{"id":3099,"date":"2021-05-20T15:31:09","date_gmt":"2021-05-20T13:31:09","guid":{"rendered":"http:\/\/archivio.pixed.it\/?p=3099"},"modified":"2025-09-24T11:33:00","modified_gmt":"2025-09-24T09:33:00","slug":"il-magico-alvermann-luomo-che-allevava-i-gatti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3099","title":{"rendered":"L\u2019uomo che allevava i gatti"},"content":{"rendered":"<p>A cura di Nicola Rabbi<\/p>\n<p>La diversit\u00e0 \u00e8 spesso un elemento nella narrazione che serve a fare luce su determinate situazioni sociali; cos\u00ec la persona con disabilit\u00e0 serve allo scrittore per far scattare certe dinamiche che portano alla luce contraddizioni sociali o psicologiche. \u00c8 quello che capita nella serie di racconti dello scrittore cinese contemporaneo Mo Yan, pubblicati nel libro L\u2019uomo che allevava i gatti.<br \/>\nMo Yan, famoso in Italia per il romanzo Sorgo rosso, scrive questi testi negli anni \u201980, in piena epoca denghiana dove iniziano e s\u2019intensificano le aperture verso un\u2019economia non pi\u00f9 pianificata ma di libero mercato, sempre per\u00f2 sotto il rigido controllo di partito.<br \/>\nIn questi racconti, protagonisti sono quasi sempre delle persone deboli o con delle tare, a volte sono semplicemente dei bambini, creature comunque completamente indifese di fronte a una societ\u00e0, quella cinese, che tratta con durezza chi \u00e8 debole o malato; \u00e8 la tipica durezza del mondo contadino arcaico che ritroviamo in tante altre letterature, un mondo che, di fronte alle necessit\u00e0 della pura sopravvivenza, non si pu\u00f2 permettere di mostrarsi benigno verso chi \u00e8 debole. Ma la mancanza, la disabilit\u00e0 \u00e8 anche occasione di meraviglia per questa societ\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 anche l\u2019occasione per riaffacciarsi a un mondo magico, ancestrale, dove sogni, leggende, superstizioni si rifanno vive anche nella materialistica societ\u00e0 comunista cinese che impone con fermezza la politica del figlio unico per famiglia. \u00c8<br \/>\nIl protagonista del racconto <em>Il cane e l\u2019altalena<\/em> \u00e8 un figlio di contadini che \u00e8 riuscito per\u00f2 a diventare un intellettuale di citt\u00e0; in visita al suo remoto villaggio incontra Nuan, la bella ragazzina compagna d\u2019infanzia che per colpa sua, giocando sull\u2019altalena, aveva perso un occhio, condannandola cos\u00ec a una vita di emarginazione. Quando comunica alla sua famiglia l\u2019intenzione di andare trovare Nuan cos\u00ec gli risponde lo zio:<\/p>\n<p><em>\u201c\u00c8 evidente che studiare non \u00e8 una cosa buona, non solo per i malanni che colpiscono quelli che studiano, ma anche perch\u00e9 li rende un po\u2019 bislacchi. Che bisogno hai di andarla a trovare? Diventerai lo zimbello del villaggio! Una \u00e8 cieca e l\u2019altro \u00e8 muto. Ognuno deve stare al proprio posto, i pesci con i pesci, i gamberi coni gamberi, non bisogna abbassarsi a frequentare certe persone\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Una famiglia, infatti, Nuan ha potuto farsela solo sposando una persona sorda, menomata come lei.<\/p>\n<p>\u201c <em>[\u2026] fu un uomo agile e solido dalla barba color terra e dagli occhi marroni che usc\u00ec ad accogliermi Mi esamin\u00f2 con aria ostile [\u2026] Sapevo da mio zio che il marito di Nuan era muto, ma il cuore mi si fece pesante nel vedere il suo aspetto da folle. Un\u2019orba che sposa un muto: \u00e8 come pretendere di tagliare le verdure in un recipiente concavo con un coltello storto! Nessuno ha motivo di prendersela con l\u2019altro! Ma io non potevo provare che una pena profonda<\/em>\u201d<em>.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019incontro tra i due uomini prima teso poi sfocia, attraverso la mediazione di Nuan, in un rapporto di grossolana amicizia. Ma dietro a questa situazione, dietro a tutta questa vicenda, c\u2019\u00e8 un piano, il piano di Nuan, che si rivela alla fine del racconto, quando, all\u2019insaputa del marito rivede il protagonista in un campo di sorgo.<\/p>\n<p><em>\u201cSono dieci anni che sei partito, pensavo che non ti avrei pi\u00f9 rivisto. Non sei ancora sposato?No! [\u2026] Tu hai visto come \u00e8 fatto mio marito, ama e odia al limite estremo [\u2026] Sospetta di qualsiasi uomo mi rivolga la parola. Mi legherebbe con una corda se potesse [\u2026] Sono rimasta incinta un anno dopo il matrimonio. Il mio ventre s\u2019ingrossava come un pallone [\u2026] Ho messo al mondo tre figli, appena pi\u00f9 grossi dei piccoli di una gatta. [\u2026] Sono stati due anni terribili, pensavo che non mi sarei mai pi\u00f9 ripresa. Dal momento in cui vennero al mondo vissi nell\u2019ansia. Signore, fa\u2019 che parlino e non siano come il padre, mi auguravo. Quando ebbero circa otto mesi il cuore mi si gel\u00f2. Erano assenti, insensibili ai suoni e piangevano senza toni. Pregai il Cielo che me ne lasciasse almeno uno col quale parlare\u2026 ma non serv\u00ec a niente, erano tutti e tre muti\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Ecco allora che Nuan, distendendo un panno giallo nel campo, esclama:<\/p>\n<p>\u201cAllora\u2026 ora dovresti capire&#8230; Temendo di farti ribrezzo mi sono messa l\u2019occhio di vetro. Sono in un periodo fecondo\u2026 voglio un figlio che parli!\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Nel racconto Musica polare, invece, l\u2019emarginato ha un ruolo del tutto diverso.