{"id":3026,"date":"2020-08-31T04:34:23","date_gmt":"2020-08-31T02:34:23","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=3026"},"modified":"2025-10-06T13:06:39","modified_gmt":"2025-10-06T11:06:39","slug":"controtempo-se-anche-questo-e-vips-un-progetto-socio-educativo-rivolto-a-minorenni-e-giovani-adulti-autori-di-reato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3026","title":{"rendered":"&#8220;Vite In Progress\u201d. Un progetto socio-educativo rivolto ai ragazzi con disagio sociale"},"content":{"rendered":"<p>Di Dario Bove<\/p>\n<p>Mi era stato chiesto dalla redazione di HP-Accaparlante di scrivere due righe relative al progetto educativo VIPS, che nel 2010 ha preso avvio presso l\u2019USSM \u2013 Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Bologna, nato e decollato perch\u00e9 fortemente appoggiato dall\u2019allora Dirigente del Centro di Giustizia Minorile dell\u2019Emilia Romagna, Dott. Giuseppe Centomani, e dalla Direttrice dell\u2019USSM, Dott.ssa Teresa R. Sirimarco.<br \/>\nCi ho messo davvero un\u2019eternit\u00e0\u2026 Pi\u00f9 di due anni per riuscire a raccontare cosa possono avere in comune un gruppo di ragazzi che hanno incontrato i Servizi della Giustizia Minorile per le pi\u00f9 svariate ragioni, un Educatore Professionale e alcune Assistenti Sociali, un campione mondiale di trial bike, alcuni giocatori della Virtus Basket e del Bologna Calcio, tre band canore di varie correnti musicali e un cantante rap dal nome non proprio\u2026 accattivante.<br \/>\nLa risposta, in realt\u00e0, l\u2019ho trovata dietro l\u2019angolo. Riordinando i bauli della memoria, ma ancor prima i cassetti della mia scrivania e, di conseguenza, il materiale cartaceo dei progetti educativi che ho realizzato in questi tre anni, come per magia, neppure uscissero da un libro di Michael Ende o dalla scatola animata di Jumanji, le motivazioni che mi avevano portato a riunire sotto un unico tetto tutte queste persone\u2026 hanno (ri)preso vita.<br \/>\nGi\u00e0, ripreso, perch\u00e9 la loro biografia era iniziata con l\u2019idea di \u201cVIPS \u2013 Variazioni Inconsuete, Partenze Stonate\u201d, un progetto educativo rivolto, appunto, a ragazzi seguiti dai Servizi della Giustizia Minorile di Bologna, ma ancor prima una follia partorita da alcuni operatori dell\u2019Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Bologna.<br \/>\nVIPS ha preso forma concreta nel dicembre 2010: la decisione di provare a contattare alcuni personaggi noti del mondo dello spettacolo e dello sport, per domandare loro di realizzare non performance artistiche, ma momenti di confronto con ragazzi i cui sogni erano, all\u2019epoca, stati interrotti dall\u2019incontro con l\u2019azione deviante e l\u2019ingresso nel circuito penale, aveva preso piede in noi per gioco, e come tale \u2013 un gioco, quindi \u2013 \u00e8 rimasto anche in seguito. E forse \u00e8 stata proprio questa l\u2019arma vincente di VIPS.<br \/>\nLe prime risposte a mezzo e-mail e le prime telefonate dei personaggi contattati mi sorprendevano e mi emozionavano allo stesso tempo: quando mai, prima, mi era capitato di parlare con personaggi famosi? Proprio quei VIPS che immaginavo cos\u00ec lontani dai ragazzi che quotidianamente seguo, erano, al contrario, cos\u00ec disponibili a esserci, nonostante i loro numerosi impegni e l\u2019assoluta assenza di una qualsiasi forma di compenso prevista dal progetto\u2026<br \/>\nHo scelto allora di credere davvero in VIPS e di dare forma, oltre che corpo, all\u2019idea.<br \/>\nDa ci\u00f2, il progetto, cornice di una serie di incontri con gli artisti, ma anche di momenti di preparazione dei singoli eventi, di appuntamenti del gruppo di coordinamento del progetto, formato da adulti istituzionali (gli educatori e gli assistenti sociali dei vari servizi del CGM di Bologna) e da ragazzi in carico a tali servizi.