{"id":307,"date":"2009-11-04T17:05:35","date_gmt":"2009-11-04T17:05:35","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=307"},"modified":"2025-12-14T14:35:58","modified_gmt":"2025-12-14T13:35:58","slug":"r-come-rat-man","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=307","title":{"rendered":"16. R come Rat-man"},"content":{"rendered":"<p>Sfortunato. Limitato. Imbranato. Indelicato. Un topo si aggira fra le pagine del fumetto italiano e non \u00e8 il noto roditore americano. Il suo nome non brilla per fantasia ma la sua parabola ha dello<!--break--> stupefacente. Premi, riconoscimenti, attestati di stima hanno fatto di Rat-man e di Leo Ortolani, il suo alter ego di carne, creatore e disegnatore, il fenomeno fumettistico della seconda met\u00e0 degli anni Novanta. Un\u2019idea del fenomeno \u00e8 data dagli ultimi riconoscimenti avuti da Leo Ortolani. All\u2019interno del noto Cartoon on the Bay, festival internazionale dell\u2019animazione televisiva tenutosi a Positano (Na) nell\u2019aprile dello scorso anno, Ortolani ha ricevuto il Pulcinella Net Award, premio per il miglior filmato d\u2019animazione presentato per il web: un filmato di soli 3 minuti legato alla sua serie fumettistica Venerd\u00ec 12. Mentre Rat-man, il personaggio per antonomasia di Ortolani, ha vinto le elezioni del fumetto svoltesi nel gennaio 2001 nelle fumetterie di tutt\u2019Italia. 5600 voti che hanno permesso al topo outsider di sbancare ogni pronostico surclassando personaggi quotati come Tex Willer, Lupo Alberto, e Alan Ford. A questo successo \u00e8 seguita una dichiarazione che bene delinea l\u2019orizzonte del nostro eroe: \u201cIl successo non mi ha dato alla testa. Resto il semplice ragazzo di Betlemme che tutti conoscono\u201d.<br \/>\n\u00c8 la rivincita della marginalit\u00e0, del disadattato, del perennemente fuori tempo e fuori luogo che s\u2019impone come paradigma.<br \/>\nRat-man \u00e8 un personaggio a fumetti che utilizza tutti i registri dell\u2019umorismo, dall\u2019ironia al sarcasmo, dal sorriso solare allo sghignazzo pi\u00f9 indecoroso. \u00c8 un eroe da fumetto in cui \u00e8 impossibile identificarsi eppure possiede una forza magnetica, capace di attrarre simpatia e attenzione, dedizione e smisurato senso di piacere.<br \/>\nLe origini di Rat-man, inquietante topo con la faccia da scimmia, sono narrate nella sua prima comparsa nel mondo dei fumetti: \u201cUna misteriosa figura si aggira, senza pace per i vincoli della citt\u00e0\u2026fruga tra le ombre della notte, come per trovare un significato alla sua esistenza\u2026Mentre i ricordi tornano alla sua infanzia, segnata da un doloroso ricordo\u2026quando perse entrambi i genitori ad una svendita in un grande magazzino\u201d.<br \/>\nRat-man nasce come un guastatore del mondo dei fumetti. Il suo genere preferito, sempre praticato, \u00e8 quello della parodia. Assumendo questo registro appare sulla fanzine Made in U.S.A. e sul mensile Star Comix, dopo una fugace comparsa su di un supplemento de L\u2019Eternauta. Siamo nel 1992 e il simpatico topo, nato nel 1989, viene presentato come una sorta di scimmiottatura di Batman. La parodia \u00e8 un genere rischioso e difficile da gestire, Ortolani riesce splendidamente nel suo intento anche grazie a una notevolissima conoscenza del mondo dei fumetti, soprattutto l\u2019universo supereroistico americano, delle sue strategie e strutture narrative. Ortolani non si limita semplicemente a giocare con un soggetto prefissato, a mettere in ridicolo tic e manie di questo o quel personaggio o di un genere. Inserendo nel suo fumetto elementi tipici delle strutture narrative della Marvel degli anni d\u2019oro, quella del duo Stan Lee e Jack Kirby, compie un\u2019operazione pi\u00f9 complessa.<br \/>\nOrtolani si rivela abilissimo a utilizzare stilemi, linguaggio, ritmi narrativi, enfasi dei dialoghi tipici della Marvel all\u2019interno del suo fumetto ora ironico, ora parodistico, sempre esuberante e ad alto tasso di divertimento. Ma non solo. Ad Ortolani riesce un\u2019operazione che gli permetter\u00e0, negli anni, di raggiungere un pubblico molto vasto. Grazie a una connaturata vena umoristica ben coniugata con quella parodistica, infarcisce le sue storie di una serie di dettagli buffi e spassosissime trovate. Questo permette diversi livelli di lettura dei suoi fumetti. La sua alchimia di elementi funziona perch\u00e9 riesce ad appassionare e a divertire l\u2019impenitente lettore appassionato di fumetti superoistici americani e, contestualmente, anche colui che ne \u00e8 quasi digiuno. Se ci sono sfumature che alcuni lettori possono cogliere, queste si presentano solo ad un livello d\u2019approfondimento; resta uno strato base umoristico percepibile da tutti. \u00c8 forse questa formula che ha consentito un successo cos\u00ec vasto della saga di Rat-man: un fumetto umoristico di grana fina, fatto di sfumature.