{"id":309,"date":"2009-11-04T17:05:35","date_gmt":"2009-11-04T17:05:35","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=309"},"modified":"2025-12-14T14:27:55","modified_gmt":"2025-12-14T13:27:55","slug":"p-come-politically-correct","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=309","title":{"rendered":"14. P come Politically Correct"},"content":{"rendered":"<p>Gli animatori dei cartoni animati dimenticavano sempre quale fosse la gamba di legno, che rischiava di passare a destra o a sinistra a seconda dell\u2019autore in questione. Per semplificarsi la vita,<!--break--> quelli di Burbanks decisero di abolirla. Troppo complicato star dietro alla menomazione d\u2019un figlio, seppur di celluloide. La drastica decisione si riflett\u00e8 anche sulle strisce quotidiane e sui comic books (prima degli anni 50), contestualmente il nome di Gambadilgno (Peg-leg-Pete) si trasforma nell\u2019anonimo \u201cPietro il Nero\u201d (Black Pete). Bisogner\u00e0 attendere Floyd Gottfredson e la sua vena d\u2019autore per avere una bench\u00e9 minima spiegazione della \u201cnovit\u00e0\u201d. Sar\u00e0 lo stesso Gambadilegno ad illustrare a Topolino di aver sostituito la vecchia gamba di legno con una modernissima protesi indistinguibile dall\u2019originale. Magari involontariamente, frutto pi\u00f9 di esigenze pratiche che di vera e propria censura, la storia di Gambadilegno \u00e8 comunque un siparietto che la dice lunga sulla sensibilit\u00e0 di trattare certi temi. Anche nei Disney italiani; \u201cLa proibizione di toccare certi temi ha una lunga gestazione \u2013 spiega l\u2019esperto Marco Barlotti \u2013 I primi vincoli nascono nel 1962, con l\u2019adozione da parte dell\u2019editore Mondadori del \u2018Codice di garanzia morale\u2019 tendenze ad assicurare \u2018i genitori e gli insegnanti\u2019 che i ragazzi possono leggere il fumetto\u2019 senza che tale lettura sia nociva alla loro formazione morale\u201d. Una posizione diventata addirittura pi\u00f9 rigida nel corso degli anni, con l\u2019aggiunta di ulteriori vincoli a disegni e dialoghi. Il fatto \u00e8 che l\u2019handicap non sembra generalmente agli autori (e forse soprattutto all\u2019editore) un buon argomento per le storie (per defizione non impegnative) di un giornale a fumetti\u201d conclude Barlotti.<br \/>\nChi invece accetta il \u201cdialogo\u201d fedele al proprio motto \u201ceducare divertendo\u201d \u00e8 il settimanale paolino il Giornalino. Per esempio, pubblicando la storia di un pilota costretto a confrontarsi con la disabilit\u00e0 fisica. Alan infatti \u00e8 un giovane campione automobilistico rimasto ferito ad una gamba in seguito ad un incidente. Secondo i medici l\u2019unica soluzione possibile \u00e8 l\u2019amputazione. La notizia provoca una sbandata nel pilota, che non d\u00e0 il consenso per l\u2019operazione. \u201cPreferisco morire\u201d, ripete. La voglia di vivere e di affrontare la realt\u00e0 gli torner\u00e0 solo grazie all\u2019incontro con John, un ragazzo affetto da paresi agli arti inferiori, una vita in ospedale che non gli ha scalfito la voglia di sorridere e di affrontare la vita a testa alta. \u201cSono venuto per restituirti il tuo autografo! \u2013 lo affronta \u2013 L\u2019altro giorno mi sono sbagliato credendoti un campione\u201d. Cos\u00ec facendo gli sbatte in faccia la realt\u00e0 non certo contrassegnata dal coraggio. La frustata ridester\u00e0 il pilota il quale \u2013 miracolo atteso durante tutto il racconto \u2013 in seguito all\u2019operazione perfettamente riuscita, guarisce. \u201cIl campione\u201d \u00e8 un esempio emblematico di un atteggiamento nei confronti della diversit\u00e0 talmente positivo da sembrare inevitabilmente idealizzato. Per contro, si respira pagina dopo pagina l\u2019aria da \u201clieto fine\u201d. Certo, la sofferenza non \u00e8 bandita dalle pieghe del racconto ma in primo piano \u00e8 sempre mostrato il lato positivo, l\u2019atteggiamento forte e vincente nei confronti della malattia &#8211; e quindi della vita &#8211; del John di turno, una raffigurazione in fondo stereotipata e tutto sommato tranquillizzante tipica di un certo fumetto avventuroso-realistico, pi\u00f9 incline \u201ca prospettare guarigioni o soluzioni miracolistiche per casi irreversibili\u201d che a scandagliare \u201cla conflittualit\u00e0 interiore del disabile\u201d, come ha ben mostrato in pi\u00f9 d\u2019una occasione Giulio Cesare Cuccolini.