{"id":3076,"date":"2021-03-16T15:57:04","date_gmt":"2021-03-16T14:57:04","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=3076"},"modified":"2025-09-24T10:11:03","modified_gmt":"2025-09-24T08:11:03","slug":"2-dove-non-sono-stato-mai-il-viaggio-tra-immaginario-attese-e-possibilita-diario-di-un-laboratorio-a-cura-di-progetto-calamaio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3076","title":{"rendered":"2. \u201cDove non sono stato mai. Il viaggio tra immaginario, attese e possibilit\u00e0\u201d. Diario di un laboratorio a cura di Progetto Calamaio"},"content":{"rendered":"<p><em>Fare i conti con la propria ferita, dunque. Cos\u00ec per tutto, il mare e la montagna, il mio mondo stabile e quello fuori che muta, i miei valori e le conseguenze di questi sul mondo, la mia membrana, cio\u00e8 il mio passo, la mia falcata, il mio viaggio, interno o esterno non importa, la mia misura di volta in volta da calibrare.<br \/>\n<\/em>(Antonio Pascale, Non \u00e8 per cattiveria)<\/p>\n<p><strong><br \/>\nPrima tappa\/\u201cIl soffio e i sette sensi del viaggio\u201d<br \/>\n<\/strong>Che cosa significa la parola viaggio? Quali sono i desideri, gli immaginari e le aspettative che ad esso leghiamo? Perch\u00e9 vale o non vale la pena partire? Siamo capaci di deciderlo da soli? Cos\u2019\u00e8 quello strano soffio, quell\u2019aria che improvvisamente cambia giro che ci spinge a metterci in moto? E soprattutto, dove ci condurr\u00e0?<br \/>\nDomande, domande e ancora domande. Il diario di viaggio che ha scandito le tappe del nostro percorso parte proprio da qui, da un grumo irrisolto di desideri ancora aperti, a volte liberi di esprimersi ma bloccati dalle contingenze, altre volte dalla paura di mettersi in gioco.<br \/>\nGli animatori con disabilit\u00e0 e i giovani volontari che ne sono stati protagonisti hanno in questo senso portato con s\u00e9 un vissuto di esperienze estremamente diversificato, per et\u00e0, cultura, carattere e dinamiche familiari. Anche il tipo di disabilit\u00e0 dei destinatari, da chi negli anni si \u00e8 trovato a confrontarsi con difficolt\u00e0 motorie crescenti e a chi invece da sempre convive con disabilit\u00e0 multiple e cognitive gravi, ha naturalmente condizionato il proprio modo di relazionarsi con il tema del viaggio fin dal principio.<br \/>\nEppure, quando ci troviamo a fare i conti con quel che ci piace e quel che ci manca, le esigenze di fondo sono davvero per tutti le stesse e anche quelle emozioni che non riusciamo a verbalizzare spingono subito forti per farsi sentire.<br \/>\nRiconoscerle e ascoltarle \u00e8 stato cos\u00ec il primo passo per arrivare a comprendere pi\u00f9 chiaramente che cosa chiediamo al viaggio, accendendo insieme i sensi e lasciandoci andare ai suoni, agli odori, alle lingue di paesi lontani, bendandoci gli occhi e liberando quelle parti del corpo che utilizziamo di meno, come per esempio i piedi, che se non usiamo per alzarci e camminare restano pur sempre la nostra base. Viaggiare, abbiamo scoperto, \u00e8 una forma di risveglio e comincia a partire dai sensi, che possono essere cinque, sei o forse anche di pi\u00f9. C\u2019\u00e8 infatti qualcuno, come lo psicoterapeuta e viaggiatore Andrea Bocconi, che sostiene che i sensi del viaggio siano addirittura sette: vedere, avere tatto, il gusto, odori, profumi e puzze, udire voci, il sesto senso e il sesso.<br \/>\nSolo facendo esperienza dell\u2019immaginario e delle sue rappresentazioni sar\u00e0 dunque possibile renderlo vivo per poi decidere dove farci condurre e arrivare a scegliere la nostra destinazione. Abbandonarsi per risvegliarsi. Perch\u00e9 \u00e8 qui che \u201cla parola diventa suono, una specie di sottofondo ai nostri pensieri, ed \u00e8 bello magari sedere in gruppo e non avere nessun obbligo di capire e di dire, immersi in una marmellata di suoni\u201d.<br \/>\nVia le scarpe e i calzini dunque, si parte!<\/p>\n<p><strong>Scheda tecnica <\/strong><strong>(titolo interno al paragrafo)<br \/>\n<\/strong>Partecipanti:<br \/>\n8 animatori con disabilit\u00e0<br \/>\n2 educatori<br \/>\n3 volontari<br \/>\nDurata:<strong><br \/>\n<\/strong>2 ore circa<strong><br \/>\n<\/strong>1 h e 30 minuti di attivit\u00e0 <strong><br \/>\n<\/strong>30 minuti di condivisione<br \/>\nLuogo:<br \/>\nampia stanza<br \/>\nObiettivo generale:<br \/>\nacquisire consapevolezza dei propri gusti, desideri e curiosit\u00e0 legati al tema del viaggio e alla scelta autonoma di un\u2019eventuale destinazione<br \/>\nObiettivi specifici:<br \/>\n&#8211; ascolto delle proprie emozioni attivate dalla stimolazione sensoriale di agenti esterni<strong><br \/>\n<\/strong>&#8211; verbalizzazione dell\u2019emozione e primo confronto con un\u2019ipotesi concreta di partenza<br \/>\nAttivit\u00e0<strong><br \/>\n<\/strong>1) Cosa chiedere ai partecipanti prima dell\u2019incontro: piedi puliti, chi vuole potr\u00e0 togliersi calze e scarpe.<br \/>\n2) Entrata e percorso sensoriale: i partecipanti vengono bendati fuori dalla sala per poi essere fatti entrare, lentamente, uno a uno, e disposti in silenzio in ordine sparso nello spazio.<br \/>\nUna volta all\u2019interno della sala (a chi lo conceder\u00e0) verranno tolte calze e scarpe.<br \/>\nParte la musica con i suoni dal mondo: rumori, musiche che evocano diversi tipi di paesi e atmosfere.<br \/>\nMentre sono in ascolto i conduttori passano intorno e sui partecipanti con ventagli, piume, il bastone della pioggia, elementi naturali come acqua, sassi, erba, terra su cui poggiare i piedi, spezie, conchiglie con il rumore del mare e altri oggetti utili che i destinatari potranno di volta in volta odorare e toccare o solo intuire.