{"id":291,"date":"2009-11-04T17:05:31","date_gmt":"2009-11-04T17:05:31","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=291"},"modified":"2025-12-15T09:53:57","modified_gmt":"2025-12-15T08:53:57","slug":"movimento-musica-e-ricerca-nelle-diverse-forme-di-prevenzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=291","title":{"rendered":"6. Movimento musica e ricerca nelle diverse forme di prevenzione"},"content":{"rendered":"<p>di Beatrice Bassini<\/p>\n<p>Per stabilire un rapporto proficuo con i ragazzi e con i tossicodipendenti, occorre innanzitutto instaurare un linguaggio comune, privo di paternalismi e moralismi. Il lavoro del Centro \u201cIn&amp;Out\u201d<!--break--> di Sant\u2019Agata Bolognese<\/p>\n<p><strong>Di cosa parliamo?<\/strong><br \/>\nPrevenire significa cercare di arrivare prima. Ma prima di cosa? Delle droghe? Della dipendenza? Dell\u2019uso? Dell\u2019abuso? Di un modo di usare la \u201cmerce\u201d droga senza alcun criterio e consumisticamente?<br \/>\nQueste diverse prospettive del vedere la prevenzione riflettono modi diversi di concepirla e anche di attuarla.<br \/>\nArrivare prima di droghe e dipendenza \u00e8 nell\u2019ordine della \u201cmissione impossibile\u201d per un Ser.T.<br \/>\nGli esercizi alla dipendenza solitamente cominciano presto, sono vari e articolati in varie forme, presenti nella quotidianit\u00e0 di una cultura e di un\u2019educazione che ad esempio evita le frustrazioni o ci abitua a non pensare delegando il pensiero ad altri, nell\u2019abitudine a funzionare per ricompense o punizioni, nel bisogno di sedarci dalle angosce attraverso consumi vari ed eventuali che vanno dagli oggetti ai farmaci e che non ci guida in una dimensione dove libert\u00e0 o senso di responsabilit\u00e0 siano strettamente connessi.<br \/>\nLa prevenzione ha anche questa prospettiva, pi\u00f9 politica che sanitaria, pi\u00f9 legata alla crescita di una societ\u00e0 che alla salvezza di qualcuno.<br \/>\nI ragazzi che noi vediamo, dalle scuole, alla strada, ai centri giovanili, sono, come noi del resto e naturalmente meno di noi, assuefatti a molte cose: dal modo di percepire il divertimento al modo di percepire e curarsi il dolore. Possiedono \u201cvizi e virt\u00f9\u201d, esattamente come citava un convegno da noi (Ser.T. di S. Giovanni in Persiceto) organizzato nel \u201899, che presentava un \u201cpopolo\u201d giovanile in parte condizionato fortemente dalla cultura dominante, per altri versi estremamente vivo, che ha ancora la forza di elaborare creativamente i condizionamenti e distanziarsi dal mondo adulto adottando linguaggi propri e indipendenti.<br \/>\nCome Ser.T. riteniamo di dover partire esattamente da questo \u201cpopolo\u201d complesso e variegato, diversissimo dal nostro, per lavorare sulla prevenzione. Lavorare sul gap generazionale che si \u00e8 creato in questi anni, malgrado gli adulti si vestano come i ragazzi, \u00e8 uno dei nostri compiti.<br \/>\nIl nostro lavoro \u00e8 innanzi tutto un lavoro su noi stessi, sui nostri pregiudizi e sulla nostra presunzione di aver \u201cgi\u00e0 vissuto\u201d la loro et\u00e0 e, in secondo luogo, di crescita come adulti che si sintonizzano con i loro linguaggi senza scimmiottarli, con sincera meraviglia e curiosit\u00e0, spianando la strada allo scambio e alla comunicazione.<br \/>\nIl lavoro di questi anni ci ha mostrato quanto il canale comunicativo con le nuove generazioni sia spesso stato intasato dai danni provocati da adulti giudicanti e paternalisti promossi da alcune agenzie educative quando non dai mass media, in particolare la televisione.<br \/>\nDopo questo intervento primario, il lavoro successivo diventa quello di confermarsi adulti \u201ccredibili\u201d che conoscono i contesti di consumo odierni, che conoscono le sostanze, i loro usi, i loro effetti e i loro danni, portatori, insomma di un \u201csapere\u201d obiettivo, disponibile ad essere integrato con il loro \u201csapere\u201d, dove non si intende spaventare n\u00e9 insegnare a nessuno, ma cercare di essere utili per saper come soccorrere un amico che sta male o capire quando si sta esagerando.<br \/>\nProprio per questo motivo pensiamo che gli interventi di prevenzione riguardino tutti gli adulti coinvolti nel rapporto con i ragazzi, e per questo sollecitiamo spesso le scuole ad organizzare formazioni ad hoc per insegnanti e genitori, anche se a tutt\u2019oggi gran parte del lavoro che ci viene richiesto e che ci troviamo a fare \u00e8 soprattutto con i ragazzi.