{"id":314,"date":"2009-11-04T17:05:36","date_gmt":"2009-11-04T17:05:36","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=314"},"modified":"2025-12-14T14:01:04","modified_gmt":"2025-12-14T13:01:04","slug":"i-come-integrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=314","title":{"rendered":"10. I come Integrazione"},"content":{"rendered":"<p>La parabola dei mutati nelle avventure di Nathan Never rappresenta un ottimo esempio del percorso dall\u2019esclusione all\u2019integrazione. Un discorso articolato che argomenta ci\u00f2 che in altri<!--break--> fumetti \u00e8 solo intuizione o aspirazione.<br \/>\nCronache dal futuro. 2076. \u201cIl governo federale terrestre decide di vietare la produzione di esseri artificiali creati in laboratorio e destinati ai lavori pi\u00f9 umili. Questi esseri nati dagli esperimenti genetici degli anni 2030, vengono chiamati Mutati e hanno la caratteristica di avere gli occhi neri e le pupille bianche. Inoltre ognuno di loro possiede arti e attributi fisici differenti, a secondo del lavoro al quale \u00e8 destinato. La progenie di questi mutati continua ad avere le stesse caratteristiche dei genitori e vive con loro al primo livello della citt\u00e0, dove si assiepa la maggior parte dei rappresentanti di quella che a tutti gli effetti \u00e8 una nova razza di derelitti\u201d.<br \/>\nLe date sembrano relativamente vicine per noi proiettati nel terzo millennio anche se la data reale, calcolata con il nostro calendario, sarebbe il 2154 ovvero il 2076 del Nuovo Calendario, datazione in uso nelle avventure di Nathan Never , la fantascienza italiana a fumetti.<br \/>\nCronache di un futuro quindi ancora lontano ma, come sempre accade nella migliore fantascienza, il futuro si avvicina al presente grazie alla lettura metaforica. Nel nostro futuro \u201cbonelliano\u201d ci attendono dosi massicce di progresso tecnologico (di cui stiamo gi\u00e0 facendo esperienza nella realt\u00e0), stazioni orbitanti nello spazio, abitabili e abitate, inquinamento all\u2019ennesima potenza, la sostanziale scomparsa della carta (notizia che provoca in molti contemporanei profonda tristezza) e lo strapotere mediatico.<br \/>\nLe citt\u00e0 si trasformano in quelle tecnopoli molto care all\u2019estetica del postmoderno, megalopoli tecnologiche difficili da governare dove a fianco della polizia corrotta sono cresciute agenzie private, come l\u2019Agenzia Alfa, humus dove si muovono Nathan Never e gli altri comprimari della serie.<br \/>\nIn questa societ\u00e0 tra futuro e futuribile non mancano le categorie marginali, gli esclusi, nuovi handicappati tecnologici, portatori di una diversit\u00e0 che ben si sposa con la contemporanea definizione di diversabilt\u00e0, portatori di un\u2019alterit\u00e0 biologica e sociologica: i mutati, esseri artificiali creati in laboratorio allo scopo di svolgere i compiti pi\u00f9 pesanti e nelle condizioni climatiche pi\u00f9 estreme, come apprendiamo nel secondo episodio della serie.<br \/>\nL\u2019impatto del lettore con la categoria dei mutati \u00e8 segnato dall\u2019ambiguit\u00e0. Se la descrizione fisica crea una sensazione di empatica tristezza (lo sguardo quasi perso nel vuoto, pupille bianche, le orecchie a punta quasi un futuribile elfo), il ruolo impersonato dal mutato \u00e8 quello del cattivo. Anche l\u2019approccio descrittivo \u00e8 inquietante. Prima del corpo a corpo tra Nathan Never e un mutato, un losco personaggio avvisa l\u2019agente speciale e il lettore che \u201ci mutati non conoscono le buone maniere!\u201d . I mutati non sono solo diversi, profondamente diversi, ma anche cattivi!<br \/>\nEd \u00e8 forse questo il motivo per cui vengono relegati al primo piano delle citt\u00e0 (in quel futuro le citt\u00e0 si estendono babelicamente verso il cielo, con l\u2019unico inquietante risultato di creare veri e propri gironi danteschi persi nelle viscere della terra). Con queste premesse il primo livello diviene presto sinonimo (e in parte realt\u00e0) di degrado, illegalit\u00e0, microcriminalit\u00e0, terra dove vige la legge del pi\u00f9 forte. Su queste basi si costruisce il pregiudizio razziale, la marginalit\u00e0 e contestualmente la coscienza della diversit\u00e0, il bisogno e la volont\u00e0 di riscatto.<br \/>\nNell\u2019evoluzione delle avventure di Nathan Never, dieci mesi dopo il primo episodio, troviamo il nostro eroe in azione nelle fondamenta della citt\u00e0, al primo livello, fra mutati di varia umanit\u00e0 e esseri umani di spietata disumanit\u00e0. Inizia il gioco delle parti, cos\u00ec ben conosciuto nella rappresentazione dell\u2019alterit\u00e0 in Dylan Dog.<br \/>\nE mentre il cattivo di turno, Franz Hoenzoller, politico intollerante, propone una legge che vieta e stabilisce come reato penale l&#8217;unione tra appartenenti a razze diverse , il figlio di una famiglia del sesto livello (benestanti, seppur sopra di loro esiste un settimo livello) Hans Schneider, si unisce al movimento dei mutati che chiede il riconoscimento dei diritti fondamentali per questa pseudo-razza. Di pi\u00f9. Innamorato di una mutata si batte per la parit\u00e0 dei diritti fra le due razze.