<br \/>\nAd ogni musica o suono abbiniamo un oggetto o una materia, per esempio:<\/p>\n<ul>\n<li>Rumore d\u2019acqua e rumori del mare: acqua, conchiglie, bastone della pioggia<\/li>\n<li>Musica africana: terra<\/li>\n<li>Celtico tradizionale: erba<\/li>\n<li>Canto arabo: spezie<\/li>\n<li>Musica brasiliana: ventaglio<\/li>\n<li>Musica giapponese: piume<\/li>\n<li>Jazz: spostamenti, gente che passa, richiamo alla folla in movimento<\/li>\n<li>Musica balcanica: si sfrenano le carrozzine, parte un battito di mani, gioco, si fanno ruotare le carrozzine<\/li>\n<li>Musica napoletana: battito di mani<\/li>\n<li>Musica veneta: ai partecipanti viene lasciato un sasso in mano<\/li>\n<\/ul>\n<p>Al termine della musica si tolgono le bende e ci si dispone in cerchio. Si chiede ai partecipanti che cosa hanno provato e che cosa hanno associato al sasso che hanno stretto. Si spiega loro che nei quattro incontri di laboratorio partiremo insieme per un viaggio in cui dovranno portarsi sempre dietro il loro \u201cdiario di viaggio\u201d, che ora viene consegnato.<br \/>\n3) In poche parole: si chiede ora ai partecipanti di definire in cinque parole la loro idea di viaggio.<br \/>\n\u201cViaggiare \u00e8&#8230;\u201d , le parole verranno scritte su una targhetta, inserite nella tasca del loro diario.<br \/>\nLettura finale di una poesia contenente il r<em>efrain<\/em> \u201cViaggiare \u00e8&#8230;\u201d che i partecipanti sono chiamati a completare a turno con le proprie parole.<strong><br \/>\n<\/strong>4) Passaporto: i partecipanti devono ora organizzarsi per partire, scegliere la destinazione e un mezzo di trasporto. Per farlo ognuno di loro dovr\u00e0 compilare il suo passaporto.<br \/>\n<u>Ogni passaporto richiede:<br \/>\n<\/u>Fototessera<br \/>\nNome, cognome e data di nascita<br \/>\nLuogo e nazionalit\u00e0<br \/>\nIl viaggio pi\u00f9 bello che ho fatto \u00e8 stato a&#8230;<br \/>\nDestinazione<br \/>\nMezzo di trasporto<br \/>\nStato d\u2019animo di partenza<br \/>\nTipologia di viaggio (vacanza, lavoro, missione speciale)<br \/>\nCon chi parto (da solo, accompagnato, in famiglia, in gruppo)<br \/>\nTipo di bagaglio<br \/>\nChe cosa ci metto dentro<br \/>\nAspettative<br \/>\nPer il momento i partecipanti non dovranno dichiarare agli altri cosa hanno scritto.<strong><br \/>\n<\/strong>5) Consegna per la volta successiva: \u201cporta un oggetto da cui non ti separi mai, neanche in viaggio. Ricorda di portare sempre con te il tuo passaporto e il tuo diario di viaggio!\u201d.<br \/>\n<strong>Materiali:<br \/>\n<\/strong>bende<br \/>\noggetti utili al percorso sensoriale (es: ventaglio, piume, conchiglie, spezie, maracas, bastone pioggia, cappello, acqua, sabbia, sassi, legno)<br \/>\ncd musiche dal mondo e rumori di elementi naturali<br \/>\ntarghette<br \/>\npoesia<br \/>\ndiario di viaggio<br \/>\npassaporto<br \/>\n<strong>Appunti di viaggio dei partecipanti<br \/>\n<\/strong>Danae: ero rilassata, ho riso molto e mi sono divertita molto. Sono stata attenta ai rumori e alla musica. Mi sono ritrovata a Rio ed \u00e8 stato bello rivedere quel posto dove sono nata e dopo tanto tempo&#8230;<br \/>\nMario: ho immaginato di stare in compagnia di una mia cara amica irlandese. Quando le musiche cambiavano restavo in attesa, per lo pi\u00f9 ho immaginato di stare con lei e quando c\u2019era l\u2019acqua pensavo d\u2019essere in piscina.<br \/>\nGiacomo: ho pensato che \u201cse vado in acqua sono guarito di un bel pezzo\u201d. Mi sentivo bene, in pace. Non ho immaginato posti o situazioni, ho sentito come se tutto fosse un grande massaggio.<br \/>\nLorella: il mio sogno sarebbe quello di andare a New York una settimana. Partire senza mio padre, come ho fatto con la Sandra, una delle mie educatrici, \u00e8 stato bellissimo. Le mie cinque parole sul viaggio? Entusiasmo, libert\u00e0, vacanza, divertimento, spensieratezza.<br \/>\n<strong>Seconda tappa\/\u201cLa partenza\u201d<br \/>\n<\/strong>Abbiamo viaggiato con la fantasia, imparato ad ascoltarci e finalmente capito dove ci piacerebbe andare. Bene e ora come fare? Che cosa ci serve per partire e raggiungere la nostra destinazione? Siamo autonomi o abbiamo bisogno di qualcuno per prepararci? \u00c8 proprio necessario farlo?<br \/>\nTutti noi, in un modo o nell\u2019altro siamo stati protagonisti di un\u2019esperienza di viaggio, sia pure un weekend o una gita di classe, in cui ci\u00f2 che ci ricordiamo al ritorno \u00e8 di solito quello che abbiamo fatto pi\u00f9 che il come. Per chi ha disabilit\u00e0 motorie invece il pensiero del <em>come<\/em> precede qualsiasi messa in moto e diventa purtroppo la discriminante tra il fare e il non fare, tra il desiderio e la rinuncia.<br \/>\nLa paura di farsi male e di non essere in grado di sopperire ai bisogni di prima necessit\u00e0 del proprio corpo \u00e8 la preoccupazione principale di molti viaggiatori con disabilit\u00e0. Il vero handicap, la vera difficolt\u00e0, non \u00e8 tanto il superare o meno un ostacolo come i gradini di un monumento ma la fatica che ne deriva, fisica, a causa dello sforzo proprio e di eventuali accompagnatori, ed emotiva, nella riconferma palpabile di non poter fare le cose come gli altri, di rallentarli, o pi\u00f9 spesso di restare con la sensazione di essersi persi qualcosa.