<br \/>\nL\u2019ultimo punto riguarda gli strumenti che utilizziamo nei contesti della prevenzione, che sono spesso diversi e che rispecchiano la creativit\u00e0 del gruppo di lavoro impegnato nell\u2019intervento: abbiamo realizzato, nel limite del possibile, progetti variegati e a volte stravaganti, utilizzando musica, telecamera, videoregistrazioni o mixaggi di varie forme comunicative.<br \/>\nQuest\u2019ultimo punto, a nostro parere, \u00e8 il pi\u00f9 importante.<br \/>\n\u00c8 indispensabile, per il successo di qualsiasi iniziativa che riguardi i giovani, nel rispetto di identit\u00e0, gusti e scelte, riuscire a divertirsi insieme a loro, utilizzando spesso l\u2019ironia e sfruttando alcune alchimie, in una simbolica \u201cdanza\u201d che festeggi la vita e la morte.<\/p>\n<p><strong>Cammino e prospettive<\/strong><br \/>\nLa prevenzione dell\u2019uso e dell\u2019abuso di sostanze, di tutela della salute, di sostegno agli operatori che si occupano di pre- e adolescenti per noi, Ser.T. di S. Giovanni in Persiceto, inizia nel 1996.<br \/>\nInizia con un corso di informazione per referenti alla salute delle scuole medie e superiori, prosegue con interventi nelle classi strutturati soprattutto nel promuovere informazioni corrette sulle sostanze, ma anche creativit\u00e0, opportunit\u00e0, ironia. Altri sono stati gli interventi con i docenti e ancora gli incontri all\u2019interno di gruppi organizzati di giovani del nostro territorio.<br \/>\nDal 1998 ideiamo il Progetto \u201cAl di l\u00e0 del muro\u201d, finanziato fino a oggi dalla Regione Emilia-Romagna, per offrire sul territorio una possibilit\u00e0 per i ragazzi di essere guidati o di trascinarci con loro nelle loro esplorazioni del mondo, comprese le droghe. Il nostro atteggiamento \u00e8 accogliente, il pi\u00f9 possibile in sintonia con il loro mondo, non giudicante ma anche non collusivo soprattutto per ci\u00f2 che riguarda i comportamenti cosiddetti \u201ca rischio\u201d.<br \/>\nIl Centro di S. Agata denominato \u201cIn &amp; Out\u201d \u00e8 solo una piccola stanza da reinventarsi, da allestire e arredare. Per questo lo slogan del luogo sar\u00e0 \u201cReinventiamoci tutto ci\u00f2 che non ci piace\u201d. Opportunit\u00e0 di divertirsi, di costruire un punto di riferimento, di avere informazioni sulle droghe in termini di riduzione del danno (in un territorio di grandi consumatori).<br \/>\nMentre l\u2019anno 1998-99 \u00e8 stato dedicato alla definizione dello spazio, dei tempi e dei compiti del Centro giovanile, a carattere ricreativo con spazi di consulenza-ascolto, sulla conoscenza degli strumenti e degli operatori, sulla costruzione degli angoli ricreativi e culturali, gli anni successivi sono dedicati invece ai contenuti specifici e caratteristici di quello spazio su quel territorio.<br \/>\nPer far questo abbiamo definito compiti e collaborazioni tra Servizio Sociale, Ser.T., Comune, Associazioni di volontariato del territorio, stabilendo gli orari e le fasce di et\u00e0 a cui ogni ente si rivolge.<br \/>\nMentre gli spazi ludico-ricreativi aperti a tutti sono stati essenzialmente concentrati in 2 (in certi periodi anche 3 o 4) giornate in orario tardo pomeridiano e serale (17.30-23.00) con la presenza a turno di due educatori e 2 operatori della notte,lo spazio dedicato all\u2019ascolto \u00e8 stato collocato nella giornata del mercoled\u00ec pomeriggio a cadenza quindicinale; presente \u00e8 la psicologa Ser.T., coordinatrice del progetto, ma viene dichiarata la disponibilit\u00e0 per appuntamenti in qualsivoglia altro orario telefonando in Servizio.<br \/>\nIn suddetto spazio vengono convogliati dal nostro Servizio anche tutti gli invii per art. 121 e 75 (DPR 309\/90) di soggetti sotto i 35 anni per sostanze diverse dall\u2019eroina.<br \/>\nTutti gli anni diamo la nostra partecipazione e il nostro contributo organizzativo a varie iniziative musicali organizzate sul nostro territorio dall\u2019Associazione di volontariato \u201cAttraverso\u201d (almeno 3 ogni anno) e in particolare a \u201cSonica\u201d, dove dal 1998 si allestisce uno spazio soft anche detto \u201cchill out\u201d con bibite analcoliche, massaggi, materiale informativo su sostanze e HIV.