{"id":3028,"date":"2020-08-31T04:37:07","date_gmt":"2020-08-31T02:37:07","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=3028"},"modified":"2025-10-06T13:00:29","modified_gmt":"2025-10-06T11:00:29","slug":"incontro-allarte-la-relazione-con-lo-spazio-e-il-senso-di-spaesamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3028","title":{"rendered":"La relazione con lo spazio e il senso di spaesamento"},"content":{"rendered":"<p>Di Roberto Parmeggiani<\/p>\n<p>Ogni artista esprime il proprio stile attraverso caratteristiche precise che, spesso, sono radicate nelle esperienze pi\u00f9 intime e personali.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Come se fossero l\u2019espressione del vissuto, della storia, delle vicende che, in un qualche modo, l\u2019hanno formato e che trovano, nel linguaggio artistico, un mezzo di espressione e comunicazione adeguato.<br \/>\nCildo Meireles, brasiliano e uno dei pi\u00f9 importanti artisti del secondo dopoguerra, non fa eccezione. La sua cifra artistica, infatti, \u00e8 strettamente legata alla sua storia, agli incontri e alle scelte fatte, quelle personali e quelle sociali cui ha partecipato pi\u00f9 o meno attivamente.<br \/>\nNato a Rio de Janeiro nel 1948, scopre l\u2019arte moderna e contemporanea quando si trasferisce a Brasilia dove, oltre a intraprendere studi artistici, frequenta vari luoghi dell\u2019arte e si forma leggendo e scrivendo per varie pubblicazioni.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Le sue prime opere sono legate a maschere e sculture africane. Resta, infatti, molto colpito da una mostra che visita presso l\u2019universit\u00e0 di Brasilia su maschere originali africane e decide di reinterpretare ci\u00f2 che ha visto, spinto dal desiderio di ricercare le origini, sue e della societ\u00e0 in cui vive.<br \/>\nUn punto di svolta si ha nell\u2019incontro con il movimento Grupo Neoconcreto, di Rio de Janeiro, che, oltre a riportarlo nella sua citt\u00e0 natale, gli permette di aprirsi all\u2019idea di <i>spazio<\/i>, a nuovo concetto di arte.<br \/>\n\u201cOgni volta che tentiamo di definire cos\u2019\u00e8 l\u2019arte, abbiamo una divisione tra quello che \u00e8 e quello che non \u00e8 considerato l\u2019oggetto dell\u2019arte. Nell\u2019epoca pre-classica, arte e religione erano sinonimi. Nella Grecia classica, arte e architettura erano ugualmente legate. Solo pi\u00f9 tardi si \u00e8 creata una distanza tra l\u2019artistico e l\u2019architettonico. Abbiamo cominciato a vedere l\u2019arte come la documentazione o la riproduzione del reale. Quello che mi ha attratto del neoconcretismo \u00e8 stata la possibilit\u00e0 di pensare all\u2019arte in termini che non si limitassero solo al visivo\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Tornato a Rio, nel 1967, il disegnare passa in secondo piano a favore della tridimensionale, opere cio\u00e8 che conquistano lo spazio e lo occupano.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Ecco allora che lo spazio diventa una delle sue ossessioni, caratteristica principale del suo operare artistico, componente fondamentale nell\u2019enfatizzare i paradossi e le metafore del sociale, inteso come luogo della vita di tutti.<br \/>\nLo spazio diventa un luogo da riempire di significati, di pensiero, di arte e, soprattutto, di oggetti e materia, scelti per le caratteristiche simboliche o sensoriali. L\u2019obiettivo principale dell\u2019artista \u00e8 quello di mettere insieme elementi contrastanti dal punto di vista semantico o visivo che, in relazione con lo spazio e interagendo con lo spettatore, attivino una riflessione sul contemporaneo.<br \/>\nSia che le opere siano molto grandi o, all\u2019opposto, molto piccole ci\u00f2 che Meireles vuole ottenere \u00e8 un momento di spaesamento che porti lo spettatore a riconoscere quello che vede ma in un contesto diverso dal solito.<br \/>\n\u201cGran parte della mia opera si inserisce all\u2019interno della discussione circa lo spazio della vita umana, la qual cosa \u00e8 tanto ampia quanto vaga. Lo spazio, nelle sue diverse manifestazioni, abbraccia arene psicologiche, sociali, fisiche e storiche\u2026 Non importa realmente se avviene o meno un\u2019interazione tra lo spazio utopico e quello reale. Credo ci sia un aspetto quasi alchemico: anche tu stai venendo trasformato da quello che fai\u201d.<br \/>\nTra le decine di opere che Meirels ha realizzato, ne scelgo due tra quelle che ho avuto il piacere di vedere dal vivo e che, mi sembra, possono favorire una miglior comprensione di quanto ho scritto sopra. Si tratta di Eureka\/Blindhotland del 1975 e Babel del 2001, un progetto che riprende e attualizza alcuni lavori realizzati dall\u2019artista utilizzando vinili negli anni \u201970.<\/p>\n<p><b>Eureka\/Blindhotland<i><br \/>\n<\/i><\/b>Per visitare l\u2019opera si entra in un ambiente delimitato da tende sottili, una specie di grande stanza asettica. All\u2019interno si trovano vari oggetti e, al centro, una bilancia che pu\u00f2 essere utilizzata per pesare quegli oggetti.<br \/>\nLa sorpresa si ha nel momento in cui realizzi che ci sono oggetti di volume diverso ma di stesso peso, mentre altri esattamente uguali ma con un peso differente.