{"id":295,"date":"2009-11-04T17:05:32","date_gmt":"2009-11-04T17:05:32","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=295"},"modified":"2025-12-15T09:40:53","modified_gmt":"2025-12-15T08:40:53","slug":"il-progetto-di-sottosopra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=295","title":{"rendered":"2. Il progetto di \u201cSOTTOSOPRA\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di Stefania Scarlatti<\/p>\n<p>Un luogo ricreativo pu\u00f2 spezzare i pregiudizi sulla tossicodipendenza? E poi, come bisogna intendere il \u201creinserimento\u201d? Breve ma intensa storia del Centro di San Giovanni in Persiceto<br \/>\nIl fenomeno della tossicodipendenza penso sia uno di quelli che porta con s\u00e9 il maggior numero di stereotipi: il tossicodipendente \u00e8 trasandato, cammina ciondoloni, ruba gli stereo e i cellulari, chiede le 100 lire per strada, non lavora, deve andare in Comunit\u00e0\u2026<br \/>\nL&#8217;esperienza che presenteremo in questo articolo romper\u00e0, mi auguro, molti di questi stereotipi.<br \/>\nIl SERT di San Giovanni in Persiceto, A.USL Bo.Nord, grazie ai finanziamenti ai sensi dell&#8217;art. 127 del D.P.R. 309\/90, ha avviato, a partire da marzo &#8217;98, una struttura intermedia a bassa soglia per il reinserimento di soggetti tossicodipendenti, molto pi\u00f9 semplicemente: Centro Serale SottoSopra.<br \/>\nSe tutti hanno pi\u00f9 o meno idea di cosa siano le Comunit\u00e0 terapeutiche, in pochi forse avranno sentito parlare dei Centri Diurni. Ma che cos&#8217;\u00e8 un Centro Serale?<br \/>\nIl nome SottoSopra \u00e8 gi\u00e0 un chiaro invito a rompere gli schemi, a guardare le cose da diversi punti di vista.<br \/>\nNel territorio in cui opera il nostro SERT, &#8220;l&#8217;identikit&#8221; del tossicodipendente \u00e8 ben lontano dagli stereotipi ricordati sopra. Qui il tossicodipendente lavora regolarmente (a volte fa anche carriera), \u00e8 ben vestito, vive rigorosamente in famiglia, \u00e8 pi\u00f9 che integrato ma, soprattutto, \u00e8 invisibile.<br \/>\nQuando si \u00e8 invisibili uno dei problemi pi\u00f9 grossi che ci si trova ad affrontare \u00e8 la solitudine; soprattutto alla sera, quando, dopo una giornata di lavoro, cala il buio, da queste parti anche la nebbia, e il rischio \u00e8 di trovare come unica compagna l&#8217;eroina.<br \/>\nEcco perch\u00e9 un Centro Serale che apre le sue porte proprio in questa grigia ora della serata, offrendo con il suo arredamento colorato, caldo e accogliente un&#8217;oasi sicura in cui trascorrere il tempo libero. SottoSopra \u00e8 infatti un luogo che anzich\u00e9 chiudere i tossicodipendenti al suo interno, apre le porte e costruisce un ponte con il fuori.<br \/>\nUno dei concetti alla base di questo progetto \u00e8 infatti quello di intermediariet\u00e0. Il termine &#8220;struttura intermedia&#8221;, per quanto riguarda SottoSopra, acquista diversi significati: piace pensare al centro serale come un&#8217;altra stanza del SERT; in questo senso, la struttura sarebbe intermedia fra SERT e utenti. Il Centro \u00e8 stato infatti il ponte che ha permesso di agganciare e coinvolgere in attivit\u00e0 coloro che, all&#8217;interno dell&#8217;ambulatorio SERT, erano diffidenti a un qualunque tipo di relazione altro da quello sanitario. Incontrarsi per fare qualcosa (il giornale, la cena, il corso internet\u2026) \u00e8 risultato sicuramente pi\u00f9 allettante di un colloquio, ed \u00e8 stato proprio attraverso il fare che \u00e8 stato possibile instaurare una relazione educativa di sostegno, contenimento, guida, che risulta a pieno titolo parte integrante del progetto terapeutico SERT.