{"id":2962,"date":"2020-08-31T02:54:15","date_gmt":"2020-08-31T00:54:15","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=2962"},"modified":"2025-09-23T10:58:58","modified_gmt":"2025-09-23T08:58:58","slug":"4-con-un-occhio-chiuso-cio-che-gli-adulti-vorrebbero-dai-libri-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=2962","title":{"rendered":"4. Con un occhio chiuso. Ci\u00f2 che gli adulti vorrebbero dai libri per bambini"},"content":{"rendered":"<p>di Nicoletta Gramantieri, biblioteca Sala Borsa ragazzi, Bologna<\/p>\n<p>La letteratura per l\u2019infanzia \u00e8 crocevia di molte aspettative. In biblioteca i bambini si guardano attorno, scelgono i libri basandosi sul colore della copertina, sul formato, sulla consistenza della carta, sul consiglio dell\u2019amico che li accompagna. Per gli adulti il discorso \u00e8 diverso e di solito sono proprio loro che scelgono i libri per i piccoli.<br \/>\nFrequento una lista on line che viene utilizzata da bibliotecari, genitori, insegnanti, educatori per discutere attorno alla letteratura per l\u2019infanzia. Scorrendola, in maniera del tutto casuale, mi sono appuntata alcune richieste. C\u2019\u00e8 chi chiede un libro che possa fungere da ponte nel passaggio dal nido alla materna e che affronti i temi della crescita, dell\u2019autonomia, del viaggio. Una bibliotecaria deve rispondere alle richieste di insegnanti alla ricerca di libri da proporre a una bimba di due anni per affrontare la morte della mamma. Qualcuno cerca testi per un progetto sulla gentilezza, qualcun altro vuole trovare libri che educhino all\u2019importanza di fare fatica, alcune insegnanti chiedono \u201cun libro che tratti contemporaneamente le emozioni della rabbia, la paura e la vergogna\u201d.<br \/>\nCredo che gli adulti si aspettino sempre troppo dai libri per bambini.<br \/>\nI libri sono cose piccole e oneste, se scritte onestamente, e non credo proprio che abbiano, se presi singolarmente, la possibilit\u00e0 di incidere significativamente sulle cose del mondo.<br \/>\nIl discorso mi sembra che riguardi il motivo per cui leggiamo o, pi\u00f9 in generale, i motivi per cui amiamo le storie.<br \/>\nJack Zipes in La fiaba irresistibile. Storia culturale e sociale di un genere tende un filo fra le parole preoccupazione e narrazione. Ci racconta, ad esempio, come nell\u2019et\u00e0 della pietra succedesse che un cacciatore, sfuggito agli assalti di una belva feroce, sentisse la necessit\u00e0 di narrare la vicenda, per permettere agli altri di reagire allo stesso modo al presentarsi di una simile situazione. Zipes ci fa notare che \u201cquello che era ed \u00e8 cruciale per ogni narratore \u00e8 modellare un racconto in modo tale che esso diventi vivo, efficace e utile\u201d. Il cacciatore, di fatto, cercava di essere di aiuto a quanti lo ascoltavano.<br \/>\nZipes punta l\u2019accento su due aspetti, da una parte il contenuto della narrazione, dall\u2019altro la sua forma.<br \/>\nOggi, se ci muoviamo un po\u2019 fra i blog, le recensioni, i commenti che girano in rete o, fuori dalla rete, sulle riviste di settore, ci \u00e8 facile verificare come, perlopi\u00f9, l\u2019attenzione degli adulti si concentri sul contenuto, sui temi e sugli argomenti e non sulla forma.<br \/>\nAnche scorrendo le centinaia e centinaia di testi che valutiamo in biblioteca, ci accorgiamo di come l\u2019editoria assecondi questa tensione degli adulti al contenuto: ci imbattiamo in libri che vogliono favorire l\u2019abbandono del ciuccio, che narrano l\u2019ospedalizzazione o la morte dei nonni, in libri che preparano al primo giorno di scuola o che permettono di affrontare i conflitti e la rabbia. Si tratta molto spesso di testi sciatti, poco curati nelle illustrazioni e nei testi, con strutture narrative piatte e nessuna cura per la lingua.<br \/>\nConcentrarsi solo sul contenuto \u00e8 un po\u2019 come approcciare la questione con un occhio chiuso.<br \/>\nC\u2019\u00e8 un libro bello e utile di un\u2019antropologa francese che indaga le esperienze di trasmissione culturale. In Lire le monde: exp\u00e9riences de transmission culturelle aujourd\u2019hui, Mich\u00e8le Petit sostanzialmente ci dice che, nel momento in cui veniamo alla luce, il mondo ci appare confuso e disordinato.\u00a0 Compito degli adulti \u00e8 dare un ordine al mondo affinch\u00e9 i piccoli lo possano percepire come abitabile. Scrive: \u201cGrazie a dei canti, delle filastrocche, delle danze, delle leggende, delle narrazioni il mondo si ritrova ordinato, si pu\u00f2 costruire un senso, rappresentarsi lo spazio e il tempo, mettere delle parole o dei gesti estetici condivisi su emozioni intense o avvenimenti sconosciuti, rappresentare dei conflitti, inscrivendo il tutto in una continuit\u00e0\u201d.<br \/>\nAnche la letteratura, continua, ha una funzione in questo. I libri, dice, sono come capanne e cita uno scrittore spagnolo, Gustavo Martin Gaz\u00f2, che paragona la \u201ccasa della letteratura\u201d alla capanna di Tarzan che \u00e8 un luogo riparato in mezzo agli alberi, ma in cui entrano tutti gli odori e i rumori della foresta. Si tratta di un luogo che tiene insieme cose lontane: l\u2019intimo e l\u2019immenso. Leggere o farsi leggere ad alta voce serve per aprire questi spazi.