<br \/>\nPer chi ha una disabilit\u00e0 cognitiva poi la faccenda si fa ancora pi\u00f9 complessa, perch\u00e9 certe domande e consapevolezze non si pongono neanche, se non per via indiretta attraverso la mediazione di educatori, famigliari o assistenti sociali che cos\u00ec divengono i riferimenti e i custodi del <em>come<\/em> fare o non fare le cose. Eppure affrontare anche queste domande non \u00e8 impossibile cos\u00ec come non lo \u00e8 trasformare l\u2019esperienza del viaggio e la sua preparazione in un\u2019occasione di crescita e di sviluppo delle autonomie di ciascuno.<br \/>\nNoi abbiamo cominciato a farlo giocando, ponendoci tutti sullo stesso livello, complice un passaporto immaginario con cui i partecipanti si sono confrontati tra fantasia e realt\u00e0 ponendoli di fronte ad alcune piccole decisioni pratiche, dalla scelta del mezzo di trasporto, alla preparazione dei bagagli fino alla prenotazione dell\u2019alloggio.<br \/>\nNe \u00e8 derivata una discussione molto accesa dove la confusione non \u00e8 mancata finch\u00e9 le ipotesi dei viaggiatori non sono state verificate in un <em>check in<\/em> improvvisato, al cospetto di due imbranate e implacabili hostess sotto forma di un vero e proprio <em>role playing<\/em>.\u00a0 Tra risate, canti e gag improvvisate le conduttrici hanno cos\u00ec aiutato i partecipanti a partire per la propria destinazione, fino a scoprire quanto i desideri dei protagonisti potevano trovare un riscontro effettivo nella realt\u00e0 e se le possibili strategie messe in atto risultavano o meno coerenti con la destinazione prescelta.<br \/>\nPi\u00f9 facile a farsi che a dirsi. Ecco come.<br \/>\n<strong>Scheda tecnica <\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Partecipanti:<strong><br \/>\n<\/strong>8 animatori con disabilit\u00e0<br \/>\n2 educatori<br \/>\n3 volontari<br \/>\nDurata:<strong><br \/>\n<\/strong>2 ore circa<strong><br \/>\n<\/strong>1 h e 30 minuti di attivit\u00e0 <strong><br \/>\n<\/strong>30 minuti di condivisione<br \/>\nLuogo:<br \/>\nampia stanza<br \/>\nObiettivo generale:<br \/>\nacquisire consapevolezza dei propri limiti e risorse nella preparazione di un viaggio, dalla scelta della destinazione al come affrontarlo<br \/>\nObiettivi specifici:<strong><br \/>\n<\/strong>&#8211; sviluppare azioni e pensieri logicamente coerenti con la propria idea di partenza<br \/>\n&#8211; conoscere le tipologie e le funzioni di mezzi di trasporto, bagagli e possibilit\u00e0 di alloggio<br \/>\nAttivit\u00e0<br \/>\n1) Il bagaglio: la sala viene allestita con richiami ai mezzi di trasporto, al centro della sala, accatastati, tanti tipi di zaini, borse, <em>beauty case<\/em>, ecc. e vari tipi di cappelli, che richiamano diversi paesi del mondo.<br \/>\nPrima di cominciare i partecipanti compilano una valigia immaginaria in cui inseriranno sogni, oggetti, vezzi, difficolt\u00e0, ricordi, musiche, libri, ecc.<br \/>\n2) Arrivo al check in: i conduttori si travestono da personale aereo o da controllori e richiamano dentro il gruppo.<br \/>\nComincia un gioco d\u2019improvvisazione.<br \/>\nI partecipanti vengono fatti entrare e disposti a semicerchio mentre sullo sfondo si sentiranno annunci in lingue diverse, rumori di navi, aerei, treni.<br \/>\nIn base alla loro destinazione i partecipanti scelgono uno a uno un cappello e il proprio bagaglio e qui inseriscono l\u2019oggetto che hanno portato.<br \/>\nOgnuno porta il proprio bagaglio al tavolino per pesarlo e i conduttori fanno alcune domande fingendosi il personale addetto al controllo. Si gioca e si legge il passaporto, si controlla che il bagaglio sia coerente con il tipo di destinazione, si osserva la carrozzina, le lingue parlate, che cosa manca, con chi si parte, il tipo di alloggio, i soldi. Alla fine fototessera finale, timbro sul passaporto e via libera!<br \/>\n3) Consegna per la volta successiva: portare diario e passaporto.<br \/>\nMateriali:<strong><br \/>\n<\/strong>richiami ai mezzi di trasporto (frecce, segnali vari, ruote)<br \/>\ncappelli<br \/>\ndue tavoli<br \/>\nzaini e borse<br \/>\ntimbri<br \/>\nAppunti di viaggio dei partecipanti<strong><br \/>\n<\/strong>Francesca: la partenza \u00e8 stata simile a quella reale, per le emozioni che mi ha suscitato. Quella reale per\u00f2 suscita pi\u00f9 paura. Partire da soli \u00e8 molto diverso, c\u2019\u00e8 il problema della lingua e il fatto che da solo non sai bene come relazionarti agli altri, non sai come vengono trattati i disabili negli altri paesi. Io ho trovato difficolt\u00e0 a organizzare il viaggio da sola. Non so neanche bene dove siano i posti, pensavo di poter andare in Kenya in macchina e ho dovuto realizzare che non si pu\u00f2. Non ho bene idea delle distanze, anche qui in Italia io non saprei dire quanto \u00e8 distante. Non ho neanche la concezione dei soldi, non so quanto si spende, non ne ho idea.<br \/>\nErmanno: ci vuole un interprete che conosca la lingua. Prima dell\u2019incidente potevo andare in moto da solo, adesso no, ho bisogno di qualcuno che mi accompagni.<br \/>\nDiego: io ho paura del dopo che sono l\u00ec, a chi chiedo aiuto? Ci vuole chi ti accompagni e che sia una persona fidata. Il fuso orario poi \u00e8 importante, bisogna sapere che ora \u00e8 nel posto dove arrivi.<\/p>\n<p><strong>Terza tappa\/\u201cA destinazione\u201d<br \/>\n<\/strong>Una volta arrivati a destinazione, che cosa c\u2019\u00e8 di bello da vedere? Che cosa abbiamo voglia di fare ma non siamo in grado di farlo, o al contrario quali sono le possibilit\u00e0 per godersi un viaggio che sulla carrozzina non avevamo neanche immaginato?