<br \/>\nSiamo partiti cos\u00ec, un po\u2019 in sordina\u2026 senza crederci troppo, ma allo stesso tempo, coordinandoci.<br \/>\nIl progetto si \u00e8 sviluppato nell\u2019arco di un anno e mezzo e, oltre ai momenti di confronto, ha visto inizialmente la formazione di un gruppo di peer educators, nei quali abbiamo fortemente creduto, che ha tratto spunto dal modello misto della Peer Education.<br \/>\nI singoli ospiti da invitare sono stati quindi individuati dai ragazzi stessi e, diciamolo, in alcuni casi dagli operatori sociali, e sempre il gruppo di coordinamento ha preparato la presentazione di apertura dell\u2019incontro.<br \/>\nVIPS, infatti, ha deciso di aprire le porte anche all\u2019esterno, invitando a partecipare le comunit\u00e0 educative, i centri socio educativi e alcune scuole del territorio, perch\u00e9 l\u2019incontro con le difficolt\u00e0 temporanee e l\u2019accettazione del limite che si frappone tra noi e il sogno ambito potrebbe riguardare ognuno di noi. La metodologia utilizzata dal progetto ha permesso di rendere protagonisti di ciascun incontro non solamente Vittorio Brumotti o Mondo Marcio, i Gem Boys o i Marta sui tubi, ma anche i <i>peer educators<\/i> che hanno potuto \u2013 ed egregiamente saputo \u2013 essere, insieme agli ospiti, <i>testimonial<\/i> di come pu\u00f2 essere possibile cadere, rialzarsi e spendere le proprie capacit\u00e0 e le proprie potenzialit\u00e0 in ambiti positivi, distanti dai contesti devianti ai quali alcuni di loro, per tanto tempo, per scelta o per necessit\u00e0, hanno dovuto far parte.<br \/>\nI momenti di confronto hanno concesso la libera espressione di domande <i>senza censure <\/i>e la formulazione di risposte naturali (o naturalmente non pervenute), ma anche il racconto di tante storie, cos\u00ec diverse e, in parte, cos\u00ec uguali.<br \/>\nE di fronte all\u2019impegno che occorre per alzarsi tutte le mattine e allenarsi con tenacia nella propria pratica sportiva, o a quello che serve per riuscire nel proprio percorso scolastico, formativo o lavorativo, cos\u00ec come a quello necessario per accettare la quotidianit\u00e0 lenta e inesorabile che scandisce molti dei momenti della vita all\u2019interno di un istituto penitenziario, come di una comunit\u00e0 educativa\u2026 beh, grazie a VIPS ho compreso che il rispetto che bisognerebbe mostrare, \u00e8 davvero lo stesso: \u00e8 possibile essere campioni, nella propria vita, continuando a inseguire i propri sogni, nonostante le difficolt\u00e0 del momento, gli ostacoli pi\u00f9 o meno insormontabili che si possono incontrare e i limiti che \u2013 a volte \u2013 proprio per andare avanti \u00e8 necessario accettare.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Il progetto<br \/>\n<\/b>Il progetto \u201cVIPS \u2013 Variazioni Inconsuete, Partenze Stonate\u201d \u00e8 nato a seguito delle osservazioni educative effettuate in questi anni di lavoro, attraverso le quali si sono potute riscontrare le potenzialit\u00e0 che i ragazzi che entrano nel circuito penale possiedono, ma delle quali, spesso, proprio loro stessi non sono consapevoli.<br \/>\nTali competenze lasciano trasparire, in molti casi, capacit\u00e0 artistiche e creative, che portano i ragazzi a inseguire sogni pi\u00f9 o meno realizzabili, che spesso si scontrano con dure realt\u00e0 quotidiane o con l\u2019impossibilit\u00e0 oggettiva di perseguire \u2013 anche solo idealmente \u2013 un obiettivo, realizzabile o meno che sia.<br \/>\nIl progetto si \u00e8 posto la finalit\u00e0 di offrire un momento di confronto con artisti e\/o sportivi che hanno lavorato con impegno per realizzare un proprio sogno, non scoraggiandosi davanti agli ostacoli incontrati, ma continuando a inseguire con tenacia il proprio obiettivo.