{"id":3042,"date":"2020-08-31T10:51:06","date_gmt":"2020-08-31T08:51:06","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=3042"},"modified":"2025-10-08T10:41:06","modified_gmt":"2025-10-08T08:41:06","slug":"europa-europa-capacitados-in-spagna-una-serie-tv-parla-di-disabilita-con-intelligenza-e-ottimi-ascolti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3042","title":{"rendered":"Capacitados: in Spagna una serie TV parla di disabilit\u00e0 con intelligenza (e ottimi ascolti)"},"content":{"rendered":"<p>Di Massimiliano Rubbi<\/p>\n<p>Un programma televisivo che si occupi di disabilit\u00e0 senza cadere nel pietismo n\u00e9 al contrario nel titanismo, mantenendo al contempo un interesse per il pubblico generalista che gli valga l\u2019uscita dalle riserve indiane ritagliate nei palinsesti per le trasmissioni a carattere sociale. Una chimera, o nella migliore delle ipotesi una sfida, per la televisione italiana; una realt\u00e0 consolidata per quella spagnola, che ha mandato in onda nell\u2019estate 2015 \u2013 il sabato pomeriggio e nel canale \u201cLa 2\u201d, la vice-ammiraglia del gruppo televisivo pubblico TVE \u2013 la seconda stagione della serie Capacitados. La trasmissione, che si presenta come \u201cla serie che sta cambiando il concetto di disabilit\u00e0\u201d e sin dal titolo punta sul capovolgimento del termine disabili (in spagnolo discapacitados), si propone espressamente di \u201cmettere in evidenza i talenti delle persone con disabilit\u00e0 nei luoghi di lavoro e lasciarsi alle spalle gli stereotipi che devono affrontare, con un\u2019impostazione lontana dal paternalismo e dalla condiscendenza\u201d.<\/p>\n<p><b>Dal documentario alla serialit\u00e0<br \/>\n<\/b>Capacitados \u00e8 promossa da FSC Inserta, la sezione della Fondazione ONCE che si occupa di formazione e inserimento lavorativo di persone con disabilit\u00e0, ed \u00e8 stata ideata nel 2009 non come serie TV, bens\u00ec come documentario, alla cui base stava un\u2019idea semplice e geniale: mettere personaggi famosi al fianco di persone con disabilit\u00e0 e nelle loro medesime condizioni di svantaggio, per evidenziare non tanto le difficolt\u00e0 che queste ultime devono affrontare quotidianamente, quanto le capacit\u00e0 che le rendevano pi\u00f9 abili di quanto un datore di lavoro potesse immaginare. Il merito di questa idea originale \u00e8 di Juan Nonzioli, direttore creativo dell\u2019agenzia pubblicitaria ispano-cilena Shackleton: \u201cVolevamo fare qualcosa per convincere gli imprenditori che le persone con disabilit\u00e0 hanno qualit\u00e0 e talenti che stavano rimanendo inutilizzati. Ci \u00e8 allora venuto in mente che meglio che dirlo noi sarebbe stato che se ne convincessero gli imprenditori stessi. Abbiamo cercato tre personalit\u00e0 del mondo di impresa di grande rilievo in Spagna, e abbiamo proposto loro di provare a fare il proprio lavoro con una disabilit\u00e0 per un giorno, accompagnate da una persona con una disabilit\u00e0 reale. Cos\u00ec, il presidente di Coca Cola Spagna Marcos de Quinto, la presidente di Microsoft Iberica Mar\u00eda Gara\u00f1a e lo chef Ferr\u00e1n Adri\u00e1 si sono messi nei panni di un cieco, di un sordo e di una persona in sedia a rotelle. Questa esperienza si \u00e8 impressa in loro e si \u00e8 trasformata in un documentario che ha avuto una forte ricaduta\u201d. Il documentario di 30 minuti Capacitados, trasmesso nel febbraio 2010 da TVE &#8211; La 2, \u00e8 stato visto da circa 500.000 spettatori, per poi essere proiettato in molti cinema ed essere candidato al Premio Goya, il riconoscimento pi\u00f9 prestigioso per il mondo audiovisivo spagnolo.