{"id":3014,"date":"2020-08-31T04:24:47","date_gmt":"2020-08-31T02:24:47","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=3014"},"modified":"2025-10-01T11:55:35","modified_gmt":"2025-10-01T09:55:35","slug":"spazio-calamaio-custodi-stranieri-e-complici-quanti-sono-i-modi-per-essere-siblings","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3014","title":{"rendered":"Custodi, stranieri e complici. Quanti sono i modi per essere siblings?"},"content":{"rendered":"<p>A cura di Mario Fulgaro<\/p>\n<p>Uno dei tanti motivi per i quali cominciamo i nostri incontri mettendoci tutti in circolo ha a che fare con il tema della complicit\u00e0. Infatti il termine \u201ccomplicit\u00e0\u201d trova la sua derivazione etimologica nel greco classico s\u00f9n, insieme, e pl\u00e9to, avvolgere. Proprio quest\u2019ultima parola, il verbo \u201cavvolgere\u201d, mi piace considerarla come tonda, circolare.<br \/>\nNel cerchio si inizia a conoscersi poco alla volta, per individuare insieme canali pi\u00f9 ampi, lungo i quali tessere una pi\u00f9 compiuta relazione, che consenta una conoscenza reciproca pi\u00f9 approfondita. Questo accade indefinitamente anche nella vita di tutti i giorni, nel mondo reale. \u00c8 una sorta di circolo virtuoso che porta a una crescita individuale e, di conseguenza, collettiva se si \u00e8 inseriti in un contesto pi\u00f9 ampio. E qui subito si creer\u00e0 una interdipendenza, per la quale alcuni aspetti dell\u2019agire dell\u2019uno finiranno con l\u2019influenzare le azioni dell\u2019altro. \u00c8 quello che ci accade per la prima volta nel contesto familiare, dove i rapporti si arricchiscono di legami pi\u00f9 profondi, di fragilit\u00e0 e reciprocit\u00e0.<br \/>\nDa quando nasciamo, ci\u00f2 che vivremo non sar\u00e0 mai percepito come qualcosa di completamente separato dal proprio contesto d\u2019origine, anche quando vi si agisce in opposizione.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Ecco allora che qualsiasi evento che investe un famigliare, soprattutto se traumatico, andr\u00e0 per sua natura a influenzare tutto il percorso di vita di chi gli sta a pi\u00f9 stretto contatto relazionale. Sia chi ne \u00e8 colpito direttamente che gli altri si trasformano cos\u00ec in microcosmo, un insieme che interagisce col mondo esterno attraverso un\u2019unica voce, anche se con sfumature diverse.<br \/>\nPer meglio comprendere come questo \u201ccorpuscolo\u201d agisca nella realt\u00e0, occorre sempre analizzare le sue dinamiche interne, a partire dalle figure di riferimento, per i fratelli i genitori, dai quali deriva il primissimo esempio dei nostri comportamenti che poi metteremo in dialogo e discussione. In questo scambio ognuno finir\u00e0 per crescere e assumere uno specifico ruolo.<br \/>\nCos\u00ec accade che anche per il disabile, al pari dei suoi fratelli, ci sia un altrettanto grande investimento di responsabilit\u00e0 verso gli altri nel suo modo di comportarsi. Se \u00e8 vero che a ogni azione segue una reazione, ognuno sentir\u00e0 su se stesso il peso delle proprie e altrui scelte. Il che significa, per dirla in modo personale, che non sono solo i famigliari meno sfortunati a sentirsi investiti di responsabilit\u00e0 aggiuntive verso il disabile, ma anche quest\u2019ultimo deve rinunciare ulteriormente a qualche piccolo spazio di vita propria, in favore degli interessi altrui.<br \/>\nComplicit\u00e0: do ut des, ovvero ti do qualcosa affinch\u00e9 tu mi dia qualcos\u2019altro. Anche quando ci scontriamo lo facciamo insieme. Un processo, quello della complicit\u00e0, che sorge molto spesso in modo del tutto spontaneo tanto che \u00e8 difficile, se non impossibile, individuare da che punto sia partito\u2026<br \/>\nLo sanno bene la mia collega Francesca Aggio e la sua gemella Federica che in questo scambio epistolare ci raccontano cosa vuol dire essere siblings, fratelli e sorelle con disabilit\u00e0, stranieri e complici dello stesso universo.<\/p>\n<p>In questo momento non ho un buon rapporto con mia sorella, Federica.<br \/>\nMi sento e mi sono sempre sentita inferiore a lei.<br \/>\nLa sensazione \u00e8 di continuo \u201ccontrollo\u201d; difficilmente mi lascia fare le cose da sola e invece credo che per alcune ne sarei capace.