{"id":3078,"date":"2021-03-16T16:02:54","date_gmt":"2021-03-16T15:02:54","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=3078"},"modified":"2025-09-24T10:20:10","modified_gmt":"2025-09-24T08:20:10","slug":"3-si-viaggiare-ma-come-associazioni-festival-esperienze-e-progetti-inclusivi-per-viaggi-alla-portata-di-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3078","title":{"rendered":"3. S\u00ec viaggiare. Ma come? Associazioni, festival, esperienze e progetti inclusivi per viaggi alla portata di tutti"},"content":{"rendered":"<p>Parallelamente alla nostra esperienza laboratoriale abbiamo cercato di esplorare nuovi territori e allargare lo sguardo all\u2019insieme delle proposte e delle professionalit\u00e0 che negli ultimi anni hanno lavorato alla creazione di occasioni di viaggio per persone con disabilit\u00e0 e non solo in Italia e all\u2019estero, privilegiando la qualit\u00e0 degli itinerari, degli alloggi, della conoscenza reciproca e della convenienza economica.<br \/>\nLe realt\u00e0 che stanno nascendo intorno al tema sono oggi sempre di pi\u00f9, complice forse una maggiore domanda ma anche il desiderio da parte delle persone con disabilit\u00e0 di reinventarsi e confrontarsi con nuove sfide, insieme alla voglia, talvolta, di trasformare la propria passione in mestiere.<br \/>\nIl Libro Bianco del Turismo, Accessibile \u00e8 meglio. Primo libro sul Turismo per tutti in Italia, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla Struttura di Missione per il Rilancio dell\u2019Immagine dell\u2019Italia in collaborazione con il Comitato per la Promozione e il Sostegno del Turismo Accessibile, pone inoltre lo sguardo su come l\u2019evoluzione normativa pu\u00f2 sollecitare il cambiamento culturale ed \u00e8 stato considerato da molti strategico allo sviluppo di tendenze gi\u00e0 in atto. Il libro, pubblicato in versione ipertestuale dall\u2019Associazione Crescere di Bologna, si propone infatti diversi obiettivi, come sottolinea l\u2019Assessore Piero Gnudi. Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport: \u201cIstituendo il Comitato per la Promozione del Turismo Accessibile abbiamo inteso proprio questo: mettere in grado il nostro Paese di guardare a tutto il mercato turistico senza barriere, lavorando perch\u00e9 i vincoli ancora esistenti siano presto rimossi, le buone pratiche e la coscienza divengano realt\u00e0 diffusa, la professionalit\u00e0 di milioni di operatori si arricchisca anche di queste attenzioni. Il libro bianco che qui presentiamo, il primo mai pubblicato in Italia, si prefigge proprio di dare conto a tutta l\u2019opinione pubblica, oltre che agli addetti ai lavori, di quattro dati fondamentali: la dimensione di un mercato che deve essere colto sia per motivi di civilt\u00e0 che per oggettiva convenienza, il percorso che il nostro Paese ha fatto e la strada che ha indicato anche agli altri, la capacit\u00e0 progettuale e metodologica che abbiamo sviluppato e infine le azioni concrete questi mesi di lavoro \u2013 brevi ma intensi \u2013 ci hanno consentito di compiere e di prefigurare. Nella prospettiva e nell\u2019auspicio che il turismo accessibile sia parte integrante fondamentale del percorso di rilancio complessivo del settore che abbiamo gi\u00e0 intrapreso e che potr\u00e0 portare, in termini economici e culturali, grandi e importanti benefici al nostro Paese\u201d.<br \/>\nDetto ci\u00f2 sappiamo che resta sempre difficile, se non impossibile, impostare delle proposte completamente accessibili a tutti, le disabilit\u00e0 e le esigenze sono molteplici, cos\u00ec come variabile \u00e8 per i singoli la possibilit\u00e0 di portare o meno con s\u00e9 una persona di fiducia che possa farsi carico di spostamenti e assistenza, una discriminante importante che, ci hanno testimoniato i nostri colleghi con disabilit\u00e0, pu\u00f2 bloccare il desiderio di partenza sul nascere. Tuttavia le possibilit\u00e0 non mancano.