{"id":3066,"date":"2020-08-31T11:31:20","date_gmt":"2020-08-31T09:31:20","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=3066"},"modified":"2025-09-23T11:50:18","modified_gmt":"2025-09-23T09:50:18","slug":"teatri-possibili-la-casa-albero-il-teatrino-dellinfanzia-ne-il-libro-dei-bambini-di-antonia-byatt","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3066","title":{"rendered":"La Casa Albero. Il teatrino dell\u2019infanzia ne Il libro dei bambini di Antonia Byatt"},"content":{"rendered":"<p><i>Stranamente, quando il giovane principe era un bambino piccolo, con una natura solare, e una normale dose di curiosit\u00e0 infantile e birichineria, sembrava che l\u2019assenza della sua ombra divertisse e incantasse, pi\u00f9 che preoccupare, chi la notava. Ma quando, crescendo, mostr\u00f2 i primi segni di chi si sta lasciando l\u2019infanzia alle spalle, la sua famiglia e i cortigiani cominciarono a mormorare, quando pensavano di non essere sentiti, e a consultare saggi, a sua insaputa, sul significato di quella particolarit\u00e0<\/i>.<br \/>\n(A.S. Byatt, Il libro dei bambini, Torino, Einaudi, 2009)<\/p>\n<p>Le parole che avete appena letto non appartengono al Peter Pan di\u00a0 J.M. Barrie, bench\u00e9 di certo ne traggano ispirazione. Queste parole sono nate dal furore creativo di una madre imperfetta, una certa Olive Wellwood, scrittrice di libri per ragazzi nell\u2019Inghilterra fabiana di inizio Novecento, intenta a cimentarsi nella stesura di un racconto dedicato al figlio Tom, il prediletto tra i suoi sette, che al momento della narrazione sappiamo lontano da casa, in fuga per i prati e i boschi del Kent.<br \/>\nCome questo sia potuto accadere non \u00e8 solo affare di Olive e di Tom ma di tutti gli innumerevoli protagonisti che si intrecciano nello splendido libro che Antonia Susan Byatt dedica all\u2019evoluzione culturale e politica del suo paese, il Regno Unito del Periodo Edoardiano, e a tutti i suoi lettori che sono stati bambini e che non lo hanno dimenticato.<br \/>\nNota per i celebri Possessione e Angeli e insetti e le relative trasposizioni cinematografiche con Gwyneth Paltrow (2002) e ancora prima Kristin Scott Thomas (1996), la Bayatt ha raggiunto il successo senza dubbio grazie ai suoi personaggi, cui rivolge di volta in volta ritratti ambigui, intimi e carnali, complice uno stile erudito e raffinato che non \u00e8 sfuggito alle cattedre di Cambridge.\u201cMi piace scrivere di persone che pensano, persone per le quali il pensiero \u00e8 importante, eccitante e doloroso tanto quanto il sesso o il cibo\u201d, ha dichiarato a pi\u00f9 riprese la pluripremiata autrice, insignita anche, nel 1998, dell\u2019onoreficenza di Dame Commander dell\u2019Ordine dell\u2019Impero Britannico.<br \/>\nDa tutto questo risulta facile intuire che Il libro dei bambini, a dispetto del titolo, non \u00e8 affatto un libro per bambini. Quello che la Bayatt ci regala \u00e8 piuttosto un viaggio nelle profondit\u00e0 dei sogni infantili, nelle pulsioni, nelle paure, nei non detti e nelle evoluzioni della volont\u00e0 sottese al gioco fantastico, dove la fiaba e il teatro rivestono un ruolo fondamentale, principali divertissement dell\u2019acculturata middle-class inglese che dalla fine dell\u2019Ottocento alla Grande Guerra accompagna la crescita dei piccoli protagonisti.