{"id":2960,"date":"2020-08-31T02:53:06","date_gmt":"2020-08-31T00:53:06","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2960"},"modified":"2020-08-31T02:53:06","modified_gmt":"2020-08-31T00:53:06","slug":"3-la-vera-mala-educacion-adulti-incompetenti-e-bambini-soli-su-internet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2960","title":{"rendered":"3. La vera mala educaci\u00f3n? Adulti incompetenti e bambini soli su internet"},"content":{"rendered":"<p>di Nicola Rabbi, giornalista<\/p>\n<p>Che senso ha proibire certi libri rivolti ai bambini perch\u00e9 ritenuti poco idonei alla loro crescita psicologica e culturale quando hanno la possibilit\u00e0, grazie alla tecnologia digitale, di poter leggere e vedere ogni genere di informazione?<\/p>\n<p>Un genitore, un insegnante o un educatore (e quest\u2019ultimo dovrebbe comunque palpitare nel cuore dei primi due) hanno il dovere di porsi questo genere di domande riguardo alla formazione dei minori, ma questo dovere deve essere relazionato ai reali problemi. Che senso ha censurare dei libri per l\u2019infanzia perch\u00e9 raccontano, per esempio, storie di famiglie diverse, quando i bambini, comunque, conoscono e imparano vedendo la realt\u00e0 che ruota attorno a loro?<\/p>\n<p><b>L\u2019innocenza di internet<\/b><\/p>\n<p>In realt\u00e0 il tema che su cui dovremmo riflettere \u00e8 un altro, soprattutto quando i nostri figli raggiungono i sei, sette anni e cominciano a usare i nostri stessi strumenti digitali. E qui pu\u00f2 succedere di tutto.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Su internet, infatti, non esiste una reale censura (e su questa cosa ritorneremo pi\u00f9 avanti) e un bambino, che magari ha <i>evitato<\/i> certi libri che trattano temi considerati pericolosi nelle scuole dell\u2019infanzia, potrebbe, navigando liberamente sul web, vedere immagini pornografiche o violente, con persone spiaccicate per terra dopo un volo suicida di dieci piani o altre che ritraggono esseri umani colpiti da malattie strazianti.<\/p>\n<p>Questo, se prendiamo in considerazione un uso passivo del digitale.<\/p>\n<p>Se passiamo a un suo uso attivo, quello cio\u00e8 che ci mette in relazione con le altre persone, allora le cose si complicano. Con gli smartphone o i tablet queste relazioni sono ancora pi\u00f9 semplici da creare. Nei casi dei contatti diretti ci si possono scambiare foto private e si possono stabilire relazioni dove il corpo \u00e8 del tutto assente, e questa mancanza di fisicit\u00e0, se pu\u00f2 creare problemi di rispetto verso gli altri in una persona adulta, figuriamoci cosa pu\u00f2 significare per un bambino. Internet e i dispositivi digitali sono quindi un pericolo per i nostri bambini?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Sono un\u2019altra cosa da proibire? <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>No, non \u00e8 cos\u00ec. La risposta deve essere ricercata altrove. Internet \u00e8 ci\u00f2 che siamo, non \u00e8 niente di peggio di quello che gi\u00e0 esiste, il problema semmai siamo noi, noi come genitori, insegnanti, educatori che non siamo all\u2019altezza del nostro compito quando entriamo in relazione con le nuove tecnologie.<\/p>\n<p><b>Quanti sono i minori in rete?<\/b><\/p>\n<p>Secondo i dati Istat del 2013, in Italia solo il 56% delle persone usa regolarmente internet ponendoci al terzultimo posto nella graduatoria europea dei Paesi UE con una distanza di 16 punti dalla media. Se poi andiamo ad analizzare il dato relativamente al tipo di conoscenza che si ha in termini di competenze informatiche e telematiche, allora la percentuale di italiani che sanno usare con una certa padronanza il web si assottiglia all\u201911% della popolazione.<\/p>\n<p>Questo significa che le probabilit\u00e0 di trovare dei genitori, degli insegnanti o degli educatori in grado di orientare il bambino sulla rete sono davvero poche.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte, quanti sono i minori che usano la rete?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Sempre in base ai dati Istat, questo tipo di utenza cresce di continuo. Se nel 2005 la fascia dei minori utenti forti (uso quotidiano di internet) compresi tra i 6 e i 10 anni era dell\u20191,1% del totale, nel 2013 era arrivata all\u20198%. Nella fascia dagli 11 ai 13 anni si passa dal 2,7% al 36,3%, mentre in quella tra i 14 e i 18 anni si passa dall\u201911,7% al 63,1%. Parlando invece di utenti deboli della rete (uso almeno settimanale di internet), nel 2013 sono il 25,2% dei minori tra i 6 e i 10 anni, il 34,8% di quelli tra gli 11 e i 13 anni, il 21,8% di quelli tra i 14 e 18 anni.<\/p>\n<p>In conclusione, circa il 33,2% dei bambini tra i 6 e i 10 anni usa internet, quelli tra gli 11 e i 13 anni sono il 71,1%, quelli tra i 14 e i 18 anni sono l\u201984,9%.