<br \/>\nAlcuni gruppi come Concrete Onlus di Pavia si avvalgono di un nucleo di accompagnatori sempre precedentemente formati e preparati al confronto con eventuali viaggiatori con disabilit\u00e0 e in grado di fornire assistenza, altre, tra cui Associazione Strabordo, forniscono solo supporto logistico dall\u2019andata al ritorno e privilegiano l\u2019aspetto relazionale e lo standard qualitativo delle destinazioni e degli alloggi. Altre ancora garantiscono al pubblico interessato, attraverso verifica diretta in loco, un\u2019informazione precisa su: misure, dimensioni e spazi, dando alle persone la possibilit\u00e0 di scegliere autonomamente la propria vacanza nella struttura che sapr\u00e0 soddisfare meglio le esigenze del singolo. \u00c8 il caso di Village for All, di Ferrara.<br \/>\nLe proposte insomma sono per tutti i gusti e tutte le tasche. Da brave ricercatrici abbiamo cos\u00ec cercato di saperne di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>\u201cIl viaggio \u00e8 una persona che cammina a braccia aperte\u201d. Incontro con Valeria Poeta e Paola Benvenuti di Associazione Strabordo, Ancona<br \/>\n<\/strong>Questo racconto \u00e8 frutto di una presentazione che nell\u2019aprile 2014 l\u2019Associazione Strabordo ha tenuto al Centro Documentazione Handicap di Bologna per gli animatori con disabilit\u00e0 del Progetto Calamaio a seguito del laboratorio \u201cDove non sono stato mai. Il viaggio tra immaginario, attese e possibilit\u00e0\u201d a cura di Lucia Cominoli e di Emanuela Marasca.<\/p>\n<p>Ciao a tutti, noi siamo Paola e Valeria, veniamo da Ancona, il capoluogo delle Marche e facciamo parte dell\u2019Associazione Strabordo, che insieme alla nostra collega con disabilit\u00e0 Stefania abbiamo fondato nel 2008. Perch\u00e9 abbiamo scelto questo nome per la nostra Associazione? Per il prefisso \u201cstra\u201d che indica sempre qualcosa che va \u201cfuori\u201d, che \u00e8 \u201cextra\u201d, che indica per lo pi\u00f9 una condizione eccezionale ma anche una posizione esterna. Per noi significa andare oltre il bordo, oltre i confini geografici ma anche della nostra disabilit\u00e0 che a volte sembrerebbe costringerci ai margini ma non \u00e8 cos\u00ec. Strabordo significa per noi \u201cstraordinari a bordo di un sogno\u201d, quello appunto di partire e di viaggiare anche con le nostre peculiarit\u00e0, partendo dal presupposto che la diversit\u00e0 \u00e8 una fonte di ricchezza.<br \/>\nI nostri viaggi tuttavia non nascono espressamente per persone con disabilit\u00e0 ma partono dal punto di vista opposto. Sono viaggi che a tutti piacerebbe fare, alcuni dei quali toccano destinazioni lontane o i paesi del cosiddetto Terzo Mondo cui per\u00f2 possono partecipare anche persone con difficolt\u00e0 motorie e\/o cognitive.<br \/>\nLa persona con disabilit\u00e0 cio\u00e8 sa che ai nostri viaggi potr\u00e0 accedere ma che dovr\u00e0 confrontarsi con persone che potrebbero anche avere esigenze diverse dalle sue.<br \/>\nI nostri itinerari nascono infatti su aggregazione spontanea di persone, una volta stabilite le destinazioni riceviamo un certo numero di richieste per mail e per telefono in cui cerchiamo di creare dei gruppi il pi\u00f9 possibile omogenei, informando molto bene prima le persone con disabilit\u00e0 sia sull\u2019offerta sia su quello che troveranno in loco. Non mancano occasioni di conoscenza diretta, gli interessati possono venire a conoscerci presso la nostra sede e soprattutto ai nostri raduni annuali in cui ci confrontiamo con il pubblico presente sulle possibili mete, possibilit\u00e0 ed eventuali problematiche e richieste. Per il momento li abbiamo fatti solo nelle Marche ma \u00e8 emersa l\u2019esigenza di istituire dei \u201cmini-raduni\u201d, a cadenza fissa, in altre parti d\u2019Italia.<br \/>\nEssendo una delle prime nel Paese la nostra esperienza ha avuto subito una certa risonanza, siamo finiti su Alle Falde del Kilimangiaro di Licia Col\u00f2, un\u2019intervista di cui potrete vedere e ascoltare un estratto direttamente su Youtube, cosa che ci ha dato molta soddisfazione e la carica per continuare.<br \/>\nI nostri gruppi si compongono di dieci, quindici persone al massimo a destinazione. Siamo in contatto con agenzie e tour operator che operano nei luoghi prescelti. In generale offriamo tre tipologie di viaggio: stanziali, itineranti e all\u2019estero.<br \/>\nNel primo caso ci vuole un certo allenamento, le persone restano fuori tutto il giorno dalla mattina alla sera per sei-sette ore almeno. Quelli itineranti sono pi\u00f9 lenti a livello di ritmo ma bisogna pur sempre considerare il cambio degli alberghi e quindi essere comunque flessibili al movimento.