{"id":3091,"date":"2021-05-20T15:04:17","date_gmt":"2021-05-20T13:04:17","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=3091"},"modified":"2025-09-24T11:43:03","modified_gmt":"2025-09-24T09:43:03","slug":"beati-noi-perche-io-non-sono-charlie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3091","title":{"rendered":"Perch\u00e9 io non sono \u201cCharlie\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Di Stefano Toschi<\/p>\n<p>Giusto un anno fa ci siamo indignati per il vergognoso atto terroristico nei confronti della redazione di Charlie Hebdo, quando ancora molti di noi non sapevano nemmeno di cosa scrivesse questo giornale satirico. Pian piano, tutti abbiamo conosciuto qualche copertina di questa rivista e abbiamo capito (ovviamente non compreso) perch\u00e9 gli attentatori ce l\u2019avessero tanto con i redattori. Da allora, si sono succedute vignette blasfeme che, in perfetta par condicio, colpivano un po\u2019 tutte le religioni.<br \/>\nDa cristiano, confesso che anche io mi sono sentito offeso e mortificato da certe vignette di cui, tuttora, mi sfugge l\u2019ironia. Ma una di quelle vignette, da persona con deficit, non posso proprio tollerarla. Perch\u00e9, se gi\u00e0 \u00e8 offensivo colpire il credo di una persona, ancora peggio \u00e8 colpire la persona in s\u00e9. Recentemente, a seguito di alcune affermazioni razziste fatte dalla politica francese Nadine Morano, la quale, storpiando De Gaulle, aveva dichiarato che la Francia \u00e8 paese \u201cgiudaico-cristiano e di razza bianca\u201d, \u00e8 comparsa una copertina in cui essa veniva raffigurata come \u201cla figlia Down di De Gaulle\u201d. Per quanto deprecabili le sue affermazioni, non \u00e8 certo una simile copertina che possa muovere indignazione nei suoi confronti da parte dell\u2019opinione pubblica.<br \/>\nQuesto \u00e8 un modo distorto e profondamente sbagliato di concepire la satira e la laicit\u00e0, che dovrebbe essere rispetto per tutti e non disprezzo. Il fatto \u00e8 particolarmente grave non tanto per il modo in cui si \u00e8 voluto colpire la Morano, quanto perch\u00e9 De Gaulle aveva veramente una figlia Down, morta ventenne e da lui adorata, mai nascosta agli occhi del mondo e sempre rimpianta.<br \/>\nLa satira sulle persone con deficit \u00e8 davvero il livello pi\u00f9 basso di umanit\u00e0, che ci mette al pari degli estremisti religiosi. Ricordo sempre che, alle scuole medie, un professore redargu\u00ec aspramente un compagno che aveva definito mongoloideun altro, probabilmente per pura ignoranza da dodicenni, senza alcun intento realmente offensivo n\u00e9 la consapevolezza della gravit\u00e0 dell\u2019affermazione. Penso che quel ragazzino, come lo ricordo io, ricorder\u00e0 bene il perch\u00e9, rispetto a tante altre offese di cui il vocabolario adolescenziale \u00e8 ricco, quella fosse di una particolare gravit\u00e0. Se fin da piccoli non educhiamo i nostri figli alla conoscenza e, di conseguenza, al rispetto della diversit\u00e0, vivremo inevitabilmente in una societ\u00e0 in cui la diversit\u00e0 non \u00e8 concepita come una ricchezza, ma come un peso assistenziale. Quando incontro bambini che mi osservano con un misto di perplessit\u00e0 e interesse e, poi, chiedono ai genitori cos\u2019ho o perch\u00e9 sono in carrozzina, non mi imbarazzo e invito, anzi, i genitori a fare altrettanto e a spiegare senza problemi (ammesso che anche i genitori ci arrivino\u2026) che ci sono persone che, come me, hanno questa caratteristica. Nel mio caso, ce l\u2019ho dalla nascita, in altri casi la carrozzina pu\u00f2 