{"id":317,"date":"2009-11-04T17:05:37","date_gmt":"2009-11-04T17:05:37","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=317"},"modified":"2025-12-14T13:54:18","modified_gmt":"2025-12-14T12:54:18","slug":"f-come-fumetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=317","title":{"rendered":"7. F come Fumetto"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono cordiali affinit\u00e0 tra il mondo del fumetto e quello dell\u2019handicap, o pi\u00f9 in generale con il mondo della diversit\u00e0 e della marginalit\u00e0. Il fumetto \u00e8 stato<!--break--> sempre considerato un figlio di un dio minore nel mondo dei media, una sorta di cenerentola, il parente povero di cinema e stampa. Un media s\u00ec, ma marginale. Eppure \u00e8 diffuso e penetrante come sono i media. Ha un suo linguaggio originale, riproducibilit\u00e0 tecnica ed \u00e8 in grado di rappresentare la realt\u00e0; di comunicare, cio\u00e8 mettere in relazione diversi soggetti; di fornire conoscenza, esperienza del reale.<br \/>\nIl fumetto \u00e8 il frutto di un processo che lo inserisce, almeno come medium, nel contesto culturale di fine Ottocento. L\u2019Ottocento \u00e8 il secolo in cui si verifica l\u2019esplosione della stampa di massa. Dopo l\u2019impulso dato da Johann Gutenberg a met\u00e0 del quindicesimo secolo con l\u2019invenzione della stampa a caratteri mobili, il cammino dello stampa ha avuto il suo sconvolgimento pi\u00f9 significativo nel Settecento, secolo delle grandi rivoluzioni. Il Settecento ha preparato il terreno, studiato formule (la periodicit\u00e0), messo a fuoco contenuti.<br \/>\nSu questa base nacque il giornale di massa, la vera rivoluzione mediale dell\u2019Ottocento. Sono qui le radici dell\u2019egemonia degli strumenti d\u2019informazione sul mondo moderno. E si coniugano con alcuni elementi che hanno reso possibile lo sviluppo. Elementi tecnologici e commerciali: l\u2019applicazione dell\u2019energia a vapore alle macchine da stampa da parte di Koening e Bauer, l\u2019invenzione della fotografia grazie alle esperienze di Nic\u00e9phore Niepce e di Louis Daguerre, il telegrafo elettrico di Samuel Morse e la fondazione a Parigi di La Presse con cui Emile Girardin affronta il problema della pubblicit\u00e0 come strumento organico del giornale di massa.<br \/>\nSul finire del secolo il giornale di massa era realt\u00e0 ben strutturata sia in Europa sia negli Stati Uniti d\u2019America. Ed \u00e8 proprio all\u2019interno dello scenario americano, e alle sue sperimentazioni, che si inizia a capire lo sviluppo del giornale di massa.<br \/>\nQuesto lo scenario. L\u2019offensiva in grande stile della pubblicit\u00e0 commerciale inizia, intorno al 1890, una vera e propria rivoluzione nella stampa americana. Joseph Pulitzer con il suo New York Times e William Randolph Hearst con il New York Journal inaugurano un nuovo capitolo della storia del giornale di massa, un capitolo di guerra. Ci si apre alla cosiddetta \u2018stampa gialla\u2019 dove si teorizza che \u201cse le notizie non ci sono, si creano\u201d. E cos\u00ec titoloni, fotografie, colore e&#8230;fumetti.<br \/>\nSecondo il mito di fondazione \u00e8 in questo clima che nascono i comics o fumetti, coetanei dei primi sussulti dell\u2019informazione-spettacolo, del cinema che stava nascendo in Francia con i fratelli Lumi\u00e8re, degli esperimenti bolognesi di Marconi intorno alla radio.<br \/>\nTra l\u2019egemonia della carta stampata, apogeo della galassia Gutenberg, e la nascita della nuova galassia audiovisiva si pongono le umili origini del medium fumetto che grazie al verificarsi di determinate condizioni culturali, tecnologiche e economiche si costituisce come apparato, sin dalla sua nascita sul finire del diciannovesimo secolo.<br \/>\nNella transizione tra il \u2018linguaggio Gutenberg\u2019 e il linguaggio audiovisivo nasce il fumetto, quasi come una sorta di appendice o di elemento di congiunzione, sperimentazione e passaggio. Dalla esperienza Gutenberg si assumono la chiarezza, il carattere preciso e chiuso del termine, il progredire necessario alla trasmissione di un\u2019idea. Dell\u2019audiovisivo si anticipano e si preparano la forza della suggestione, il richiamo e l\u2019allusione, lo sfumato tipico della fantasia. Ma, da subito, il fumetto \u00e8 stato guardato con sospetto, considerato pi\u00f9 nei suoi limiti che nelle sue potenzialit\u00e0.