo dallo stesso paese. Conoscevo la sua storia e non mi \u00e8 stato difficile capire, conoscendolo, quale era il progetto a cui aveva dato corpo.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>L\u2019esigenza della mia famiglia era quella, simile a quella di tutte le famiglie che ci sono qui, di cercare di capire quale era il modo migliore di assicurare a nostra figlia un domani buono per lei.<br \/>\nDal punto di vista dell\u2019et\u00e0, questa idea avrebbe forse potuto essere rimandata ma per un problema legato al trasporto di mia figlia abbiamo avuto l\u2019esigenza di pensarci prima di quanto potevamo prevedere.<br \/>\nOgnuno di noi credo abbia combattuto a lungo prima di decidersi a cercare una soluzione di vita fuori dalla famiglia; ragionando poi non solo con i sentimenti ma anche con l\u2019intelletto abbiamo cominciato a guardarci in giro. Conoscendo Roberto, conoscendo il suo progetto ci siamo convinti non solo che questa fosse una soluzione necessaria ma anche una bella risposta.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Nelle finalit\u00e0 e negli obiettivi ci abbiamo creduto subito, dobbiamo creare una vera e propria famiglia allargata perch\u00e9 l\u2019obiettivo a cui teniamo \u00e8 lo stesso non solo verso i nostri figli ma per tutti i ragazzi. Abbiamo deciso di fare parte di questo progetto e ci siamo buttati seguendo attivamente l\u2019associazione, prima mia moglie e poi anch\u2019io, dopo essere andato in pensione.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Il progetto non era nuovo solo per noi, era nuovo anche per gli operatori ma anche per i nostri familiari.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Dobbiamo ancora lavorare molto per cambiare la mentalit\u00e0 tutti insieme, operatori e genitori. Talvolta, nell\u2019ansia di essere collaborativi possiamo anche creare disagio, correre il rischio d\u2019interferire\u2026 Stiamo cercato di \u201cdisciplinarci\u201d.<br \/>\nPiero, pap\u00e0 di Ilaria<\/p>\n<p><b>Un posto per noi<br \/>\n<\/b>Le nostre storie sono pi\u00f9 o meno tutte uguali, quando si arriva al fondo sono tutte uguali.<br \/>\nLa differenza pu\u00f2 essere nell\u2019et\u00e0 dei nostri figli, la mia ha 42 anni, e nel numero di tessera dell\u2019associazione, la mia \u00e8 la numero 2 dopo quella di Roberto perch\u00e9 la prima volta che l\u2019ho incontrato ho aderito subito al progetto vedendo la persona che era.<br \/>\nHo lasciato mia figlia per dieci anni a Osimo, l\u2019unico posto allora dove riuscivano a lavorare con lei. A Genova a quei tempi un posto come quello lo sognavo.<br \/>\nAdesso lo abbiamo trovato un posto per noi.<br \/>\nGiuliano, pap\u00e0 di Susanna<\/p>\n<p><b>Una prospettiva diversa<br \/>\n<\/b>Dico la verit\u00e0: ho sempre avuto il terrore che mio figlio andasse in un ricovero per \u201cvecchi\u201d, in un istituto per finire in un letto senza nessuno in grado di capirlo o stimolarlo visto che lui non chiede neanche da bere o da mangiare se non \u00e8 sollecitato. Tante volte mi dicevo \u201cnon so cosa farei per non lasciarlo\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Con l\u2019associazione si \u00e8 aperta tutta un\u2019altra prospettiva, un sogno per mio figlio ma anche per noi. Abbiamo deciso di mangiare insieme il mercoled\u00ec, di stare insieme, di parlare.<br \/>\nQuesto mi ha fatto sentire sollevata, mi ha fatto capire di non essere sola. Conoscere le altre persone \u00e8 stato un sollievo per me, prima ero sempre chiusa con il mio dolore.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Il dolore rimane, per\u00f2 mi sembra pi\u00f9 sopportabile perch\u00e9 \u00e8 condiviso con gli altri.<br \/>\nPer me avere mio figlio in questa casa, poterlo vedere, venire e poter stare insieme a lui per me \u00e8 una cosa grandissima; non mi sembra di vivere quel distacco di cui avevo paura.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Sono grata a Roberto, all\u2019associazione perch\u00e9 \u00e8 una cosa bella, ci sono aspetti che piano piano andranno migliorati ma sono veramente felice che mio figlio sia qui.