{"id":301,"date":"2009-11-04T17:05:34","date_gmt":"2009-11-04T17:05:34","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=301"},"modified":"2025-12-14T14:50:20","modified_gmt":"2025-12-14T13:50:20","slug":"z-come-zagor","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=301","title":{"rendered":"21. Z come Zagor"},"content":{"rendered":"<p>Odioso, crudele e malvagio, \u00e8 riuscito persino a corrompere chi malvagio non era. Lo scienziato Prometeus, per esempio, cercava il bene dell\u2019umanit\u00e0 ed \u00e8 diventato un pazzo operatore<!--break--> di male che trasforma alcuni sventurati indiani in volatili sanguinari; Ultar era una creatura angelica prima di essere trasformato in un mostro sanguinario; mentre la gigantesca aquila Ayala ha volato sulle ali dell\u2019odio. Il merito di queste terribili (maligne) conversioni \u00e8 tutto di Ben Stevens, un cercatore d\u2019oro scalpato vivo da una banda di indiani Munsee \u201ccon il volto deturpato da orribili ferite e la mente offuscata dalla rabbia\u201d come insegna Graziano Frediani1. Per raggiungere il suo unico obiettivo, Stevens \u201calleva e istruisce una torma di rapaci affidando ai loro artigli il compito di realizzare la vendetta\u201d.<br \/>\nGli evidenti debiti con i temibili Uomini Falco incontrati dal mitico Flash Gordon in una delle sue prime avventure sul pianeta Mongo, non impediscono a Ben Stevens di rimanere scolpito nella mente dei lettori di Zagor e con l\u2019altisonante nome di Re delle Aquile prendere un posto in prima fila nella galleria degli avversari pi\u00f9 temibili dello Spirito con la Scure.<br \/>\nIl fortunato personaggio creato da Sergio Bonelli con il nome de plume di Guido Nolitta quarant\u2019anni fa, veste una casacca rossa sulla quale campeggia un\u2019aquila stilizzata che rappresenta il leggendario uccello di Tuono, porta una pistola alla fondina ma maneggia preferibilmente una scure. Una sorta di giustiziere in costume che difende la pace della foresta di Darkwood e in ogni luogo in cui \u00e8 minacciata dalle forze del male, siano che si incarnino in scaltri banditi, in indiani ribelli o in creature mostruose. Le sue sono avventure a 360 gradi, nelle quali il western tende la mano al fantasy mentre l\u2019orrore si colora di thriller per sfociare, non di rado, nella fantascienza. Un affascinante mix di generi dal quale pi\u00f9 d\u2019una volta emergono villain un po\u2019 stereotipati, caratterizzati secondo il clich\u00e9 che tende ad accomunare, in un\u2019ottica lombrosiana e nel solco della tradizione di tanta letteratura feuilletonistica, deformazione fisica e abiezione morale o vocazione criminale. Il volto deturpato di Ben Stevens \u00e8 niente in confronto al diabolico ghigno del professor Hellingen. Il pi\u00f9 formidabile avversario dello Spirito con la Scure potrebbe benissimo recitare la sua parte in una galleria di \u201cmostri\u201d oppure andare ad infoltire la schiera di lombrosiani delinquenti che popolano la serie di Dick Tracy. Esemplare caso di mad doctor, chiaro omaggio al primo scienziato pazzo del fumetto italiano, quel Virus (opera della premiata coppia Pedrocchi-Molino8) in grado di risvegliare contemporaneamente le mummie di tutto il mondo, Hellingen \u00e8 tanto disgustoso da osservare quanto geniale nelle sue invenzioni, purtroppo totalmente votate al Male di cui \u00e8 in qualche modo l\u2019archetipo, la quintessenza con la fissa di conquistare il mondo e \u2013 ovviamente \u2013 sopprimere il coraggioso e leale Zagor.