{"id":305,"date":"2009-11-04T17:05:34","date_gmt":"2009-11-04T17:05:34","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=305"},"modified":"2025-12-14T14:43:17","modified_gmt":"2025-12-14T13:43:17","slug":"t-come-tab","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=305","title":{"rendered":"18. T come Tab\u00f9"},"content":{"rendered":"<p>di Davide Barzi<\/p>\n<p><strong>Poverino\u2026<br \/>\n<\/strong>Scherzare su certi argomenti non \u00e8 mai stato uno scherzo. Ci vuole un mare di coraggio da parte di chi riesce a irridere senza paura delle conseguenze e ci vuole autoironia<!--break--> a fiumi da parte di chi viene deriso su aspetti, fisici o mentali, che magari esso stesso fatica ad accettare. Gli argomenti tab\u00f9 sono tanti, sono quelli delle barzellette che si raccontano quando si alza un po\u2019 il gomito: l\u2019olocausto, i malati terminali, la morte dei propri cari. Tra questi ce n\u2019\u00e8 uno che ovviamente \u00e8 il caso di approfondire in questa sede: i disabili.<\/p>\n<p><strong>Cuore senza cuore?<br \/>\n<\/strong>Agosto 1994. Il primo governo Berlusconi si \u00e8 insediato da poche settimane. Nelle sua squadra c\u2019\u00e8 Antonio Guidi, ministro della famiglia. Disabile. Ha problemi di deambulazione e di articolazione della parola. Il settimanale satirico Cuore, col furore iconoclasta che lo ha sempre contraddistinto, spara in copertina un finto scoop raggelante: \u201cLo scandalo dei falsi invalidi travolge il governo \u2013 Si finge disabile per fare il ministro\u201d . Sotto il titolo ci sono quattro fotomontaggi in cui Guidi viene impietosamente mostrato intento in una corrida a Bilbao, in tut\u00f9 mentre esegue la seconda variazione dell\u2019Uccello di fuoco, agli anelli ai giochi del Mediterraneo e impegnato nel free-climbing in Patagonia. Nel sottotitolo si dice che \u201cIn privato riesce a dire a velocit\u00e0 record \u2018Trentatr\u00e9 trentini\u2019 e \u2018Tigre contro tigre\u2019\u201d. I polemisti non aspettano altro: \u201cNo, tutto ma questo no, stavolta avete esagerato!\u201d Senza prendere posizione, basti sapere che una delle poche persone che ringraziano per l\u2019articolo in cui l\u2019ironia bonaria lava via tutte le incrostazioni di falso pietismo che di solito nascondono piuttosto male un certo razzismo \u00e8 proprio lui, Antonio Guidi. Uno dei pochi pezzi che trattano seriamente l\u2019handicap, a suo dire.<\/p>\n<p><strong>Agghiaccianti Meraviglie<br \/>\n<\/strong>Sei anni dopo, e arriviamo in ambito prettamente fumettistico, Leonardo Ortolani d\u00e0 alle stampe il primo volume de Le meraviglie della natura. Si tratta di una raccolta di brevi storie che trattano casi limite della societ\u00e0. Si parla, per intenderci, di aborto, naziskin, mafiosi, prostitute, drogati, aids. Sull\u2019ultimo tema lo raggiunge una delle critiche pi\u00f9 decise: gli scrive un ragazzo che ha scoperto da dieci giorni di essere sieropositivo; sostiene che le altre battute lo hanno fatto ridere, quella no. Leo gli risponde che \u00e8 chiaramente molto dispiaciuto, ma che dovrebbero farlo riflettere il fatto che ha riso degli altri soggetti e non della sindrome in questione solo perch\u00e9 l\u2019ha toccato direttamente. Forse ancora pi\u00f9 chiare sono le parole dell\u2019autore: \u201cOvviamente non si pu\u00f2 pretendere, innanzitutto da parte mia, di centrare sempre le cose giuste e di dirle nella giusta maniera. E non si pu\u00f2 pretendere che tutti siano disposti ad ascoltarti mentre tu straparli, per cui se lo fai ti esponi al rischio di ricevere delle gran bacchettate.