<br \/>\nPossiamo dare un altro significato all&#8217;essere struttura intermedia. Prima di attivare concretamente il Centro, i supervisori hanno invitato a una riflessione: &#8220;Che identit\u00e0 diamo alla struttura? Vogliamo che sia un punto di mantenimento, di cura, con una tutela della riservatezza fino all&#8217;anonimato, o vogliamo che sia un punto di rottura, un centro di incontro visibile, con un&#8217;osmosi dentro\/fuori che eviti la ghettizzazione?&#8221;. La scelta fatta dall\u2019equipe del SERT \u00e8 andata decisamente verso la seconda direzione, per cui oggi \u00e8 possibile dire che il Centro serale Sotto Sopra \u00e8, prima di tutto, un punto di riferimento intermedio fra SERT e territorio.<br \/>\nPunto di riferimento, prima di tutto, per i tossicodipendenti del territorio, gi\u00e0 in carico e non, che percepiscono il Centro come un posto dove possono andare sicuri di essere accolti. Intermedio, perch\u00e9 pu\u00f2 diventare una porta di servizio per accedere al SERT, qualora fosse difficoltoso l&#8217;accesso diretto al Servizio.<br \/>\nMa si \u00e8 voluto essere ambiziosi: se davvero volevamo fare di SottoSopra un punto di rottura, era necessario rompere alcuni stereotipi, per questo si \u00e8 pensato al Centro come punto di riferimento culturale per il territorio, e di conseguenza, i tossicodipendenti come individui portatori di cultura. Questo processo era gi\u00e0 cominciato con la redazione del giornale &#8220;l\u2019urlo&#8221;, che aveva restituito ai redattori la possibilit\u00e0 di farsi sentire, di esprimere opinioni, di dare informazioni. SottoSopra permette di dimostrare che i tossicodipendenti sono, prima di qualunque altra cosa, persone, spesso ricche di esperienze di vita, di cultura, di istruzione, di opinioni. Per questo il Centro propone degli eventi di informazione, scambio, cultura, aperti alla cittadinanza.<br \/>\nInfine vi \u00e8 un altro aspetto di intermediariet\u00e0 che si vive all&#8217;interno del Centro, e cio\u00e8 l&#8217;incontro fra alta e bassa soglia di tossicodipendenza.<br \/>\nPrima di approfondire questo concetto \u00e8 forse bene chiarire qual \u00e8 la tipologia di utenza che frequenta SottoSopra, in particolare \u00e8 bene specificare cosa si intende per bassa soglia in questo territorio, ben diverso dal contesto metropolitano.<br \/>\n1. Bassa soglia come riduzione del danno: cio\u00e8 utenti che non hanno intenzione di sottoporsi a disintossicazione, per i quali il SERT mette in atto una strategia tendente a limitare il danno fisico e sociale, a ridurre il rischio di devianza, di overdose; un progetto quindi che prevede interventi primari di bassa soglia (metadone a mantenimento, informazioni, fornitura di presidi sanitari, ecc.). Rispetto a questa prima tipologia SottoSopra sta realizzando interventi quali la distribuzione di fiale di narcan, preservativi e, in prospettiva, siringhe sterili.<br \/>\n2. Bassa soglia come presa in carico unicamente ambulatoriale: cio\u00e8 utenti che non accettano comunque alcun tipo di relazione che vada oltre gli aspetti farmacologici, che non hanno quindi maturato una consapevolezza della tossicodipendenza come problema non solo organico ma anche psicologico-relazionale, o, pur essendone consapevoli non intendono affrontarlo in questi termini. Sebbene nel SERT di San Giovanni in Persiceto sia stato dato ampio spazio alla riflessione sull\u2019Accoglienza, a come rendere flessibili gli spazi dell&#8217;ambulatorio in modo da consentire comunque un approccio informale, non strutturato, resta il fatto che si lavora non in strada ma in una Istituzione. Questo spesso non facilita un contatto significativo con queste persone, che vivono gli uffici di educatore, assistente sociale e psicologo, come troppo strutturati, non attraenti, non significativi. Sembra importante quanto Don Luigi Ciotti, del Gruppo Abele di Torino, dice a proposito del lavoro delle unit\u00e0 di strada: \u201c\u2026andare incontro alle persone. Non possiamo solo \u2013 e troppe realt\u00e0 l\u2019hanno fatto per troppo tempo \u2013 restare ad aspettare nei nostri recinti, nei nostri servizi, nei nostri ambulatori.