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>L\u2019obiettivo di questa esperienza artistica \u00e8 di portarti a riflettere sull\u2019iper-valorizzazione che diamo al senso della vista a scapito degli altri sensi, a come siamo educati a non dare peso ad altri fattori oltre che quello visuale, una sorta di pregiudizio visivo che ci convince di poter valutare un oggetto come una persona, un luogo come un\u2019esperienza solo facendo riferimento a ci\u00f2 che vediamo, che abbiamo visto o che crediamo di aver visto.<br \/>\nL\u2019opera \u00e8 chiaramente una metafora della societ\u00e0 odierna e dello stile delle relazioni che tutti noi instauriamo. Non solo e non tanto sul valore che diamo all\u2019apparenza e all\u2019immagine, in generale, ma sulla parzialit\u00e0 con la quale giudichiamo l\u2019altro, sia esso cibo, arte o persona. Ci accontentiamo di ci\u00f2 che vediamo (e spesso di ci\u00f2 che qualcuno ci ha detto di aver visto) pensando che gli elementi che riusciamo a raccogliere con la vista siano assoluti e sufficienti per poter dare una valutazione.<\/p>\n<p><b>Babel<i><br \/>\n<\/i><\/b>Si tratta di una grande torre formata da radio di diverse epoche, sincronizzate su stazioni differenti. Come la Torre di Babele originale, l\u2019opera si offre agli spettatori come un monumento alla confusione e allo stordimento causato da un insieme di informazioni sonore tanto diverse quanto contemporanee. Un effetto di spaesamento viene dato, inoltre, dal fatto che da radio esteticamente antiche e vetuste escano suoni attuali e moderni.<br \/>\nMentre nella Babele biblica gli operai che stavano costruendo la torre vengono puniti con la confusione delle lingue che li far\u00e0 disperdere su tutta la terra, quest\u2019opera di Meireles ci porta a riflettere rispetto a come la comunicazione odierna sia troppo spesso causa di confusione e di allontanamento gli uni dagli altri invece che strumento di relazione. Non solo e non tanto per le diverse lingue che parliamo ma pi\u00f9 che altro per lo stile comunicativo che ci spinge pi\u00f9 a parlare che ad ascoltare. Siamo, in fondo, come quelle radio, produciamo suoni sperando che qualcuno li ascolti ma non siamo disposti ad ascoltare, a nostra volta, ci\u00f2 che gli altri dicono.<br \/>\nChe tu sia nativo o immigrato, abile o disabile, bambino o adulto non importa pi\u00f9, si realizza una sorta di inclusione al contrario dove tutti, invece che aver creato un contesto in cui ognuno possa esprimersi al meglio, si illudono e si accontentano di una realt\u00e0 che falsamente ti fa sentire al centro delle relazioni. Al centro s\u00ec, ma da solo.<br \/>\nDue parole, quindi, restano di questo artista che ha attraversato il tempo e lo spazio.<br \/>\nParzialit\u00e0 e spaesamento insieme a relazione e comunicazione.<br \/>\nParole e temi estremamente contemporanei come la critica che fa Cildo Meireles, il quale non \u00e8 interessato nel definire il bene o il male, il giusto o lo sbagliato. A lui interessa, in quanto artista, attivare un pensiero, una riflessione su ci\u00f2 che viviamo perch\u00e9 possiamo essere il pi\u00f9 possibili consapevoli del contesto in cui siamo inseriti e, in particolare, delle relazioni e della comunicazione che possiamo mettere in atto.<br \/>\nParzialit\u00e0 e spaesamento, quindi, come quel luogo dove sostare per poi rimettersi in viaggio pi\u00f9 consapevoli.<\/p>\n<p>(Tutte le citazioni sono da: <a href=\"http:\/\/www.escritoriodearte.com\/artista\/cildo-meireles\">www.escritoriodearte.com\/artista\/cildo-meireles<\/a><br \/>\nTraduzione di Roberto Parmeggiani)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Roberto Parmeggiani Ogni artista esprime il proprio stile attraverso caratteristiche precise che, spesso, sono radicate nelle esperienze pi\u00f9 intime e personali. Come se fossero l\u2019espressione del vissuto, della storia, delle vicende che, in un qualche modo, l\u2019hanno formato e che trovano, nel linguaggio artistico, un mezzo di espressione e comunicazione adeguato. Cildo Meireles, brasiliano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3986,3586,3608],"edizioni":[3842],"autori":[2590],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3028"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3028"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3028\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4767,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3028\/revisions\/4767"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3028"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3028"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3028"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=3028"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=3028"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=3028"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=3028"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=3028"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=3028"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}