{"id":2889,"date":"2020-08-30T22:46:15","date_gmt":"2020-08-30T20:46:15","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2889"},"modified":"2025-10-08T09:55:46","modified_gmt":"2025-10-08T07:55:46","slug":"11-il-bisogno-di-essere-considerate-come-le-altre-anche-nei-casi-di-violenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2889","title":{"rendered":"11. Il bisogno di essere considerate come le altre, anche nei casi di violenza"},"content":{"rendered":"<p>Intervista a Laura Raffaeli a cura di Simona Lancioni<\/p>\n<p>Laura Raffaeli quando aveva 42 anni, in seguito a un incidente stradale, ha riportato due disabilit\u00e0 sensoriali: \u00e8 divenuta completamente cieca e ha perso met\u00e0 dell\u2019udito. Questa nuova condizione l\u2019ha indotta a impegnarsi su molti fronti: \u00e8 attiva sui temi della sicurezza e della prevenzione degli incidenti stradali. Ma soprattutto ha fondato la Onlus Blindsight Project (<a href=\"http:\/\/blindsight.eu\">http:\/\/blindsight.eu<\/a>)<i> c<\/i>on la quale porta avanti molte rivendicazioni (dall\u2019abbattimento delle barriere sensoriali, a diverse campagne informative: sul cane guida, per i passaggi pedonali liberi, per l\u2019audiodescrizione delle opere cinematografiche e teatrali, ecc.), gestisce con altre donne Pink Blindsight (<a href=\"http:\/\/www.pinkblindsight.net\/\">www.pinkblindsight.net\/<\/a>), scrive libri. Dai suoi scritti, nel 2011, \u00e8 stato tratto uno spettacolo teatrale, Laura per tutti, nel quale, tra le altre cose, con grande coraggio, racconta dello stupro subito dopo essere diventata cieca e ipoudente. Laura c\u2019era al workshop di Milano, portando soprattutto l\u2019attenzione sul tema della prevenzione, dell\u2019educazione e della formazione.<br \/>\nRiportiamo una sua intervista rilasciata recentemente al Gruppo Donne UILDM.<br \/>\nIl tema della violenza nei confronti delle donne con disabilit\u00e0 \u00e8 poco noto anche a coloro che sarebbero chiamati a dare risposte a questo fenomeno (pronto soccorso, centri antiviolenza, forze dell\u2019ordine, consultori, ecc.). Attraverso quali iniziative pensi che si potrebbe aumentare la conoscenza e l\u2019attenzione a questo tema? Non solo tra gli operatori, ma in generale?<br \/>\nCerto che si pu\u00f2 aumentare la conoscenza e l\u2019attenzione su questo tema, basta decidere di farlo, ma sul serio, e una volta per tutte! Non serve pi\u00f9 il seminario, il convegno, l\u2019articolo, ecc., perch\u00e9 ormai lo sappiamo tutti che \u00e8 in atto un vero massacro di donne, sia dentro, che fuori casa, e quasi sempre per i pi\u00f9 futili motivi, perch\u00e9 in realt\u00e0 non esiste un motivo per violentare, abusare o stuprare qualcuno. Bisogna che tutti coloro che hai citato diventino consapevoli del fatto che tra le donne che si rivolgono a loro (almeno quando lo fanno) esistono anche le donne disabili. Che tra queste donne ci sono anche quelle che camminano, capiscono tutto, muovono tutto ma non vedono o non sentono nulla, o davvero poco per potersi difendere e, soprattutto, farsi comprendere. Quindi la mia proposta \u00e8 mettere un punto, investire tutto il denaro destinato in spot e altre iniziative, direi inutili (visti i risultati), in formazione. Una formazione che anche la Blindsight Project potrebbe offrire (considerando che gi\u00e0 svolge tale attivit\u00e0 gratuitamente, dal 2006). Mi preme dire che da anni Blindsight Project in collaborazione con CulturAbile ha presentato un progetto di questo tipo al Ministero degli Interni, proponendo corsi di LIS, di comportamento con le persone disabili sensoriali, dell\u2019uso di sottotitoli e audiodescrizioni per ogni video pubblicato da loro (in genere si tratta di video su temi importanti come, ad esempio, l\u2019antifrode, la