<br \/>\nUno scenario, se vogliamo, non troppo lontano da quello dell\u2019odierna serie televisiva Downton Abbey,\u00a0 un melodramma a rischio di soap ma lodatissimo dai teatranti contemporanei per la bravura dei suoi attori e gli avvincenti dialoghi, anche se qui a compiacersi e a lottare con il nuovo mondo non \u00e8 l\u2019aristocrazia illuminata con i suoi servitori ma un gruppo di borghesi, artisti, artigiani, direttori di musei e banchieri che si fanno strada nell\u2019era del progresso, sedotti dalle idee di William Morris, George Bernard Show e Virginia Woolf, a loro volta influenzati da Marx, Freud, Kropotkin.<br \/>\n\u201cI fabiani e gli scienziati sociali \u2013 scrive la Byatt \u2013 gli scrittori e gli insegnanti videro, in modo diverso dalle generazioni precedenti, che i bambini erano persone, con identit\u00e0, desideri e intelligenze. Videro che non erano n\u00e9 bambole, n\u00e9 giocattoli, n\u00e9 adulti in miniatura. Videro, in molti casi, che i bambini avevano bisogno di libert\u00e0, avevano bisogno non solo di imparare, e di essere buoni, ma anche di giocare e di essere selvaggi\u201d.<br \/>\nDorothy, Tom, Hedda, Phyllis, Geraint, Charles, Griselda, Florence, Julian, Pomona, Imogen, Philip e Elsie, per citare i principali, sono i giovani protagonisti delle storie intrecciate di tre famiglie allargate, i Wellwood, i Cain e i Fludd, di cui il romanzo segue le vicende a distanza ravvicinata per un arco di venticinque anni.<br \/>\nIl periodo pi\u00f9 bello, non a caso denominato dall\u2019autrice, \u201cl\u2019et\u00e0 dell\u2019oro\u201d, \u00e8 quello che il gruppo trascorre nella tenuta di Todefright, la casa di Olive. \u00c8 quello il periodo della Casa Albero, delle corse per i prati e le spiagge, delle rappresentazioni, dei rifugi fantastici dove i bambini inventano e rielaborano fiabe e avventure, cominciando a riconoscere i propri gusti e a discutere su quello che accade dentro e fuori il proprio rapporto con gli adulti. L\u00ec, sulla Casa Albero, ci sono solo loro e l\u2019universo della bellezza \u00e8 sorprendente e nelle loro mani.<br \/>\nLa magia, il buon cibo, la natura, i travestimenti, gli oggetti e il mistero che li incorniciano vengono descritti dalla Byatt con minuzia ossessiva e assoluto piacere. Cos\u00ec i cimeli d\u2019arte, come il candelabro d\u2019oro esposto al Kensigton Museum (il precursore del Victoria and Albert) che apre il romanzo, i crostini imburrati,\u00a0 e gli abiti di scena con cui il gruppo trascorre gran parte del tempo.\u00a0 Si finir\u00e0 per desiderarli, vederli e toccarli, fino a immaginarli con la stessa irriducibile importanza che gli conferivi da piccolo.<br \/>\nSe in questo incantevole carillon verso la crescita alla fiaba \u00e8 riservato un capitale, quello cio\u00e8 della scoperta prima e della fuga dalla realt\u00e0 dopo, il teatro invece diviene e resta il luogo dell\u2019illusione magica, in cui palesare nel visivo le concessioni dell\u2019inconscio.<br \/>\nCarrol, Mac Donald, Barrie, Tolkien e i fratelli Grimm sono l\u2019immaginario cui i ragazzi inizialmente attingono, complice il lavoro di Olive, self made woman, ispirata da ben tre scrittori reali dell\u2019epoca, Edith Nesbit, Kenneth Grahame e Emmeline Pankhurst.<br \/>\nPersonaggio complesso, affascinante e irritante al tempo stesso, Olive raggiunge il successo e il salto sociale grazie al suo talento e alla sua capacit\u00e0 di osservare il mondo dei bambini, figli compresi, pi\u00f9 affascinata tuttavia dai loro ruoli potenziali che dall\u2019affetto che li lega.