{"id":2895,"date":"2020-08-30T22:52:00","date_gmt":"2020-08-30T20:52:00","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2895"},"modified":"2025-10-08T10:22:45","modified_gmt":"2025-10-08T08:22:45","slug":"14-accesso-negato-un-progetto-europeo-su-donne-disabili-e-servizi-di-supporto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2895","title":{"rendered":"14. Accesso negato: un progetto europeo su donne disabili e servizi di supporto"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Massimiliano Rubbi<\/p>\n<p>Ben poca ricerca \u00e8 stata dedicata finora, non solo in Italia ma anche in Europa, alle barriere che separano le donne con disabilit\u00e0 che subiscono violenza (una condizione che si stima le colpisca da due a tre volte pi\u00f9 spesso della popolazione femminile media) e i servizi che dovrebbero fornire loro supporto. Una rara e importante eccezione \u00e8 il progetto europeo \u201cAccess to Specialised Victim Support Service for Women with Disabilities who have Experienced Violence\u201d, svolto in 4 Paesi della UE dal 2013 fino a gennaio 2015 e guidato dall\u2019Istituto Ludwig Boltzmann per i Diritti Umani di Vienna, con un finanziamento da parte del programma Daphne della Commissione Europea.<br \/>\nDopo una ricostruzione del quadro legale e politico nei 4 Paesi, il progetto ha coinvolto in discussioni di \u201cfocus group\u201d 106 donne disabili, 59 delle quali sono state intervistate in maggiore profondit\u00e0; dall\u2019altro lato, 602 fornitori di servizi a donne che subiscono violenza sono stati coinvolti in un\u2019indagine online, e sono state condotte 54 interviste con loro rappresentanti. Un corpus significativo di buone pratiche e raccomandazioni \u00e8 stato ricavato dalla scoperta di numerose e variegate barriere che impediscono alle donne disabili che subiscono violenze di uscirne.<br \/>\nAbbiamo chiesto a Sabine Mandl, una delle direttrici del progetto come ricercatrice sui diritti delle donne all\u2019Istituto Ludwig Boltzmann, di discuterne il processo e i principali risultati.<\/p>\n<p><strong>Da quali bisogni e con quali scopi \u00e8 nato il progetto europeo &#8220;Access to Specialised Victim Support Services for Women with Disabilities who have experienced Violence&#8221;?<\/strong><i><br \/>\n<\/i>\u2022 Per esaminare se i Paesi partecipanti (Austria, Germania, Islanda, Regno Unito) adempiono ai loro obblighi nazionali come affermati nella Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilit\u00e0, nella Convenzione ONU sull\u2019eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna e in altri strumenti legali e misure tese alla protezione delle donne non disabili, e in particolare delle donne con disabilit\u00e0 che hanno subito violenza.<br \/>\n\u2022 Per individuare se e quali servizi specializzati di supporto alle vittime (ricoveri, servizi di aiuto telefonico, servizi di consulenza, ecc.) offrono servizi per donne con disabilit\u00e0 che hanno subito violenza.<br \/>\n\u2022 Per scoprire quali sono i bisogni e gli interessi specifici delle donne con disabilit\u00e0 in relazione alla violenza.<br \/>\n\u2022 Per analizzare se le donne con disabilit\u00e0 sono consapevoli dei loro diritti e del supporto disponibile se hanno subito violenza.<br \/>\n\u2022 Per analizzare se le donne con disabilit\u00e0 che hanno subito violenza accedono alla e fanno uso della gamma di servizi mainstream e risorse forniti da attori governativi e non governativi, e se ottengono l\u2019assistenza che si aspettano.<br \/>\n\u2022 Per scoprire se questi servizi hanno le risorse necessarie per rivolgersi ai bisogni e agli interessi speciali delle donne con disabilit\u00e0.<br \/>\n\u2022 Per individuare e sviluppare esempi di buone pratiche per l\u2019accesso senza barriere a servizi specializzati di supporto alle vittime in relazione ai bisogni individuati nelle donne con disabilit\u00e0.<br \/>\n\u2022 Per sensibilizzare l\u2019opinione pubblica su questo tema, che rimane tab\u00f9.<br \/>\n\u2022 Per facilitare e rafforzare la messa in rete tra fornitori di servizi alla disabilit\u00e0 e strutture specializzate di supporto alle vittime.