sicurezza stradale, e anche la violenza), ma, per cominciare, stiamo spettando la loro autorizzazione, che ancora non \u00e8 arrivata nonostante l\u2019interesse dimostrato e la voglia di realizzare quanto da noi proposto fosse davvero importante. Ecco, basterebbe cominciare dalle forze dell\u2019ordine. Infatti, una volta informate queste, dovrebbe essere facile diffondere il messaggio a tutti gli altri servizi, o almeno spero. Al momento solo uno su un milione sa cosa fare di fronte a una donna sorda o cieca in difficolt\u00e0. Lo stesso vale per tutti gli altri disabili sensoriali.<\/p>\n<p><strong>Pensi che le donne con disabilit\u00e0 sensoriale siano sufficientemente informate e sensibilizzate a questo tema?<\/strong><i><br \/>\n<\/i>Penso proprio di s\u00ec, ci\u00f2 che manca a noi donne disabili sensoriali non \u00e8 la consapevolezza del pericolo o del cosa fare in caso di violenza. Ci\u00f2 di cui avremmo bisogno \u00e8, come dicevo prima, essere considerate come le altre<b> <\/b>anche quando andiamo a denunciare, o ci rivolgiamo a un centro antiviolenza, spesso inadeguato ad esempio ad accogliere una donna sorda, o impreparato sul comportamento da tenere con una persona cieca. Vorrei che non fossimo come tutte le altre solo per ricevere le violenze, che nel nostro caso difficilmente vengono denunciate soprattutto per i motivi a cui ho accennato. A volte per noi \u00e8 gi\u00e0 difficile affrontare una giornata normale in mezzo a tanti vedenti ignari, figurati quante volte \u00e8 necessario pensarci prima di decidere di sottoporsi alla polizia o a un pronto soccorso.<\/p>\n<p><b><br \/>\n<\/b><strong>A tuo giudizio, quali sono le maggiori difficolt\u00e0 che incontra una donna con disabilit\u00e0 sensoriale nel momento in cui decide di chiedere aiuto a qualcuno?<br \/>\n<\/strong>L\u2019inaccessibilit\u00e0 e l\u2019ignoranza, intesa come ignorare completamente le esigenze di chi non vede o non sente. Uno dei tanti esempi che posso portarti riguardo a chi \u00e8 sorda \u00e8 il problema della lingua. La LIS in questa nazione, come a Malta, non \u00e8 ancora riconosciuta quale lingua ufficiale per le persone sorde, ne consegue che questa donna, se volesse rivolgersi a qualcuno, dovrebbe pagarsi pure l\u2019interprete, e sai quante volte bisogna ripetere la stessa cosa, a vari personaggi, quando si decide di denunciare! Per chi \u00e8 cieca c\u2019\u00e8 il problema dell\u2019identificazione nel caso di uno sconosciuto, e dicendola tutta, con chi non vede o vede quasi niente, anche se l\u2019aggressore non \u00e8 sconosciuto spesso non si dichiara, e rimane comunque una testimonianza basata su percezioni tattili e olfattive (a volte pi\u00f9 importanti di quelle visive, ma non tutti lo sanno, o lo capiscono). Soprattutto una donna cieca che ha subito violenza \u00e8 pi\u00f9 disorientata di una donna che vede, andrebbero quindi usati modi e maniere tali da poterla riportare, per quanto possibile, in un luogo diverso, quindi bisognerebbe dirle subito dove si trova, cosa c\u2019\u00e8 e chi ha intorno, chi sono le persone l\u00ec presenti e quale sia il loro ruolo, insomma con calma lei dovrebbe per prima cosa localizzarsi in un altro posto, diverso da quello impresso nella mente, e che non dimenticher\u00e0 pi\u00f9. Le cose da fare sono varie, basta saperle, basta informarsi, non \u00e8 giusto che le donne italiane con disabilit\u00e0 sensoriali del terzo millennio debbano ricordare che esistono e chi sono!<\/p>\n<p><strong>A cosa \u00e8 necessario prestare attenzione quando si vuole progettare un ambiente o un servizio (ad esempio i centri antiviolenza, i pronto soccorso, i consultori, le stazioni di polizia, ecc.) per persone con disabilit\u00e0 sensoriali?