<br \/>\nAll\u2019estero invece si fa i conti con il cambiamento culturale e, anche se di solito ci avvaliamo di guide dall\u2019aeroporto al percorso al rientro, bisogna essere aperti al fatto che quello che hai a casa l\u00ec non lo troverai o di sicuro non nelle stesse modalit\u00e0. Viaggiare rimane per\u00f2 per noi un\u2019occasione essenziale di apertura verso l\u2019altro, di chi \u00e8 diverso da noi e si possono creare dei momenti di inclusione a partire veramente dal niente. Ci torna sempre in mente un nostro viaggio in Namibia, in cui gli abitanti del posto ci hanno costruito una rampa improvvisata con la sabbia. Trovare soluzioni alternative \u00e8 la regola, ci \u00e8 successo a Mosca, a Londra e in Marocco ma \u00e8 anche il bello dell\u2019esperienza, soprattutto quando il gruppo \u00e8 affiatato.<br \/>\nPer quanto riguarda l\u2019aspetto economico dobbiamo ammettere di essere pi\u00f9 cari di altre realt\u00e0 perch\u00e9 il nostro non \u00e8 prettamente turismo solidale e quell\u2019aspetto viene completamente gestito dalle nostre agenzie di riferimento. Gli alberghi, anche per le esigenze che abbiamo, possono essere, soprattutto all\u2019estero, anche a quattro o cinque stelle, a volte perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unica scelta possibile altre perch\u00e9 viene richiesto dai partecipanti. Quello che ci premuriamo sempre di garantire sono i trasporti gratuiti in loco, dai pullman, ai job ai quoad motorizzati come ci \u00e8 accaduto a Barcellona.<br \/>\nA ci\u00f2 va aggiunto che se la persona disabile ha bisogno di assistenza deve portare con s\u00e9 un amico, un parente o un conoscente che diventer\u00e0 parte integrante del gruppo, noi non disponiamo di volontari. Questa \u00e8 una mancanza che ci viene spesso mossa a critica e su cui stiamo lavorando per capire come migliorarci. Quello che possiamo garantire per\u00f2 \u00e8 che le relazioni che nascono all\u2019interno dei nostri viaggi proseguono una volta al rientro e che per le persone con disabilit\u00e0 restano, a detta di tutti, una bellissima occasione di scambio, di nascita di nuove amicizie e di conoscenze sempre interessanti che generano forza e autostima nelle persone grazie al piacere reciproco dello stare insieme.<br \/>\nNon sono mancate infine nell\u2019ultimo periodo progettualit\u00e0 pi\u00f9 estreme e sperimentali, nate su interesse di Valeria che \u00e8 fisioterapista e che ci hanno portato fino in Bangladesh in un centro di ausili e protesi per insegnare proprio l\u2019utilizzo degli ausili. \u00c8 stata una bell\u2019esperienza ma anche una lezione forte e inaspettata. Non dimenticheremo mai un bambino di circa sei anni che si muoveva velocissimo strisciando sulle braccia, senza quindi far uso delle gambe, che, una volta indossate le protesi ha perso il suo sorriso, che prima era davvero contagioso, perch\u00e9 se pur lo tenevano in piedi non gli permettevano pi\u00f9 sgattaiolare nel mondo con la stessa rapidit\u00e0. Un cambio di sguardo, di cultura, di prospettiva che ci ha rimesso profondamente in discussione. \u00c8 quello che di solito accade quando si fa un bel viaggio, o no?<\/p>\n<p><strong>Viaggiare per ripensarsi in nuove prospettive di vita. Conversazione con Claudio Fontana, fondatore di Concrete Onlus, Pavia<\/strong><\/p>\n<p><strong>Di che cosa si occupa la Cooperativa Concrete Onlus?<br \/>\n<\/strong>La nostra specialit\u00e0 \u00e8 quella di organizzare viaggi internazionali per persone con disabilit\u00e0 soprattutto in <em>o<\/em>utbound che vuol dire in uscita, Italiani che vanno all\u2019estero; abbiamo avuto con noi anche qualche straniero ma i problemi di lingua per il momento non ci hanno fatto ancora decollare in questo settore. In Cooperativa siamo nove soci ma tutto nasce un po\u2019 intorno alla mia esperienza, il pallino del viaggio l\u2019ho sempre avuto, fin dal mio primo viaggio con persone disabili nel 1982 a Parigi, un viaggio pioneristico e pieno di imprevisti, in un periodo in cui, bench\u00e9 in Francia fossero pi\u00f9 avanti di noi, non si parlava ancora molto di disabilit\u00e0 figuriamoci di accessibilit\u00e0 o di diritto al viaggiare e di avere turismo in questo senso.