<br \/>\nNon di rado, inoltre, i comics avventurosi hanno rafforzato i radicati e diffusi ma infondati luoghi comuni sull\u2019handicap come il binomio deformazione fisica-abiezione morale. Esempio autorevole \u00e8 il classico Dick Tracy, il poliziotto dal mento quadrato creato da Chester Gould, un archetipo del giallo e non solo a fumetti, che ha proposto ai suoi lettori una galleria di cattivi che avrebbero fatto felice Lombroso. Prima ancora di essere giudicati per averli visti in azione, i cattivi secondo Chester Gould, cio\u00e8 i vari Pruneface, Flattop e Sharkey che ostacolano il cammino di Dick Tracy e della giustizia, si riconoscono per le deformit\u00e0 del volto. Lo stesso Tex Willer, il longevo ranger nato dall\u2019italica fantasia del duo G.L. Bonelli\/A. Galeppini, in qualche maniera \u00e8 un seguace di questa teoria, basti pensare al deforme El Muerto ma anche ai tratti luciferini che caratterizzano l\u2019arcinemico Mefisto e l\u2019altrettanto mefistofelico di lui figlio Yama. Incamminatosi su questa strada, Aquila della Notte arriver\u00e0 a riconoscere i cattivi dall\u2019odore: che sia lo zolfo ad orientare il sesto senso del ranger di Bonelli? Battute a parte, si tratta di un clich\u00e9 che fa parte del dna del fumetto e rintracciabile anche nei pi\u00f9 recenti serial. Non fa eccezione Magico Vento, peraltro \u00e8 impegnato a smontare tanti dei pregiudizi verso i diversi di ogni razza e colore. Come giudicare altrimenti il Groddek di \u201cBlizzard\u201d, un rapinatore ed assassino intento a semina il terrore in mezzo west eppure mosso da tanta piet\u00e0 verso i suoi simili da nascondergli la vista del suo vero volto deforme e mostruoso sotto un comodo saio.<br \/>\nCerto, pensare al fumetto, ovvero una rappresentazione deformata e deformante della realt\u00e0, come ad un\u2019isola felice in cui la trattazione della diversit\u00e0 avviene senza cadere in stereotipi pi\u00f9 o meno politicamente corretti, non \u00e8 pensabile. Per contro non mancano episodi, anche ben riusciti, in cui vignette e ballon riescono ad abbattere le barriere del conformismo. Le strisce di Bloom County, a questo propisito, sono significative. Il protagonista, un reduce dal Vietnam costretto sulla sedia a rotelle, grazie al suo sense of humor riesce a sovvertire il comune modo di pensare e di comportarsi, fino a mettere a disagio gli interlocutori di ogni sesso e ceto sociale. E che dire di \u201cPasqua\u201d, il fumetto di Andrea Pazienza in cui il geniale autore abruzzese non ha difficolt\u00e0 a mettere in striscia anche l\u2019handicappato cinico, o quello depresso e il nevrotico, insomma l\u2019handicappato senza qualit\u00e0, in realt\u00e0 \u201ccaratteri che la letteratura e il teatro europei avevano approfondito fin dagli Venti\u201d ci fa notare argutamente Cesare Padovani. Insomma \u00e8 possibile raccontare la diversit\u00e0 senza far apparire nient\u2019altra qualit\u00e0 se non quella irrinunciabile di essere umano. Lontano dal manicheismo handicappato buono\/handicappato cattivo si \u00e8 incamminato anche Filippo Scozzari. Pi\u00f9 interessato all\u2019handicap morale che a quello fisico, Scozzari ha preso spunto dalla vicenda, realissima, di Rosanna Benzi e della sua esistenza nel polmone d\u2019acciaio dell\u2019ospedale San Martino di Genova, per un fumetto con un handicappato di stampo \u201cclassico\u201d. \u201cLorna\u201d \u00e8 l\u2019omonima infermiera che assiste Arturo, ventisei anni, da ventisei anni in un polmone d\u2019acciao. \u201cPraticamente non ho mai smesso d\u2019essere un feto\u201d dichiara cinicamente. Arturo per\u00f2 ha Lorna, la sua amante onirica capace di entusiasmarlo con i suoi racconti di fanta-erotismo. Quando smette il camice, per\u00f2, ai gesti dolci e alle premure per il paziente, l\u2019infermiera sostituisce pensieri di morte. Il politically correct si \u00e8 fermato nella sala anestetizzata dell\u2019ospedale. La vita \u00e8 sempre un\u2019altra cosa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli animatori dei cartoni animati dimenticavano sempre quale fosse la gamba di legno, che rischiava di passare a destra o a sinistra a seconda dell&#8217;autore in questione. 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