<br \/>\n<\/strong>Credo basti attenersi alle regole della Convenzione Onu per le Persone con Disabilit\u00e0, ratificata da un bel po\u2019 d\u2019anni [con la Legge 18\/2009, N.d.R.] ormai anche dall\u2019Italia (perch\u00e9 credo sia inutile ratificare la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica [del 2011, N.d.R.], se ci si scorda di quella che include tutte le donne disabili), e aggiungo che non sono documenti privati, sono testi che chi opera in questi settori dovrebbe conoscere, in modo scontato, dovrebbero far parte del loro bagaglio di conoscenza, del loro curriculum, altrimenti sarebbe come dover ricordare alla Polizia Stradale che esiste il Codice della Strada. Quindi \u00e8 necessario procedere con l\u2019abbattimento delle barriere sensoriali e con brevi corsi di formazione mirati sulle disabilit\u00e0 sensoriali al personale addetto, rivolti a tutti, dalle forze dell\u2019ordine ai medici, dagli assistenti sociali agli psicologi. Una barriera sensoriale sconosciuta, ad esempio, \u00e8 rappresentata dai vetri degli sportelli: infatti se non sono chiari e ampi impediscono la lettura del labiale a una persona sorda (che anche se segnante comunque legge se si scandiscono bene le parole, pure sottovoce). Un\u2019altra barriera sensoriale sono i numeri verdi o di soccorso che non consentono di chattare. Rimane comunque il problema che chi non ha uno smartphone ed \u00e8 sorda dovrebbe poter chattare da un computer. In un ambiente \u00e8 sempre meglio mettere delle guide in terra (o loges), ma mi rendo conto che sono troppi i centri antiviolenza che hanno subito tagli e non ricevono i fondi necessari al loro importante compito, quindi, in questo caso, riguardo le disabilit\u00e0 visive, baster\u00e0 avere il comportamento giusto, ma anche un sito web realmente accessibile, la stessa cosa vale per una eventuale applicazione. Ne approfitto per ricordare a tutti che le persone cieche o ipovedenti possono firmare, una cosa questa che, solo per ignoranza della legge, crea imbarazzi, disagi, panico tra chi richiede una firma, e rabbia da parte di chi dovrebbe metterla [Legge 18\/1975, N.d.R.]. Vorrei concludere con un altro degli innumerevoli esempi che potrei portare: i documenti devono essere accessibili per legge, intendo moduli da compilare, da leggere, da firmare, ed \u00e8 anacronistico l\u2019uso del fax e del cartaceo, quando non \u00e8 strettamente necessario o espressamente richiesto.<\/p>\n<p><strong>Pensi che le associazioni che si occupano di disabilit\u00e0 possano avere un ruolo nella prevenzione e nel contrasto alla violenza nei confronti delle donne con disabilit\u00e0? Se s\u00ec, di che tipo?<br \/>\n<\/strong>Penso che tutti abbiamo la possibilit\u00e0 di avere questo ruolo, anzi dovremmo quasi imporcelo, ma tra le associazioni di categoria ovviamente quello che si pu\u00f2 fare \u00e8 unire le forze per avere ci\u00f2 che dovrebbe gi\u00e0 esistere, molto \u00e8 quanto gi\u00e0 detto qui. Naturalmente il tema della violenza \u00e8 un tema che non colpisce solo la nostra nazione, va detto per\u00f2 che qui da noi siamo cos\u00ec indietro con le azioni utili, che ancora dobbiamo ricordare che non tutte le donne sono uguali, gi\u00e0 questo non \u00e8 un bel segno, anche se la voglia di cambiare e di fare ce l\u2019abbiamo in tante (e sottolineo il femminile, visto che finora non siamo mai state presidenti della Repubblica o del Consiglio). Andrebbe quindi dimenticato questo strano modo di fare volontariato del tutto italiano. Riferendomi alle associazioni, vorrei dire loro che non esiste il pi\u00f9 bravo, forse esiste solo chi prende pi\u00f9 soldi di altri, ma questo non importa, ci\u00f2 che importa \u00e8 che si sia uniti davvero per risolvere almeno il problema dell\u2019inaccessibilit\u00e0, oltre a quello dell\u2019ignoranza nei confronti delle disabilit\u00e0 sensoriali<\/p>\n<p><strong>Manifesti, volantini, filmati, spot, iniziative via web e nei social\u2026 Se decidessimo di realizzare una campagna per sensibilizzare al tema della violenza nei confronti delle donne con disabilit\u00e0, e volessimo che questa fosse accessibile anche alle donne con disabilit\u00e0 sensoriali, quali sarebbero i formati e i supporti pi\u00f9 adatti a veicolare il nostro messaggio?