<br \/>\nLa maggior parte dei viaggi per persone con disabilit\u00e0 cognitiva e\/o motoria sono pensati come viaggi di gruppo organizzati, dove la scaletta giornaliera \u00e8 di volta in volta stabilita da un coordinatore a capo del gruppo di accompagnatori che spesso devono far fronte a esigenze molto eterogenee: assistenza alla persona, trasporto, cibo, pulizia, somministrazione di eventuali medicinali e non ultimo, regalare momenti di svago e animazione. Nonostante gli sforzi infatti il divertimento in questi contesti non manca mai e le attivit\u00e0 vengono in genere pensate per offrire diversi tipi di esperienze, dalla visita al museo al concerto e al pub, dal ristorante alla discoteca oltre che percorsi mirati in siti di interesse storico-artistico e naturalistico.<br \/>\nCi siamo chieste per\u00f2 quanto i nostri colleghi con disabilit\u00e0, sempre felici di parteciparvi, fossero consapevoli dell\u2019offerta e che cosa invece avrebbero fatto se fossero stati completamente liberi nel gestire il proprio soggiorno nella destinazione prescelta, se avrebbero immaginato o meno un\u2019alternativa diversa.<br \/>\nAncora una volta il confronto tra desideri, limiti e risorse ci ha portati a riflettere sulla concretezza delle azioni e sulla loro fattibilit\u00e0, a chiederci quanto siamo presenti a noi stessi e al mondo che ci circonda e se il nostro cammino \u00e8 sempre indirizzato o trascinato da qualcun altro.<br \/>\nEsercitarsi a osservare i luoghi che ci piacciono, conservare il ricordo di ci\u00f2 che ha attratto l\u2019attenzione dei sensi, ripercorrere che cosa in genere si fa durante un viaggio, fino a immaginare da soli che cosa fare nel proprio sono piccoli esercizi di crescita che possono permettere alla persona con disabilit\u00e0 cognitiva di aprire un confronto pi\u00f9 paritario con chi di norma cura questi aspetti della sua vita.<br \/>\nFare attenzione, cogliere il particolare per imparare a esplorare, conoscere e proporsi, a noi stessi, agli altri e a tutto quel che c\u2019\u00e8 intorno.<br \/>\nPu\u00f2 farlo chiunque, a tutte le et\u00e0. Basta armarsi di carta, penna, colla e di una bella mappa!<br \/>\n<strong>Scheda tecnica <\/strong><strong>(titolo interno al paragrafo)<\/strong><br \/>\nPartecipanti:<br \/>\n8 animatori con disabilit\u00e0<br \/>\n2 educatori<br \/>\n3 volontari<br \/>\nDurata:<br \/>\n2 ore circa<br \/>\n1 h e 30 minuti di attivit\u00e0<br \/>\n30 minuti di condivisione<br \/>\nLuogo:<br \/>\nampia stanza<br \/>\nObiettivo generale:<br \/>\nacquisire consapevolezza dei propri gusti e della propria capacit\u00e0 di scelta<br \/>\nObiettivi specifici:<strong><br \/>\n&#8211; <\/strong>selezionare attivit\u00e0 ricreative, di piacere, svago e\/o scoperta coerenti con i propri gusti, limiti e risorse e con le caratteristiche della destinazione scelta<br \/>\n&#8211; esplorare nuove possibilit\u00e0 di movimento sulla carrozzina<br \/>\nAttivit\u00e0<br \/>\n1) Sala allestita con mappe, cartine, guide turistiche e dizionari. I partecipanti sono disposti in semicerchio. Al centro, schermo\/proiettore.<strong><br \/>\n<\/strong>2) In loco: la missione \u00e8 esplorare i luoghi che abbiamo scelto come destinazione. <strong><br \/>\n<\/strong>Ogni partecipante va al centro, in modo che possa vedere al meglio, si chiede dove \u00e8 diretto, e viene proiettato per lui uno spezzone di 2-3 minuti circa il luogo scelto. Dovranno stare attenti a captare tutto quello che sentono e vedono.<br \/>\n\u00c8 veramente quello che si aspettavano? Quali difficolt\u00e0 pu\u00f2 incontrare una persona con disabilit\u00e0 in quel luogo?<strong><br \/>\n<\/strong>3) Mappa immaginaria personalizzata: viene creata una mappa immaginaria per ognuno, in cui i partecipanti potranno inserire: \u201cqui ho sentito dire che\u201d, \u201cqui ho visto\u201d, \u201cqui ho scoperto\u201d, \u201cqui ho incontrato\u201d, \u201cil monumento\u201d, \u201cqui ho mangiato\u201d, \u201cqui ho fatto\u201d, ecc.<strong><br \/>\n<\/strong>4) Cartolina: vengono consegnate delle cartoline. Ognuno sceglie a chi mandare la propria cartolina, il francobollo e che cosa scrivere.<strong><br \/>\n<\/strong>5) Tutto viene inserito nel proprio diario di viaggio.<br \/>\nMateriali:<br \/>\ncartine<strong><br \/>\n<\/strong>mappe<strong><br \/>\n<\/strong>guide turistiche<br \/>\ndizionari<br \/>\nvideo<br \/>\nAppunti di viaggio dei partecipanti<br \/>\nBarbara: destinazione Giappone. Ho scelto dei buoni per entrare alla visita guidata al Sensoji Temple e un ingresso al Shinjuku Gyoen National Garden. Aggiungo anche un ingresso al Robot Restaurant che offre attrattive di luci, colori, musica, storie strane intorno ai robot e cibo giapponese. Sulla mia mappa ci sono i bambini che giocano a rincorrersi sotto i ciliegi in fiore, le coloratissime Geishe che danzano nelle stanze del t\u00e8, gli spettacoli e le animazioni al Museo Internazionale di Anime e Manga di Tokyo, Tokyo illuminata di notte. Penso alla pace interiore che ho provato nel tempio dove ho alloggiato.<br \/>\nDanae: destinazione Brasile. Ho scelto un ingresso al Centro Cultural Banco de Brasile, un giro in funivia a Pan di zucchero e un giro in fuoristrada nella foresta di Tijuca. Riguardo la mia mappa, e ricordo il verde delle foreste che ho visto dall\u2019alto dell\u2019aereo, la partita Brasile-Olanda che ho guardato allo stadio di San Paolo. Ho mangiato del pan di zucchero buonissimo in un campo. Quando ho visto la foresta di Tijuca in fuoristrada ho visto tanti animali: scimmie, leoni, tigri, pantere. Ricordo la sabbia che scottava quando andavo al mare, nel weekend.<\/p>\n<p><strong>Quarta tappa\/\u201cDove, come, quando. Pu\u00f2 davvero viaggiare una persona con disabilit\u00e0?\u201d<br \/>\n<\/strong>Una volta acquisita qualche consapevolezza in pi\u00f9 \u00e8 ora di mettersi al lavoro per partire.