<br \/>\nMonserrat Balas, direttrice di comunicazione e nuove tecnologie di FSC Inserta, rivela che il successo di Capacitados \u00e8 andato al di l\u00e0 delle aspettative: \u201cA dire il vero, quando abbiamo lanciato la campagna e il primo documentario, che \u00e8 stato una proposta dell\u2019agenzia, non prevedevamo che il format avrebbe avuto un\u2019accoglienza cos\u00ec buona, non solo come prodotto televisivo, ma anche come esperienza per tutti quelli che vogliono accostarsi al mondo della disabilit\u00e0, almeno per poche ore\u201d. Da questo inatteso successo, e dall\u2019interessamento di TVE, \u00e8 scaturita la decisione di produrre una serie televisiva a partire dalla medesima idea originale, con 13 puntate di circa mezz\u2019ora ognuna, trasmesse alla fine del 2012. Nei diversi episodi, per citare solo i personaggi pi\u00f9 noti in Italia, l\u2019attrice Mar\u00eda Valverde si muove in carrozzina elettrica per le vie di Madrid al fianco di una ragazza con paralisi cerebrale, mentre il campione di motociclismo Jorge Lorenzo si cimenta in una corsa in pista con atleti paraplegici e l\u2019alpinista Edurne Pasab\u00e1n accompagna un ragazzo con autismo nella <i>impresa<\/i> di comprare gli ingredienti per cucinare una pizza e prepararla, per poi interpretarne in un video la condizione mentale. In ogni puntata vengono inoltre raccolte le impressioni sia del personaggio famoso, inserito per un giorno in un contesto mai sperimentato, che della persona con disabilit\u00e0 che in tale contesto ha imparato a vivere abitualmente.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>La prima stagione della serie, trasmessa la domenica nella fascia preserale delle ore 20.00, ha fatto registrare ottimi ascolti per un programma di questo genere, con una media di quasi 150.000 spettatori. Per quali ragioni Capacitados funziona presso il pubblico? Secondo Balas, \u201cla serie mette in pratica in modo molto eloquente e molto semplice il principio dell\u2019empatia, e permette allo spettatore, almeno per qualche minuto, di sentirsi come una persona con disabilit\u00e0, perch\u00e9 si identifica con il personaggio conosciuto. Chi non ha mai pensato come vivrebbe senza poter camminare, senza poter vedere o senza poter udire? La serie ti invita a realizzare questo esperimento di vita, e per questo si mette in contatto tanto bene con la gente\u201d. A determinare il successo della serie, e di ogni episodio in rapporto agli altri, \u00e8 un meccanismo di rovesciamento delle parti: \u201cQuello che davvero conquista \u00e8 la chimica che si produce tra i personaggi con disabilit\u00e0 e il volto popolare, in situazioni assolutamente veridiche e senza fingere, nelle quali si scambiano i ruoli: \u00e8 la persona con disabilit\u00e0 che aiuta quella che si presuppone essere una persona assolutamente audace\u201d.