<br \/>\n\u2022 Per generare una nuova base di conoscenze e raccomandazioni da cui strutture specializzate di supporto alle vittime, fornitori di servizi alla disabilit\u00e0, decisori politici ai livelli nazionali e UE e altre parti interessate che lavorano nel campo possano trarre conclusioni e informazioni su come migliorare i servizi per le donne con disabilit\u00e0 che hanno subito violenza.<br \/>\n\u2022 Per fornire una voce alle donne con disabilit\u00e0, che sono tradizionalmente emarginate dalla ricerca mainstream e sulla disabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le difficolt\u00e0 pi\u00f9 rilevanti che le donne con disabilit\u00e0 affrontano nel chiedere aiuto, ai parenti e ai servizi, quando subiscono violenza?<br \/>\n<\/strong>Un formidabile schieramento di barriere \u00e8 stato individuato dalle donne disabili quando hanno provato ad assicurarsi assistenza e una vita libera dalla violenza. Le donne erano sovente dipendenti dagli autori delle violenze per l\u2019assistenza nelle proprie vite quotidiane, sia in casa che in contesti istituzionali. Erano spesso titubanti nel denunciare gli autori delle violenze nel caso in cui non fosse disponibile un\u2019appropriata assistenza alternativa. I fornitori di servizi specializzati spesso hanno creato barriere all\u2019accesso; alcune donne non sono state credute o sono state ignorate, ci sono state mancanza di informazioni accessibili, servizi inaccessibili, atteggiamenti negativi da parte del personale del servizio o mancanza di finanziamenti per un supporto accessibile.<br \/>\nTuttavia, i servizi di supporto formale o informale sono stati anche fonti vitali di supporto, e tutte le donne disabili intervistate hanno concordato sul fatto che siano importanti. Ciononostante, il supporto nei diversi paesi \u00e8 stato sperimentato in diversi modi. Donne disabili hanno riferito di non essere state prese sul serio o di non aver ricevuto assistenza adeguata, a causa di carenza di conoscenze sulla disabilit\u00e0 o del necessario accesso a risorse. In tutti i Paesi, sono stati particolarmente utili i servizi specializzati informali, compresi peer counselling, movimenti di empowerment, corsi di autodifesa e gruppi di auto-aiuto. Complessivamente, poche donne hanno denunciato la violenza alla polizia, e la maggioranza di loro non sono state prese sul serio.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le difficolt\u00e0 specifiche per le donne con disabilit\u00e0 nel percepire che stanno subendo violenza, specialmente se di tipo psicologico?<br \/>\n<\/strong>Tutte le donne che abbiamo intervistato hanno parlato di esperienze post-traumatiche. Alcune di loro sono state capaci di parlare delle loro esperienze di violenza solo dopo molti anni. La maggior parte delle donne hanno ricevuto assistenza psicoterapeutica o psicologica per anni; spesso la violenza ha peggiorato le loro disabilit\u00e0 o menomazioni, o \u00e8 stata la causa di problemi di salute mentale.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le principali difficolt\u00e0 per i servizi di assistenza alle donne vittime di violenza nell\u2019ospitare e gestire donne con disabilit\u00e0? E quanto queste difficolt\u00e0 sono motivate da carenza di risorse finanziarie piuttosto che da carenza di riconoscimento di bisogni specifici?<br \/>\n<\/strong>Molti servizi hanno risposto che sentono di non avere abbastanza conoscenza sulle diverse forme di violenza a cui le donne con disabilit\u00e0 sono esposte, specialmente quelle che vivono in centri residenziali o semi-residenziali. Il progetto era basato su una definizione di violenza molto ampia: oltre alla violenza fisica, psicologica, sessuale, erano incluse anche la violenza strutturale e istituzionale. Tutte le donne con disabilit\u00e0 hanno fatto riferimento alla violenza fisica e psicologica e moltissime alla violenza sessuale. La maggioranza delle donne hanno parlato anche di casi di discriminazione nelle proprie vite quotidiane e del sentirsi molto dipendenti da badanti o membri della famiglia.<\/p>\n<p><strong>Di che cosa hanno pi\u00f9 bisogno le donne con disabilit\u00e0 che sono state vittime di violenza per acquisire una nuova prospettiva per le proprie vite?