<br \/>\nAnche se le cose si progressivamente modificate, curiosamente, per anni si \u00e8 negato al linguaggio-fumetto la possibilit\u00e0 di esprimere cultura e si \u00e8 guardato con sospetto all\u2019autonomia di questo linguaggio, alla sua crescita, agli eccellenti risultati comunicativi e formativi. In un mondo dove ancora si divide la produzione culturale in alta e bassa (la musica \u00e8 un ottimo specchio di queste distinzioni), dove il contesto culturale ha definito, in modo autoreferenziale, la superiorit\u00e0 della parola scritta su di altre forme di comunicazione, il fumetto con il suo verbo-iconico \u00e8 visto come ancillare alla comunicazione scritta, \u00e8 strumento al massimo didattico per chi si sta avvicinando al linguaggio principe, come ausilio per gli ipodotati. E di prove concrete di questi ragionamenti, non sempre dichiarati, n\u00e9 \u00e8 pieno il mondo del fumetto. Basta pensare alle vicende del Corriere dei Piccoli e alla scomparsa dei \u201cdiseducativi\u201d balloons sostituiti da compite filastrocche in rima. Un linguaggio depotenziato, tradito in nome di \u201cnormalit\u00e0\u201d presunta. Ma nel nostro paese a deficit si aggiunge deficit. Infatti, anche per un debito linguistico tipico della lingua italiana, un\u2019ulteriore aurea negativa, di svantaggio, di limite ha accompagnato il fumetto (ricordiamo solo, per esempio, la solita frase sprizzante disprezzo d\u2019illuminati critici cinematografici o letterari: \u201c\u00e8 un fumettone!\u2026Trama da fumetto\u2026\u201d).<br \/>\nDa parte nostra sappiamo che le cose non stanno cos\u00ec e che il fumetto non deve affrancarsi da nessun deficit, da nessuna presunta incapacit\u00e0 di comunicare in modo autonomo e soddisfacente. Ma il percorso storico ha avuto anche queste tappe.<br \/>\nIn questo percorso \u00e8 curioso notare quante somiglianze e consonanze ci siano con il percorso della rappresentazione dell\u2019handicap. In fondo il fumetto \u00e8, a tutti gli effetti, un diversabile!<br \/>\nForse perch\u00e9 consapevole di questo percorso il linguaggio-fumetto nel suo modo di rappresentare la realt\u00e0, raramente ha escluso situazioni di svantaggio, qualunque siano. Anzi se rileggiamo la storia del fumetto troviamo che il primo personaggio a fumetti, Yellow Kid ( ), il monello giallo dalle grandi orecchie a sventola si presenta subito con i tratti del disadattato, forse con problemi di linguaggio e con una fisiognomica ambigua che corre tra l\u2019anormalit\u00e0 e la normalit\u00e0. Siamo lontani dalla rappresentazione dell\u2019infanzia tipica della fine del XIX secolo. Questo tratto anticonformista, forse di denuncia, accompagna la nascita del fumetto come sistema di rappresentazione. Non c\u2019\u00e8 situazione che non venga rappresentata o che venga scartata in partenza, anche se questo non significa che le rappresentazioni della realt\u00e0 siano necessariamente corrette. Una certa libert\u00e0 anarchica ha sempre accompagnato questo medium anche grazie alla relativa semplicit\u00e0 di produzione e ai pochi passaggi che segnano la costruzione di un fumetto. Meno passaggi, minor controllo e maggior libert\u00e0 d\u2019espressione. Non solo. Come ogni linguaggio, pi\u00f9 che specchio della realt\u00e0 si pone come interpretazione della realt\u00e0 palesando convincimenti e precomprensioni dell\u2019autore. A questo indirizzo non sfugge neanche la rappresentazione dell\u2019handicap o pi\u00f9 in generale della diversit\u00e0 o dello svantaggio. Rappresentazione che troviamo maggiormente nei contesti piuttosto che coagulata in personaggi e, se di personaggi si tratta, parliamo di personaggi secondari, spalle o, pi\u00f9 raramente, comprimari. Naturalmente, esistono luminose eccezioni, che per\u00f2 rimangono tali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono cordiali affinit&agrave; tra il mondo del fumetto e quello dell&#8217;handicap, o pi&ugrave; in generale con il mondo della diversit&agrave; e della marginalit&agrave;. 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