{"id":3022,"date":"2020-08-31T04:29:05","date_gmt":"2020-08-31T02:29:05","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=3022"},"modified":"2025-10-01T12:00:18","modified_gmt":"2025-10-01T10:00:18","slug":"teatri-possibili-sulle-orme-del-magnifico-teatrino-errante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3022","title":{"rendered":"Sulle orme del Magnifico Teatrino Errante"},"content":{"rendered":"<p>A cura di Lucia Cominoli<\/p>\n<p>Si esibiscono in strada e a teatro. Sono gli attori di Magnifico Teatrino Errante, compagnia e laboratorio di teatro integrato, nato dalla Part T\u00f2t Parata di Bologna. Di loro ci parlano la regista Valeria Nasci e Annalisa Frascari, membro del gruppo.<\/p>\n<p><strong>Come comincia il viaggio di Magnifico Teatrino Errante?<\/strong><br \/>\nValeria Nasci: Il viaggio di MTE (Magnifico Teatrino Errante) comincia nel 2011, con un laboratorio di teatro rivolto anche a persone con disabilit\u00e0 realizzato in occasione della Part T\u00f2t Parata di Bologna, su invito dell\u2019Associazione Oltre che ne cura l\u2019organizzazione. Quando il laboratorio \u00e8 partito \u00e8 stato amore a prima vista e non ci siamo pi\u00f9 lasciati.<br \/>\nIl nucleo fondamentale \u00e8 attivo da diversi anni, si tratta di un gruppo formato da persone con disabilit\u00e0 mentale lieve e fisica, che fa teatro e contemporaneamente lavora in direzione dell\u2019integrazione sociale da circa sette anni. Pur operando in questo senso, l\u2019attenzione al lato artistico resta fondamentale. Io per prima, non venendo dal mondo dell\u2019educazione e del sociale ma dal teatro, ho sempre preferito insistere di pi\u00f9 sul lato artistico che sugli aspetti legati all\u2019inclusione, che di fatto sono gi\u00e0 nelle scelte che facciamo, nel lavoro e nella produzione stessa.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>Tra gli spettacoli pi\u00f9 recenti merita sicuramente una menzione la vostra ironica Biancaneve\u2026<br \/>\n<\/strong>Valeria Nasci: S\u00ec, Biancaneve \u00e8 stato uno dei nostri ultimi spettacoli che ha avuto pi\u00f9 successo. In realt\u00e0 abbiamo stravolto la favola, l\u2019abbiamo riscritta come pretesto per parlare dell\u2019essere e dell\u2019apparire. L\u2019aspetto fisico resta ancora discriminante in questa societ\u00e0 e cos\u00ec abbiamo pensato con Annalisa Frascari, che collabora nella realizzazione dei testi con Ninfa Maria Pesce e Mariagrazia Bazzicalupo, di parlare di questo, un aspetto che ci riguarda personalmente al di l\u00e0 dell\u2019intreccio o di uno specifico messaggio. A noi piacciono le sfumature. In genere lavoriamo molto sull\u2019improvvisazione a partire proprio da queste sfumature che nascono da un tema proposto, parte o meno di una storia. Io insegno tecniche di teatro di base e chi si iscrive al nostro laboratorio lo fa di certo anche per fare teatro con persone con disabilit\u00e0 ma poi si appassiona a tutto il resto\u2026<br \/>\nAnnalisa Frascari: Alcuni si sono iscritti al laboratorio dopo essere stati spettatori dei nostri spettacoli, in generale accogliamo persone con diverse formazioni: studenti Dams e di Scienze della Formazione, fisioterapisti, persone che studiano e tutte le settimane lavorano con noi.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i passaggi per agevolare l\u2019inserimento all\u2019interno del gruppo?<\/strong><i><br \/>\n<\/i>Valeria Nasci: Il gruppo rimane sempre aperto. Ogni anno, dopo l\u2019estate, a ottobre, apriamo le porte a nuove leve, siano essi nuovi ragazzi con disabilit\u00e0, studenti o danzatori. Il nucleo centrale fisso \u00e8 costituito da me e Annalisa e alcune altre persone con disabilit\u00e0. La maggior parte dei testi vengono composti da lei mentre Mariagrazia Bazzicalupo si occupa della Classe di Teatro Fisico.