{"id":2881,"date":"2020-08-30T22:36:47","date_gmt":"2020-08-30T20:36:47","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2881"},"modified":"2025-10-08T09:44:04","modified_gmt":"2025-10-08T07:44:04","slug":"7-la-violenza-dellinvisibilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2881","title":{"rendered":"7. La violenza dell\u2019invisibilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>di Valeria Alpi<\/p>\n<p>Un paio di anni mi fu chiesto di intervenire sul tema della violenza alle donne con disabilit\u00e0. Mi sono sentita subito in grande imbarazzo perch\u00e9 il tema mi sembrava totalmente sconosciuto e invisibile. Eppure sono una donna, sono disabile, ho tante amiche con disabilit\u00e0, che a loro volta conoscono altre donne disabili; ho lavorato per un decennio, tra le varie attivit\u00e0, a uno sportello informahandicap dove incontravo persone disabili e le loro famiglie, ma anche gli educatori, gli assistenti domiciliari, gli operatori dei servizi socio assistenziali, gli insegnanti, i vicini di casa, insomma\u2026 qualunque persona si venisse per un qualche motivo a trovare a contatto con la disabilit\u00e0. Mai una volta qualcuno mi ha segnalato un caso di violenza a una donna disabile, n\u00e9 per contatto diretto, n\u00e9 per sentito dire (\u201cSai che ho saputo che\u2026\u201d). Inoltre sono giornalista, mi sono occupata soprattutto di maternit\u00e0 delle donne disabili, sia di quelle che hanno figli sia di quelle che desiderano averne; mi occupo quotidianamente di temi sociali, ci scrivo sopra, cerco di veicolare una buona cultura della disabilit\u00e0, ma niente: la violenza continuava per me a essere silenziosa e invisibile. Tranne ovviamente qualche caso clamoroso sbattuto in prima pagina dai mass media tradizionali, ad esempio donne con deficit intellettivi segregate in casa e abusate, oppure abusate nelle strutture residenziali.<br \/>\nPoi mi sono guardata intorno, e ho scoperto che alcune forme di violenza sono sempre state sotto i miei occhi, anche se si tratta di forme pi\u00f9 <i>subdole<\/i>, meno evidenti, meno eclatanti perch\u00e9 non portano alle percosse, alle ferite, agli occhi neri, ai lividi, allo stupro. La violenza che intendo io \u00e8 quella che nega alla donna disabile il diritto all\u2019adultit\u00e0, a essere riconosciuta come una donna adulta che possa prendere anche qualche decisione sulla propria vita, banalmente partendo dalla maglietta che si vuole indossare per uscire di casa. Ci sono genitori o operatori che vestono appositamente male la figlia o donna disabile, in modo che non possa risultare attraente per gli altri, \u201cperch\u00e9 non si sa mai, un qualche male intenzionato che si voglia approfittare di lei ci pu\u00f2 essere e dopo sono guai, soprattutto se resta incinta\u201d. Ci sono genitori o operatori che non portano mai la figlia o donna disabile dalla parrucchiera, \u201cperch\u00e9 tanto anche se le sistemo i capelli cosa cambia? Non la vorr\u00e0 comunque nessuno disabile com\u2019\u00e8\u201d. Ci sono genitori o operatori che non depilano le gambe della figlia o donna disabile, anche se \u00e8 estate e si indossano vestiti pi\u00f9 corti, \u201cperch\u00e9 tanto sono gambe disabili, sono comunque fatte diversamente, un pelo in pi\u00f9 o in meno non fa la differenza\u201d. Ci sono genitori o operatori che mandano al lavoro la figlia o donna disabile coi pantaloni macchiati \u201ctanto non se ne accorge nessuno, si nota solo che \u00e8 disabile mica come \u00e8 vestita\u201d. Ci sono genitori o operatori che fanno indossare il pannolone alla figlia o donna disabile \u201cperch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 comodo, non devo portarla sempre in bagno che si fa fatica\u201d. Ci sono genitori o operatori che non permettono alla figlia o donna disabile di avere la possibilit\u00e0 di decidere come utilizzare anche solo un euro della propria pensione di invalidit\u00e0. Ci sono genitori o operatori che si rifiutano di comprare alla figlia o donna disabile degli ausili per migliorare la sua autonomia, \u201ctanto autonoma non lo sar\u00e0 mai fino in fondo\u201d. Ci sono donne disabili che vestiranno con la tuta da ginnastica per tutta la vita perch\u00e9 la tuta facilita le operazioni di chi si deve prendere cura di lei.<br \/>\nQuanti casi conosciamo di questo tipo? Quanti ne abbiamo visti? Tantissimi.