{"id":306,"date":"2009-11-04T17:05:35","date_gmt":"2009-11-04T17:05:35","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=306"},"modified":"2025-12-14T14:37:35","modified_gmt":"2025-12-14T13:37:35","slug":"s-come-sesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=306","title":{"rendered":"17. S come Sesso"},"content":{"rendered":"<p>\u201cPap\u00e0, cosa vuol dire handicappato?\u201d chiede Mafalda, la bambina terribile dei fumetti creata da Quino. Il padre risponde: \u201cVa\u2019 a giocare, Mafalda, non sono cose per la tua<!--break--> et\u00e0\u201d. Mafalda se ne va brontolando: \u201cHo capito si tratta di sesso!\u201d.<br \/>\nIn un altro delizioso quadretto famigliare, il Padre di Mafalda rispondendo ad una Mafalda alquanto seccata dica: \u201cMa Mafalda, anche se io ti spiegassi il problema del Vietnam, tu non lo capiresti!\u201d. E lei: \u201cCerto perch\u00e9 sono scema!\u201d. Il padre spazientito: \u201cNon \u00e8 che sei scema! \u00c8 che non \u00e8 una cosa per bambini!\u201d. \u201cAh, no?\u201d riprende Mafalda perplessa. \u201cNo!\u201d gli fa eco il padre. \u201cE se melo spieghi senza le parti pornografiche?\u201d incalza Mafalda.<br \/>\nNelle battute di Mafalda, si trova la fedele rappresentazione della comprensione della realt\u00e0 di una bambina (per quanto terribile!) che ha imparato, grazie al contesto sociale e famigliare, a considerare il sesso materia imbarazzante. Se poi lo si accosta, o unisce all\u2019handicap, l\u2019imbarazzo \u00e8 sommo. Per qualche strana ragione, forse una propriet\u00e0 transitiva, il trattare del sesso o dell\u2019handicap richiede le stesse cautele, suscitano gli stessi pudori. E siamo solo nella fase di contiguit\u00e0 verbale, si parla di sesso e lo si accosta imprudentemente all\u2019handicap. Se poi si tentano di coniugare i due termini si entra nella lussureggiante giungla dei tab\u00f9.<br \/>\nEppure il fumetto, con una certa dose di coraggio assieme a spregiudicatezza non ha disdegnato di cimentarsi in questo connubio dall\u2019alto potenziale di deflagrazione sociale.<br \/>\nUn fumetto simpaticamente in bilico tra il grottesco e il crudele come Cico &amp; Pippo di Altan, che non teme di trattare fra le sue strisce dell\u2019argomento sesso.<br \/>\nCico &amp; Pippo sono un\u2019assortita coppia composta da genitore e figlio, Cico \u00e8 un uomo cieco dalla nascita e Pippo il suo irriverente figlioletto, occhi vicari della cecit\u00e0 del padre. Le strisce, graficamente solo abbozzate, sono composte da crudeli dialoghi tra i due, dove Pippo non disdegna di colpire il padre, sia fisicamente che moralmente, facendogli pesare la cecit\u00e0. In genere il babbo incassa, raramente reagisce, soggiogando comunque il figlio con la sua spossante petulanza.<br \/>\nAnche se Pippo fa di tutto per far pesare al cecit\u00e0 al padre o comunque non fa niente per alleviarne il peso, in fondo i suoi rudi interventi sono un arma di difesa verso un padre asfissiante che sembra aver fatto della cecit\u00e0 la sua professione. Altan mostra, senza false remore, come possa esistere il cieco noioso, capriccioso, assolutamente insopportabile senza nessuna pietistica giustificazione, al limite della crudelt\u00e0. Non solo. Altan inserisce anche un altro elemento poco presente nella rappresentazione dell\u2019handicap: il tema della sessualit\u00e0. Ecco Cico che da una parte dice di disprezzare tutto ci\u00f2 che riguarda il sesso dall\u2019altra rivela le normali pulsioni sessuali a Pippo che, approfittando di queste confidenze, non perde occasione per mettere il padre in situazioni spiacevoli che, amaramente, Cico accetta come \u201cmeglio che niente\u201d.