<br \/>\nCos\u00ec allora la Bayatt descrive la preparazione alla celebrazione pi\u00f9 compiuta del mondo dorato, la festa di mezza estate dei Weelwood dove la diversit\u00e0 non \u00e8 l\u2019eccezione ma il bello della vita stessa.<br \/>\nUna celebrazione condita ogni anno da uno spettacolo dove, finch\u00e9 i bambini sono ancora tali, anche gli adulti partecipano con la stessa convinzione che tutto \u00e8 a tutti concesso:<br \/>\n\u201c[&#8230;] Dopo la decorazione del giardino e il pranzo con pane e formaggio, cominci\u00f2 la vestizione. [\u2026] Nell\u2019aula c\u2019era una grossa cassapanca dipinta, imitazione di una cassapanca da corredo del Rinascimento, con scene silvestri sui lati: radure in penombra, pallide dame, segugi e un cervo bianco. Era la cassapanca dei costumi, e conteneva un assortimento di camicioni di seta, camicie ornate di gale, scialli ricamati, nastri per veli e diademi principeschi. \u00c8 un bel vantaggio \u2013 disse Violet a Philp \u2013 avere per zia una sarta capace di ricavare un vestito da ballo da una toga e viceversa o magici fiori di seta da vecchie calze. Credo che dovremmo vestire Hedda da fata, qui c\u2019\u00e8 un delizioso camicione rosa e viola. Hedda, con le braccia immerse tra le sete, rovistava. \u2013 Voglio essere una strega \u2013 disse. [\u2026] Pu\u00f2 essere una strega, se lo desidera \u2013 disse tranquillamente Olive. &#8211;<br \/>\nVogliamo che siano a loro agio in modo che possano correre e divertirsi. Hai trovato vestiti da strega, tesoro? Qui c\u2019\u00e8 il mio vecchio scialle nero con una frangia carina e un drago infuocato\u201d.<br \/>\nPassata l\u2019et\u00e0 dell\u2019oro i ragazzi si troveranno a scontrarsi con una realt\u00e0 ben pi\u00f9 dura, quella della seconda generazione. Dalla violenza dei college inglesi a quella domestica, dalla difficolt\u00e0 per le donne di costruirsi un futuro professionale in un mondo gestito dagli uomini, dalla guerra che incombe e li trascina al fronte loro malgrado, al movimento delle suffragette e l\u2019incontro con l\u2019omosessualit\u00e0, fino alla lotta di classe e alla scoperta che niente \u00e8 come sembra e che anche i confini familiari possono non essere poi cos\u00ec netti. C\u2019\u00e8 chi reagir\u00e0 con disprezzo, lasciando la casa e tentando un futuro proprio e fatto di duro lavoro, chi, come Tom, preferir\u00e0 rifugiarsi in ci\u00f2 che ha perduto senza pi\u00f9 riuscire a salvarsi, chi verr\u00e0 sedotto e chi subir\u00e0 le ingiurie dello Stato. Bambini, ragazzi, marionette in un mondo fatto e finito che credevano esplosione di sogni.<br \/>\nMa chi ci dice che le marionette siano per forza legate a un destino senza scampo?<br \/>\nAugust Steyining, marionettista di Monaco, vecchio amante di Olive e, scopriremo, padre naturale della figlia Dorothy, ci propone una lettura diversa:<br \/>\n\u201cLe marionette sono creature dell\u2019aria, come gli elfi e i silfi, che toccano appena il terreno. Danzano con geometrica perfezione in un mondo pi\u00f9 intenso, meno goffo del nostro. Heinrich Von Kleist, in un saggio suggestivo e misterioso, ha l\u2019audacia di affermare che tali figure recitano con maggiore perfezione degli attori umani. Rivelano le leggi del movimento; le loro membra si alzano e si abbassano in archi perfetti, secondo le leggi della fisica. A differenza degli attori umani, non hanno alcun bisogno di affascinare, di suscitare simpatia\u201d.