<br \/>\n\u201cDove lo trovo un accompagnatore?\u201d, \u201cvorrei viaggiare senza i miei genitori\u201d, \u201cvorrei fare un viaggio non solo con altre persone con disabilit\u00e0\u201d, \u201ccosta troppo\u201d, \u201cla mamma ha paura\u201d, \u201cvoglio partire per trovare un fidanzato\u201d, \u201c\u00e8 troppo lontano\u201d, \u201cnon sono capace\u201d, \u201cmi dovete aiutare\u201d.<br \/>\nQueste sono solo alcune delle voci che hanno girato attorno al tema della partenza quando abbiamo provato a tirare le fila del percorso e a rendere il nostro vagare una concreta possibilit\u00e0. La maggior parte di noi, disabili e non, non era informata su quelle che oggi sono le numerose possibilit\u00e0 che ci sono sia per chi desidera cimentarsi in un viaggio avventuroso in Italia all\u2019estero quanto per chi preferisce trascorrere una semplice vacanza sul mare in Riviera a suon di birrette.<br \/>\nIl primo scoglio da superare per arrivare a informarsi e costruirsi un viaggio su misura \u00e8 senza dubbio la famiglia o chi fa da garante alla persona con disabilit\u00e0. C\u2019\u00e8 chi non si fida, chi pensa che solo con s\u00e9 il proprio figlio o figlia vivr\u00e0 un\u2019esperienza di qualit\u00e0 e non omologata, chi ritiene la persona con disabilit\u00e0 pi\u00f9 immatura e sprovveduta di quello che \u00e8, chi si affida da anni alla stessa struttura e non cambia mai destinazione e chi non si pone neppure il problema, ritenendolo un in pi\u00f9. Tutte queste opposizioni non sono una violazione dei diritti umani o una privazione rivolta esclusivamente a chi ha una disabilit\u00e0, sono atteggiamenti normali che appartengono a molte famiglie. Il guaio \u00e8 che di solito siamo abituati a farci strada tra queste reticenze durante l\u2019adolescenza. Per chi ha una disabilit\u00e0 cognitiva e motoria la condizione adolescenziale pu\u00f2 per\u00f2 diventare eterna agli occhi di chi ci protegge, soprattutto se non siamo in grado di stabilire quali sono i confini e fin dove possiamo arrivare.<br \/>\nIn questi casi diventa fondamentale una mediazione, un tramite che sia riconosciuto autorevole dal nucleo familiare. Servizi sociali e educatori possono fare a questo proposito moltissimo e aiutare le persone con disabilit\u00e0 che desiderano mettersi in viaggio a orientarsi nel vasto mondo di siti specializzati, guide, associazioni, onlus e agenzie che offrono viaggi per tutti i gusti e, non dimentichiamolo, per tutte le tasche.<br \/>\nIl denaro, cos\u00ec come lo \u00e8 stato quando la cultura del viaggiare ha iniziato a diffondersi, \u00e8 infatti ancora un forte ostacolo per chi vuole andare oltre alle proposte pi\u00f9 vicine del territorio d\u2019origine. Ad oggi gli operatori stanno cominciando a porsi il problema, magari includendo l\u2019assistenza nei bisogni primari nel proprio pacchetto a parit\u00e0 di prezzo.<br \/>\nUn dialogo pi\u00f9 assiduo tra chi si occupa di agevolare queste esperienze potrebbe sicuramente a nostro parere agevolare una crescita dell\u2019offerta e una maggiore competitivit\u00e0.<br \/>\nLo Sportello Informahandicap del Comune di San Lazzaro di Savena (BO) gestito dalla Cooperativa Accaparlante offre in citt\u00e0 e in regione un valido punto di orientamento, utile ai disabili, alle famiglie, agli educatori e alle associazioni sui temi dell\u2019accessibilit\u00e0, mantenendo sempre monitorato ci\u00f2 che si muove anche nel tempo libero.<br \/>\nConfrontarsi poi con viaggiatori con disabilit\u00e0 ha permesso a molti di noi di trovare il coraggio per porsi e fare domande, esprimere dubbi, trovare nuovi riferimenti. \u00c8 successo nell\u2019incontro con Paola Benvenuti, logopedista e viaggiatrice con disabilit\u00e0, fondatrice dell\u2019Associazione Strabordo di Ancona (<a href=\"http:\/\/www.strabordo.it\/\">www.strabordo.it<\/a>) che ci ha raccontato come di volta in volta, in raduni annuali aperti al pubblico il gruppo sceglie le sue prossime destinazioni e di come la passione per il viaggio l\u2019abbia aiutata a venire a patti con la propria disabilit\u00e0.<br \/>\nNoi, per cominciare, abbiamo immaginato di far entrare i nostri colleghi con disabilit\u00e0 all\u2019interno di un\u2019agenzia viaggi e provare a leggere, consultare e toccare tutti i materiali a disposizione.<br \/>\nNon abbiamo esitato anche a intervistare Massimo Falcone, responsabile del citato sportello InformaHandicap, una delle nostre bussole, che potrete leggere alla fine di questo diario di bordo.<\/p>\n<p><strong>Scheda tecnica <\/strong><strong>(titolo interno al paragrafo)<br \/>\n<\/strong>Partecipanti:<strong><br \/>\n<\/strong>8 animatori con disabilit\u00e0<br \/>\n2 educatori<br \/>\n3 volontari<br \/>\nDurata:<strong><br \/>\n<\/strong>2 ore circa<strong><br \/>\n<\/strong>1 h e 30 minuti di attivit\u00e0 <strong><br \/>\n<\/strong>30 minuti di condivisione<br \/>\nLuogo:<br \/>\nampia stanza<br \/>\nObiettivo generale:<br \/>\nacquisire consapevolezza che viaggiare per chi ha una disabilit\u00e0 \u00e8 possibile anche senza essere accompagnati dai propri famigliari e la necessit\u00e0 di informarsi<br \/>\nObiettivi specifici:<strong><br \/>\n<\/strong>progettare il proprio viaggio su misura grazie alla lettura di guide, siti e il confronto con sportelli e agenzie specializzate<br \/>\nAttivit\u00e0<strong><br \/>\n<\/strong>Il diario, lo zaino, l\u2019oggetto, i profumi, i suoni&#8230; Siamo tornati a casa con il nostro bagaglio di viaggio e ora la voglia di ripartire per nuove destinazioni \u00e8 tanta&#8230; Come facciamo?