<br \/>\nRaffaella, mamma di Maurizio<\/p>\n<p><b>Un \u201csogno\u201d da vivere e da migliorare<br \/>\n<\/b>Questo posto \u00e8 stato anni fa sede di una scuola speciale, di un centro che anche mio figlio ha frequentato. Non funzionava bene ma il posto era (ed \u00e8) bellissimo e io l\u2019ho sempre pensato come un luogo adatto per farci una casa, una residenza per i nostri figli, per quel domani che a noi genitori preoccupa tanto e ho spinto anche mio marito perch\u00e9 si andasse in questa direzione. Nonostante questo impegno forte non avrei voluto che mio figlio vivesse in questa casa da subito, era un pensiero che mi attanagliava. Per\u00f2 in un qualche modo noi dovevamo dare l\u2019esempio per cui mio figlio \u00e8 entrato tra i primi.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>La cosa pi\u00f9 difficile \u00e8 stato il prima, il pensiero del distacco; il momento in cui poi l\u2019ho portato \u00e8 stato meno pesante, anche perch\u00e9 c\u2019erano altri genitori nella mia situazione con cui parlare e confrontarsi. Adesso \u00e8 una cosa che mi fa stare tranquilla.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Prima di tutto questo \u00e8 un posto unico, e anche il gruppo \u00e8 buono. Ci sono cose da migliorare, qualche volta mi arrabbio anch\u2019io per qualche cosa che non funziona ma poi funziona tutto abbastanza bene anche tenendo conto che, come diceva qualcuno, siamo ancora in rodaggio.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>\u00c8 il primo anno, il sogno da vivere esiste gi\u00e0 ma si pu\u00f2 sempre migliorarlo anche se sono contenta, siamo contenti&#8230;<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Le attivit\u00e0 secondo me sono ancora poche e questo sia per l\u2019organizzazione recente e per la complessit\u00e0 delle disabilit\u00e0 che richiedono un gran lavoro per cogliere gli spunti di interesse da trasformare in piccole proposte.<br \/>\nI nostri ragazzi non si rappresentano, non dicono e non chiedono niente; noi abbiamo il dovere di essere attenti al fatto che le esigenze fondamentali siano accolte, non \u00e8 un controllo ma proprio l\u2019esercizio del nostro dovere.<br \/>\nNoemi, mamma di Alberto<\/p>\n<p><b>Condividere una direzione<br \/>\n<\/b>Chi si \u00e8 interessata per far entrare Alessandro qui \u00e8 stata mia moglie Ada. Siamo in associazione da 11 anni, abbiamo vissuto tutte le fasi e questo ci ha permesso di diventare sempre pi\u00f9 affiatati.<br \/>\nMia moglie non voleva inserirlo subito mentre io invece s\u00ec, penso che una cosa o si fa o non si fa. E nel marzo del 2011 \u00e8 entrato, adesso siamo molto contenti di quello che sta succedendo.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Penso che una realt\u00e0 come questa sia molto rara se non unica: questo perch\u00e9 noi abbiamo la possibilit\u00e0 di condividere la direzione, siamo qui tutti i mercoled\u00ec per le attivit\u00e0 dell\u2019associazione e per stare insieme come una grande famiglia con la possibilit\u00e0 di venire non per controllare ma per mettere a disposizione anche le nostre capacit\u00e0&#8230;<br \/>\nIn tutte le cose c\u2019\u00e8 il margine di miglioramento ma noi siamo ben contenti di essere qui\u2026<br \/>\nEnrico, pap\u00e0 di Alessandro<\/p>\n<p><b>Mantenere i legami<br \/>\n<\/b>Mia figlia era l\u2019unica a essere inserita in un altro residenziale per scelta sua. \u00c8 una scelta che Sandra ha voluto fare coscientemente perch\u00e9 era stanca di stare a casa. Sentiva il desiderio e la motivazione di uscire di casa. Quindi mi sono dato da fare. Ci \u00e8 sembrata proprio una bella opportunit\u00e0 per cui abbiamo aderito; \u00e8 nata l\u2019associazione perch\u00e9 la nostra idea non era solo quella di collocare il figlio quanto quella di poter stare vicino, di mantenere i legami anche quando il figlio vive in una struttura. Abbiamo sentito tutti subito il bisogno di formare un ambiente comune dove riflettere sui problemi, ma anche ricco di rapporti umani per scaricare i momenti di tristezza e partecipare in allegria, di qui l\u2019idea dei nostri mercoled\u00ec di ritrovo e incontro. \u00c8 stato bello, Roberto \u00e8 un vulcano di idee e soprattutto ci ha sempre trasmesso l\u2019idea che la nostra associazione non deve stare chiusa in se stessa, dobbiamo aprirci e questa \u00e8 una cosa che condividevo perfettamente. Per questo sono nati tanti contatti, iniziative. Roberto sa creare molte cose e credo che qui tutti abbiamo un senso di riconoscenza verso di lui.