diventare un accessorio indispensabile a seguito di eventi traumatici. Mi piacerebbe, ogni volta che c\u00e0pita, che i genitori non mi definissero malato con i bambini, perch\u00e9 non lo sono. Quindi tento sempre di rispondere io, come posso, alle loro curiosit\u00e0, spiegando che, come loro sono biondi o castani, alti o bassi, magri o grassi, io sono fatto cos\u00ec. I figli dei miei amici, che spesso vengono a casa mia, dunque sono abituati fin da bambini alla mia diversit\u00e0, si arrampicano e giocano con la mia carrozzina con grande naturalezza e sembrano non percepire nemmeno la differenza, ovvero non se ne curano, non la considerano una cosa strana.<br \/>\nMi racconta sempre un\u2019amica che, quando la figlia incontr\u00f2 al ristorante un signore in carrozzina, lei, che aveva poco pi\u00f9 di un anno, gli corse incontro e cerc\u00f2, tutta sorridente, di arrampicarsi sulle sue ruote. Il signore, fra lo stupito e il divertito, si sentiva quasi preoccupato di non fare paura alla bimba e si interrogava sul perch\u00e9 di tanta, per lui inusuale, naturalezza. Non poteva sapere che la bimba era abituata alla mia presenza e che tentava di replicare col malcapitatoun\u2019arrampicata pi\u00f9 volte messa in atto su di me! Altro aneddoto sul genere, una volta avevo un appuntamento con una persona che non avevo mai visto per discutere di un intervento a un convegno. L\u2019amica che ci aveva messi in contatto aveva lungamente parlato di me e dei miei articoli a costui, omettendo un piccolo dettaglio: il mio deficit. Dovendoci incontrare in un luogo pubblico e riconoscerci, la mia amica ci aveva reciprocamente descritti (non era ancora l\u2019epoca degli smartphone, per cui avremmo agevolmente potuto scambiarci una foto!) con le rispettive caratteristiche fisiche: alto, basso, castano, con o senza barba e capelli\u2026 aveva completamente omesso il fatto che io giro su quattro ruote. Quando ci individuammo, notai che il mio interlocutore, sulle prime, era decisamente perplesso. Poi, la mia amica mi confess\u00f2 che lui l\u2019aveva chiamata e le aveva chiesto, come mai, di tutte le caratteristiche mie pi\u00f9 evidenti, non aveva elencato la pi\u00f9 lampante in assoluto. La mia amica, candidamente, ammise di non averci proprio pensato. Ecco, questa \u00e8 la vera integrazione, non quella propugnata dalle Istituzioni e anche da molte associazioni, che sa spesso di forzatura: si tratta, invece, di un vero e proprio cambio di mentalit\u00e0 nell\u2019approccio con la diversit\u00e0.<br \/>\nQuando questa sar\u00e0 davvero percepita solo come una caratteristica fisica e nulla pi\u00f9, allora avremo la vera svolta. Troppo spesso, ancora oggi, i genitori si sentono quasi obbligati a tenere nascosti i propri figli con handicap, quasi fosse una vergogna e, addirittura, una colpa. Troppo spesso queste madri sono state fatte sentire in difetto persino da qualche medico, come se l\u2019handicap del figlio fosse conseguenza di una qualche azione o, peggio, di gravi peccati commessi dai genitori. Solo l\u2019abitudine alla diversit\u00e0 potr\u00e0 modificare questo modo di pensare. Fino ad allora, ci saranno tanti \u201cCharlie\u201d convinti di poter far ridere con\u2026 un cromosoma in pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Stefano Toschi Giusto un anno fa ci siamo indignati per il vergognoso atto terroristico nei confronti della redazione di Charlie Hebdo, quando ancora molti di noi non sapevano nemmeno di cosa scrivesse questo giornale satirico. 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