<br \/>\n1) Sportello agenzia viaggi: che cosa vorremmo chiedere prima di partire? Ognuno prepara una domanda da fare allo sportello.<br \/>\n2) Racconti personali di chi, seppur disabile, un viaggio lo ha fatto e spazio alle domande\/discussione.<br \/>\n3) Lettura di alcuni versi di Fernando Pessoa tratti da Poesie di Alvaro de Campos.<br \/>\n4) Regalo e ballo finale: le nostre foto con cappelli, occhiali da sole, ecc., pronti per la partenza e ballo sulle musiche utilizzate nel primo incontro.<br \/>\nMateriali:<strong><br \/>\n<\/strong>guide turistiche, opuscoli, libri su varie destinazioni e racconti di viaggio<br \/>\nraccolta musiche dal mondo<\/p>\n<p><strong>\u201cAvventure colorate\u201d. Nuove autonomie raggiunte<\/strong><br \/>\n\u201cAvventure colorate\u201d, cos\u00ec Tiziana Ronchetti, una dei nostri animatori con disabilit\u00e0 ha definito le conquiste e le piccole autonomie raggiunte da lei e dai suoi colleghi durante le proprie vacanze, a seguito del nostro percorso.<br \/>\nAlla fine del laboratorio infatti qualcuno ha avuto il coraggio di chiedere alla propria famiglia di fare un viaggio da solo e&#8230; lo ha fatto! Qualcun altro ha preparato per la prima volta la propria valigia, e non \u00e8 mancato chi si \u00e8 messo alla prova, perch\u00e9 in viaggio, si sa, si fanno a cose cui prima non si era mai pensato, e cos\u00ec durante una notte stellata con i piedi nell\u2019acqua \u00e8 successo che&#8230;<\/p>\n<p><strong>Il bagno di notte<em><br \/>\n<\/em><\/strong>di Tiziana Ronchetti<\/p>\n<p>Ricordo che quella fatidica sera abbiamo mangiato le piadine sulla spiaggia e poi sono arrivate le dieci. \u00c8 stato allo scoccare di quell\u2019ora che Erion, il mio educatore, mi ha proposto di entrare in acqua. Appena ci sono entrata ho cominciato a nuotare. Mai l\u2019avessi fatto! Siccome io abitualmente nuoto con la testa sott\u2019acqua ho aperto gli occhi e l\u2019acqua era cos\u00ec scura che non si vedeva niente&#8230; Mi ha impressionato! Quando ero sott\u2019acqua ridevo, ma allo stesso tempo ero rigida come uno stecchino perch\u00e9 mi ero un po\u2019 spaventata. Ho provato tantissime emozioni diverse, paura, panico ed euforia. Sar\u00e0 per questo che ho continuato a ridere per un bel po\u2019 e quando sono uscita e mi hanno rimessa sul job (la sedia da mare che chi ha una disabilit\u00e0 usa per entrare in acqua) ho abbracciato Erion e ho gridato: \u201cRobe da pazzi, sono una pazza, sono una pazza!\u201d. Il bagno di notte \u00e8 una cosa che non si dimentica ed \u00e8 stato come realizzare un sogno. Insieme a Erion c\u2019era un altro dei miei educatori, Elia. Li ho guardati entrambi in faccia e ho detto loro che per me, da quel momento, avevano il nome di realizzatori di sogni.<\/p>\n<p><strong>Con il cellulare spento<br \/>\n<\/strong>di Diego Centinaro<\/p>\n<p>\u00c8 stata la prima estate in cui ho trascorso una vacanza completamente da solo, senza cio\u00e8 i miei genitori. All\u2019inizio ero molto spaventato, avevo paura che gli educatori e gli operatori del gruppo che non conoscevo non fossero in grado di occuparsi di me. In realt\u00e0 prima di partire uno dei ragazzi del gruppo \u00e8 venuto a conoscermi direttamente a casa e questo ha rassicurato molto sia me che la mia famiglia. Cos\u00ec sono partito per Igea Marina e ho chiesto a mia mamma di non chiamarmi per tutta la settimana, pur avendo il cellulare con me volevo essere io a scegliere quando chiamarla. L\u00e0 \u00e8 andato tutto bene e ho scoperto che anch\u2019io posso conoscere persone nuove e simpatiche oltre agli educatori del Centro Documentazione Handicap e cos\u00ec avere una vita personale pi\u00f9 mia. In spiaggia ho fatto per la prima volta il bagno. All\u2019inizio ero teso ma ho usato il salvagente. Una sera sono stato anche in un disco-pub dove ho incontrato due mie colleghe al bar, Tiziana e Stefania e mi sono fermato a salutarle. Siamo stati anche all\u2019Acquario di Cattolica dove ho visto i delfini. Il penultimo giorno ho cominciato a essere un po\u2019 triste\u2026 Non volevo pi\u00f9 tornare a casa! Cos\u00ec, al rientro, ho convinto i miei genitori a ripetere l\u2019esperienza il prossimo anno, anzi a prolungarla. Invece di stare via una settimana, prover\u00f2 a stare via due!<\/p>\n<p><strong>Nel mio zaino<br \/>\n<\/strong>di Danae Morales<\/p>\n<p>Nella mia valigia, anzi, nel mio zaino, che \u00e8 pi\u00f9 comodo per stare indipendente e comoda, metto tante cose, come il mio diario di viaggio, lo strumento che Emanuela e Lucia mi hanno regalato,e quello che mi ha suggerito. Per esempio devo sempre ricordarmi di portare\u2026<br \/>\nUn indumento: scarpe sportive<br \/>\nUn ricordo: quando ho cominciato a camminare<br \/>\nUn libro: qualsiasi libro d\u2019avventura<br \/>\nUna canzone: Digimon, prima serie<br \/>\nUn sogno: trovare lavoro in Brasile, per mantenermi nel soggiorno<br \/>\nUn oggetto: il peluche a forma di scoiattolo che conservo fin da piccola<br \/>\nUna paura o una difficolt\u00e0: non riuscire a tornare dal Brasile<br \/>\nUn vezzo: una collana<br \/>\nScherzi a parte, al di l\u00e0 del mio viaggio immaginario in Brasile, ho dovuto discutere un bel po\u2019 con mia mamma per scegliere da sola i pantaloni che volevo mettere quando sono effettivamente andata a Sestri\u00e8re, in Piemonte, ma alla fine ce l\u2019ho fatta, i vestiti li ho scelti da sola! Ora devo trovare il coraggio per chiederle di lasciarmi andare in vacanza con altri ragazzi disabili e non l\u2019anno prossimo. Beh, magari comincio a farlo qui.