<br \/>\nPoi ovviamente ci sono anche le discussioni, i battibecchi; d\u2019altra parte dove c\u2019\u00e8 una comunit\u00e0 umana queste cose nascono, ci sono. Ma \u00e8 vita anche quella, non sono cose negative. Forse si stenta a capire che le differenze di opinioni sono una ricchezza perch\u00e9 sono un contributo di idee, uno scambio che oltre a permetterci di conoscerci meglio ci fa realizzare un bilancio pi\u00f9 completo dei pro e dei contro e questo \u00e8 utile per tutti.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Adesso siamo qui, ho sentito con molto piacere che c\u2019\u00e8 grande soddisfazione e credo che la misura migliore sia quella data dai ragazzi: infatti quando vengono qualche giorno a casa poi hanno voglia di tornare qui. Dove Sandra era inserita prima le cose andavano bene, qui vanno meglio.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>C\u2019\u00e8 un buon gruppo di operatori che lavora bene. Il giudizio \u00e8 molto positivo.<br \/>\nL\u2019associazione si \u00e8 resa disponibile a collaborare. \u00c8 molto utile la partecipazione dei genitori. Ovviamente questa integrazione deve essere fatta con intelligenza, bisogna rimanere in una ragionevole misura senza creare invadenze.<br \/>\nUna delle preoccupazioni maggiori come genitori era quella di staccarsi dal figlio, io per la mia esperienza ho cercato di rassicurare dicendo che i ragazzi si adattano molte bene, apprezzano il fatto di avere intorno molte persone, non sempre le stesse facce.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>A casa hanno sempre solo due facce intorno.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Qui arrivano persone nuove, ospiti, c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che viene, altre famiglie che vengono a vedere, c\u2019\u00e8 movimento e questo \u00e8 positivo.<br \/>\nL\u2019attenzione \u00e8 quella di creare un ambiente di relazione buono per i ragazzi. Noi entriamo anche nei momenti dedicati alla cura e possiamo rischiare di essere inopportuni. Dobbiamo trovare la misura, senza assumere la figura di \u201cguardiano\u201d, negativa perch\u00e9 dimostra una mancanza di fiducia in chi lavora; \u00e8 importante trasmettere agli operatori un senso di amicizia, di vicinanza positiva.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>\u00c8 importante che i ragazzi ricevano dall\u2019ambiente, dagli operatori, segni di amore, di vicinanza. E io vedo questi piccoli segni che fanno la differenza, la carezza, l\u2019attenzione a chiudere la finestra se c\u2019\u00e8 una corrente\u2026 Perch\u00e9 per quanto sia grave la situazione la sensibilit\u00e0 di ricevere affetto non \u00e8 mai persa, anzi se mai \u00e8 un canale privilegiato.<br \/>\nMino, pap\u00e0 di Sandra<\/p>\n<p><b>Il genitore come risorsa<br \/>\n<\/b>Prima di arrivare all\u2019associazione ho incontrato varie realt\u00e0 in cui ho sperimentato una sottovalutazione del genitore.<br \/>\nQuello che mi \u00e8 piaciuto molto di questo progetto \u00e8 l\u2019interesse del genitore di proporsi come risorsa, non come indagatore ma come una parte in grado di contribuire. Io lo vivo in modo positivo, a me piace avere questo dialogo con gli operatori, le figure sanitarie, questo scambio di conoscenza che mette insieme cosa vedo io e cosa vede l\u2019altro, l\u2019osservatorio privilegiato del genitore e la competenza professionale dell\u2019operatore.<br \/>\nCriticit\u00e0 importanti non mi sento di rilevarle anche perch\u00e9 il tempo che \u00e8 trascorso dall\u2019apertura sembra tanto ma in realt\u00e0 \u00e8 poco. Perch\u00e9 si crei un feeling fra le persone occorre un certo spazio temporale, non tutti possono avere la stessa umanit\u00e0, non con tutti si crea quella dimensione empatica.<br \/>\nSergio, pap\u00e0 di Giorgia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una casa, tanti percorsi Noi siamo fra le famiglie arrivate qui pi\u00f9 tardi, tardi ma sempre in tempo. 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