<br \/>\nNon \u00e8 finita. Shonta Quassan9 \u00e8 segnato dallo stesso handicap fisico di Ben Stevens ma i punti di contatto con il terribile Re delle Aquile si fermano qui. Perch\u00e9 il pellerossa mancante della gamba sinistra non ha proprio nulla di sanguinario, anzi \u00e8 \u201cuna sorta di paria, emarginato a causa del suo handicap\u201d hanno scritto di lui Giampiero Belardinelli e Giuseppe Pollicelli. Il riscatto per Shonta Quassan \u00e8 tutto racchiuso nelle parole proferite da Zagor, il quale ne caldeggia l\u2019elezione a capo della sua trib\u00f9, quegli Onondaga vittime della cattiva influenza dell\u2019acqua di fuoco. Con questo finale Marcello Toninelli (l\u2019autore) \u201cesce dai clich\u00e9 di genere \u2013 cito ancora la coppia di esperti bonelliani \u2013 per i quali l\u2019uomo guida di una comunit\u00e0 dovrebbe avere un aspetto fisico rassicurante, nel senso pi\u00f9 ampio del termine\u201d. Il parallelismo con il pi\u00f9 famoso Charles Xavier, il telepate capo degli X-Men12 recentemente portati con successo sul grande schermo, viene spontaneo ed \u00e8 tutt\u2019altro che banale. Che Toninelli abbia nella corde di narratore una sensibilit\u00e0 nei confronti di certe tematiche \u00e8 testimoniato da un\u2019altra storia zagoriana che tratta di handicap. Ne \u201cIl grande buio\u201d (Zenith Gigante 306-307), il Re di Darkwod prova i tormenti della perdita della vista, seppur momentanea. Sono cos\u00ec offerte al lettore vignette cariche di introspezione e scandagliamento psicologico. \u201cSe rimarr\u00f2 cieco per sempre (Zagor \u00e8 persuaso di dover rinunciare alla vista per tutta la vita, ndr) come potr\u00f2 proseguire la mia opera pacificatrice? E che ne sar\u00e0 di Darkwood, quando si sapr\u00e0 che lo Spirito con la Scure non \u00e8 pi\u00f9 in grado di far rispettare le leggi?\u201d. Il profondo interrogativo rimanda ai tormenti interiori di un altro giustiziere in calzamaglia, il cieco Devil.<br \/>\nParlare della diversit\u00e0 non \u00e8 dunque un tab\u00f9 sulle pagine di un campione del fumetto popolare italiano qual \u00e8 Zagor, che anzi assomma agli esempi mutuati dal genere avventuroso alcune tipologie tipiche del fumetto umoristico. Su tutte si staglia Cico, il panciuto pard messicano dello Spirito con la Scure che incarna \u201cl\u2019ingenuit\u00e0 ai limiti della dabbenaggine\u201d tipica di molti eroi umoristici (dai disneyani Pippo e Paperino alla goffa Olivia), grazie alla quale non di rado si fanno scudo nei confronti di \u201cun mondo di esseri scaltri, arroganti, malvagi e crudeli\u201d. In realt\u00e0, con il passare degli albi Cico ha perduta molta della primordiale ingenuit\u00e0 per trasformarsi da fifone bravo soltanto a cacciarsi nei guai o spettatore inerme a pi\u00f9 valente scudiero alla Sancho Panza, in questo spronato da Zagor. Caricaturato fino all\u2019eccesso, \u201cil Piccolo Uomo dal Grande ventre\u201d (come lo chiamano gli indiani) soffre di un\u2019auxopatia (altrimenti detta obesit\u00e0) che ne fa un essere di buon umore, sempre pronto alla battuta e perennemente affamato. Insomma, un pancione simpatico e per nulla preoccupato del rotondo deficit che si porta appresso. In due parole, politicamente corretto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Odioso, crudele e malvagio, &egrave; riuscito persino a corrompere chi malvagio non era. 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