{"id":3178,"date":"2024-08-29T12:00:23","date_gmt":"2024-08-29T10:00:23","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3178"},"modified":"2025-09-23T12:32:35","modified_gmt":"2025-09-23T10:32:35","slug":"9-una-piccola-grande-indipendenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3178","title":{"rendered":"9. Una piccola grande indipendenza"},"content":{"rendered":"<p>di Giuseppina Testi, Iader e Tatiana Vitali<\/p>\n<p>Giuseppina, Iader e Tatiana. Una coppia di genitori e una figlia, ormai adulta, ci hanno raccontato l\u2019importanza di rendere il gioco libero e il pi\u00f9 possibile autonomo anche per i bambini che hanno una disabilit\u00e0 e di tutti gli aggiustamenti, tecnici e creativi a un tempo, che hanno reso possibile a Tatiana giocare come, e insieme a, gli altri bambini.<br \/>\nSi pu\u00f2 ritrovare la loro esperienza in: Tatiana Vitali, Rita Mastellari, Francesco Ganzaroli, Giuseppina Testi, Iader Vitali,<br \/>\n<em>Impossibili possibilit\u00e0<\/em>, Erickson, Trento, 2013.<\/p>\n<p><strong>Giuseppina<\/strong><br \/>\nSono la mamma di Tatiana e, in tutti questi anni, avendo avuto una figlia con tetraparesi spastica, ho cercato attraverso il gioco di darle tante possibilit\u00e0. So che la prima cosa che fa un bambino quando nasce \u00e8 conoscere l\u2019ambiente, il mondo circostante, attraverso il corpo. Man mano che cresce e passano i mesi e gli anni il bambino amplia la sua conoscenza attraverso il gioco.<br \/>\nOvviamente Tatiana non ha potuto fare questo perch\u00e9 la sua mobilit\u00e0 glielo impediva. Sapevo che attraverso il gioco le potevo dare l\u2019occasione di fare delle esperienze, conoscere l\u2019ambiente, toccare e sperimentarsi con tutto quello che c\u2019era intorno a lei. Diversamente, un bambino con una difficolt\u00e0 come la sua poteva essere molto limitato.<br \/>\nHo cercato fin dall\u2019inizio, da quando era molto piccola, di darle l\u2019opportunit\u00e0 di toccare, di conoscere, le parlavo moltissimo e, attraverso alcuni semplici giochi, cercavo di farle fare esperienza. Sapevo che la conoscenza del gioco, il giocare, \u00e8 molto importante per la crescita del bambino, per il suo sviluppo intellettivo, per il linguaggio, per la sua autostima. Poter giocare permette di staccarsi dalla madre, i primi giochi permettono il distacco fra la madre e il figlio. Ho cercato sempre, attraverso tanti giochi, di darle questa opportunit\u00e0, di darle il piacere di giocare. Lo facevamo tutto il giorno, anche attraverso la fisioterapia (e lei ne faceva tanta) in modo che questo diventasse per lei parte di un conoscere il mondo. Attraverso le mie mani ovviamente, per\u00f2 cos\u00ec le davo l\u2019opportunit\u00e0 di poter toccare, poter sperimentare, anche se forse in forma limitata, per\u00f2 sicuramente ho cercato tanto di farle conoscere tutti i giochi, di giocare con lei, di darle la soddisfazione di giocare. Poi ha cominciato a incontrarsi con le amichette e giocavano insieme. Tutto questo \u00e8 stato possibile attraverso i giocattoli che compravamo: tutti i giocattoli che lei poteva toccare sono stati modificati da mio marito.<\/p>\n<p><strong>Tatiana<\/strong><br \/>\nSono un\u2019educatrice animatrice del Progetto Calamaio della Cooperativa Accaparlante, penso che il gioco sia un\u2019attivit\u00e0 libera, ma per i bambini con la mia disabilit\u00e0 non \u00e8 sempre facile giocare liberamente! Nel mio caso \u00e8 stato possibile grazie a mio padre che ha inventato e creato degli ausili adatti alla mia disabilit\u00e0 che mi permettevano di giocare autonomamente.