<br \/>\nRat-man comincia la sua avventura decidendo di indossare un costume e di combattere il crimine. Un inizio usuale per i supereroi anche se per quanto riguarda Rat-man non solo non conosciamo la sua identit\u00e0 segreta ma questa sembra non esistere; di lui non si sa nulla, neanche il nome. Nella sua esistenza tutto sembra essere in deficit, dal nome all\u2019intelligenza, dall\u2019arguzia alla prestanza fisica. Un fragilissimo monumento di inettitudine che si mostrer\u00e0 assolutamente tenace nella sua lotta per la sopravvivenza, il diritto di esistere: sfortunato, magrolino, un po\u2019 stupido, marginale.<br \/>\nUna marginalit\u00e0 che si sposa con la dimensione del sogno. Rat-man sogna di essere un supereroe (inconsapevole della formula dei fumetti supereroistici degli anni Sessanta: supereroi con superproblemi). In preda a questo suo sogno, quasi un delirio, non riesce neanche ad organizzare una strategia efficace di costruzione del suo sogno. Si concentra disperatamente sui dettagli. Primo fra tutti sul costume (essenza del supereroe da fumetto). Sappiamo che in questa annosa e strategica scelta un postino avr\u00e0 un ruolo fondamentale nella costruzione della sua identit\u00e0 d\u2019eroe. Busser\u00e0 alla porta mentre il nostro \u00e8 dilaniato intorno alla scelta del simbolo d\u2019associare alla sua personale lotta contro il male: il postino gli consegn\u00f2 una copia di Topolino e\u2026 il resto \u00e8 storia!<br \/>\nIl gioco dei rimandi, fumettistici e non, nasce con Rat-man che come iniziale parodia di Batman assume i tratti tipici dell\u2019eroe della DC Comics: vive in un lussuoso maniero con un maggiordomo, ha perso entrambi i genitori, con un costume maschera la sua identit\u00e0. Un clone di Batman? Forse. Certo, nella prima avventura appare un avversario di Rat-man che \u00e8 un evidente omaggio al Joker, eterno antagonista di Batman, un tragicomico personaggio dal nome: il Buffone. Personaggio che immetter\u00e0 sulla scena Topin, il topo meraviglia, un\u2019evidente analogia con Robin, ma gi\u00e0 dalla seconda avventura gli scenari si fanno diversi. Compare il Ragno, un aracnide vero che dopo un morso radioattivo assume caratteri umani: avidit\u00e0, egoismo, spietatezza. Seguono la vera storia del dottor Destino, ex-monaco perseguitato da un Rat-man in grande forma. Quindi le riletture di Wolverine o Elektra, la letale ninja. Ortolani con il tempo diviene un fiume in piena e mette a fuoco la sua poetica riuscendo ad assimilare e a riproporre personaggi e linguaggi pescando dal mondo dei fumetti, dal cinema o dalla televisione, senza scordare la letteratura. Da collante il temibile Rat-man.<br \/>\nEcco allora The R-File oppure Il Grande Ratzinga. In Operazione Geode troviamo un ratto agente segreto che arriva dritto dritto dai romanzi di Jan Fleming supportati dalla versione cinematografica delle avventure di 007. Ortolani lavora con sagacia sia sui testi sia sulla grafica rendendo espliciti omaggi. Arriva a donare consapevolezza ai suoi personaggi attraverso lo sguardo in camera caro ai cartoni della Warner. Mostra il dialogo con il lettore ma anche con il disegnatore oppure un personaggio disincantato che assalito dalle domande di Rat-man replica: \u201cNon lo so! La prossima volta fatti fare un giornalino pi\u00f9 lungo\u201d.<br \/>\nRat-man e il suo autore, grazie alla gustosa, formula ne hanno fatta di strada. Partiti con le autoproduzioni sono approdati alla Marvel Italia, grazie alla lungimiranza di qualche redattore dotato di una buona dose di autoironia aziendale. \u00c8, infatti, nel 1995 che Ortolani lancia la testata autoprodotta Rat-man incontrando favore e fiducia prima delle Edizioni Foxtrot di Marcello Toninelli, quindi delle Edizioni Bande Dessin\u00e9e e infine della Marvel, che stampa e distribuisce la testata Rat-man completamente prodotta da Ortolani. Con Rat-man collection la Marvel riunisce tutta la produzione di Ortolani aggiungendo alle esilaranti avventure di Rat-man altre serie sempre della produzione di Ortolani (3). E di ristampa in ristampa, esaurite le scorte di Rat-man collection, ecco la nuova ristampa integrale delle avventure del nostro eroe subnormale, in edicola alternandosi alle avventure inedite appare Tutto Rat-man.<br \/>\nSuccesso e fama per un topino piccolo, piccolo con un dono grande: sa far ridere di s\u00e9, delle proprie sconfitte, delle proprie disgrazie. Non \u00e8 da tutti!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sfortunato. Limitato. Imbranato. Indelicato. Un topo si aggira fra le pagine del fumetto italiano e non &egrave; il noto roditore americano. 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