{"id":3162,"date":"2024-08-06T09:20:47","date_gmt":"2024-08-06T07:20:47","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3162"},"modified":"2025-09-23T12:28:56","modified_gmt":"2025-09-23T10:28:56","slug":"5-giochi-accessibili-divertimento-e-interazione-per-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3162","title":{"rendered":"5. Giochi Accessibili: divertimento e interazione per tutti"},"content":{"rendered":"<p>Intervista a Nazzareno Giannelli e Marco Lombardi, designer<\/p>\n<p><strong>Chi siete e da dove \u00e8 partito il vostro progetto?<\/strong><br \/>\nGiochi Accessibili \u00e8 una di quelle idee nate dall\u2019incontro fra persone diverse. Partito in ambito universitario, precisamente all\u2019interno delle aule dell\u2019ISIA di Faenza (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) verso la met\u00e0 del 2012, il progetto ha avvicinato due studenti che fino ad allora si erano solo incrociati nei corridoi della Facolt\u00e0 e li ha portati a viaggiare e addentrarsi in un mondo che mai si sarebbero immaginati di esplorare. I due, all\u2019epoca in pieno periodo pre-laurea magistrale, siamo noi: Marco Lombardi e Nazzareno Giannelli. In cerca di spunti stimolanti per la stesura della tesi, grazie alle infinite risorse del nostro professore, Mauro Mami, avemmo la possibilit\u00e0 di incontrare Marco Fossati, istruttore di orientamento, mobilit\u00e0 e autonomia personale dell\u2019Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza di Bologna. La sua grande vivacit\u00e0 e professionalit\u00e0 furono da subito particolarmente contagiose. Iniziammo cos\u00ec il nostro viaggio di sensibilizzazione e di conoscenza del deficit visivo e delle migliaia di ipovedenti e di non vedenti che popolano le nostre citt\u00e0. Studiammo la cosa, cercammo di fare un quadro della situazione attuale e, in accordo con Fossati, individuammo un possibile campo d\u2019azione all\u2019interno del quale poter applicare le nostre competenze progettuali e creative per migliorare uno o pi\u00f9 aspetti della vita di coloro che sono affetti da minorazione visiva. Il design, dopo tutto, \u00e8 questo: \u00e8 studio, \u00e8 osservazione, \u00e8 intuizione, \u00e8 carpire i bisogni delle persone e rispondervi con soluzioni intelligenti e migliorare la quotidianit\u00e0 per migliorare la vita.<\/p>\n<p><strong>Come avete cominciato a interessarvi a giochi e\/o giocattoli accessibili e cosa vi ha spinto in questa direzione?<\/strong><br \/>\nL\u2019offerta di ausili che possono aiutare la persona non vedente nella sua quotidianit\u00e0 \u00e8 abbastanza ampia, quello che riscontrammo, invece, era la totale assenza di attivit\u00e0 socializzanti che permettessero di relazionarsi con le altre persone attraverso il gioco. L\u2019attivit\u00e0 ludica \u00e8 qualcosa di molto importante. Fondamentale nei primi anni di vita per esperire il mondo che ci circonda, diventa poi sempre di pi\u00f9 un mezzo di comunicazione, di socializzazione e di aiuto prezioso per la costituzione dei nostri tratti caratteriali. \u00c8 quindi un\u2019attivit\u00e0 che non pu\u00f2 mancare nel vissuto di ogni persona. Ad oggi, a farla da padrone in ambito di giochi da tavolo per persone con deficit visivi, sono i cosiddetti giochi classici quali dama, scacchi, domino e tris, giochi che pur mantenendo intatto nel tempo il loro fascino, risultano avere poco appeal per un\u2019utenza giovane. Essendo progettati esclusivamente per persone con disabilit\u00e0 visiva risultano inoltre privi di qualsiasi componente estetica e per questo hanno un aspetto poco gradevole e poco confortevole. Tale aspetto, in apparenza superfluo, in realt\u00e0 ha delle ripercussioni soprattutto sulla socialit\u00e0 di bambini e adolescenti ciechi e ipovedenti che si ritrovano a poter utilizzare solo giochi che risultano brutti e noiosi per i coetanei. Si pu\u00f2 dedurre facilmente come una