\u201d<br \/>\n3. Bassa\/Media soglia come permanere di un uso periodico di sostanze pesanti: cio\u00e8 utenti che, pur avendo attivato programmi articolati che prevedono anche spazi di rielaborazione, non riescono a mantenersi &#8220;drug-free&#8221;. Sia nel caso precedente che in questo, l&#8217;essere struttura a bassa soglia permette agli utenti di accedere, anche se sotto l&#8217;effetto di sostanze purch\u00e9 non impediscano lo svolgimento della vita quotidiana, all&#8217;interno del Centro.<br \/>\n4. Bassa soglia come mancanza o povert\u00e0 di una rete sociale significativa: poich\u00e9 secondo l\u2019equipe il livello di intossicazione o uso\/abuso di sostanze non pu\u00f2 essere l&#8217;unico indicatore che determina la bassa soglia, si \u00e8 pensato di inserire anche questa fascia di utenti, che probabilmente in altri contesti sarebbero considerati ad alta soglia. Utenti quindi che potrebbero essere anche in una situazione drug-free, ma che mantengono legami di dipendenza con la famiglia, con il lavoro, tali da impedire comunque un percorso di autonomia e reinserimento. Come gi\u00e0 detto, per alcuni degli utenti di SottoSopra la vita ruota unicamente attorno a casa, lavoro, sostanze. Nel momento in cui si tolgono le sostanze per\u00f2 nulla si sostituisce a queste, con il forte rischio di un isolamento e di un incistamento all&#8217;interno della famiglia non meno pericolosi della dipendenza &#8220;tossica&#8221;.<br \/>\nIl termine &#8220;bassa soglia&#8221; offre un&#8217;altra analisi, indipendente da utenza e sostanze, una riflessione riferita invece alla soglia\/ingresso del Centro, quindi bassa soglia come ingresso\/soglia facile da varcare. Vediamo allora quali sono le modalit\u00e0 di accesso alla struttura. Questa \u00e8 una delle cose che con il tempo si sono molto modificate, superando l&#8217;accoglienza prevista inizialmente, strutturata diversamente a seconda delle diverse soglie di utenza: molto strutturata per l&#8217;alta soglia, fino ad un accesso libero per la bassa soglia,<br \/>\nL&#8217;obiettivo che il SERT e il Centro si prefiggono \u00e8 che l&#8217;arrivo a SottoSopra sia il pi\u00f9 tutelante e accogliente possibile per la persona che si intende inviare. Per questo non ha pi\u00f9 significato prevedere colloqui pi\u00f9 o meno strutturati al SERT, ma si privilegia l&#8217;eventuale accompagnamento al Centro da parte dell&#8217;operatore di riferimento, una conoscenza presso il SERT degli educatori di SottoSopra, in particolare grazie alla presenza degli operatori del Centro al SERT al sabato mattina. Se il Centro Serale \u00e8 considerato un&#8217;altra stanza del SERT, il momento del sabato mattina costituisce il corridoio fra le due strutture. Questo tempo vede partecipi anche i ragazzi che gi\u00e0 frequentano il Centro, che finiscono per avere un ruolo importante con una duplice valenza.<br \/>\nDa un lato rafforza la relazione fra questi e le operatrici del Centro. Pu\u00f2 essere infatti il contesto in cui, stimolati dall&#8217;essere al SERT per la terapia farmacologica, diventa pi\u00f9 semplice parlare e confrontarsi sul proprio percorso terapeutico. \u00c8 questo un aspetto che difficilmente riesce ad essere affrontato durante le attivit\u00e0 serali a SottoSopra.<br \/>\nDall&#8217;altro facilita l&#8217;aggancio fra Centro e nuovi utenti, in quanto l&#8217;invito a fermarsi a chiacchierare con le operatrici, o il racconto su ci\u00f2 che viene fatto a Sant&#8217;Agata, ha una valenza diversa se fatto anche dai pari e non solo dagli educatori.