<\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 minori su internet e questo di fronte a un numero esiguo di adulti competenti.<\/p>\n<p><b>\u201cTieni il mio cellulare ma sta\u2019 buono per favore\u201d<\/b><\/p>\n<p>Internet non si pu\u00f2 censurare o meglio, molti ci provano, anche nazioni potenti come la Cina e la Russia, ma con risultati non soddisfacenti. \u00c8 questo, del resto, il bello della rete, la possibilit\u00e0 aperta a tutti di esprimersi liberamente. La libert\u00e0, per\u00f2, porta con s\u00e9 anche comportamenti scorretti o illeciti che devono essere individuati e puniti ma che ci saranno sempre, come nella vita reale. Per questo si ha bisogno sempre pi\u00f9 di adulti che abbiano delle buone competenze, che sappiano accompagnare in rete il minore dandogli le informazioni necessarie per capire i rischi cui va incontro nell\u2019esporsi pubblicamente, come anche gli strumenti per cercare di valutare la qualit\u00e0 delle fonti informative che incontra.<\/p>\n<p>Da un\u2019altra ricerca del 2013 (DuepuntoZero Research-Doxa) si viene a sapere che pi\u00f9 della met\u00e0 dei bambini tra i 5 e i 13 anni navigano da soli su internet. I genitori tendono a cedere i loro dispositivi: il 70% di coloro che hanno un tablet lo danno ai loro figli e il 16% lo fa senza nessun controllo. Cos\u00ec per gli smartphone, 4 volte su 10 i genitori li cedono ai figli in piena autonomia.<\/p>\n<p><b>Sugata Mitra: \u201cLasciateli soli su internet, ma assieme\u201d<\/b><\/p>\n<p>Il comportamento peggiore per un genitore \u00e8 quello di lasciare il proprio figlio da solo in rete, magari isolato nella sua stanza. Per un insegnante e per un educatore, invece, l\u2019errore \u00e8 quello di far lavorare il minore individualmente su internet, magari in competizione con gli altri.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>In situazioni di gruppo, invece, il modo migliore per entrare e conoscere la rete \u00e8 quello di far s\u00ec che i compagni lo facciano tutti assieme; questo lavoro diretto su internet, fatto tra simili, con una quasi invisibilit\u00e0 della figura dell\u2019adulto, non solo porta a un uso corretto di internet ma a una capacit\u00e0 di apprendimento e di soluzione dei problemi stupefacenti. \u00c8 quanto sta dimostrando, da 15 anni a questa parte, un pedagogista indiano esperto in tecnologia, Sugata Mitra, che ha fatto numerosi esperimenti in giro per il mondo. In alcuni villaggi poveri dell\u2019India ha incastonato nei muri lungo le vie pubbliche dei computer connessi alla rete, con i quali i bambini potevano interagire liberamente; nel giro di due mesi, senza alcuna istruzione per l\u2019uso, i minori sono riusciti a comprenderne perfettamente il funzionamento e a informarsi su varie cose. In ambienti aperti e pubblici, dove i bambini vengono lasciati soli succedono cose meravigliose secondo Sugata Mitra; l\u2019apprendimento dell\u2019inglese cresce improvvisamente, problemi di varia natura posti anche in una lingua sconosciuta trovano una soluzione. E allora perch\u00e9 non proviamo anche noi? Proviamo a dare a un gruppo di bambini una serie di ricerche, magari difficili, magari scabrose (e in questo caso una figura di adulto competente ritornerebbe utile) perch\u00e9 ne discutano in gruppo e attraverso la rete se ne facciano un\u2019idea: forse ci stupiremmo anche noi <i>grandi<\/i> scoprendo fino dove possono arrivare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Nicola Rabbi, giornalista Che senso ha proibire certi libri rivolti ai bambini perch\u00e9 ritenuti poco idonei alla loro crescita psicologica e culturale quando hanno la possibilit\u00e0, grazie alla tecnologia digitale, di poter leggere e vedere ogni genere di informazione? Un genitore, un insegnante o un educatore (e quest\u2019ultimo dovrebbe comunque palpitare nel cuore dei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[],"edizioni":[],"autori":[285],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3848],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2960"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2960"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2960\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2961,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2960\/revisions\/2961"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2960"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2960"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2960"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=2960"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=2960"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=2960"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=2960"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=2960"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=2960"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}