<br \/>\nPersonalmente io ho sempre fatto viaggi amatoriali finch\u00e9 all\u2019inizio del 2000 con una cooperativa precedente abbiamo cominciato a fare viaggi accessibili impostando un calendario annuale e con una finalit\u00e0 di margine economico. Diciamo che il primo che posso prendere ad esempio come viaggio realmente pensato per persone con disabilit\u00e0 \u00e8 stato un viaggio negli Stati Uniti, nel 2003, con un camper gigantesco dove abbiamo dato a una persona che ora purtroppo non \u00e8 pi\u00f9 con noi l\u2019occasione di fare davvero il viaggio pi\u00f9 bello della sua vita, una soddisfazione che porter\u00f2 sempre con me. Gli Stati Uniti sono ancora oggi tra le nostre destinazioni preferite, a fine maggio andremo a New York e in California.<br \/>\nCon Concrete Onlus facciamo un percorso inverso rispetto ad altre realt\u00e0, nel senso che di solito i tour operator si occupano di organizzare viaggi e poi di inserirvi la persona con disabilit\u00e0, noi abbiamo fatto il contrario e siamo stati poi cooptati a fare viaggi per tutti, per cui ogni tanto abbiamo non disabili che vengono con noi.<br \/>\nNel 2006, poi, siamo entrati in societ\u00e0 con AlciItaly Tours, che si occupa di viaggi di lusso all inclusive, per privati, costruiti quindi sulle singole persone, con sede in Nuova Zelanda, dove ci avevano chiesto una prima assistenza per un personaggio della televisione americana italo americano a seguito di una mia precedente proposta di collaborazione. Da l\u00ec, dopo aver partecipato a un loro viaggio, siamo diventati soci, ci siamo dati delle qualifiche, io, per esempio, sono diventato accompagnatore turistico, e cos\u00ec ormai facciamo almeno sette e pi\u00f9 viaggi all\u2019anno con loro. Questo \u00e8 un contesto privilegiato, \u00e8 chiaro, ma ci permette anche di fare le cose molto bene. C\u2019\u00e8 chi si avventura con noi in viaggio anche a 87 anni!<br \/>\nDetto ci\u00f2 i viaggi Concrete, la nostra proposta consueta, sono decisamente pi\u00f9 accessibili a tutti, anche dal punto di vista economico.<\/p>\n<p><strong>Come scegliete le vostre destinazioni?<br \/>\n<\/strong>Abbiamo un calendario un po\u2019 provocatorio sul nostro sito (<a href=\"http:\/\/www.concreteonlus.org\/\">www.concreteonlus.org<\/a>) dove inseriamo luoghi dove siamo gi\u00e0 stati e le proposte dei clienti.<br \/>\nTutto nasce infatti dagli input delle persone che partecipano ai nostri viaggi. Penso in questo senso per esempio a Gabriele, un ragazzo di fuori Minerbio (BO) che ha cominciato a viaggiare con noi in Galles e dopo due anni di stasi ha proposto quest\u2019anno di tornare finalmente in Inghilterra.<br \/>\nSulla base delle esigenze dei singoli quindi facciamo delle proposte condivise che poi proponiamo per mailing list o sul sito.<br \/>\nIl sistema \u00e8 poi mutuato dai viaggi <em>normali<\/em>, oggi c\u2019\u00e8 un problema nella gestione dei numeri di persone, il viaggiatore singolo \u00e8 spesso un problema perch\u00e9 una camera singola costa quasi come una doppia. I numeri dispari creano insomma problemi, anche per questo motivo cerchiamo sempre di viaggiare in gruppi di 8 persone massimo. I nostri viaggi sono quindi pensati a coppie, un disabile e un accompagnatore, se il disabile ha l\u2019accompagnatore benissimo, altrimenti se dobbiamo fornirlo noi, scegliamo tra i nostri 15 dipendenti o da una rosa di viaggiatori volontari che valutiamo se sono idonei o meno con una formazione precedente e infine li accoppiamo. L\u2019accompagnatore viene alla pari, pagando ovvero tutto come il disabile ma viene fornito da noi gratuitamente.<br \/>\nQualcuno ci dice che il costo \u00e8 caro ma dipende dalle tasche, viaggio con autista, trasporto ristorante, di fatto \u00e8 tutto incluso, restano fuori solo le spese personali e le entrate alle location, come i musei, anche perch\u00e9 non sappiamo mai prima esattamente dove andremo, le persone che vengono in viaggio con noi ormai si conoscono gi\u00e0 e cos\u00ec possono permettersi di decidere il giorno prima cosa fare direttamente con il capo gruppo, lo fanno sul momento e sulla base di quello che vogliono.