{"id":3195,"date":"2024-08-29T14:06:23","date_gmt":"2024-08-29T12:06:23","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3195"},"modified":"2025-09-23T12:41:15","modified_gmt":"2025-09-23T10:41:15","slug":"il-magico-alverman-dietro-ogni-scemo-ce-un-villaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3195","title":{"rendered":"Dietro ogni \u201cscemo\u201d c\u2019\u00e8 un villaggio"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Giulia Galbiati, insegnante<\/p>\n<p><em>&#8220;Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole, e la luce del giorno si divide la piazza tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,<\/em><br \/>\n<em>e neppure la notte ti lascia da solo:<\/em><br \/>\n<em>gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro.<\/em><br \/>\n<em>E s\u00ec, anche tu andresti a cercare<\/em><br \/>\n<em>le parole sicure per farti ascoltare: per stupire mezz\u2019ora basta un libro di storia,<\/em><br \/>\n<em>io cercai di imparare la Treccani a memoria,<\/em><br \/>\n<em>e dopo maiale, Majakowsky, malfatto, continuarono gli altri fino a leggermi matto.<\/em><br \/>\n<em>E senza sapere a chi dovessi la vita in un manicomio io l\u2019ho restituita: qui sulla collina dormo malvolentieri<\/em><br \/>\n<em>eppure c\u2019\u00e8 luce ormai nei miei pensieri, qui nella penombra ora invento parole ma rimpiango una luce, la luce del sole.<\/em><br \/>\n<em>Le mie ossa regalano ancora alla vita: le regalano ancora erba fiorita.<\/em><br \/>\n<em>Ma la vita \u00e8 rimasta nelle voci in sordina di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;<\/em><br \/>\n<em>di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia<\/em><br \/>\n<em>Una morte pietosa lo strapp\u00f2 alla pazzia\u201d.<\/em><br \/>\n(F. De Andr\u00e9, Un matto (dietro ogni scemo c&#8217;\u00e8 un villaggio), \u201cNon al denaro non all\u2019amore n\u00e9 al cielo\u201d, 1971).<\/p>\n<p>Questa canzone di Fabrizio De Andr\u00e9, cantore delle ipocrisie ma in prima istanza dei diversi, degli emarginati e degli esclusi, ci mette di fronte a un racconto, ma allo stesso tempo a un invito: ci racconta la difficolt\u00e0 di essere noi stessi in rapporto agli altri, il bisogno di essere comunque accettati dalla comunit\u00e0 (il \u201cvillaggio\u201d) che ci esclude, e la reazione di questa alla diversit\u00e0 dei singoli; ma ci invita anche a una riflessione, che sta a noi che ascoltiamo accettare o ignorare. Il \u201ctu\u201d molto poco impersonale con il quale inizia la canzone ci coinvolge direttamente, invitandoci a vestire panni che (cos\u00ec almeno ci sembra) non sono nostri: la prospettiva \u00e8 quella di chi \u00e8, o \u00e8 considerato, diverso.<br \/>\nIl matto della canzone si differenzia dagli altri in quanto non \u201criesce ad esprimersi con le parole\u201d: in una comunit\u00e0 che non conosce altri mezzi di espressione se non quello razionale \u2013 il linguaggio appunto \u2013 il matto viene emarginato, isolato (anche, ci immaginiamo, letteralmente) all\u2019interno del suo stesso ambiente.<br \/>\nIl bisogno di appartenere a una comunit\u00e0, o pi\u00f9 semplicemente di un contatto umano, lo spinge allora a una fatica immane (\u201c[&#8230;] per stupire mezz\u2019ora basta un libro di storia, io cercai di imparare la Treccani a memoria [&#8230;]\u201d), fatta per\u00f2 di parole altrui.<br \/>\nImpermeabile al suo tentativo di comunicazione rimane comunque la comunit\u00e0, incapace di ascoltare, o forse non disposta a farlo.<br \/>\nIl matto \u00e8 costretto a rimanere all\u2019ombra, nell\u2019ombra; ma quella che rimpiange \u00e8 \u201cla luce del sole\u201d, la possibilit\u00e0 di essere se stesso, alla luce del sole, magari proprio all\u2019interno di quella stessa comunit\u00e0 che lo ha respinto.<br \/>\nLa diversit\u00e0 \u00e8 chiaramente in ognuno di noi, che accuratamente la nascondiamo. Quando per\u00f2 questa diversit\u00e0 \u00e8 evidente, perch\u00e9 si manifesta in qualcuno, allora nella comunit\u00e0 (ma anche nella societ\u00e0 in generale) si innesca il meccanismo della paura.<br \/>\nPaura che \u00e8 prima di tutto quella di risultare noi stessi il diverso: una protezione individualistica.<br \/>\nCi mettiamo in posizione di difesa e arroccamento all\u2019interno di un mondo protetto perch\u00e9 omogeneo, in cui possiamo nasconderci, confonderci e conformarci per non risultare, appunto, diversi. Ed estraniamo il diverso.<br \/>\nIl capro espiatorio di una societ\u00e0 \u00e8 significativamente quello a cui tutti abbiamo paura di tendere, perch\u00e9 questa tendenza \u00e8 in potenza dentro ognuno di noi.<br \/>\nChi, e soprattutto perch\u00e9, pu\u00f2 ritenersi allora esente da questa riflessione, da questa prospettiva?<br \/>\nIl \u201cmatto\u201d non \u00e8 in fondo anche il disabile, l\u2019omosessuale, la donna, anche solo semplicemente il timido?<br \/>\nAscoltare, nei diversi modi che esistono per farlo, chi \u00e8 diverso da noi \u00e8 il primo passo per includere e integrare.<br \/>\nMettiamo dunque in discussione noi stessi e ascoltiamo: dietro ogni \u201cscemo\u201d c\u2019\u00e8 un villaggio, che non vuole ascoltare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Giulia Galbiati, insegnante &#8220;Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole, e la luce del giorno si divide la piazza tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa, e neppure la notte ti lascia da solo: gli altri sognan se stessi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3608,3964],"edizioni":[3906],"autori":[3915],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3195"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3195"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3195\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4593,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3195\/revisions\/4593"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3195"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3195"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3195"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=3195"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=3195"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=3195"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=3195"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=3195"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=3195"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}