<br \/>\nSe invece un nuovo utente arriva al Centro prima che al SERT, dopo un iniziale periodo di accoglienza\/osservazione, viene proposto un incontro al Servizio con la coordinatrice del Centro con l&#8217;obiettivo di illustrare oltre all&#8217;organizzazione del Centro anche la strutturazione del Servizio.<br \/>\nDopo aver visto chi frequenta il Centro e come vi pu\u00f2 arrivare, vediamo cosa si fa, come e perch\u00e9 a SottoSopra.<br \/>\nLa compresenza delle diverse soglie aumenta la complessit\u00e0 del lavoro educativo al Centro; gli operatori sono chiamati a modulare il loro intervento passando spesso da un&#8217;ottica di mantenimento, richiesta dalla bassa soglia, ad un&#8217;ottica di cambiamento, richiesta dalla media\/alta soglia.<br \/>\nIn ogni caso il ruolo degli operatori non \u00e8 terapeutico ma educativo; le caratteristiche del Centro richiedono di lavorare con e nell&#8217;informalit\u00e0, avendo sempre come principale obiettivo quello di instaurare con l&#8217;utenza una relazione significativa e di fiducia. L&#8217;informalit\u00e0, tipica di SottoSopra, non deve far pensare ad una situazione semplice n\u00e9 tantomeno casuale, significa anzi avere:<br \/>\n\u2022 capacit\u00e0 di ascolto e contenimento attivo,<br \/>\n\u2022 saper cogliere i segnali,<br \/>\n\u2022 essere diretti,<br \/>\n\u2022 &#8220;provocare&#8221;, nella relazione, un&#8217;apertura nei ragazzi in modo che possano raccontarsi,<br \/>\n\u2022 saper lavorare nel gruppo facendone emergere le risorse,<br \/>\n\u2022 saper stare nel mantenimento,<br \/>\n\u2022 mostrare prospettive,<br \/>\n\u2022 stimolare e profilare cambiamenti.<br \/>\nIn ogni caso si tratta di lavorare per microobiettivi, dimostrando grande flessibilit\u00e0 rispetto a questi.<br \/>\nLavorare contemporaneamente per il mantenimento e per il cambiamento richiede un delicato equilibrio che non faccia prevaricare un aspetto sull&#8217;altro. Lo strumento che l&#8217;equipe ha individuato a questo scopo \u00e8 la contrattazione. Contrattazione significa cercare un terreno di incontro fra le tre diverse &#8220;etnie&#8221; che in questo momento abitano il Centro (operatori, bassa soglia, media\/alta soglia), riguardo gli aspetti pi\u00f9 importanti della vita del Centro quali le regole, le attivit\u00e0, il clima.<br \/>\nLa ricerca di questo incontro avviene soprattutto quotidianamente, nell&#8217;informalit\u00e0; \u00e8 previsto anche uno spazio istituzionalizzato, di assemblea, in cui si sancisce il punto di arrivo di questo percorso.<br \/>\nIl possibile incontro delle tre &#8220;etnie&#8221; presuppone un lavoro educativo sulle diverse culture che ognuna porta. \u00c8 cos\u00ec possibile ridare significato anche al termine reinserimento a SottoSopra. Solitamente inteso come parte conclusiva del progetto terapeutico, il reinserimento rischia di essere finalizzato solo al ritrovare un lavoro, un&#8217;abitazione autonoma, un equilibrio nella gestione della quotidianit\u00e0 sia in termini concreti che relazionali. Pu\u00f2 dare l&#8217;idea di un inserire di nuovo un soggetto in una societ\u00e0 che \u00e8 sempre quella, che non \u00e8 mai tenuta a mettersi in discussione. Il tossicodipendente si cura ,&#8221;si ripulisce&#8221; allora, e solo allora, pu\u00f2 rientrare.<br \/>\nReinserirsi attraverso SottoSopra, per un tossicodipendente, significa prima di tutto: reinserirsi nel gruppo dei pari, cio\u00e8 frequentare le stesse persone della &#8220;piazza&#8221;, con un comune obiettivo di benessere, questa volta &#8220;sano&#8221; e non &#8220;tossico&#8221;. Questo significa riformulare i codici di comunicazione, che non possono pi\u00f9 basarsi sull&#8217;omert\u00e0 e su un piacere che, anche se agito con gli altri, resta per\u00f2 individuale, sulla completa assenza di regole, sulla trasgressione, con lo scopo di creare al Centro un clima accogliente e vivibile per tutti.