<br \/>\nDove risiede la violenza? Proprio nel concetto di invisibilit\u00e0: perch\u00e9 alla base di tutte le forme di violenza c\u2019\u00e8 essenzialmente la violazione di un diritto umano fondamentale, quello di essere <i>vista<\/i> come persona e come donna. Essere visibili vuol dire essere riconosciute come persone capaci e aventi diritto a esprimersi ovunque: in ambito familiare, scolastico, sociale, professionale.<br \/>\nE badate bene: il rischio di una violenza di questo tipo non riguarda solo le donne con disabilit\u00e0 gravi, che compromettono seriamente l\u2019autonomia, il movimento, il linguaggio o la capacit\u00e0 intellettiva. Mi ricordo, ad esempio, che frequentavo le scuole medie e il seno mi divent\u00f2 prosperoso. Chiesi a mia madre di andare insieme a comprare un reggiseno, perch\u00e9 senza mi sentivo in imbarazzo. E la risposta di mia madre fu \u201cTu non ne hai bisogno\u201d. Fino a quel momento la mia disabilit\u00e0 motoria era stata un piccolo \u201caccessorio\u201d della mia vita: avevo comunque una buona autonomia, potevo a mio modo camminare, vestirmi da sola, andare in bagno da sola, mangiare da sola. Studiavo, andavo bene a scuola, volevo fare l\u2019Universit\u00e0, sapevo che un giorno avrei lavorato come tutti gli altri, sapevo che un giorno avrei pure guidato l\u2019automobile, con i giusti ausili al volante. Avere amici, giocare con loro, uscire con loro non era mai stato un problema. Mi sentivo destinata a una vita molto normale, con qualche difficolt\u00e0 motoria in pi\u00f9, ma del tutto normale. Cominciai invece a capire che agli occhi dei miei famigliari la mia vita sarebbe stata normale fino a un certo punto, cio\u00e8 in tutto ma non nell\u2019essere una donna completa.<br \/>\nLa donna con disabilit\u00e0 non \u00e8 una donna, \u00e8 una persona disabile. Punto e basta. Dovr\u00e0 passare la sua vita a gestire la sua disabilit\u00e0, ma non a gestire la sua femminilit\u00e0. Ma se non si parte dall\u2019educazione al proprio corpo, alla propria espressione della sessualit\u00e0, come si pu\u00f2 riconoscere la violenza? Penso alle donne citate prima: forse se un giorno qualche male intenzionato abusasse di loro, saprebbero riconoscere ci\u00f2 che sta loro succedendo? Sessualit\u00e0 non \u00e8 il sesso, sessualit\u00e0 \u00e8 comunicazione, \u00e8 la parte di se stessi che si decide di comunicare agli altri: pu\u00f2 essere la scelta di un vestito, ma anche di una canzone, di un piatto che si cucina per l\u2019altra persona, di un braccialetto, di una pettinatura,\u2026 Bisogna lavorare sul diritto all\u2019accesso alla conoscenza del proprio corpo e alla comunicazione di quello che si \u00e8. Occorre un grande lavoro di informazione, sensibilizzazione e formazione, a pi\u00f9 livelli diversi: un lavoro culturale con le famiglie, gli educatori, gli insegnanti, gli operatori, gli assistenti domiciliari, i volontari,\u2026 Perch\u00e9 la donna con disabilit\u00e0 \u00e8 perfettamente legittimata a richiedere di essere vista in quanto donna.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Valeria Alpi Un paio di anni mi fu chiesto di intervenire sul tema della violenza alle donne con disabilit\u00e0. Mi sono sentita subito in grande imbarazzo perch\u00e9 il tema mi sembrava totalmente sconosciuto e invisibile. Eppure sono una donna, sono disabile, ho tante amiche con disabilit\u00e0, che a loro volta conoscono altre donne disabili; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591,3607],"edizioni":[3842],"autori":[288],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3846],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2881"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2881"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2881\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4786,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2881\/revisions\/4786"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2881"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2881"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2881"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2881"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2881"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2881"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2881"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2881"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2881"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}