<\/p>\n<p><em>\u201cSolo quando arriv\u00f2 l\u00ec davanti, scoprirono che quell\u2019ombra era in effetti un uomo di corporatura gracile. Portava appese borse di tipi, forme e grandezze diverse, alcune lunghe e sottili, altre piatte [\u2026] Veniva spontaneo chiedersi cosa potessero contenere. Si appoggiava a un lungo bastone di bamb\u00f9 e portava sulla schiena un piccolo involto con il necessario per farsi un giaciglio.<br \/>\nSan Xie accese un fiammifero e illumin\u00f2 un viso pallido ed emaciato. E due enormi occhi spenti e senza luce\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Cos\u00ec entra in scena il cieco e si presenta a quattro commercianti agiati, tipica espressione della Cina che cambia dopo i rigori maoisti e che lascia spazio all\u2019intraprendenza economica dei singoli. In questo remoto villaggio vive Hua Moli, una donna bella, alta, dal carattere duro che sa far affari; ha uno spirito indipendente che la porta perfino a divorziare da un alto funzionario di partito. Una donna ammirata e temuta in tutta la comunit\u00e0 locale. Hua ospita il cieco a casa sua perch\u00e9 ne prova piet\u00e0 ma in breve ne rimane folgorata<em>:<br \/>\n<\/em>\u201cLe fattezze non comuni del cieco colpirono Hua Moli nell\u2019istante stesso in cui accese la luce. La fronte pallida e sporgente faceva risaltare la profondit\u00e0 e la serenit\u00e0 del suo sguardo senza vita. Le orecchie, straordinariamente grandi, erano animate da un\u2019incredibile vitalit\u00e0, sensibili e vigili, reagivano al minimo rumore\u201d.<br \/>\nLa comunit\u00e0 non riesce a capire le ragioni che possono legare una donna cos\u00ec forte a un reietto e spettegola, fa congetture, maligna, finch\u00e9 alla sera il mistero verr\u00e0 in parte svelato:<\/p>\n<p><em>\u201cA un tratto dal cortile si lev\u00f2 un suono che la gente di Masang non sentiva da anni. Il giovane cieco stava suonando il flauto! Le prime note erano profonde e delicate come il sospiro di una fanciulla, poi si trasformarono in un pianto che scorreva dolce e tranquillo come l\u2019acqua del fiume o le nuvole del cielo. Il suono si fece sempre pi\u00f9 debole, come se annegasse in un mare infinito \u2026 poi all\u2019improvviso la melodia riprese vigore, diventando sempre pi\u00f9 forte e scatenandosi come onde agitate che trasportavano sulla loro cresta le emozioni della gente del villaggio sull\u2019argine del fiume. Fang Liu, lo Zoppo, teneva gli occhi chiusi e il viso rivolto al cielo; Huang Yan respirava profondamente a testa bassa; Du Shuang si copriva il viso con le mani, e gli occhi di San Xie s\u2019ingrandirono per la meraviglia. Gli accenti sempre pi\u00f9 desolati sembravano trafiggere le nuvole e spezzare le rocce. La musica tocc\u00f2 le corde pi\u00f9 sottili e morbide del cuore umano, avvolgendo i presenti in una sensazione estatica\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Il giovane cieco comincia a suonare all\u2019interno del ristorante di Hua Moli diventandone un\u2019attrattiva e fonte di un enorme guadagno. I clienti mentre mangiano e ascoltano la musica delicata del cieco riescono a uscire dalla loro vita quotidiana:<\/p>\n<p><em>\u201cLe note scivolavano luminose ed evocatrici, come una dolce ebbrezza di primavera, che accarezza il viso allo sbocciar dei fiori. I giovani immaginarono le dolci profondit\u00e0 dell\u2019amore, i vecchi ripensarono al passato che aveva la consistenza di un sogno, e una sensazione dolce avvolse i cuori degli astanti. Dimenticarono tutto: il cielo. La terra, le preoccupazioni e le angosce\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Hua Moli per\u00f2 non \u00e8 mossa dal successo economico ma dall\u2019amore che prova per il cieco che per\u00f2 la rifiuta per poi ripartire:<\/p>\n<p><em>\u201cVuoi dire che non sono degna di te? Ti ho forse fatto del male? Mio giovane cieco&#8230; tu non puoi vedermi, ma puoi toccarmi dalla testa ai piedi, non troverai la minima cicatrice o imperfezione\u2026\u201d.<br \/>\n\u201cSorella, lo so che sei molto bella, l\u2019ho sentito dire dalla gente&#8230; ma io devo partire\u2026 devo assolutamente partire\u2026 e subito\u2026\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Nicola Rabbi La diversit\u00e0 \u00e8 spesso un elemento nella narrazione che serve a fare luce su determinate situazioni sociali; cos\u00ec la persona con disabilit\u00e0 serve allo scrittore per far scattare certe dinamiche che portano alla luce contraddizioni sociali o psicologiche. \u00c8 quello che capita nella serie di racconti dello scrittore cinese contemporaneo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3608,3592,3595],"edizioni":[3894],"autori":[2681],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3099"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3099"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3099\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4624,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3099\/revisions\/4624"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3099"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3099"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3099"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=3099"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=3099"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=3099"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=3099"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=3099"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=3099"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}