<br \/>\n<\/strong>Dal punto di vista delle donne, l\u2019assistenza personale sarebbe molto utile per essere pi\u00f9 indipendenti e in grado di prendere decisioni proprie. Anche il peer counselling \u00e8 stato citato molto spesso: le donne apprezzerebbero essere assistite\/consigliate da donne che conoscono le loro situazioni di vita.<br \/>\nIn generale, tutte le donne hanno espresso l\u2019interesse al fatto che tutta la societ\u00e0 sia pi\u00f9 inclusiva, e che le donne con disabilit\u00e0 abbiano uguali possibilit\u00e0 e opportunit\u00e0 di prendere parte alla vita pubblica e privata a tutti i livelli e in tutte le aree.<\/p>\n<p><strong>Dall\u2019esperienza che avete ricavato durante tutto il progetto, ritenete meglio (e pi\u00f9 facile) avere nuovi servizi specializzati nella violenza sulle donne con disabilit\u00e0, oppure estendere l\u2019accessibilit\u00e0 dei servizi generali di supporto contro la violenza sulle donne e\/o la specializzazione nella violenza di genere dei servizi generali di supporto per le persone con disabilit\u00e0?<\/strong><i><br \/>\n<\/i>Dalle nostre esperienze, ci sono due elementi: la maggior parte delle donne raccomanda con forza di rendere i servizi generali di supporto alle vittime pi\u00f9 accessibili (ridurre una grande variet\u00e0 di barriere: es. ambientali \u2013 ascensori, bagni accessibili, sistemi di guida \u2013 e di accesso all\u2019informazione \u2013 sito web, opuscoli anche in audio, lingua dei segni o scrittura semplificata, ecc.) e pi\u00f9 consapevoli e sensibilizzati (personale formato su violenza e disabilit\u00e0, pi\u00f9 donne con disabilit\u00e0 che lavorano nei servizi\u2026).<br \/>\nPeraltro, le donne hanno sottolineato pure l\u2019interesse al fatto che, in aggiunta, occorrano anche \u201cservizi specializzati per donne con disabilit\u00e0 che hanno subito violenza\u201d, es. in Austria, come \u201cesempio di buona pratica\u201d, NINLIL (<a href=\"http:\/\/www.ninlil.at\">www.ninlil.at<\/a>).<br \/>\nLe donne hanno anche evidenziato che le organizzazioni per le persone con disabilit\u00e0 (centri residenziali, centri di cura, laboratori per persone con disabilit\u00e0, ecc.) e le organizzazioni di utenti dovrebbero essere pi\u00f9 consapevoli della violenza specifica di genere e stabilire meccanismi per la protezione e la prevenzione della violenza. Le donne hanno affermato che al momento le donne con disabilit\u00e0 che subiscono violenza non sono supportate a sufficienza n\u00e9 dai servizi di supporto alla vittima (concentrati principalmente sulla violenza domestica verso le donne non disabili) n\u00e9 dalle organizzazioni per le persone con disabilit\u00e0 (non concentrate affatto sulla violenza specifica di genere).<\/p>\n<p><strong>Dal progetto \u00e8 emersa la necessit\u00e0 di ridefinire la nozione di violenza psicologica, includendo forme pi\u00f9 sottili collegate alla condizione di dipendenza dagli altri (senza con ci\u00f2 includere qualunque forma di conflitto relazionale)?<br \/>\n<\/strong>Alle donne con disabilit\u00e0 \u00e8 stato chiesto di definire la violenza a partire dalle loro percezioni ed esperienze. Per molte donne la violenza \u00e8 onnipresente e ovunque; specialmente quando si tratta di violenza psicologica, \u00e8 a volte difficile tracciare una linea e fare distinzioni tra violenza strutturale\/discriminazione, violenza istituzionale e violenza psicologica \u2013 es. le donne che vivono o hanno vissuto in istituzioni hanno riferito la violazione al loro diritto a privacy e autonomia. Un risultato del progetto \u00e8 che le forme di violenza contro le donne con disabilit\u00e0 sono pi\u00f9 complesse e plasmate da caratteristiche aggiuntive, come la violenza specifica sulla disabilit\u00e0 (impotenza relativa, la percezione che le donne non potessero rispondere, il grado di controllo esercitato sulle donne, il fatto che ausili motori fossero eliminati o resi inefficaci o che le donne fossero iper-medicate).<\/p>\n<p><strong>Quali sono le principali differenze che avete osservato tra i 4 Paesi (Austria, Germania, Islanda, Regno Unito) coinvolti nel progetto?