<br \/>\nAnnalisa Frascari: Io ho scoperto MTE ormai pi\u00f9 di due anni fa, ero sempre stata appassionata di teatro e volevo partecipare alla Part T\u00f2t Parata. Se non lo faccio ora che ho finito da poco l\u2019Universit\u00e0, mi sono detta, non lo faccio pi\u00f9! Cos\u00ec mi sono iscritta al laboratorio. Sapendo che era un\u2019esperienza integrata. Pensavo che avrei trovato molti disabili in carrozzina, invece l\u2019unica ero io! In principio sono rimasta spiazzata, poi mi sono trovata bene e ho deciso di continuare, ora il gruppo \u00e8 diventato una parte della mia vita.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>Annalisa, cosa ispira i tuoi testi?<\/strong><br \/>\nAnnalisa Frascari: In genere tutto si sviluppa in sede d\u2019improvvisazione. Dalle improvvisazioni cio\u00e8 partono dei temi che valgono per se stessi, non vogliamo mai parlare o partire direttamente dalla disabilit\u00e0, nonostante io per prima ci faccia i conti. Biancaneve ne \u00e8 un esempio. Nello spettacolo parliamo di cose, azioni e sentimenti che posso riguardare tutti su altri livelli e che inevitabilmente ci riguardano al di l\u00e0 della condizione fisica, poi da l\u00ec si sviluppa l\u2019esigenza di esprimere questi temi in maniera pi\u00f9 razionale e fare in modo che si sposino sulla scena.<\/p>\n<p><strong>In che modo dunque rapportarsi con un certo tipo di corporeit\u00e0?<br \/>\n<\/strong>Valeria Nasci: Partiamo dalla libert\u00e0 di espressione e dalla scelta di non includere nel gruppo gli educatori sociali. Alcune persone infatti hanno chiesto di inserirsi con un accompagnatore ma abbiamo detto di no. Qui nessuno accompagna nessuno, nessun famigliare e nessuno psicologo, questo ha sempre caratterizzato il gruppo e lo ha reso libero, affinch\u00e9 tra i partecipanti non ci sia alcuna paura di fare cose che poi saranno riportate. Di questa libert\u00e0 ne beneficia tutto il gruppo. Tutti danno libero sfogo alle loro emozioni, che in sede di regia io vado a sollecitare, montare e modificare per creare insieme qualcosa di artistico.<br \/>\nIl lavoro sul corpo, attraverso la danza contact \u00e8 una componente fondamentale, questi corpi parlano infatti da soli, basta un solo passaggio di Annalisa sulla scena per creare qualcosa\u2026<br \/>\nAnnalisa Frascari: Durante il laboratorio il corpo viene utilizzato in maniera libera, da solo e poi in interazione con gli altri, sapere di poter fare qualcosa ci porta a superare i nostri limiti senza essere forzati a farlo, io ho fatto cose che in altri contesti non avrei mai fatto, sono scesa dalla carrozzina per esempio, e penso che la scena sia venuta meglio espressivamente. Anche quando siamo messi in difficolt\u00e0 si parla e ognuno di noi trova da solo una soluzione. Vedere cosa succede agli altri grazie a questo tipo di approccio fa bene a tutti, apre strade nuove e per me \u00e8 anche un grande spunto creativo.<br \/>\nValeria Nasci: Il che nelle persone pi\u00f9 avvantaggiate a livello cognitivo ha permesso cambiamenti sorprendenti in cui \u00e8 davvero palese quanto il teatro abbia inciso sull\u2019attenzione, sulla memoria, la percezione e l\u2019autonomia della persona\u2026<br \/>\nAnnalisa Frascari: Penso sia umano, quando a una persona interessa qualcosa, si impegna di pi\u00f9. Anche chi sembra non saper fare nulla sulla scena pu\u00f2 sorprendere.