situazione del genere possa solo contribuire ad aumentare le barriere tra gli individui, con inevitabili ricadute negative. Attraverso lo studio e l\u2019approfondimento di ci\u00f2 che permette alle persone con deficit visivo di percepire gli oggetti, come il tatto e l\u2019udito, si \u00e8 arrivati a sviluppare giochi da tavolo strutturati su pi\u00f9 livelli percettivi, in modo tale da renderli aperti e accessibili a pi\u00f9 forme di comprensione e di fruizione. A questo aspetto si \u00e8 aggiunta, parallelamente, la necessit\u00e0 di curare in ogni minimo dettaglio la componente estetica del prodotto, per renderlo fruibile a 360\u00b0 senza nessuna barriera discriminante. Il caso ha voluto che Marco Fossati incontrasse due appassionati di giochi da tavolo come noi. Da qui l\u2019idea di progettare delle attivit\u00e0 ludiche che fossero sin da subito pensate per includere gli ipovedenti e i non vedenti senza per\u00f2 ghettizzarli. Il principio numero uno del progetto Giochi Accessibili infatti \u00e8 proporre giochi multisensoriali, socializzanti, divertenti e accattivanti anche sotto l\u2019aspetto grafico e rappresentativo tanto quanto i prodotti gi\u00e0 attualmente sul mercato.<\/p>\n<p><strong>Parlateci di Giochi Accessibili, quali sono gli obiettivi? Perch\u00e9 avete scelto di creare giochi analogici e non digitali?<\/strong><br \/>\nIl primo obiettivo di Giochi Accessibili \u00e8 quello di eliminare le barriere discriminanti tra normodotati e disabili visivi, producendo giochi multisensoriali e interattivi, fruibili anche da persone non vedenti e ipovedenti, che sappiano mettere allo stesso tavolo amici e parenti, disabili e non. Questo \u00e8 un punto fondamentale della nostra idea da marcare con decisione: Giochi Accessibili non progetta giochi per ciechi, Giochi Accessibili crea attivit\u00e0 ludiche fruibili anche da persone con minorazione visiva, perfettamente godibili anche da normodotati di diverse et\u00e0. Ci teniamo in maniera anche un pizzico ossessiva a sottolineare questa cosa, perch\u00e9 nei tanti mesi di sviluppo post tesi, quando le basi dell\u2019idea si erano solidificate e iniziavano ad arrivare i primi riconoscimenti a livello regionale e ci presentavamo a tutte le maggiori fiere riguardanti il gioco e il gioco da tavolo in Italia e in Germania, questo \u00e8 stato l\u2019aspetto pi\u00f9 complesso da trasmettere ai vari publisher di fama mondiale. Un altro aspetto per noi molto importante \u00e8 stata la scelta presa sin da subito di creare giochi analogici, non digitali. Nonostante si stiano iniziando a vedere i primi esperimenti interessanti di giochi ibridi con una componente digitale che va a interagire con un\u2019altra parte analogica dello stesso gioco, noi abbiamo preferito puntare tutto sull\u2019offline, almeno per ora. E la motivazione \u00e8 molto semplice: i nostri prodotti devono essere mezzi di interazione e di socializzazione, devono favorire il contatto e l\u2019incontro. Questo poteva essere ottenuto senza artifici radunando le persone per una sana giocata da tavolo. Con questo non vogliamo denigrare il digitale, ignorarlo o fingere che non possa essere una strada futura per il progetto, ma crediamo fermamente che oggi, in questo 2016 sempre pi\u00f9 iperconnesso, ci sia bisogno di un po\u2019 di tempo ben speso offline con le persone a noi care. Il terzo punto nodale riguarda la multisensorialit\u00e0 e i diversi livelli d\u2019interazione e utilizzo che questa pu\u00f2 innescare. Dovendo progettare anche per disabili visivi, la scelta dei materiali e la forma di ogni singolo componente sono fondamentali. Amanti del legno, della carta e del cartoncino, classici materiali dei giochi da tavolo, attraverso il taglio laser siamo riusciti facilmente a ottenere i nostri primi prototipi. Per completare la componentistica ci siamo anche avvalsi della stampa 3D per la realizzazione di alcune pedine di gioco. Grazie a queste tecniche di lavorazione low cost abbiamo potuto realizzare i prototipi dei nostri primi due giochi: Codis e Trick or Treat.