<\/strong><i><br \/>\n<\/i>In generale si pu\u00f2 affermare che in tutti i Paesi partecipanti si sono ricavati risultati simili in termini di diverse esperienze di violenza e strutture di supporto (supporto formale e informale, barriere, raccomandazioni). Tuttavia, si sono potute individuare alcune differenze specifiche nazionali rispetto ad aree di interesse. In Islanda, ad esempio, sono state pi\u00f9 discusse le questioni della sterilizzazione forzata e della tutela; nel Regno Unito sono stati sollevati come un problema i matrimoni forzati o combinati in collegamento con donne nere o di minoranze etniche; in Germania, ad esempio, ci si \u00e8 rivolti alle donne con disabilit\u00e0 che vivono in istituzioni, che sono molto isolate e raramente in grado di cercare aiuto al di fuori dell\u2019istituzione; in Austria \u00e8 stato significativo che la maggior parte delle donne intervistate fossero state esposte a violenza sessuale nella prima infanzia, e i padri fossero la maggior parte delle volte gli autori della violenza.<\/p>\n<p><strong>Quanto \u00e8 importante l\u2019azione sul contesto culturale per ridurre l\u2019esposizione delle donne con disabilit\u00e0 a forme di violenza, e quali azioni concrete si potrebbero intraprendere in merito?<br \/>\n<\/strong>La dimensione culturale \u00e8 interessata in tutti i Paesi, dato che l\u2019argomento \u201cviolenza contro le donne con disabilit\u00e0\u201d \u00e8 ancora tab\u00f9 entro le loro societ\u00e0. In tutti i Paesi le donne con disabilit\u00e0 si sono sentite economicamente e socialmente svantaggiate, con possibilit\u00e0 e opportunit\u00e0 molto limitate di prendere parte alla vita pubblica. In particolare le donne con disabilit\u00e0, perfino in confronto con gli uomini con disabilit\u00e0, sono quasi escluse dal mercato del lavoro e sono molto dipendenti finanziariamente dai fondi pubblici; molte donne sono colpite dalla povert\u00e0. Tutte le donne hanno richiesto in modo sostanziale l\u2019uguaglianza di genere e l\u2019inclusione delle donne con disabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il rapporto finale rivolge molte raccomandazioni alle politiche UE e nazionali, ai servizi per la disabilit\u00e0 e a quelli specializzati nel supporto alle vittime, alle organizzazioni di persone con disabilit\u00e0 e a quelle di utenti. Quali tra esse pensate siano pi\u00f9 importanti e urgenti da realizzare nei Paesi europei?<br \/>\n<\/strong>Francamente parlando, penso che tutte quelle raccomandazioni siano importanti e tutte le organizzazioni e i livelli a cui ci si rivolge siano significativi agenti di cambiamento. Ritengo che debbano essere prese iniziative da entrambi i lati \u2013 dal livello politico e da quello di base \u2013, \u00e8 necessario un approccio cosiddetto top-down e bottom-up. Dal mio punto di vista, anche il ruolo della societ\u00e0 \u00e8 essenziale. C\u2019\u00e8 bisogno di una cultura che promuova l\u2019inclusione a tutti i livelli e in cui l\u2019uguaglianza e le eguali possibilit\u00e0 non siano solo frasi vuote \u2013 e perci\u00f2 la politica deve fornire il quadro rispettivo e deve essere sostenuta dai media.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Massimiliano Rubbi Ben poca ricerca \u00e8 stata dedicata finora, non solo in Italia ma anche in Europa, alle barriere che separano le donne con disabilit\u00e0 che subiscono violenza (una condizione che si stima le colpisca da due a tre volte pi\u00f9 spesso della popolazione femminile media) e i servizi che dovrebbero fornire [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3597,3591,3602],"edizioni":[3842],"autori":[304],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3846],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2895"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2895"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2895\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4801,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2895\/revisions\/4801"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2895"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2895"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2895"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2895"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2895"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2895"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2895"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2895"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2895"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}