<br \/>\n\u00c8 ovvio e certo che io abbia pi\u00f9 bisogno di aiuto, ma non significa che anch\u2019io non possa migliorare.<br \/>\nRiconosco di avere tanti difetti, ma proprio quei difetti sono stati a volte la mia \u201carma \u201c vincente, perch\u00e9 mi hanno permesso di superare molti momenti difficili.<br \/>\nPer esempio, mia mamma mi racconta che quando sono nata era stato detto che non avrei potuto vedere, parlare e camminare.<br \/>\nFortunatamente non tutto si \u00e8 avverato, sicuramente grazie a tutti gli stimoli ricevuti ma anche alla mia testardaggine.<br \/>\nCredo di essere comunque una ragazza fortunata, perch\u00e9 ho tutto quello che voglio e non mi interessa quello che ho perso.<br \/>\nLe persone che non mi conoscono possono pensare di me che abbia un carattere difficile, ma ci\u00f2 credo a causa del mio passato e questo \u00e8 proprio quello che non capisce mia sorella Federica.<br \/>\nPretende quello che non sono in grado n\u00e9 di dare e n\u00e9 di fare, ma non mi permette di fare ci\u00f2 che so.<br \/>\nNon voglio sentirmi da lei compatita, ho bisogno come lei di ricevere dei no, non voglio la ragione se non ce l\u2019ho, ma nemmeno un \u201ctanto non capisci\u201d.<br \/>\nVivo nella continua sensazione di essere in competizione con lei, la rincorro ma non la raggiungo mai e nemmeno mi avvicino.<br \/>\nApparentemente facciamo tutto insieme, vacanze serate, cene, ma in realt\u00e0 siamo a volte molto distanti.<br \/>\nA me piacerebbe imparare a utilizzare la macchina fotografica e poi scaricare le foto, ma tutte le volte lei perde la pazienza, non rispetta i miei tempi e vorrebbe che tutto fosse fatto bene e subito, ma pi\u00f9 lei me lo fa notare, pi\u00f9 io vado in crisi e anche le cose che saprei fare mi riescono nel peggiore dei modi e non riesco a dimostrare quello di cui sono capace.<br \/>\nLa prima parte di questo testo mi \u00e8 servita per sfogarmi, ora vorrei raccontare l\u2019altra parte del mio rapporto con Federica.<br \/>\nA volte creiamo delle alleanze per \u201ccombattere\u201d i nostri genitori, in due otteniamo risultati migliori, oppure ci diamo una mano a vicenda nella scelta dei regali per i rispettivi fidanzati, ci capita anche di andare a passeggiare e chiacchierare.<br \/>\nCi sono delle volte che amo mia sorella, e lei ama me, poi ci sono volte che odio mia sorella, e lei odia me.<br \/>\nQuando Federica parte per una vacanza sua, i primi due giorni sono contenta, perch\u00e9 io e solo io sono al centro del mondo, poi inizia a mancarmi, quando torna sono felice e poi vorrei che ripartisse.<br \/>\nEcco io e lei siamo questo.<br \/>\nAttaccato al frigorifero in cucina c\u2019\u00e8 una calamita con su scritto \u201cSorelle per caso, amiche per scelta\u201d: \u00e8 proprio quello che penso, alcune volte ci riusciamo, altre un po\u2019 meno.<br \/>\nFrancesca<\/p>\n<p>Mi chiamo Federica, ho 20 anni e una gemella disabile. Solitamente non \u00e8 questa la mia presentazione; ma in effetti avere una gemella disabile influenza molto pi\u00f9 la mia vita rispetto a ci\u00f2 che studio.<br \/>\nQuesto infatti cambia irrimediabilmente l\u2019esperienza di infanzia e adolescenza togliendone un fattore di estrema importanza: l\u2019irresponsabilit\u00e0. Mi spiego meglio: ho avuto dei genitori eccezionali che non mi hanno mai chiesto di occuparmi della mia gemella, e dei suoi bisogni fisici e psicologici. Per\u00f2 inevitabilmente il fatto di essere sempre legata a qualcuno di debole e non autonomo porta a sentirti responsabile continuamente. Il dovere di prendersi cura di un altro essere umano porta a una maturit\u00e0 precoce, ma anche all\u2019impossibilit\u00e0 di rilassarsi completamente e \u201cspegnere\u201d il proprio lato razionale.<br \/>\nSe non si \u00e8 dentro a questa situazione non si pu\u00f2 capire cosa significa. Spesso, soprattutto quando ero pi\u00f9 piccola, le persone elargivano generosamente i loro consigli, e ci\u00f2 fa soltanto arrabbiare. Perch\u00e9 gli altri dopo aver detto qualche cosa che fa sentire meglio soltanto loro stessi, torneranno alle loro vite e alla loro indipendenza.