<\/p>\n<p><b>Le novit\u00e0 della seconda stagione<br \/>\n<\/b>Capacitados ha quindi meritato il rinnovo per una seconda serie di 12 episodi, trasmessa come si \u00e8 detto tra maggio e agosto 2015. Se alcune puntate seguono il modello della prima stagione (il tennista Juan Carlos Ferrero sfidato a una partita in carrozzina dal tennista della nazionale paralimpica Roberto Chamizo), in altre il meccanismo del mettersi nei panni non vale pi\u00f9: ad esempio, il coreografo Poty incontra il gruppo di danza \u201cAs\u00ed somos\u201d, composto da ballerini con Sindrome di Down, per guidarli a mostrare le proprie capacit\u00e0. L\u2019effetto combinato di empatia e ribaltamento dei ruoli viene cos\u00ec meno, ma come puntualizza Nonzioli \u201cci sono disabilit\u00e0 nelle quali mettersi nei panni dell\u2019altro non \u00e8 possibile, come le disabilit\u00e0 intellettive. E in questa seconda stagione abbiamo incluso l\u2019acondroplasia [una forma di nanismo] o la sordocecit\u00e0, per rendere visibile un ampio spettro di disabilit\u00e0. L\u2019idea di mettersi al posto dell\u2019altro a volte si ottiene in forma letterale e altre volte attraverso l\u2019accompagnamento per una giornata. In ogni caso, promuovere l\u2019importanza del mettersi al posto dell\u2019altro \u00e8 e continuer\u00e0 a essere il grande messaggio della serie\u201d. Secondo Balas, la serie, nella prima e ancor pi\u00f9 nella seconda stagione, \u201cci sta offrendo l\u2019opportunit\u00e0 di aprire una finestra su un ampio ventaglio di disabilit\u00e0 pi\u00f9 sconosciute al grande pubblico, come l\u2019acondroplasia, la malattia mentale, la spina bifida, ecc., che ci permettono di mostrare che avere una disabilit\u00e0 non impedisce di realizzare numerosi compiti. Possiamo dire che con la prima edizione della serie ci siamo aperti un varco nella mente dei telespettatori e abbiamo cominciato a rompere gli schemi preconcetti che potevano avere intorno a un concetto ancor oggi sconosciuto per molti: la capacit\u00e0 e, a volte, il talento delle persone con disabilit\u00e0 per svolgere un lavoro e una vita come qualunque persona. Con questa nuova stagione di Capacitados cerchiamo di consolidare il posizionamento di una nuova immagine della disabilit\u00e0 nell\u2019ambito lavorativo\u201d.<br \/>\nL\u2019esperienza maturata nella prima stagione, secondo Nonzioli, ha permesso inoltre di affinare il livello di qualit\u00e0 televisiva del programma senza inficiarne l\u2019autenticit\u00e0: \u201cStiamo imparando strada facendo che cosa funziona meglio e come dobbiamo impostare le sceneggiature per sfruttare al massimo le risorse. Quando parlo di sceneggiatura, parlo di una scaletta di situazioni che impostiamo per i protagonisti: \u2018si incontrano in un bar, vanno al mercato a fare compere, viaggiano in metro\u2026\u2019, ma non scriviamo mai dialoghi. Ci\u00f2 che succede nell\u2019azione \u00e8 reale, \u00e8 ci\u00f2 che avviene davvero e il modo in cui reagiscono alle difficolt\u00e0\u201d. E proprio l\u2019abilit\u00e0, davanti e dietro la telecamera, nel rendere interessante la normalit\u00e0 di questo realismo costituisce probabilmente la forza della serie, e la sua differenza in positivo rispetto all\u2019approccio generalmente adottato dai mezzi di comunicazione <i>mainstream<\/i> per parlare del tema: \u201cI programmi che trattano della disabilit\u00e0 in genere erano stati noiosi e con un trattamento documentaristico serioso e minoritario. <i>Capacitados <\/i>ha sempre voluto giocare nel campionato dell\u2019intrattenimento e insieme dell\u2019educazione. \u00c8 positivo, ridi, ti emozioni e apprendi. E soprattutto, capisci che i luoghi comuni che consideriamo assodati in relazione alla disabilit\u00e0 entrano in discussione quando vedi persone che sono avvocati, ingegneri, musicisti, sportivi, con vite normali e felici\u201d. In un panorama televisivo in cui, come in altri Paesi, \u00e8 la <i>TV spazzatura<\/i> a fare gli ascolti di massa, \u201cquesto programma che tratta di un tema non molto attrattivo, che parla di problemi e difficolt\u00e0, \u00e8 riuscito ad aprirsi un varco a livello nazionale, e questo \u00e8 un piccolo grande passo\u201d.