<br \/>\nL\u2019accompagnatore, infine, questo \u00e8 importante, deve essere prima di tutto un viaggiatore, a prescindere dal resto, poi scoprir\u00e0 con noi se gi\u00e0 non lo sa come relazionarsi con la persona disabile e come gestirla, noi abbiamo disabili molto gravi, alcuni non muovono neanche la testa ma hanno sempre fatto bellissimi viaggi.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le maggiori difficolt\u00e0 che hai incontrato e cosa invece segnaleresti come positivo?<br \/>\n<\/strong>Gli ingredienti di un viaggio internazionale sono quattro o cinque, il primo \u00e8 il volo, \u00e8 ridicolo come nel 2016 con tutta la tecnologia che c\u2019\u00e8 la bionica non abbia fatto nessun salto in avanti. Ogni volta dobbiamo fare salti mortali per prendere l\u2019aereo e arrivare a sederci al nostro posto quando basterebbe poco, come una sedia estraibile. Molte volte va a finire che se una persona \u00e8 di un certo peso e non cammina non \u00e8 detto che possa addirittura prenderlo l\u2019aereo. Ci \u00e8 successo da Pescara a Londra, \u00e8 stato un dramma, un ragazzo con distrofia che era con noi \u00e8 stato costretto a stare rannicchiato con le ginocchia contro il sedile davanti per tutto il tempo del viaggio. Altro problema sono i mezzi attrezzati, noi ci occupiamo anche di trasporti, stiamo cercando di qualificarci anche in questo senso. Tranne in Inghilterra dove c\u2019\u00e8 una grande tradizione con mezzi molto pratici, in altri luoghi ci sono spesso problemi, anche in America per esempio ci sono monovolumi ma ci puoi mettere solo una persona, in Italia poi ci dobbiamo spesso arrangiare. Non ultimo, tra tutti gli scogli, ci sono gli alberghi. Pur essendo affiliati a Booking.com con cui facciamo le prenotazioni ci rendiamo infatti conto che la raccolta di informazioni \u00e8 malfatta, i letti e la doccia a pavimento sono spesso un problema. Sappiamo anche per\u00f2 che tutto il mondo non ruota intorno ai disabili, se ci intestardiamo per esempio ad andare in un ristorantino molto piccolo dove poi finiremmo per occupare tutto, sappiamo anche che alla fine rimarremo nel locale da soli.<br \/>\nSe devo pensare a un\u2019esperienza positiva, beh&#8230; Il ricordo va subito a Daniele, un ragazzo di Piacenza con distrofia muscolare grave. Quando l\u2019ho conosciuto Daniele era un ragazzo giovane che \u00e8 sempre stato in famiglia, finch\u00e9 alla maturit\u00e0 non gli viene concesso un viaggio premio, dove scopre, confrontandosi con gli altri, tra operatori e disabili, che esiste un modo diverso di vivere la disabilit\u00e0, cos\u00ec \u00e8 andato a Parma dove si \u00e8 iscritto all\u2019Universit\u00e0, in un campus che storicamente fornisce un buon supporto. In realt\u00e0 Daniele non aveva voglia di studiare ma sapeva che non voleva stare a casa e che quella era la sua occasione. In due anni non ha dato un esame e non \u00e8 pi\u00f9 tornato a casa, ha gi\u00e0 cambiato un paio di appartamenti e vive da solo con una badante, ad oggi ha anche recuperato il rapporto con i genitori con cui si era creata una tensione pazzesca. Ecco il viaggio in questo caso \u00e8 stata una bellissima occasione per crescere e ripensarsi in nuove prospettive di vita.<\/p>\n<p><strong>Cosa consiglieresti quindi a una persona con una disabilit\u00e0 che vuole partire ma ha paura di chiedere il permesso ai suoi familiari?<br \/>\n<\/strong>Pensarci per tempo, trovare persone con cui confrontarsi e a cui fare domande, tra cui altre persone disabili. I tempi sono molto personali ma sei mesi prima \u00e8 secondo noi un tempo ragionevole per conoscersi, confrontarsi e conoscere l\u2019accompagnatore di riferimento. Prima di partire con la persona disabile noi vogliamo sempre vederla e incontrarla, dobbiamo capire chi veramente \u00e8, quali sono le sue perplessit\u00e0, questo si fa via mail, via skype ma al meglio con una visita a casa di due ore.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 un posto, a mio parere, dove un disabile non possa andare. Consiglio per\u00f2 di farlo in gruppo. Il viaggio \u00e8 pi\u00f9 bello quando \u00e8 fatto anche con altre persone.