<br \/>\nVIPS ha individuato, tra i suoi obiettivi principali:<br \/>\n&#8211; favorire il benessere psicofisico dei ragazzi partecipanti, attraverso l\u2019espressione dei propri desideri e, attraverso un rinforzo positivo, dell\u2019autostima;<br \/>\n&#8211; favorire l\u2019espressione e il riconoscimento delle competenze possedute, attraverso la realizzazione di un dibattito con gli artisti\/sportivi.<br \/>\nLa metodologia di lavoro adottata \u00e8 quella della Peer Education, che prevede che non siano pi\u00f9 gli adulti a trasferire contenuti, valori ed esperienze, ma che siano, invece, i giovani stessi a confrontarsi fra loro, esprimendo i loro punti vista, analizzando gli eventuali problemi e individuando in modo autonomo delle soluzioni, pur consapevoli di poter contare sulla collaborazione di adulti esperti. A tal proposito si sono individuati alcuni ragazzi con spiccate abilit\u00e0 relazionali e sociali, che, dopo una iniziale formazione di base (a opera di educatori, assistenti sociali e psicologi dei servizi della Giustizia Minorile) hanno potuto fare parte del gruppo di coordinamento di progetto e hanno saputo affrontare il ruolo di educatori tra pari, riuscendo a ri-abilitare le proprie competenze positive e a trasmettere esperienze, coraggio, insegnamenti e valori ai coetanei che hanno preso parte agli incontri.<br \/>\nOgni incontro di preparazione si \u00e8 svolto alla presenza di un adulto facilitatore, al quale non era stato per\u00f2 attribuito alcun potere decisionale, ma unicamente di mediazione nella facilitazione dell\u2019espressione di ciascuno, ed \u00e8 stato debitamente documentato da un diario di bordo dell\u2019esperienza, redatto dai ragazzi, all\u2019interno del quale sono state riportate le conclusioni alle quali si perveniva al termine di ciascun incontro di coordinamento.<br \/>\nIl ruolo di responsabilit\u00e0 affidato agli stessi ragazzi ha permesso loro, seppure non sempre in modo fluido e privo di incomprensioni, di appropriarsi del progetto e delle sue finalit\u00e0, di sentirlo<i> proprio<\/i> e di avere fiducia in quello che loro stessi stavano provando a portare avanti, in una dimensione di gruppo all\u2019interno del quale ciascuno aveva un proprio ruolo.<br \/>\nRagazzi protagonisti, quindi, sin dalle prime battute, capaci di seguire, insieme agli operatori, il ciclo del progetto in ciascuna delle sue fasi (dall\u2019ideazione alla formulazione, dall\u2019implementazione alla valutazione) e di individuare gli obiettivi verso i quali tendere.<br \/>\nGli incontri si sono realizzati presso i locali dell\u2019Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Bologna. A rotazione, a uno dei ragazzi che componevano il gruppo di coordinamento veniva affidato il compito di moderatore dell\u2019incontro, cosa che consentiva a tutti i partecipanti di poter interagire con il <i>testimonial<\/i> invitato.<br \/>\nGli incontri realizzati sono stati sei, della durata di circa due ore ciascuno, e ogni incontro \u00e8 stato, per ognuno di noi, denso di significato e carico di emozioni: in quei momenti, infatti, in una stessa stanza e con la medesima timidezza, si dava voce ai sogni comuni di adolescenti e adulti, quei sogni che \u00e8 difficile riuscire ad accantonare, anche quando la vita te lo impone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Dario Bove Mi era stato chiesto dalla redazione di HP-Accaparlante di scrivere due righe relative al progetto educativo VIPS, che nel 2010 ha preso avvio presso l\u2019USSM \u2013 Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Bologna, nato e decollato perch\u00e9 fortemente appoggiato dall\u2019allora Dirigente del Centro di Giustizia Minorile dell\u2019Emilia Romagna, Dott. 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