<br \/>\nSottoSopra offre la possibilit\u00e0 di reinserirsi in un territorio non pi\u00f9 come singolo tossicodipendente che in un qualche modo chiede riscatto, ma come gruppo che, insieme, impara ad utilizzare le risorse che il territorio offre (in termini di tempo libero, ma non solo), chiedendo anche alla societ\u00e0 di porsi delle domande e a non restare pi\u00f9 ad aspettare passivamente che i tossicodipendenti &#8220;rientrino&#8221;, questo presuppone tutto il lavoro di rete e di promozione culturale che il Centro offre all&#8217;intera comunit\u00e0 locale.<br \/>\nMa quali sono pi\u00f9 nello specifico gli obiettivi che questo progetto si pone, come si cerca di realizzarli?<br \/>\nL&#8217;esperienza di questi anni ci ha spinto a mettere sempre pi\u00f9 al centro della progettualit\u00e0 la RELAZIONE, come obiettivo generale da perseguire. Relazione intesa come luogo di svago e stimolo, spazio dove poter rispettare i tempi della bassa soglia, momento dove poter contrattare e amalgamare i tempi tra le differenti soglie, modalit\u00e0 di rispetto delle libert\u00e0 dei tempi e dell&#8217;agire di ognuno nell&#8217;utilizzo degli spazi e delle diverse situazioni.<br \/>\nQuesto obiettivo generale diviene premessa necessaria ad altri obiettivi quali:<br \/>\n\u2022 Accoglimento e accettazione dell&#8217;utente e dei suoi bisogni cos\u00ec come si presentano<br \/>\n\u2022 Contenimento delle problematiche personali correlate allo stato di dipendenza dalle sostanze<br \/>\n\u2022 Acquisizione della consapevolezza della propria identit\u00e0 sociale adulta<br \/>\n\u2022 Reinserimento sociale<br \/>\n\u2022 Ampliamento delle risorse personali e relazionali<br \/>\n\u2022 Visibilit\u00e0 del Centro e apertura di questo al territorio come risorsa culturale e ricreativa.<br \/>\nGli obiettivi pi\u00f9 specifici e gi\u00e0 in gran parte raggiunti in questi tre anni di lavoro, sono:<br \/>\n\u2022 aggancio di utenti a bassa soglia che non trovavano nel SERT opportunit\u00e0 di relazione altra dai contatti con l&#8217;ambulatorio;<br \/>\n\u2022 offrire uno spazio di benessere e di riscoperta di un piacere altro rispetto all&#8217;uso di sostanze;<br \/>\n\u2022 il costituirsi di un gruppo di utenti stabile all&#8217;interno del Centro;<br \/>\n\u2022 mantenere agganci con l&#8217;utenza pi\u00f9 grave anche al di l\u00e0 della reale frequentazione del Centro, connotando la struttura come punto di riferimento relazionale significativo anche nei momenti di ricaduta;<br \/>\n\u2022 possibilit\u00e0 di utilizzo del Centro anche da parte di ex utenti SERT, in un&#8217;ottica di prevenzione delle ricadute;<br \/>\n\u2022 contatto con l&#8217;utenza sommersa che, passando prima dal Centro, accede poi al SERT per avviare un percorso di cura;<br \/>\n\u2022 apertura all&#8217;esterno del Centro (frequentazione di amici, volontari, iniziative aperte alla popolazione), in un&#8217;ottica di intervento di rete che eviti la sua ghettizzazione.<\/p>\n<p>Questi obiettivi delineano in maniera sempre pi\u00f9 chiara come a SottoSopra l&#8217;intervento \u00e8 fortemente educativo, il benessere e la cura passano attraverso il fare. Nella riprogettazione delle attivit\u00e0, abbiamo pensato di tenere cosa ha funzionato nel passato e di individuare i punti critici ripensando gli obiettivi generali e specifici del centro.