<br \/>\nAncora una volta il teatro ritorna come spazio liberatorio dove essere semplicemente ci\u00f2 che si \u00e8. Se gli adulti sono un\u2019invenzione dei bambini e l\u2019infanzia non \u00e8 che un momento di pace illusoria, che cosa dunque dire o non dire ai bambini, cos\u00ec diversi gli uni dagli altri e dal mondo che \u00e8 stato predisposto per loro? Che cosa resta della Casa Albero? Tutto quello che non viene detto, sembra concludere la Byatt, i bambini lo sanno gi\u00e0 o se lo scopriranno sar\u00e0 sempre e comunque sulla loro pelle.<br \/>\nQuello che per\u00f2 non potr\u00e0 mai essere tolto loro \u00e8 l\u2019atto della creazione, in qualsiasi campo essi decideranno di investirla.<br \/>\nE il teatro? Nemmeno quello potr\u00e0 mai tutto ma forse non smetter\u00e0 di tenerci a contatto con questa capacit\u00e0, umana o sovrumana che sia.<br \/>\nLe cose si cambiano solo creando, lo dismostrano i fatti e la Storia, cos\u00ec come fa il piccolo Philip Warren scappato dall\u2019East End e accolto alla casa dei Wellwood, uno dei pochi a trovare un senso nel reale grazie alle sue mani di disegnatore e ceramista provetto.<br \/>\nA ricordarlo a noi, lettori e spettatori ordinari, ancora una volta le parole di Byatt, che nella sua vita perse anche un figlio, vittima di un incidente stradale, che qui ne Il libro dei bambini cos\u00ec descrive gli effetti di uno spettacolo della ballerina Lo\u00a8ie Fuller sui suoi protagonisti e forse, chiss\u00e0, anche su di lei, scrittrice rigorosa dall\u2019immaginazione incontenibile:<br \/>\n\u201cI balletti di Lo\u00a8ie Fuller si basavano su due cose: la stoffa, metri e metri che si arrotolavano e srotolavano gonfiandosi come onde, e la luce elettrica, dentro lanterne magiche chiuse con lastre sottili di vari colori. Il suo corpo faceva capolino fra spire trasparenti, traslucide, opache. Dispiegava i veli con l\u2019aiuto di due bastoni di supporto. [\u2026] La seta in movimento diventava colate vulcaniche, le fiamme di una pira accesa, il forno di un olocausto [\u2026] Erano tutti in trance. Julian si chiese se fosse volgare, poi si smarr\u00ec tra le frange di seta; Tom era felice, di quella felicit\u00e0 che viene dall\u2019essere rinchiusi nella scatola irreale del teatro [\u2026]. Quando tornarono sani e salvi a Todefright, Humphry si mise a scrivere un articolo sulle esposizioni e le arti di guerra e di pace. Olive scrisse una fiaba in cui, di notte, le seriche dame e i pavoni splendenti , i manichini, gli uomini e le fanciulle di marmo, le marionette e le farfalle, le libellule e i pesci lucenti della tappezzeria si animavano e facevano il loro mercato di magici prodotti\u00a0 negli spazi ombrosi e nelle sontuose stanze disabitate del padiglione Bing\u201d.<br \/>\nPer un approfondimento storico-politico del romanzo vi invitiamo a leggere la bellissima recensione di Wu Ming 4 sul blog www.wumingfoundation.com e quella di Anna Nadotti su www.einaudi.it per un pi\u00f9 compiuto affresco sui luoghi e le opere d\u2019arte citate dalla scrittrice inglese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stranamente, quando il giovane principe era un bambino piccolo, con una natura solare, e una normale dose di curiosit\u00e0 infantile e birichineria, sembrava che l\u2019assenza della sua ombra divertisse e incantasse, pi\u00f9 che preoccupare, chi la notava. 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