{"id":2871,"date":"2020-08-30T22:26:52","date_gmt":"2020-08-30T20:26:52","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2871"},"modified":"2025-10-08T09:35:06","modified_gmt":"2025-10-08T07:35:06","slug":"2-prendersi-cura-delle-inevitabili-specificita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2871","title":{"rendered":"2. Prendersi cura delle inevitabili specificit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>di Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche Sociali e Cultura della Salute Comune di Milano<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito delle giornate che, in occasione del 3 dicembre, come assessorato delle Politiche Sociali abbiamo deciso di realizzare con il Terzo settore, per riflettere e ragionare su le politiche, gli interventi, i servizi \u2013 tra difficolt\u00e0 e innovazioni \u2013 riguardanti le persone con disabilit\u00e0, \u00e8 importante accendere un faro, quindi ritagliare uno spazio di discussione sulla questione molto rimossa della violenza di genere in relazione a donne con disabilit\u00e0. Esse sono portatrici, inevitabilmente, di fragilit\u00e0 e, pertanto, possono essere pi\u00f9 facilmente sottoposte alla pratica dell\u2019abuso, all\u2019assenza del rispetto, al ricatto o addirittura alla violenza fisica efferata.<br \/>\nIl 94,5 per cento dei casi di violenza degli uomini sulle donne, registrati dai Centri antiviolenza della citt\u00e0 di Milano, sono episodi consumati tra le mura domestiche a opera di un compagno, di un amico, di un operatore, che ha a che fare con la donna stessa. Ragioniamo su un fenomeno che purtroppo \u00e8 molto radicato, \u00e8 trasversale e taglia ceti e condizioni sociali, svolgendosi nell\u2019ambito di relazioni date come assolutamente naturali o perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un legame vero e proprio d\u2019amore, di affetto, o perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una relazione gi\u00e0 preesistente.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>\u00c8 vero che spesso il tema della violenza sulle donne con disabilit\u00e0 non \u00e8 considerato come una questione da affrontare con delle inevitabili specificit\u00e0, in relazione al quale realizzare nei servizi un salto di qualit\u00e0, innanzitutto nella capacit\u00e0 di intercettare le problematiche connesse, ma anche in un\u2019ottica di prevenzione rispetto all\u2019abuso e alla violenza, per coglierla prima che essa si manifesti all\u2019esterno. Diciamo sempre che, quando si ragiona di violenza di genere, siamo di fronte a una punta di iceberg rappresentata dai grandi, tragici e dolorosi episodi e poi, sotto il livello del mare, vi \u00e8 una costellazione di pratiche anticipatorie assolutamente terribili che tendono a creare condizioni di segregazione o ad alimentare meccanismi di ricatto. Credo che, anche nel caso della violenza agita sulle donne con disabilit\u00e0, dobbiamo ragionare proprio di questo: di come riusciamo ad affrontare la violenza in relazione agli episodi pi\u00f9 drammatici ed efferati, ma anche di come porre attenzione a tutto ci\u00f2 che \u00e8 il vissuto che li precede, che in qualche modo li pu\u00f2 alimentare, in alcuni casi costruendo le precondizioni, legate in particolare a relazioni distorte tra le persone.<br \/>\nCredo che dobbiamo fare un lavoro di questo tipo: da una parte, mi permetto di dirlo con molta modestia \u2013 senza pensare di dare lezione a nessuno \u2013 abbiamo bisogno di decidere che di questo problema ce ne facciamo carico e ce ne occupiamo, cosa che non sempre \u00e8 accaduta, anzi; dall\u2019altra dobbiamo comprendere come riuscire a dire alle donne e alle ragazze con disabilit\u00e0 di questa citt\u00e0 che non sono sole, per la presenza di servizi, centri, soggetti a cui potersi rivolgere. In questo caso \u00e8 evidente che dobbiamo giocare in una messa in relazione tra le esperienze organizzate che si occupano di disabilit\u00e0 (che la persona disabile incontra in ragione della propria condizione, nella necessit\u00e0 di trovare sostegno) con ambiti che si occupano di violenza di genere, quindi centri antiviolenza, convenzionati, pubblici e privati, che agiscono su questo fronte.