<br \/>\n<\/strong>Documenti accessibili (soprattutto i pdf) come vuole la Legge Stanca, e pertanto fruibili anche da chi usa screen reader. Audiovisivi di qualsiasi formato, ma necessariamente con sottotitoli, audiodescrizione e trascrizione in testo accessibile, come vuole la Convenzione Onu. Eventuali siti web costruiti anch\u2019essi in conformit\u00e0 alla Legge Stanca, lo stesso vale per le applicazioni e tutto ci\u00f2 che riguarda l\u2019informatica, lo spettacolo e il web.<\/p>\n<p><strong>Nella tua esperienza di blogger e scrittrice, l\u00e0 dove hai affrontato il tema della violenza, hai avuto dei contatti, sostegno, interesse da parte delle associazioni o gruppi femministi e femminili? Se s\u00ec, quale relazione si \u00e8 instaurata, ha portato a qualche risultato concreto? Se no, sempre che ti sembri interessante e importante, su cosa e come attivarla per avere un comune terreno di lavoro e una condivisione d\u2019intenti?<br \/>\n<\/strong>No, nessun contatto da nessuna associazione o gruppi; infatti ho dato vita a Pink Blindsight, proprio perch\u00e9 avevo capito che, anche se \u00e8 assurdo, bisogna ricordare che esistiamo anche noi donne cieche o sorde tra le donne che subiscono gli stupri, e che forse tra noi sono addirittura pi\u00f9 frequenti, sebbene non siano quasi mai denunciati. La cosa che proprio non capisco \u00e8 che dobbiamo ricordarlo anche alle altre donne. Con Pink Blindsight ho cercato di fare una rete, qualcuna ha cominciato a parlarne, e a quel punto tutte si sono mostrate interessate e contente di sapere, eppure fino a quel momento non era emerso niente. Del resto ho rotto un silenzio, non ti nascondo che l\u2019ho fatto con grande dolore, ma forse per istinto materno ho pensato a quante adolescenti, a quante giovani donne come me passano gli stessi momenti, spesso dentro casa, e mi sono sentita una stupida a non aver detto prima a tutti\u2026 quante volte si pu\u00f2 morire.<\/p>\n<p><strong>Hai qualche considerazione da aggiungere su questi temi?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec, vorrei che si prendesse in considerazione la differenza tra chi \u00e8 nata disabile e chi lo \u00e8 diventata, anche se da bambina, perch\u00e9 sono mondi simili ma molto diversi. Poi vorrei che tutti gli addetti al soccorso e al recupero contattino Blindsight Project, o me stessa direttamente, prima di spendere soldi in un locale, o per qualche attrezzatura che qualcuno spaccia per abbattimento di barriere, ma soprattutto per sapere come comportarsi e cosa fare in caso di sordit\u00e0 o cecit\u00e0. Infine mi piacerebbe che le donne si conoscessero tutte tra loro, una volta per tutte e senza tanti raduni o convegni. Nel web ci siamo tutte, basta fare rete.<\/p>\n<p>(Fonte: <a href=\"http:\/\/www.uildm.org\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/ViolenzaIntervistaRaffaeli.pdf\">www.uildm.org\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/ViolenzaIntervistaRaffaeli.pdf<\/a>)<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Laura Raffaeli a cura di Simona Lancioni Laura Raffaeli quando aveva 42 anni, in seguito a un incidente stradale, ha riportato due disabilit\u00e0 sensoriali: \u00e8 divenuta completamente cieca e ha perso met\u00e0 dell\u2019udito. 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