<\/p>\n<p><strong>Un timbro, una garanzia. L\u2019accessibilit\u00e0 su misura dell\u2019Azienda Village 4all, Ferrara<br \/>\n<\/strong>Che l\u2019Azienda Village 4all ponga un\u2019attenzione seria e concreta all\u2019accessibilit\u00e0 lo si vede gi\u00e0 dal sito (<a href=\"http:\/\/www.villageforall.net\/\">www.villageforall.net<\/a>), dove \u00e8 possibile ascoltare l\u2019audio dei testi e delle informazioni pubblicate su ogni pagina.<br \/>\nNumerosi sono i premi e i riconoscimenti che l\u2019Azienda ha vinto nel corso degli anni in Italia e all\u2019estero grazie al suo ormai noto \u201cmarchio di qualit\u00e0\u201d, pi\u00f9 propriamente definito \u201cMarchio di Qualit\u00e0 Internazionale Ospitalit\u00e0 Accessibile\u201d. Le strutture turistiche che lo possiedono possono infatti vantare i giusti requisiti di accessibilit\u00e0 e trasformarsi in riferimenti utili per i viaggiatori con disabilit\u00e0 che potranno cos\u00ec confrontarsi direttamente con il personale di Village 4all per essere accompagnati nella costruzione del proprio viaggio su misura, dalla logistica, all\u2019assistenza al prezzo.<br \/>\nIl marchio, bench\u00e9 non funga da patente, \u00e8 comunque un buon biglietto da visita perch\u00e9 significa che la struttura \u00e8 stata consigliata dopo una diretta rilevazione sul campo.<br \/>\nPer dare il marchio l\u2019azienda opera una rilevazione secondo criteri riconosciuti dalle associazioni e leggiamo\/ascoltiamo: \u201cAl termine della rilevazione viene consegnato alla azienda un elenco di possibili migliorie dei punti critici rilevati durante l\u2019audit. Questo documento svolge una funzione di promemoria per sviluppare e incrementare una migliore accessibilit\u00e0 della struttura, secondo il metodo di miglioramento continuo rappresentato dal \u201cPDCA\u201d (plan\u2013do\u2013check\u2013act)\u201d.<br \/>\nL\u2019Azienda ferrarese \u00e8 quindi un network di riferimento importante a livello nazionale e non solo sia per le strutture ospitanti che per i loro potenziali clienti in termini di mediazione, informazione, affidabilit\u00e0 e sicurezza.<br \/>\nRoberto Vitali, il presidente di Village 4All, ci spiega che \u201cgli operatori turistici devono capire che l\u2019accessibilit\u00e0 delle loro strutture non passa per il tipo di disabilit\u00e0 dei clienti, in un campeggio per esempio, \u00e8 davvero di poco conto. L\u2019accessibilit\u00e0 passa piuttosto dall\u2019ascolto che la struttura rivolge alle esigenze del cliente, noi, in questo senso li aiutiamo a comunicare nella maniera giusta e a dare informazioni nella maniera corretta, cos\u00ec da garantire a tutti la possibilit\u00e0 di scegliere la vacanza pi\u00f9 adeguata alle proprie esigenze. Oggi il marchio vede circa cinquanta strutture in Italia, due in Croazia ma sono numeri in crescita vertiginosa. In Veneto abbiamo vinto una gara d\u2019appalto per recensire oltre 400 strutture turistiche e abbiamo ricevuto due riconoscimenti dall\u2019Organizzazione Mondiale del Turismo per aver creato il brand V4A e quindi l\u2019idea dell\u2019impresa e il 4A Inside, il sistema con cui raccogliamo le informazioni che non \u00e8 nient\u2019altro che l\u2019applicazione di un software\u201d.<br \/>\nL\u2019approccio di Village4All, lo dice il nome, conserva una caratteristica per noi importante, che ci ha insegnato il prof. Riziero Zucchi, caro amico del nostro collega Claudio Imprudente, uno dei fondatori del Centro Documentazione Handicap di Bologna. Ci\u00f2 a cui ci riferiamo \u00e8 quella che Zucchi ha definito \u201cla pedagogia del villaggio\u201d. Intorno a una persona con disabilit\u00e0 non si muove mai una persona sola ma un villaggio fatto di famiglia, referenti Asl, educatori, colleghi, medici, psicologi, amici, accompagnatori. Tutti loro concorrono in un modo o nell\u2019altro alla vita della persona ed \u00e8 bene che lo facciano in maniera condivisa.<br \/>\nVillage4All ci sembra procedere proprio in quest\u2019ottica, accompagnando il disabile e chi \u00e8 con lui nella personalizzazione di un viaggio che assecondi i suoi desideri ma che lo ponga anche in dialogo consapevole con tutta la macchina organizzativa con cui si trover\u00e0 a confrontarsi, un marchio ma anche un villaggio che si muove insieme.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Bussola n. 3.\u00a0 Direzione Est<br \/>\n<\/strong>A spasso con Darinka. Botta e risposta con Darinka Montico, camminatrice<\/p>\n<p><strong>\u00a0Come definiresti la parola \u201cviaggio\u201d?