<\/p>\n<p><b>Effetti da esportazione<br \/>\n<\/b>Una visione innovativa e normalista della disabilit\u00e0 potr\u00e0 avere certamente effetti sulla cultura della societ\u00e0 nel suo complesso, nel medio-lungo termine. Ma va ricordato che Capacitados nasce con la precisa finalit\u00e0 di promuovere il cambiamento in un ambito specifico come l\u2019inserimento lavorativo \u2013 e l\u2019impatto del programma sui potenziali datori di lavoro pare essersi dimostrato molto pi\u00f9 immediato. In base ai dati forniti da Balas, l\u2019andamento dei contratti di inserimento per persone con disabilit\u00e0 promossi da FSC Inserta ha avuto due balzi in avanti negli ultimi anni: nel 2010, dopo il lancio del documentario, con 4.346 nuovi contratti (il 30% in pi\u00f9 degli anni precedenti), e nel 2013, l\u2019anno successivo alla trasmissione della prima stagione, con 6.272 nuovi contratti un incremento del 26% sul 2012. L\u2019obiettivo di superare i \u201cpreconcetti derivati da una educazione sbagliata e dal timore per ci\u00f2 che ci \u00e8 estraneo\u201d, che la serie \u201criesce a smontare perch\u00e9 apre una finestra sulla realt\u00e0 di un collettivo che in fondo non \u00e8 molto lontano dal resto delle persone\u201d, appare dunque raggiunto, e non stupisce che FSC Inserta, sempre attraverso Balas, si dichiari \u201cdesiderosa di conoscere le nuove cifre delle contrattazioni dopo la trasmissione di questi 12 capitoli della nuova stagione di Capacitados\u201d, attendendosene \u201calmeno gli stessi frutti delle edizioni precedenti\u201d.<br \/>\nONCE (che sta per Organizzazione Nazionale dei Ciechi Spagnoli), alla cui Fondazione fa capo FSC Inserta, non \u00e8 una associazione di rappresentanza qualunque, bens\u00ec una realt\u00e0 con ricavi annuali che superano i 2 miliardi di Euro, finanziati in larga parte da una lotteria di lunga storia e grande successo in Spagna. Sarebbe quindi lecito attendersi che la serie rimanga confinata alla peculiarit\u00e0 del contesto spagnolo in cui essa \u00e8 stata ideata e promossa. Balas, al contrario, ritiene Capacitados \u201cun\u2019esperienza e un format assolutamente esportabile\u201d, segnalando che sia in Colombia e in Argentina sono gi\u00e0 stati prodotti documentari basati sulla stessa idea originale. Anche Nonzioli crede al potenziale internazionale della serie, \u201cma non lo abbiamo ancora fatto funzionare a sufficienza all\u2019estero. Penso che presentandolo adeguatamente avrebbe una buona accoglienza. \u00c8 il prosieguo di questo viaggio. \u00c8 un format molto esportabile perch\u00e9 si pu\u00f2 fare con famosi di ogni Paese. Magari lo facessero, in Italia certamente sarebbe incredibile\u201d. I responsabili di palinsesto delle emittenti italiane, sempre in cerca di format televisivi che abbiano dato buona prova di s\u00e9 all\u2019estero (con uno sguardo un po\u2019 troppo spesso rivolto all\u2019Olanda), sono avvisati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Massimiliano Rubbi Un programma televisivo che si occupi di disabilit\u00e0 senza cadere nel pietismo n\u00e9 al contrario nel titanismo, mantenendo al contempo un interesse per il pubblico generalista che gli valga l\u2019uscita dalle riserve indiane ritagliate nei palinsesti per le trasmissioni a carattere sociale. 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