<\/p>\n<p><strong>Iader<\/strong><br \/>\nSono il pap\u00e0 di Tatiana e, come ha appena spiegato mia moglie, posso dire che siamo sempre stati consapevoli del fatto che il gioco per i bambini \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 molto molto importante, che stimola anche le loro capacit\u00e0 intellettive e quindi ci \u00e8 sempre interessato. Quando \u00e8 nata Tatiana (siamo nei primi anni \u201980) non c\u2019erano giocattoli nati con l\u2019idea di poter essere usati da bambini con difficolt\u00e0 motorie. Mi rendevo conto che Tatiana faceva molta fatica a usare i giocattoli normalmente in commercio quindi ho cominciato a pensare come poterli modificare in maniera da renderle possibile la presa con una sola mano e darle la possibilit\u00e0 di poter giocare anche autonomamente, senza aver bisogno di dipendere dalla mamma, dal pap\u00e0 o dalle amichette. Cos\u00ec sono nate varie idee e ci siamo resi conto che Tatiana ha sviluppato anche la capacit\u00e0 di giocare da sola, non aveva bisogno di essere guidata ma inventava giochi, come vedevamo fare dalle sue amichette. Prima di questi piccoli interventi tecnici lei non riusciva a farlo! E cos\u00ec per parecchi anni questa mia voglia di modificare i giocattoli le ha consentito una piccola grande indipendenza.<br \/>\nVoglio presentarvi alcuni giocattoli che ho modificato o che ho costruito ex novo.<br \/>\nIntanto, <strong>un gioco di simulazione<\/strong> costruito con le mie mani: insieme a Tatiana e ai nostri amici abbiamo sempre fatto le vacanze in gommone, in giro per i mari della Croazia cos\u00ec ho pensato di ricostruire in piccolo il nostro contesto abitativo. Non era semplice costruire un gommone cos\u00ec l\u2019ho sostituito con una zattera sulla quale ho collocato alcune piccole bambole che rappresentavano Tatiana sulla sua seggiolina e noi genitori.<br \/>\nPoi ho messo la tenda, alcuni piccoli giochi, l\u2019armadio, e cos\u00ec lei ha potuto giocare simulando la nostra vita di campeggio nautico.<br \/>\n<strong>Cicciobello<\/strong>. A tutti i bambini piace giocare con le bambole ma per Tatiana era difficile tenerle strette cos\u00ec ho applicato sulla schiena del suo amato Cicciobello uno di quei classici fermalibri di metallo facendo in modo che il bambolotto restasse seduto. Poi, per permetterle di azionare il pulsante che lo faceva piangere e che lei non era in grado di spingere, gli ho applicato una leva sulla schiena.<br \/>\n<strong>Il gioco dei timbri<\/strong>. A Tatiana piacevano molto ma non riusciva ad afferrali per il tipo di impugnatura n\u00e9 a colorare le immagini stampate perch\u00e9 erano troppo piccoline e lei aveva dei movimenti piuttosto incontrollabili, data la sua spasticit\u00e0. Cos\u00ec ho applicato sopra ai timbri dei prolungamenti di legno, delle specie di protesi, in maniera che lei potesse afferrarli, intingerli nell\u2019inchiostro e stamparli sulla carta. Poi noi facevamo ingrandire questi fogli con le stampe, in modo che lei potesse colorare le immagini restando nei margini di queste figure molto pi\u00f9 grandi di quelle degli stampini. Abbiamo riempito letteralmente la casa delle sue opere d\u2019arte!<br \/>\n<strong>La dama<\/strong>. Avevamo una comunissima dama con pedine calamitate per\u00f2 Tatiana non riusciva ad afferrarle perch\u00e9 erano troppo piccole. Cos\u00ec sono riuscito a trovare un gioco simile ma con le pedine degli scacchi e le ho incollate sulle pedine della dama in maniera che lei riuscisse ad afferrarle con due dita, che ce la facesse in qualche modo a prendere queste microscopiche pedine. Questo gioco ci ha seguito durante tutte le vacanze, io e Tatiana abbiamo fatto tantissime partite e, debbo essere onesto, a un certo punto ho cominciato a schivare questi impegni di gioco perch\u00e9 fondamentalmente a me non piace perdere e con Tatiana invece mi succedeva spesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giuseppina Testi, Iader e Tatiana Vitali Giuseppina, Iader e Tatiana. 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