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>La parola viaggio per me \u00e8 accettare la possibilit\u00e0 che ci possano essere persone che non vivono come te ma che lo fanno in un modo personale e che questo modo pu\u00f2 essere anche molto diverso dal tuo. Purtroppo siamo abituati a vivere in un mondo pieno di pregiudizi dove quello che \u00e8 considerato normale dalla maggior parte della gente non \u00e8 necessariamente un normale oggettivo, \u00e8 quello che si \u00e8 imposto come normalit\u00e0 ma bisognerebbe riuscire a uscire da queste categorizzazioni. Viaggiare \u00e8 un ottimo modo per farlo, scoprendo che ci sono persone che vivono in modo completamente diverso dal nostro. A volte basterebbe semplicemente aprire un po\u2019 la mente, anche a casa nostra.<\/p>\n<p><strong>Cosa ti ha spinto a intraprendere i tuoi percorsi a piedi?<br \/>\n<\/strong>Sono sempre stata una persona lenta, in generale, la ragazza che consegnava per ultima il compito in classe e a cui la maestra gridava ogni dieci minuti di non guardare fuori dalla finestra, di stare con i piedi per terra, che il tempo \u00e8 denaro e via dicendo&#8230; Poi ho pensato che beh, se il tempo \u00e8 davvero denaro e io sono tanto lenta allora probabilmente sono anche molto ricca visto che riesco sempre a utilizzarlo in un modo diverso!\u00a0 Cos\u00ec ho pensato di tornare in Italia, dopo sedici anni all\u2019estero dove avevo accettato i lavori pi\u00f9 disparati, e di fare un viaggio nel modo pi\u00f9 mio possibile, nel modo quindi pi\u00f9 lento possibile e ho scelto di camminare, nonostante non fossi allenata e non l\u2019avessi mai fatto prima dell\u2019anno scorso.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del camminare?<br \/>\n<\/strong>Svantaggi sinceramente non ne trovo eccetto forse alcune questioni pratiche come il fatto che, per dormire, se non hai una tenda con te devi sempre trovare un centro abitato, ma non lo ritengo niente di fondamentale.<br \/>\nVantaggi invece ce ne sono un miliardo, camminare stimola un sacco di endorfine, ti senti benissimo fisicamente e piena di energia, lo stesso a livello emotivo, camminare stimola moltissimo il pensare. Il mio libro, <em>Walka<\/em>bout. L\u2019Italia, a piedi, senza soldi, raccogliendo sogni (Edizioni dei Cammini), l\u2019ho scritto cos\u00ec, mentre camminavo. In questo modo hai tempo per fare da sola, per concentrarti su di te e la natura, per sincronizzare il tuo respiro con quello del mondo e vedere cosa ne viene fuori. Un modo per concentrarsi, ecco, una forma di meditazione.<br \/>\nOra mi trovo a Ustica dove sto scrivendo il mio nuovo libro, Un\u2019isola in 8 km, dove per\u00f2, facendo tutti i giorni il giro dell\u2019isola non riesco molto a scrivere!<\/p>\n<p><strong>In base a che cosa scegli i tuoi itinerari?<br \/>\n<\/strong>Completamente a caso, devo essere onesta. Nel percorso dell\u2019anno scorso dalla Sicilia al Piemonte ho fatto 3000 km perch\u00e9 sono andata a zig zag in base alle persone che incontravo sul mio cammino, amici o parenti che mi hanno ospitata e a volte mi sono anche ritrovata sulla 106 in Calabria, il che \u00e8 stato molto duro ma volevo vedere anche quel tipo di realt\u00e0. Dipende sempre perch\u00e9 lo fai, io non volevo vincere un premio, n\u00e9 fare una maratona n\u00e9 una gara con nessuno, l\u2019ho fatto per me e conoscere il mio paese, erano sedici anni che mi trovavo fuori, viaggiando moltissimo all\u2019estero cogliendo ogni occasione di lavoro che mi si presentava. Mi sono lasciata cos\u00ec trasportare dal caso, anche se ho smesso di crederci perch\u00e9 ogni cosa che ti succede dopo vieni a capire perch\u00e9 ti \u00e8 successa. Io mi sono lasciata guidare da ci\u00f2 che chiamo dio ma forse questo \u00e8 pi\u00f9 un mio gergo personale, non intendo propriamente quello religioso.<\/p>\n<p><strong>Meglio viaggiare da soli o in gruppo? Come ti accolgono le persone che incontri durante i tuoi percorsi?<br \/>\n<\/strong>Nel viaggio dell\u2019anno scorso c\u2019era un buon equilibrio perch\u00e9 di giorno camminavo da sola e poi la sera quando arrivavo mi facevo ospitare da chi trovavo, riuscivo a passare il tempo che mi serviva per me stessa e al contempo con le persone che incontravo.