<\/p>\n<p><strong>Per non concludere<\/strong><br \/>\nEcco dieci preziosi consigli che la nostra collega con disabilit\u00e0 Stefania Mimmi rivolge a chi, una volta raggiunta l\u2019et\u00e0 giusta, vuole iniziare a viaggiare senza genitori e come istituire con loro un dialogo di fiducia.<\/p>\n<p><strong>Dieci consigli per cominciare a viaggiare da soli<em><br \/>\n<\/em><\/strong>di Stefania Mimmi<\/p>\n<ol>\n<li>Fare prima un percorso personale di accettazione del proprio deficit.<\/li>\n<li>Essere pronto a chiedere di partire ai propri genitori quando ci sono o se non ci sono chiedere ai propri educatori e referenti.<\/li>\n<li>Chiedere ai propri assistenti sociali.<\/li>\n<li>Avere spirito di adattamento e iniziativa.<\/li>\n<li>Imparare a stare in gruppo. Riuscire a dire anche alle persone che non sono della tua famiglia, cosa ti piace fare, ma solo quando ci si \u00e8 ambientati.<\/li>\n<li>Imparare a stare lontano dalla famiglia, per\u00f2 questo va fatto piano piano se uno non ci \u00e8 mai andato.<\/li>\n<li>Aiutare la famiglia ad accettare che il proprio figlio pu\u00f2 andare fuori casa ed essere gestito anche da altre persone che non sono i genitori.<\/li>\n<li>Fare capire ai genitori che il proprio figlio \u00e8 cresciuto e che pu\u00f2 andare via da solo, in qualche modo si devono rassegnare e abituare il figlio che, anche se \u00e8 disabile, ha una sua autonomia.<\/li>\n<li>Quando sei in vacanza non ti preoccupare se i primi giorni non ti senti tranquillo: \u00e8 normale perch\u00e9 devi conoscere l\u2019ambiente e le persone.<\/li>\n<li>Dire ai genitori di telefonare di meno per essere pi\u00f9 tranquillo tu e meno ansiosi loro.<\/li>\n<\/ol>\n<p>E cos\u00ec il nostro viaggio \u00e8 arrivato al termine o forse \u00e8 appena incominciato, ancora non lo abbiamo capito, eppure ci \u00e8 bastato guardarci negli occhi per capire che, ormai, con noi c\u2019\u00e8 tutto quello che ci serve. Dentro il cappello \u2013 racconta uno dei nostri diario di viaggio \u2013 un po\u2019 di vento, un filo d\u2019erba, resti di sale e di curcuma, ancora l\u00e0, dal mattino in cui tutto ebbe inizio. Gli sguardi degli animali sono sempre pi\u00f9 vicini e con loro camminano intorno a noi le luci dei negozi e i gesti di parole straniere. Siamo in tanti con il fiato sospeso. Forse dove siamo diretti non troveremo nulla di tutto questo, diverse le mani, diversa la musica, diversa la terra, diverso anche il taglio del fiato\u2026 Vi diremo allora che ne \u00e8 valsa la pena.<\/p>\n<p><strong>Bussola n.2. Direzione Sud<br \/>\n<\/strong>\u201cTenere a mente le cose diversa-mente\u201d. Conversazione con Massimo Falcone, bibliotecario del Centro Documentazione Handicap di Bologna e referente dello Sportello Informahandicap di San Lazzaro di Savena (BO).<\/p>\n<p>di Emanuela Canale, volontaria del Servizio Civile Nazionale 2014-15<\/p>\n<p><strong>Siamo al \u201cCentro che documenta\u201d e vogliamo informarci se per una persona con disabilit\u00e0 \u00e8 possibile viaggiare, se \u00e8 pi\u00f9 facile farlo tristemente o pi\u00f9 dolcemente e per questo ci siamo rivolti al nostro bibliotecario di fiducia che su viaggi e disabilit\u00e0 sa praticamente tutto! Allora Massimo, una persona con disabilit\u00e0 pu\u00f2 permettersi di immaginarsi in viaggio?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Certo, la persona con disabilit\u00e0 pu\u00f2 sicuramente viaggiare, l\u2019importante \u00e8 che tenga a mente le cose che vuole fare \u201cdiversa-mente\u201d. Mi spiego meglio. La prima cosa che la persona con disabilit\u00e0 deve tenere bene a mente \u00e8 cio\u00e8 che quando organizza un viaggio deve avere piena coscienza di quello che \u00e8 in grado di fare da solo e quello che invece non \u00e8 in grado di fare, altrimenti potrebbe incorrere in una brutta avventura e invece di fare un viaggio di divertimento finirebbe per trovarsi immerso in un perfetto incubo.<\/p>\n<p><strong>Entrando nel merito, quali sono le maggiori difficolt\u00e0 che si incontrano nel corso dell\u2019organizzazione?<br \/>\n<\/strong>Prima di tutto organizzare e decidere la meta dove andare per la persona con disabilit\u00e0 non \u00e8 una cosa da poco, ovviamente deve tener conto, come dicevo prima, delle sue capacit\u00e0 residue e soprattutto se viene accompagnato o meno da un amico, da un famigliare, se va in comitiva&#8230; Insomma bisogna tener conto di diverse cose e soprattutto tenere bene a mente che anche le singole guide, che ormai fortunatamente si cominciano a diffondere, in realt\u00e0 non danno uno specchio molto chiaro e lineare di come sono le strutture e l\u2019accessibilit\u00e0 nelle singole citt\u00e0. Questo perch\u00e9 le disabilit\u00e0 sono tante e durante la realizzazione delle singole guide non \u00e8 possibile dare indicazioni pi\u00f9 dettagliate di quelle che gi\u00e0 vengono date. Per capirci, una persona con una carrozzina far\u00e0 sicuramente pi\u00f9 fatica e avr\u00e0 meno accessibilit\u00e0 rispetto a una persona che pur con difficolt\u00e0 nella deambulazione riesce comunque a muoversi in modo indipendente, ma allo stesso tempo pu\u00f2 accadere anche il contrario.