<br \/>\nAbbiamo realizzato 2 video, ma mentre nell\u2019arco dell\u2019anno 98-99 il lavoro documentato riguardava le interviste ai ragazzi e la realizzazione del centro giovanile ed \u00e8 stato realizzato dall\u2019agenzia Ethnos, in particolare da Sandra De Giuli, quest\u2019anno il video \u00e8 stato costruito in maniera pi\u00f9 attiva dai videomaKer, Raffaele Ranni e MirKo Pellizzaro, e da un gruppo di ragazzi frequentatori del Centro giovanile.<br \/>\nLa realizzazione di questo video si \u00e8 perci\u00f2 nutrita di una maggiore consapevolezza da parte dei ragazzi degli strumenti utilizzati e del loro possibile utilizzo, di una scelta pi\u00f9 libera dei temi da affrontare e della loro esplorazione di altri spazi, di altre citt\u00e0 e di altre realt\u00e0 da comprendere pi\u00f9 a fondo. \u00c8 stato perci\u00f2 definito come \u201cVideopercorsi\u201d.<br \/>\n\u00c8 importante per noi sottolineare che gli stessi videomaker citati hanno realizzato i video-live-set nelle rassegne musicali e stanno collaborando al lavoro con le compagnie di strada su un progetto del Comune di S. Giovanni e del Servizio Sociale del nostro territorio. La scelta di strumenti di comunicazione comuni tra le entit\u00e0 del territorio per noi sta ad indicare l\u2019avvio di un processo di avvicinamento al mondo giovanile che tiene conto delle innovazioni tecnologiche, dei nuovi linguaggi, ma anche di un atteggiamento pi\u00f9 disincantato, meno paternalistico o pedante, pi\u00f9 immediato e spontaneo da parte degli adulti e degli operatori che a vario titolo si occupano di giovani.<br \/>\nAbbiamo imparato moltissime cose tentando di raggiungere gli obiettivi che ci eravamo dati in termini di pensiero critico e costruttivo, uscita dalle logiche del consumo indiscriminato e della passivit\u00e0, maggiori informazioni corrette sugli argomenti \u201ctab\u00f9\u201d e contatto significativo con un popolo per lo pi\u00f9 sconosciuto dalle istituzioni.<br \/>\nDopo il ciclo di incontri tenutosi da febbraio a maggio \u201999 denominato \u201cLa cultura giovanile: vizi e virt\u00f9\u201d, a S. Agata abbiamo organizzato 5 incontri presso il Centro giovanile \u201cIn&amp;Out\u201d rivolti ad operatori o adulti che, a vario titolo, vogliono occuparsi delle nuove generazioni. Il titolo era \u201cPer capire la metamorfosi\u201de i partecipanti sono stati 11.<br \/>\nNumerosi i contatti con il Gruppo Abele di Torino, che dalla nascita supervisiona il nostro lavoro, e con realt\u00e0 che si muovono come noi alla ricerca di contatti con i pi\u00f9 giovani e in termini di riduzione del danno.<br \/>\nDi Servizi \u201caltri\u201d c\u2019\u00e8 bisogno. La prospettiva futura \u00e8 che il Comune si impegner\u00e0, a partire dal prossimo anno, in questa direzione appropriandosi maggiormente del progetto.<br \/>\nIl coordinamento delle iniziative, delle attivit\u00e0 e del Centro potrebbe essere affidato a un educatore-coordinatore del Comune, mentre al Ser.T. resterebbe il compito della disponibilit\u00e0 del resto del personale presente nella struttura, della formazione, della consulenza. La situazione che si andrebbe a configurare sarebbe cos\u00ec pi\u00f9 consona ai nostri relativi compiti istituzionali.<br \/>\nL\u2019approccio ludico, le modalit\u00e0 di comunicazione schiette e ironiche, l\u2019uso di strumenti vari tecnologici e non, si \u00e8 finora dimostrato produttivo in termini di frequenza (circa 30 ragazzi ogni sera) ma anche di partecipazione, di qualit\u00e0 del rapporto tra pari e con gli adulti, e soprattutto nei colloqui di consulenza-ascolto dove un atteggiamento non giudicante e non punitivo ma fermo e \u201cpulito\u201d ha permesso a molti ragazzi di trovare un punto di riferimento importante in quel territorio.<br \/>\nPensiamo di continuare un lavoro di rete nazionale sui temi dell\u2019adolescenza, i giovani, i comportamenti a rischio, gli abusi e soprattutto di dialogo e costruzione di nuove prospettive.<br \/>\nA questo proposito, il lavoro con le scuole \u00e8 diventato di anno in anno sempre pi\u00f9 impegnativo ma ha anche dato buone risposte, e speriamo in futuro di coinvolgere sempre pi\u00f9 adulti anche tra gli insegnanti e i genitori che colmino i loro vuoti informativi rispetto a droghe e HIV, aiutandoci in un lavoro che a volte ci sembra titanico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per stabilire un rapporto proficuo con i ragazzi e con i tossicodipendenti, occorre innanzitutto instaurare un linguaggio comune, privo di paternalismi e moralismi. 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