<br \/>\nIo preferisco viaggiare da sola per concentrarmi meglio su quello che vedo e sulle persone che incontro piuttosto che sul compagno di viaggio, diventerebbe pi\u00f9 uno stress, bisogna andare allo stesso ritmo, se conosco una persona che mi piace e voglio fermarmi due sere in un paese a bere dovrei poi essere sicura che a chi \u00e8 con me possano andare bene anche questo tipo di scelte\u2026 lo ammetto, non ho la pazienza per viaggiare in compagnia\u2026<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un luogo o un incontro o un episodio che durante il viaggio ha cambiato il tuo modo di osservare?<br \/>\n<\/strong>Tantissimi. Ne parlo nel mio libro, Walkabout. L\u2019Italia, a piedi, senza soldi, raccogliendo sogni (Edizioni dei Cammini), ogni incontro mi ha dato qualcosa. Uno dei pi\u00f9 belli che ho fatto ultimamente non ha cambiato il mio modo di viaggiare, ha semplicemente portato a un altro livello qualcosa che mi sembrava di aver capito, che cio\u00e8 le persone sono fondamentalmente buone. Ho conosciuto un ragazzo non vedente, Alessandro Bordini, di Nogara, un paesino in provincia di Verona, un ragazzo che si \u00e8 fatto il giro del mondo da solo, con il suo bastone, nel momento in cui ha capito che era in grado di spostarsi da solo. Ha visitato pi\u00f9 di novanta paesi nell\u2019arco di un anno e mezzo e se io viaggiavo da sola e senza soldi lui lo ha fatto persino senza vedere confermando la mia stessa tesi: quando si \u00e8 trovato in un momento di difficolt\u00e0, come nei bassifondi di Caracas in cui non sapeva dove si trovasse, gli hanno dato una mano prima che un potenziale malintenzionato potesse avvicinarsi. Entrambi abbiamo trovato in viaggio persone che si sono prese cura di noi. Un bello spunto per farsi influenzare un po\u2019 meno dai telegiornali, aprire le porte e conoscere le persone.<\/p>\n<p><strong>La scrittura \u00e8 parte integrante della tua esperienza di viaggiatrice: dove annoti e raccogli i tuoi appunti di viaggio? Preferisci farlo al ritorno o durante le soste?<br \/>\n<\/strong>Scrivo proprio mentre cammino su quaderni o ipad, sui treni, lo faccio sempre durante, quando ho tutto in testa, dopo perderei qualcosa. Quest\u2019anno ero in bici ed \u00e8 stato un casino, registravo la mia voce sull\u2019iphone e poi mi mettevo a scrivere non appena arrivavo da qualche parte!<\/p>\n<p><strong>Che cosa consiglieresti a una persona che desidera intraprendere un viaggio in solitaria ma ha paura?<br \/>\n<\/strong>Consiglierei di farlo subito perch\u00e9 se no non lo fai pi\u00f9, e soprattutto di non fare troppi programmi, se non fai programmi non puoi sbagliare, poi, chiss\u00e0, da cosa nasce cosa\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parallelamente alla nostra esperienza laboratoriale abbiamo cercato di esplorare nuovi territori e allargare lo sguardo all\u2019insieme delle proposte e delle professionalit\u00e0 che negli ultimi anni hanno lavorato alla creazione di occasioni di viaggio per persone con disabilit\u00e0 e non solo in Italia e all\u2019estero, privilegiando la qualit\u00e0 degli itinerari, degli alloggi, della conoscenza reciproca e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591,3974],"edizioni":[3894],"autori":[3895],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3896],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3078"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3078"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3078\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4604,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3078\/revisions\/4604"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3078"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3078"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3078"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=3078"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=3078"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=3078"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=3078"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=3078"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=3078"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}