<br \/>\nDi nuovo il problema sta nell\u2019occhio chiuso, in quello che non vede: la letteratura apre all\u2019intimo e all\u2019immenso, non il singolo libro.<br \/>\nI bambini hanno bisogno di avere tante storie. Tante storie e tanto variate, storie che diventino parte di loro e possano per loro farsi risorsa.<br \/>\nLe storie, quelle belle, ce lo diciamo sempre in biblioteca e tanti studiosi lo affermano, trattano sempre grandi temi, temi universali: il conflitto, la vita, la morte, il cambiamento, l\u2019amore, il potere.<br \/>\nGli scaffali della biblioteca sono pieni di libri che narrano di vita, di morte, di cambiamento, di conflitto,<br \/>\ndi amore e di potere. Ne posso citare, come esempio, tre.<br \/>\nNel bosco \u00e8 un albo illustrato del grande Anthony Browne ed \u00e8 pubblicato in Italia da Kalandraka. Racconta, attraverso le immagini e un testo breve, la storia di un conflitto familiare. Lo fa, per\u00f2, ricorrendo a un grande contenitore del nostro immaginario: le fiabe. Il protagonista cammina in un bosco per portare alla nonna malata una torta e il suo conforto. Il bosco \u00e8 popolato di personaggi ed elementi tratti dalle fiabe pi\u00f9 famose. Il testo non fa riferimento allo spaesamento che alberga nel bambino in seguito a una supposta frattura all\u2019interno della famiglia. \u00c8 il riferimento al fiabesco che suscita in noi la percezione di ci\u00f2 che il protagonista prova. Come il bambino messo in scena da Browne, non sappiamo cosa sia successo di preciso fra i genitori, ma gli evidenti rimandi alle fiabe, i personaggi incontrati e gli oggetti celati nel folto bosco, ci rimandano a un senso di abbandono, di inadeguatezza, di timore, di cupezza. Questo espediente narrativo rende complessit\u00e0 alla narrazione, la rende universale traendola dalla specificit\u00e0 del quotidiano, rappresentato con colori e forme iperrealiste, che contrastano con le immagini in bianco e nero del bosco e del mondo straordinario che lo abita.<br \/>\nLul\u00f9 \u00e8 un bell\u2019albo di Gr\u00e9goire Solotareff tradotto nel nostro paese da Rizzoli. Ha pagine di cartone spesse e un grande formato, illustrazioni fatte con colori saturi e forme che determinano e precisano. \u00c8 uno dei pochi libri indirizzati ai piccoli che riesce a raccontare, in modo vivido e preciso, la morte. Anche in questo caso l\u2019azione descritta, bench\u00e9 appartenga al nostro intimo e alla nostra quotidianit\u00e0, \u00e8 sottoposta a uno spostamento che la rende accessibile e accettabile ai lettori. Il protagonista, infatti, non \u00e8 un bambino, ma un piccolo lupo. Il libro narra la storia di un\u2019amicizia fra un lupetto e un coniglio. Racconta di come non sempre sia facile essere amici, delle paure, dei desideri, della morte e della speranza e lo fa, senza intenti morali, slanci didascalici o mistificazioni, semplicemente attraverso il racconto di eventi precisi in un\u2019articolazione che apre alla complessit\u00e0, alle domande e non alle soluzioni.<br \/>\nC\u2019\u00e9 poi In mezzo alla fiaba, un libro di Silvia Vecchini, illustrato da Arianna Vairo e pubblicato da Topipittori che fa una cosa difficilissima: permette ai bambini di entrare nella poesia. Lo fa proponendo ai lettori una sorta di gioco: in ogni poesia la voce che narra appartiene a un personaggio fiabesco, sta a chi legge indovinare di quale fiaba si tratti e di quali personaggi. Succede cos\u00ec che, nel tentativo di concentrarci sulla prova, la poesia ci prenda, ci contagi con suono e ritmo, ci apra prospettive nuove non solo sulle fiabe, ma su aspetti del mondo, delle relazioni, della quotidianit\u00e0, dei sentimenti. \u00c8 proprio la forma poetica, in questo caso, che ci permette di avvicinare contenuti difficilmente affrontabili. Ancora una volta si tratta di un testo che problematizza e complica.<\/p>\n<p>Brutta rogna \/doversi guardare dal lupo\/ un tipo senza rimorso\/ n\u00e9 vergogna\/ capace di cambiare\/ voce e forma\/ pur di riuscire a entrare\/ di farsi aprire la porta.\/ Mai essere teneri coi lupi\/ ma duri\/ non farsi abbindolare\/ essere pronti se serve\/ a rendere\/ male per male.<br \/>\nEcco, se si aprono entrambi gli occhi si vedr\u00e0 come in biblioteca gli scaffali siano pieni di libri che narrano di tutto, che problematizzano e non chiudono, che aprono prospettive: insomma di libri che, come diceva Tolkien, narrano di fulmini, non di lampadine.<br \/>\nPer tutto il resto, per spiegare ai piccoli le contingenze della vita, l\u2019Isis, le guerre, la morte delle mamme, bisogner\u00e0, come suggerisce qualcuno nella lista che citavo prima, \u201cprenderli in braccio e parlare con loro\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Nicoletta Gramantieri, biblioteca Sala Borsa ragazzi, Bologna La letteratura per l\u2019infanzia \u00e8 crocevia di molte aspettative. 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