<br \/>\nIl sesso in coniugazione handicap \u00e8 presente anche nel bel volume Andi Andi di Alberto Preda e Franco Travi dove tra giochi verbali e grafici si mostra la quotidianit\u00e0 del portatore di handicap. Volume che nasce dall\u2019esperienza di condivisione e di emancipazione significata fin dal titolo dall\u2019elisione della H, dove tutte le scene di vita quotidiana sono coniugate in andi. Ecco allora i titoli: \u201cstravagandi, duellandi, affittandi, graziandi, andifurto\u201d e la vignetta che sostiene la lettura; per \u201cstravagandi\u201d troveremo un equilibrista con le stampelle, per \u201candifurto\u201d un uomo in carrozzella completamente avvolto da una catena con un enorme lucchetto. In questa serie troviamo anche le vignette della sottoserie \u201camandi\u201d dove alle carrozzelle vengono applicati particolari e sofisticati meccanismi per permettere l\u2019attivit\u00e0 sessuale o il sublimato sogno di \u201csandi in paradiso\u201d dove l\u2019amico in carrozzella \u00e8 accompagnato da una donna procace.<br \/>\nSe il sesso al tempo dell\u2019handicap \u00e8 sublimato nel sogno o rimandato nella speranza, restano le aspettative dei personaggi e il sogno si fa malinconia o sofferenza.<br \/>\nEcco la sofferenza di Concrete, personaggio pi\u00f9 volte citato in questo succinto dizionario, il gigante di pietra che sogna e desidera anche solo una lontana sollecitazione dei sensi, una carezza, un contatto pelle a pelle, che ormai pu\u00f2 solo nostalgicamente ricordare. Lui metafora perfetta, uomo, disabile a cui \u00e8 stato negato il sasso ma persino la fisicit\u00e0.<br \/>\nAnche per Tesla, la giovane vampira comprimaria nella avventure di Dampyr, la fisicit\u00e0 dell\u2019amore resta un sogno, o forse solo un desiderio. Per quanto attratta da Harlan non pu\u00f2 coronare il suo sogno. Harlan Draka, infatti, \u00e8 un dampyr, un uomo dove coesistono il principio del bene e del male, un eroe non solo umano.<br \/>\nIl dampyr \u00e8 una categoria realmente presente nel folklore slavo: \u00e8 il figlio di un vampiro e di un essere umano, un mezzosangue, l\u2019incarnazione dell\u2019unione tra bene e male, l\u2019esasperazione del doppio racchiuso in ognuno.<br \/>\nIl suo sangue \u00e8 velenoso per i vampiri, unica arma con cui opporsi ai vampiri, categoria che nel fumetto non \u00e8 vista con il vezzo postmoderno della simpatia. I vampiri in Dampyr sono malvagi, sono il male incarnato. Vivono e agiscono nelle zone dell\u2019eclissi della ragione, nella violenza compiaciuta e gratuita, nella guerra e nella rappresaglia teppistica. Svuotano l\u2019uomo della sua umanit\u00e0, della sua vitalit\u00e0, del suo esaltante e tragico destino del vivere e del morire. I vampiri trasformano l\u2019uomo in non-morto e oppongono uomo ad uomo, secondo la logica efferata della violenza. Su queste coordinate si inserisce la figura atipica di Tesla, vampira rinnegata, reietta dei reietti, disadattata nel suo mondo, perennemente fuori luogo, incapace di riconoscersi nel suo stato, nella sua corporeit\u00e0. Costretta a nutrirsi succhiando sangue, melanconicamente impossibilitata al contatto sessuale. Figura estrema del rapporto handicap e sesso.<br \/>\nMa non tutto \u00e8 perduto nelle lande dell\u2019handicap disegnato, ogni tanto emergono tratti di speranza. Ecco allora la figura di Barbara Gordon, la prima Batwoman, per una serie di vicissitudini trasformarsi da supereroina a paraplegica. Di Barbara Gordon si ricorda un\u2019intensa storia d\u2019amore con Dick Grayson (Nightwing), una storia d\u2019amore che ha sottolineato la normalit\u00e0 dell\u2019amore al tempo dei paraplegici. Uno spiraglio a lumeggiare un mondo timoroso, incapace di trovare le parole per esprimere bisogni e desideri. Parole che il mondo dei comics, a volte, riesce a fornire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Pap&agrave;, cosa vuol dire handicappato?&#8221; chiede Mafalda, la bambina terribile dei fumetti creata da Quino. 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