<br \/>\nRiguardando la storia del Centro si pu\u00f2 vedere come le prime attivit\u00e0 svolte siano state proprio l&#8217;apertura del Centro: comprare gli arredi, arredare gli spazi, discutendo e scegliendo insieme, operatori e ragazzi, l&#8217;utilizzo dei medesimi. La partecipazione a tale &#8220;attivit\u00e0&#8221; era dunque dettata dal bisogno del momento. Per lungo tempo le attivit\u00e0 svolte all&#8217;interno del Centro cadevano in quella categoria scritta nel progetto come attivit\u00e0 quotidiane\/informali (cene, ascolto musica, lettura, visione tv\/film): serviva, infatti, avere TEMPO e MODO per creare una relazione allora inesistente tra operatori-utenti-Centro come spazio legittimato, lasciando a DOPO la strutturazione delle attivit\u00e0 che rispondessero agli obiettivi generali e specifici esplicitati nel progetto del Centro.<br \/>\nOggi, invece, ci troviamo di fronte ad una doppia esigenza: da un lato \u00e8 necessario mantenere la relazione gi\u00e0 esistente ed in continua evoluzione; dall&#8217;altro sviluppare attivit\u00e0 che permettano di compiere un salto qualitativo rispetto al gruppo, alla capacit\u00e0 di presentarsi all&#8217;esterno, di stimolare le loro risorse. Il primo aspetto viene garantito dalle attivit\u00e0 informali:<br \/>\n\u2022 Cene, caff\u00e8, ascolto musica, lettura, visione TV e film, uscite di tempo libero.<br \/>\n\u2022 Attivit\u00e0 di gestione della casa (ridefinizione degli spazi, abbonamenti riviste)<br \/>\n\u2022 Attivit\u00e0 di vacanza, week-end in barca o in campeggio, fino ad arrivare ad una vera e propria vacanza di almeno una settimana.<br \/>\nIl secondo aspetto dalle attivit\u00e0 strutturate:<br \/>\n\u2022 Attivit\u00e0 corsuali (videoripresa, computer, internet, cucina)<br \/>\n\u2022 Attivit\u00e0 corporee (sport, shiatsu, yoga, animazione)<br \/>\n\u2022 Attivit\u00e0 gruppali (gruppo redazionale &#8220;L&#8217;URLO&#8221;, gruppi tematici, gruppo genitori)<br \/>\n\u2022 Attivit\u00e0 informative (giornate seminariali su tematiche legate alla tossicodipendenza, anche aperte al pubblico)<br \/>\n\u2022 Attivit\u00e0 di visibilit\u00e0 del Centro (progettazione e realizzazione di materiale informativo sul centro)<br \/>\n\u2022 Attivit\u00e0 di apertura del Centro alla cittadinanza (cene, Cineforum, ecc.)<br \/>\n\u2022 Attivit\u00e0 di laboratorio ( murales, musica).<br \/>\n\u2022 Assemblea, a cadenza bimestrale o a richiesta degli utenti, con l&#8217;obiettivo di dare voce ai ragazzi sulla vita del centro e sperimentare una dimensione istituzionale e democratica.<\/p>\n<p>BIBLIOGRAFIA<br \/>\nA.A.V.V., La riduzione del danno, Ed. Gruppo Abele, Torino, 1994.<br \/>\nMONTECCHI L., GROSSI L. (a cura di), Intermedia Centri Diurni. Strutture intermedie per la psichiatria, le tossicodipendenze e l\u2019handicap, Pitagora Editrice, Bologna,1997.<\/p>\n<p>RIVISTE<br \/>\nA.A.V.V., L\u2019intervento di rete. Concetti e linee di azione, in Quaderni di Animazione e Formazione, Collana a cura di Animazione Sociale universit\u00e0 della strada, Ed. Gruppo Abele, TO, 1995.<br \/>\nCAMARLINGHI R. (a cura di) Intervista a GROSSO L., Le nuove frontiere della riduzione del danno, in Animazione Sociale, Ed. Gruppo Abele, Torino, 2000.<br \/>\nDEMETRIO D., Adulti che ascoltano, adulti che si ascoltano, in Animazione Sociale,<br \/>\nn. 8\/9, 1996<br \/>\nITACA, Unit\u00e0 di strada e riduzione del danno, Maggio-Agosto 1997, Anno 1, n.2<br \/>\nITACA, La presa in carico del tossicodipendente, Settembre-Dicembre 1997,<br \/>\nAnno 1, n. 3<\/p>\n<p>DOCUMENTAZIONE VARIA<br \/>\nCIOTTI Don Luigi, Conclusioni degli \u201cAtti dell\u2019incontro nazionale degli operatori delle unit\u00e0 di strada\u201d, Bologna, 15-16 Marzo 1999, Regione Emilia Romagna.<br \/>\nSCARLATTI S., Tesi di Laurea &#8220;DROGA, LAVORO E FAMIGLIA: L&#8217;ANORMALITA&#8217; DELLA NORMALITA'&#8221;, Universit\u00e0 degli studi di Trieste, Facolt\u00e0 di Scienze della Formazione, Corso di Laurea in Servizio Sociale.<\/p>\n<p>LEGISLAZIONE<br \/>\nD.P.R. 309\/90, Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un luogo ricreativo pu&ograve; spezzare i pregiudizi sulla tossicodipendenza? 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