<br \/>\nTu invece resti l\u00ec, in una situazione che oscilla tra il paradiso e l\u2019inferno. Il paradiso perch\u00e9 ogni volta che in tua sorella c\u2019\u00e8 qualche piccolo miglioramento ti ci aggrappi con tutte le forze, illudendoti che tutto andr\u00e0 bene, che alla fine lei diventer\u00e0 come te, che sarete una felice famiglia normale. L\u2019inferno regna invece quando chiedi a tua sorella per mille volte di fare un\u2019azione molto semplice e lei continua a sbagliarla, quando vedi che inizia a odiarti perch\u00e9 le ricordi continuamente chi non pu\u00f2 essere, quando ti senti felice perch\u00e9 il tuo primo ragazzo ti ha chiesto di uscire e non puoi farlo perch\u00e9 senn\u00f2 la lascerai sola, quando ti senti in colpa perch\u00e9 tu esci e lei non pu\u00f2 farlo, quando tua mamma \u00e8 stanca e tu vorresti solo vederla tranquilla e felice. La maggior parte del tempo \u00e8 l\u2019inferno, finch\u00e9 arriver\u00e0 il giorno in cui ti rassegnerai alla vita e la smetterai di cercare un colpevole. Finch\u00e9 questo momento non arriva potrai solo sentirti in colpa nel pensare cose cattive, cose che nessuno vorrebbe pensare. Per\u00f2 non riesci a voler bene a tua sorella perch\u00e9 ti vergogni di lei, perch\u00e9 pensi che nessuno ti vorr\u00e0 bene davvero dovendosi prendere a carico una situazione del genere, perch\u00e9 rovina i piccoli momenti familiari, perch\u00e9 in tanti posti non ci si pu\u00f2 andare\u2026<br \/>\nCrescendo le cose stanno cambiando: la rabbia si sta un po\u2019 affievolendo, e si inizia a capire che non si pu\u00f2 sempre vincere, che nessuno \u00e8 poi cos\u00ec perfetto. Continuer\u00f2 sempre a invidiare chi sa dire che avere avuto una persona vicina disabile gli ha arricchito la vita. In fondo \u00e8 vero, per\u00f2 avrei fatto molto volentieri a meno di questa ricchezza, sarei stata felice di essere una persona banale e con sentimenti poco profondi, e senza tutta questa paura per il futuro.<br \/>\nFederica<\/p>\n<p>Ho scritto la lettera precedente quasi due anni fa, e rileggendola oggi devo assolutamente dire che il mio punto di vista \u00e8 cambiato.<br \/>\nVoglio scriverlo perch\u00e9 dato che questa lettera verr\u00e0 letta voglio far sapere a chi si trova nella mia situazione che le cose diventeranno pi\u00f9 semplici.<br \/>\nGiorno dopo giorno capisci che cercare una colpa non porta a niente.<br \/>\nQuindi inizi a rassegnarti finalmente al fatto che le cose non potranno cambiare.<br \/>\nA questo punto hai la mente abbastanza lucida per cominciare a osservare davvero la persona che hai davanti.<br \/>\nTempo fa consideravo tante volte mia sorella come \u201cil problema\u201d, non come una persona.<br \/>\nE questo ha contribuito tantissimo a non riuscire a vedere i suoi lati belli.<br \/>\nMi piace quando \u00e8 testarda, mi piace quando riesce a ridere, mi piace quando sta bene, e mi piace quando mi racconta come \u00e8 andata la sua giornata.<br \/>\nFrancesca \u00e8 fidanzata da tanto, e mi piace quando parliamo delle faccende di cuore, e di quelle che per lei sono le prime esperienze, come con un\u2019amica.<br \/>\nNella lettera precedente ho parlato dei consigli che le persone danno, senza sapere che cosa dicono non essendosi mai trovati in questa situazione.<br \/>\nOra penso che sia giusto ignorare i consigli di quasi tutti, tranne quelli di chi ti conosce davvero. Perch\u00e9 anche se l\u2019orgoglio personale viene ferito, devo ammettere che chi ti ama per quello che sei capisce pi\u00f9 di te, che tu di te stesso.<br \/>\nLa mia famiglia, il mio fidanzato, e le mie care amiche mi hanno aiutato tanto, perch\u00e9 sapevano che ce l\u2019avrei fatta, sapevano che sarei riuscita a sconfiggere la rabbia e a vedere oltre.<br \/>\nOra per concludere posso dire che non sar\u00e0 mai facile, ci saranno sempre difficolt\u00e0 ogni giorno, ma che sapr\u00f2 aiutarla nel modo giusto perch\u00e9 non lo far\u00f2 per \u201cdovere parentale\u201d, ma con il cuore.<br \/>\nPS: certo, lei non \u00e8 diventata una santa! Tante volte fa arrabbiare, ma solo come una sorella.<br \/>\nFederica<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Mario Fulgaro Uno dei tanti motivi per i quali cominciamo i nostri incontri mettendoci tutti in circolo ha a che fare con il tema della complicit\u00e0. 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