<\/p>\n<p><strong>Di cosa si tratta?<\/strong><br \/>\nCodis \u00e8 un gioco di strategia e abilit\u00e0 che prevede una lotta serrata tra codificatori. Ogni giocatore \u00e8 il possessore di un codice che deve custodire e proteggere dagli avversari, cercando allo stesso tempo di riprodurlo sulla plancia di gioco prima degli altri giocatori. Unicit\u00e0 di Codis sono le tessere di gioco stampate con una particolare tecnica a rilievo. In questo modo l\u2019input tattile aiuta i giocatori non vedenti a riconoscere le forme e a posizionarle correttamente in gioco e allo stesso tempo stimola su un livello non unicamente visivo chi ci vede. Cosa particolarmente interessante \u00e8 che durante le fasi di testing con giocatori non vedenti, questo gioco si \u00e8 rivelato anche un interessante strumento di esercitazione per bambini dai 5 ai 9 anni, che aiuta ad affinare il riconoscimento di forme tattili prima ancora di passare eventualmente all\u2019apprendimento della scrittura Braille. Trick or Treat \u00e8 invece un gioco che trae ispirazione dall\u2019analisi dell\u2019isolato urbano, elemento fondamentale nell\u2019orientamento del non vedente all\u2019interno del tessuto cittadino, e ripropone in chiave ludica lo spostarsi per le strade di un quartiere. Ricercando un valido contesto che potesse stimolare i giocatori a esplorare l\u2019area di gioco, abbiamo deciso di ambientare il tutto durante la notte di Halloween, mettendo i giocatori nei panni di alcuni piccoli monelli in costume intenti a bussare alle porte del vicinato in cerca di dolcetti. L\u2019ambientazione in questo caso ci ha aiutati a implementare non solo il concetto di isolato, ma ci ha anche permesso di giocare liberamente con i colori e con le forme. Ogni pedina \u00e8 riconoscibile grazie alle distintive forme della testa, mentre un grande aiuto a tutti i giocatori ipovedenti \u00e8 dato dal contrasto cromatico fra le varie parti componenti del gioco. Abbinando riconoscibilit\u00e0 tattile e colori sgargianti ancora una volta siamo riusciti a confezionare un prodotto accessibile. Ma non solo in fase di gioco bisogna aiutare i nostri giocatori non vedenti. Anche le fasi di preparazione della partita e di apprendimento delle regole devono essere accessibili. Questo \u00e8 stato reso possibile grazie alla progettazione di regolamenti sia in nero che in Braille, corredati da un CD audio contenente la spiegazione passo passo della componentistica di gioco e del regolamento. Gli aspetti che confluiscono nella progettazione di attivit\u00e0 ludiche articolate sono molti. Le possibilit\u00e0 da esplorare per quanto riguarda la multisensorialit\u00e0 e un nuovo modo di intendere i giochi da tavolo sono infinite. Non avremmo mai creduto di avere la possibilit\u00e0 di laurearci sviluppando un progetto cos\u00ec particolare e ai limiti del design di prodotto. La nostra fortuna \u00e8 stata quella di aver sempre avuto un forte sostegno dai professori dell\u2019ISIA, dagli istruttori e studenti dell\u2019Istituto Cavazza, da diversi veterani del gioco da tavolo e da tutte le persone alle quali abbiamo avuto la fortuna di esporre le nostre idee. La strada \u00e8 ancora lunga e le difficolt\u00e0 sono molte, soprattutto nel momento in cui si vogliono produrre e distribuire i prodotti ideati, ma noi non ci perdiamo d\u2019animo e continuiamo a giocare la nostra partita. Le nostre mosse per questo turno sono concluse. Ora tocca a voi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Nazzareno Giannelli e Marco Lombardi, designer Chi siete e da dove \u00e8 partito il vostro progetto? Giochi Accessibili \u00e8 una di quelle idee nate dall\u2019incontro fra persone diverse. 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