<\/p>\n<p><strong>E trasformarsi in clown per dirne una, una figura centrale nei vostri spettacoli, cos\u00ec come lo sono leggerezza e comicit\u00e0\u2026<br \/>\n<\/strong>Valeria Nasci: Partire da una buona dose di autoironia, cosa che i ragazzi hanno assorbito subito moltissimo, scherzando poi a loro volta sulla loro disabilit\u00e0 allo stesso modo che sul mio naso grande o su una erre moscia, come fanno i clown che partono spesso da un difetto per creare il loro personaggio, difetto che in questo modo viene anche esorcizzato. Tra di noi abbiamo di fatto coniato un genere\u2026 Quando vediamo davanti a noi passare una persona con disabilit\u00e0 o vicina al nostro modo di vedere ci diciamo: \u201cGuarda, ecco un magnifico!\u201d.<br \/>\nIl comico fa poi parte dei nostri colori, i personaggi che compongono MTE sono cos\u00ec come li vedete, persone peraltro con una forte carica poetica, come Annalisa o Ninfa Maria Pesce che presto vedrete in scena nel ruolo di Anna Frank. Per imparare tecniche di clownerie, la danza contact e il teatro comico abbiamo invitato al nostro laboratorio permanente formatori professionisti. In effetti penso che sia stimolante incontrare diversi artisti e non avere sempre solo me! E anzi credo che sia fondamentale per un gruppo che vuole fare seriamente teatro e non vuole essere solo un parcheggio per persone con disabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Dove si incontra il Magnifico Teatrino Errante?<br \/>\n<\/strong>Valeria Nasci: Presso<i> <\/i>La Stalla delle Meraviglie, in quartiere S. Donato a Bologna, sede anche dell\u2019Associazione AICE (Associazione Italiana per la Ricerca sull\u2019Epilessia) che generosamente ci ospita tutte le settimane, se volete venire a vedere come lavoriamo; mentre per vedere uno dei nostri spettacoli o in strada o a teatro: la parata di strada \u00e8 il genere che ci ha visti nascere e che ci piace molto. Il bello \u00e8 che in mezzo alla strada non per forza si trover\u00e0 uno spettatore a cui piace andare a teatro, a volte al nostro passaggio la gente si spaventa, a volte viene rapita. Non ci piace forzare, n\u00e9 sbattere in strada cos\u2019\u00e8 la disabilit\u00e0, che diventa pi\u00f9 che altro un pretesto per parlare d\u2019altro e divertirsi. <span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Siamo stati inoltre ospiti di alcuni festival, come Anticorpi a Roma, Teatri Paralleli in Abruzzo, La societ\u00e0 a teatro a Ferrara; a Bologna siamo parte della Rete Teatri Solidali e abbiamo partecipato alla rassegna a cura di Teatro del Pratello e Angela Malfitano Cantieri di Felicit\u00e0. La grande difficolt\u00e0 \u00e8 sfondare la porta di festival che non sono di teatro sociale. Gli unici sono stati gli Instabili Vaganti che ci hanno invitati al loro festival TrenOff. Questo tipo di integrazione sarebbe uno dei nostri obiettivi.<br \/>\nNel 2013 invece abbiamo avviato noi stessi una rassegna di teatro integrato insieme all\u2019Associazione Oltre, chiamato \u201cNuovi Maestri\u201d, completamente autofinanziato da noi, dai partecipanti e dalle famiglie. Una rassegna con convegni a cura di esperti di vari settori sociali, accompagnati da un workshop di pratica teatrale applicata all\u2019integrazione a cura dei docenti stessi. Si \u00e8 parlato di disabilit\u00e0, psichiatria, teatro e carcere, rifugiati, persone non vedenti, \u00e8 stato un modo per conoscersi e collaborare con altri gruppi che si conoscono tra loro pi\u00f9 grazie ai social network e ai media che di persona.<\/p>\n<p><b>Per ulteriori informazioni:<br \/>\n<\/b><a href=\"http:\/\/magnificoteatrino.wordpress.com\">http:\/\/magnificoteatrino.wordpress.com<\/a><br \/>\nmagnificoteatrino@gmail.com<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Lucia Cominoli Si esibiscono in strada e a teatro. Sono gli attori di Magnifico Teatrino Errante, compagnia e laboratorio di teatro integrato, nato dalla Part T\u00f2t Parata di Bologna. 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