\u201d Il motivo del fastidio provato da lettore \u00e8 comprensibile alla luce di un\u2019ironia non proprio alla portata di tutti: come se gli argomenti scelti dall\u2019autore non fossero gi\u00e0 abbastanza disturbanti, infatti, Ortolani sceglie di trattarli in un\u2019ottica molto acida e graffiante, ma anche con l\u2019ambizione di far discutere, pensare, ragionare, andando al di l\u00e0 della fulminea battuta. Non una lettura usa e getta, quindi, ma qualcosa che si insinua sotto pelle. Queste vicende erano gi\u00e0 state pubblicate su Totem, rivista che aveva un target propenso a un certo tipo di trattazione. Mandarlo in edicola con grosse tirature, rivolgendolo all\u2019ampio pubblico di ammiratori del creatore di Rat-man, a cui appartengono anche molti ragazzini che magari non hanno ancora gli strumenti per discernere il livello di lettura pi\u00f9 profondo, \u00e8 certo un\u2019operazione rischiosa, ma per molti versi ammirevole.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Episodio II<br \/>\n<\/b>Il secondo volume della serie reca in copertina la dicitura \u201cConsigliato a un pubblico maturo\u201d, ma si sa che questo tipo di indicazioni non vengono quasi mai tenute in considerazione, anzi spesso funzionano pi\u00f9 da stimolo che da deterrente per il giovane lettore alla ricerca di emozioni forti. Ortolani rimane assolutamente convinto dell\u2019operazione editoriale che sta portando avanti, ancor di pi\u00f9 quando riesce a pungere sul vivo affrontando temi scottanti. I sei oggetti d\u2019indagine scelti per il secondo volume sono il tifoso, l\u2019omosessuale, il comunista e il morto (!!!), ma soprattutto \u2013 per quanto riguarda l\u2019argomento qui in analisi \u2013 il cieco e il paraplegico. Le pagine riguardanti il primo, scorrono con dialoghi assurdi come quello di due mamme che si incontrano; la prima dice: \u201cMio figlio passa tutto il giorno davanti al televisore\u201d; la seconda, che ha un figlio cieco, risponde: \u201cOh, il mio va bene anche se lo metti davanti al tostapane!\u201d<br \/>\n\u201cHo una mia etica interna e cerco sempre di restare all\u2019interno di determinate carreggiate.\u201d ci tiene giustamente a sottolineare Leo. Solo una volta gli sembra di uscire da questi binari. Proprio nel trattare la storia di un paraplegico.<\/p>\n<p><b>Il paraplegico<br \/>\n<\/b>\u201c\u00c8 una striscia che aveva battute veramente feroci, cattive e basta. Volevo dare un senso a questa storia facendo passare il messaggio che la gente considera queste persone menomate quando invece sono persone e basta. Voglio dire: non ignoriamo la loro difficolt\u00e0 nel muoversi, per\u00f2 non partiamo da l\u00ec per compatirle, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 sempre questo atteggiamento\u2026 poverino\u2026 e non ti rendi conto che \u00e8 una persona, \u00e8 su una carrozzella perch\u00e9 ha avuto dei problemi o dalla nascita o per un incidente, per\u00f2 \u00e8 una persona. Questo era il senso che volevo dare, per\u00f2 poi mi sono accorto che c\u2019erano dei punti in cui ero andato un po\u2019 \u2018di zappa e badile\u2019 e non avevo raggiunto l\u2019obiettivo. Ho preso quelle sequenze, le ho tagliate e riscritte; la versione pubblicata nel volume, quindi, \u00e8 molto diversa da quella che usc\u00ec su Totem. Mi rendo conto che, se fai qualcosa che poi finisce in mano a della gente, devi innanzitutto cercare di rendere chiaro quello che vuoi dire. In effetti se l\u2019avessi pubblicata cos\u00ec com\u2019era e qualcuno mi avesse dato dello s*****o, avrebbe avuto ragione. Mia moglie mi diceva di non stamparla ed \u00e8 rimasta di quell\u2019idea anche dopo le modifiche, ma credo di averle dato quel taglio che cercavo, di humor s\u00ec nero, ma che riesce a far pensare. Forse \u00e8 un\u2019idea presuntuosa, magari qualcuno la legger\u00e0 e dir\u00e0 che ho veramente esagerato\u2019\u201d.<br \/>\nForse, invece, ci auguriamo, qualche paraplegico gli scriver\u00e0 ringraziandolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poverino&#8230;Scherzare su certi argomenti non &egrave; mai stato uno scherzo. 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