<br \/>\nUna persona con disabilit\u00e0 motoria che cammina e si muove, anche se a fatica, in realt\u00e0 pu\u00f2 essere molto ma molto pi\u00f9 inibita nel percorso organizzativo di una persona in carrozzina che viene semplicemente trasportata. Se una persona in carrozzina viene trasportata da Big Jim, si far\u00e0 sicuramente meno fatica e potr\u00e0 arrivare in posti dove una persona con ridotte capacit\u00e0 motorie non riuscir\u00e0 mai ad arrivare. Quindi \u00e8 per quello che dicevo all\u2019inizio che \u00e8 importante conoscere i propri limiti e sapere con chi si va e su chi si pu\u00f2 fare affidamento per essere aiutato nelle singole circostanze. Da non dimenticare soprattutto per le persone con ridotte capacit\u00e0 motorie o per le persone con gravi problemi alla deambulazione \u00e8 poi tutta l\u2019organizzazione da mettere in atto anche per raggiungere la meta della vacanza. Se si va in aereo bisogna per forza rispettare determinate regole dettate dalla societ\u00e0 dell\u2019aeroporto e anche dalle singole compagnie aeree, quindi recarsi molto prima rispetto a un viaggiatore normale in aeroporto e chiedere l\u2019assistenza se necessaria. Molto spesso le compagnie aeree richiedono anche un certificato, ahim\u00e9, di sana e robusta costituzione fisica, come se la persona disabile avesse l\u2019ebola o fosse un terrorista della peggiore specie, e anche l\u00ec purtroppo se ne continuano a sentire di cotte e di crude. La decisione finale della presa a bordo in un aeromobile di una persona con disabilit\u00e0 resta infatti oggi sempre e solo a discrezione del comandante. Molto spesso sentiamo di persone che vengono lasciate a terra, stessa cosa anche per il viaggio in treno, adesso almeno qui in Italia si sta iniziando a cercare di rendere accessibile le vecchie stazioni ferroviarie. Anche nel caso delle stazioni \u00e8 sempre e comunque buona prassi sempre recarsi al \u201cPunto Blu\u201d, presente nella maggior parte oramai delle grandi stazioni (ma non ancora in quelle piccole) e l\u00ec chiedere informazioni sia per l\u2019assistenza per salire sul treno e sia avvisare la stazione di destinazione per scendere dal treno. Quindi come vedete la situazione non \u00e8 ottimale. La libert\u00e0 di viaggiare c\u2019\u00e8, solamente non ci sono tutti gli strumenti che permettono di fare un viaggio a tutti gli effetti al cento per cento in libert\u00e0, come dovrebbe essere un viaggio, come noi abbiamo la concezione del viaggio. Il viaggio deve essere libert\u00e0 e libert\u00e0 di muoversi, la persona con disabilit\u00e0 purtroppo \u00e8 oggi ancora vincolata a queste cose.<\/p>\n<p><strong>A chi ci si pu\u00f2 rivolgere per avere le risposte a tutte queste esigenze?<br \/>\n<\/strong>A parte le guide \u2013 teniamo sempre bene a mente quello che ci siamo detti prima, che comunque sia hanno anche dei limiti, e che anche le guide bisogna saperle leggere \u2013 adesso fortunatamente si stanno iniziando a creare, soprattutto per le grandi citt\u00e0 europee, dei siti legati ai famosi \u201cVisit Parigi\u201d, \u201cVisit Londra\u201d, delle agenzie turistiche nazionali ovvero che cercano di dare una maggior visibilit\u00e0 all\u2019accessibilit\u00e0 almeno dei mezzi di trasporto delle varie cittadine e anche degli alloggi. Ricordiamoci anche un\u2019altra cosa degli alloggi, e ci\u00f2 vale per gli alberghi ma anche per altre strutture. Se uno si affida solo ed esclusivamente a Booking.com oppure si limita a telefonare di persona, potrebbe trovarsi in\u00a0 situazioni imbarazzanti. Capita pi\u00f9 volte infatti che una persona telefoni in un hotel e chieda: \u201cSiete attrezzati per ricevere una persona con disabilit\u00e0?\u201d. La risposta nel 99% dei casi \u00e8 s\u00ec ma poi la persona disabile si trova sul posto e alla fin fine si rende conto che l\u2019accessibilit\u00e0 che era stata tanto millantata in realt\u00e0 non c\u2019\u00e8. Questo per il discorso che facevamo a monte, esistono delle leggi che stabiliscono in che modo debba essere una stanza, un alloggio per una persona con disabilit\u00e0, ma il problema \u00e8 che non tutte le persone disabili sono uguali, quello che pu\u00f2 essere accessibile per una persona magari non lo \u00e8 per un\u2019altra. A mio avviso quindi \u00e8 sempre buona premura avvisare per tempo, reperire il maggior numero di informazioni possibili sul posto che si va a prenotare per dormire. Purtroppo lo stesso discorso non si pu\u00f2 fare per i ristoranti e i luoghi di svago ma quello fa parte anche degli aspetti pi\u00f9 divertenti del viaggio, andare cio\u00e8 a scoprire volta per volta tutte le cose che ti pu\u00f2 offrire la citt\u00e0 o il paese dove ti rechi&#8230;<br \/>\nAltro aspetto importante infine \u00e8 l\u2019organizzazione dei trasporti, il come viaggiare non solo per arrivare ma anche per muoversi all\u2019interno della destinazione prescelta. Come funzionano i mezzi di trasporto sul posto, se sono accessibili o meno, dove ci sono i servizi accessibili e dove no. Queste cose fortunatamente con l\u2019avvento di internet si iniziano di pi\u00f9 a chiarire. Vengono infatti creati dei blog dove le persone con disabilit\u00e0 raccontano le loro esperienze, il proprio pernottamento in hotel, se era accessibile o meno un museo o altro. Insomma si inizia piano piano a confrontarsi e si mettono a disposizione del pubblico e le proprie esperienze personali. Al di l\u00e0 dei siti e dei contenitori specializzati credo che le testimonianze dirette siano il mezzo d\u2019informazione pi\u00f9 utile e forse, per chi desidera partire, anche le pi\u00f9 stimolanti.<\/p>\n<p><strong>Grazie Massimo per averci illustrato quello che dobbiamo tenere a mente prima di metterci a reperire qualsiasi informazione!<br \/>\n<\/strong>Grazie a voi e buon viaggio!<a href=\"applewebdata:\/\/93D12FF9-21A0-4A22-B99B-64492FB7ADAE#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fare i conti con la propria ferita, dunque. 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