<br \/>\n\u201cLe donne con disabilit\u00e0 non sono sole\u201d \u00e8 la cosa che affermiamo, ma vorremmo dir loro anche: \u201cNon siete sole contro la violenza\u201d. Qui dobbiamo fare un lavoro in pi\u00f9, nel senso che va sviluppata un\u2019azione ancora pi\u00f9 sottile ed efficace nel sapersi rendere utili e prima ancora nel sapere intercettare il problema. Penso che questo balzo di qualit\u00e0 sia da fare nel momento della prevenzione della violenza e in quello della presa in carico della donna che la subisce, cos\u00ec come nella fase di sostegno e ricostruzione dell\u2019autonomia della persona che subisce violenza. Se \u00e8 vero che la violenza di genere si consuma in mura domestiche o in relazioni spesso conosciute e praticate, mettendo in gioco la dinamica della relazione tra i generi e la dimensione del ricatto, chiama in causa la ricostruzione della biografia futura. Tutto ci\u00f2 che riguarda la questione cruciale dell\u2019uscita dalla violenza per le donne con disabilit\u00e0 ci chiede un di pi\u00f9 di sensibilit\u00e0 e strumenti. \u00c8 il motivo per cui questa discussione e confronto non \u00e8 per noi un eccentrico dibattito che ci \u00e8 stato proposto, bens\u00ec \u00e8 un momento molto significativo per irrobustire il complesso degli interventi gi\u00e0 esistenti, quindi migliorare la qualit\u00e0 della rete e dell\u2019offerta nel campo delle politiche sociali. Essenziale \u00e8 procedere nella formazione degli operatori, delle operatrici, perch\u00e9 intercettare la violenza, riuscire a comprenderla come tale in questo caso, delle donne con disabilit\u00e0, non credo che sia n\u00e9 facile, n\u00e9 agevole, n\u00e9 per forza facilitato dalla donna o ragazza che la subisce, perch\u00e9 i condizionamenti possono essere tanti e di vario tipo. Credo che vada particolarmente presidiata, come si evince anche dai materiali che hanno istruito vari momenti di confronto sul tema a livello nazionale, la questione della formazione dell\u2019operatore che gioca un ruolo particolarissimo perch\u00e9 figura molto rilevante in questo caso, in quanto pu\u00f2 essere sia il principale alleato contro la violenza sia il soggetto che la esercita.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Penso che sia davvero importante questa riflessione collettiva, assolutamente non banale, ogni intervento aggiunge un punto di vista, uno sguardo, un pensiero utile nella direzione in cui vogliamo andare. Lo dico senza retorica, per contrastare la violenza sulle donne con disabilit\u00e0 bisogna portare avanti un messaggio che non costituisca un\u2019ulteriore segregazione in risposta alla violenza, con un\u2019idea assolutamente positiva di promozione dei diritti delle ragazze e delle donne con disabilit\u00e0, che sono innanzitutto ragazze e donne.<br \/>\nCredo anche che sia molto importante riuscire a non dare per scontata la relazione con le istituzioni preposte all\u2019azione repressiva, all\u2019accertamento, quindi con la magistratura e le forze dell\u2019ordine. Noi abbiamo istituito a Milano un Tavolo inter-istituzionale sulla violenza di genere, formalizzando il rapporto tra Comune e Rete centri antiviolenza, che in alcuni casi hanno una storia gloriosa e pluridecennale. Siamo ancora al momento un po\u2019 liturgico del confronto, vogliamo lavorare di pi\u00f9 e meglio sulla formazione specifica degli operatori, proprio su come interpretare la violenza, che tipo di prime risposte dare e cos\u00ec via.<br \/>\nCi troviamo totalmente in sintonia, ora andr\u00f2 in Consiglio comunale dove porter\u00f2 questa sciarpa rossa che simboleggia il \u201cPosto occupato\u201d, ricevuta ora dalla Rete delle donne AntiViolenza di Perugia, anche noi abbiamo dato vita a momenti di questo genere, \u00e8 un testimone utile in una corresponsabilizzazione che ci deve sempre vedere coinvolti.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Sono convinto del fatto che la rete degli attori sociali che intervengono nel campo delle politiche sociali nella citt\u00e0 di Milano non pu\u00f2 che essere grata di questo contributo che pu\u00f2 arricchire la qualit\u00e0 dell\u2019operato di tutti. Vi ringrazio di questo confronto, tappa di un lavoro in comune.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche Sociali e Cultura della Salute Comune di Milano Nell\u2019ambito delle giornate che, in occasione del 3 dicembre, come assessorato delle Politiche Sociali abbiamo deciso di realizzare con il Terzo settore, per riflettere e ragionare su le politiche, gli interventi, i servizi \u2013 tra difficolt\u00e0 e innovazioni \u2013 riguardanti le [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591,3594],"edizioni":[3842],"autori":[3852],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3846],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2871"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2871"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2871\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4778,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2871\/revisions\/4778"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2871"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2871"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2871"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2871"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2871"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2871"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2871"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2871"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2871"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}