<br \/>\nLe avventure di Nathan Never che vedono coinvolti i mutati sono metafora interrazziale con qualche debito ai discorsi sulla marginalit\u00e0 e sull\u2019handicap. E questo siano i mutati buoni o cattivi, in lotta per il riconoscimento dei propri diritti o in distruttiva rivolta contro il resto del mondo, tristemente melanconici in cerca di normalit\u00e0 e integrazione, fieramente antagonisti o ben inseriti tra le reti di associazioni criminali. Non si disdegna uno sguardo benevolo verso i mutati che, progressivamente nella serie, assumono sempre pi\u00f9 valenze positive, forse anche in considerazione della loro sostanziale simpatia. Pu\u00f2 non attrarre simpatia chi nasce, suo malgrado, destinato alla schiavit\u00f9 e poi diviene obsoleto per la produzione di robot sempre pi\u00f9 resistenti e sofisticati?<br \/>\nSimpatia che raggiunge i mutati come singoli e come gruppo sociale. Non solo. Dopo tante avventure la parabola dei mutati sembra avere un\u2019evoluzione definitiva nella figura di Branko, un gigantesco umanoide, il primo (rester\u00e0 l\u2019unico?) mutato che entra a far parte dell\u2019Agenzia Alfa.<br \/>\nBranko fa la sua apparizione in una rischiosa azione terroristica messa in opera da un fantomatico \u201cGruppo di Liberazione dei Mutati\u201d . Un dirottamento di uno shuttle in navigazione verso la luna; shuttle dove, naturalmente, \u00e8 imbarcato Nathan Never.<br \/>\nBranko \u00e8 un mutato cattivo, o incattivito dalla situazione, che viene arrestato dopo una lotta furibonda con Nathan Never. Il dirottamento compiuto dal suo gruppo si risolve in una carneficina e un paio d\u2019anni dopo , troviamo Branko in un carcere di Luna City, un penitenziario di massima sicurezza.<br \/>\nLo troviamo cambiato, pi\u00f9 riflessivo, perplesso di fronte alla scelta della violenza per la rivendicazione dei diritti dei mutati. Perplessit\u00e0 che si tramuta in sfiducia e che attraverso una serie di avventure vissute fianco a fianco con Nathan Never, diviene certezza in una nuova modalit\u00e0 di far valere i propri diritti attraverso una solidariet\u00e0 positiva e una ritrovata fiducia nella legge, impersonata dall\u2019Agenzia Alfa. Da questo percorso Branko esce moralmente rinforzato, anche se il prezzo pagato \u00e8 altissimo: compagni trucidati, la donna che ama uccisa. L\u2019ideale, per quanto tragico, per iniziare una nuova vita: dal rinnegamento della lotta armata per la liberazione dei mutati all\u2019integrazione paritaria, cruda e insperata vittoria della lotta per il riconoscimento dei diritti dei mutati.<br \/>\nUna parabola che coniugata secondo gli stilemi dell\u2019avventura non si arena sulle sponde del dolciastro ma \u00e8 accompagnata da un retrogusto amaro che si accompagna con la realt\u00e0 e le fatiche della vita.<br \/>\nLa parabola di Branko racchiude simbolicamente il percorso dei mutati nel mondo futuribile di Nathan Never. Branko, ormai cosciente che la violenza non \u00e8 la via giusta per l\u2019integrazione, approda all\u2019Agenzia Alfa che diviene sempre pi\u00f9 una sorta di grande famiglia allargata, tollerante e sensibile alla diversit\u00e0, intesa come portatrice di diverse abilit\u00e0 componibili per un unico scopo.<br \/>\nUn percorso quello di Branko che non si compie solo in una direzione, lo stesso Nathan Never (e i lettori con lui) ha l\u2019occasione di riflettere sull\u2019alterit\u00e0, sulla diversit\u00e0 e sulle degenerazioni del razzismo in ogni sua coniugazione.<br \/>\n\u201cPurtroppo la razza umana non ha ancora capito che per riuscire a convivere in pace con se stessa, deve prima imparare a farlo con chi \u00e8 diverso\u201d considera amaramente Nathan Never nel corso dell\u2019avventura in cui Branko diviene da antagonista a socio .<br \/>\nUn futuro, quello della serie, dove la convivenza con la diversit\u00e0, anche estrema, risulta essere una chiave di lettura del reale. Un futuro dove la tecnologia crea razze, dove esistono robot e automi che hanno sviluppato una sorta di autocoscienza, dove ci sono esseri biomeccanici, con parti costituite da una sorta di metallo vivente, dove convivono homo sapiens e la loro evoluzione: i super sapiens, dove troviamo un popolo di tristi e variopinti freaks nati da mutazioni causate da virus e perverse sperimentazioni. Un mondo sempre in bilico tra egoismo e altruismo, tra integrazione pacifica e lotta per la supremazia, un mondo non molto dissimile dal nostro dove non sempre \u00e8 facile districarsi tra concetti labili come normalit\u00e0 e devianza, un mondo sempre pi\u00f9 al plurale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La parabola dei mutati nelle avventure di Nathan Never rappresenta un ottimo esempio del percorso dall&#8217;esclusione all&#8217;integrazione. 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