{"id":32,"date":"2009-11-04T17:04:22","date_gmt":"2009-11-04T17:04:22","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=32"},"modified":"2025-11-13T10:12:57","modified_gmt":"2025-11-13T09:12:57","slug":"lettere-al-direttore-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=32","title":{"rendered":"Lettere al direttore"},"content":{"rendered":"<p>Risponde Claudio Imprudente<\/p>\n<p>Ciao Claudio,<br \/>\nsono una mamma di 24 anni di Poviglio di Reggio Emilia. Mi permetto di darti del tu perch\u00e9 avendo letto il tuo libro e avendoti visto a un convegno a Guastalla (RE)<!--break--> mi sembra gi\u00e0 di conoscerti.<br \/>\nCome dicevo prima sono mamma di un bimbo splendido di quasi 4anni di nome Stefano. La sua nascita mi ha cambiato la vita sia in positivo che in negativo. \u00c8 un bimbo sempre sorridente e non puoi non ridere e divertirti con lui. \u00c8 una \u201csagoma\u201d!<br \/>\n\u00c8 curioso, testone&#8230; \u00e8 luminoso!<br \/>\nNonostante tutta la sua allegria, la sua vita \u00e8 tutta una lotta.<br \/>\n\u00c8 affetto da tetraparesi spastica distonica e da una epilessia lesionale che ci fa impazzire. \u00c8 una corsa contro il tempo per prevenire ogni malattia che gli farebbe scattare una serie di crisi epilettiche per poi ripartire tutto da capo nell\u2019aspetto motorio e cognitivo. Ogni movimento che vuole fare se lo suda e poi il pi\u00f9 delle volte ci rinuncia perch\u00e9 \u00e8 troppo difficile.<br \/>\nAmmiro e credo molto in tutto quello che fate. Siete grandi!<br \/>\nCe ne vorrebbero tante al mondo di persone come voi del \u201cProgetto Calamaio\u201d.<br \/>\nQui a Poviglio nessuno ci pensa a un percorso di sensibilizzazione sulla disabilit\u00e0. Cos\u00ec noi genitori ci rimbocchiamo le maniche e facciamo tutto da soli per i nostri figli ed \u00e8 una lotta continua con le scuole, con il Comune, con l\u2019Usl&#8230;<br \/>\nVoglio ringraziarti tanto per quello che fai tu con i tuoi amici-colleghi.<br \/>\nSai, quando siete venuti qui stavo passando un brutto periodo con il mio piccolo e avevo perso le speranze. Tu mi hai insegnato a credere in mio figlio e a non mollare mai. Ancora grazie.<br \/>\nSe doveste ritornare qui nel reggiano ti prego di farmelo sapere. Io e molti altri genitori verremmo molto volentieri.<br \/>\nCon affetto, Emanuela<\/p>\n<p>Cara Emanuela, che dire della tua lettera? Intanto ti ringrazio per tutti i complimenti che mi hai rivolto e l\u2019entusiasmo che dimostri nei confronti del lavoro del Calamaio. In fondo i complimenti sono come delle carezze. Ecco, il termine carezza \u00e8 uno di quelli che fanno andare avanti il mondo, perch\u00e9 l\u2019atto dell\u2019accarezzare \u00e8 una micro-dose di fiducia. Il tuo ruolo di madre di Stefano deve essere proprio quello di somministrare carezze, proprio come si fa con una medicina. Mi collego a un concetto caro alla pedagogia dei genitori e che il professor Riziero Zucchi sostiene da anni in tutta Italia, e non solo. Qual \u00e8 il fulcro della pedagogia dei genitori? Ebbene, \u00e8 quello che tu fai tutti i giorni con Stefano. Dato che sei la persona che sicuramente lo conosce meglio, sei anche in grado di aiutare le altre figure che gli gravitano intorno a relazionarsi con lui nel modo giusto, e questo crea un importante percorso di consapevolezza per Stefano. Ti sei mai chiesta chi conosce alla perfezione un campo di grano? Il contadino, che ha lavorato il campo per mesi sotto il sole, oppure l\u2019agronomo che ha studiato a lungo sui libri? La risposta \u00e8: entrambi, perch\u00e9 il sapere del contadino deve integrarsi con quello dell\u2019agronomo e viceversa. Solo cos\u00ec il campo pu\u00f2 far crescere un buon grano. Allo stesso modo, il sapere di un genitore deve arricchirsi con quello medico, pedagogico e psicologico. Solo cos\u00ec il bambino pu\u00f2 crescere in autostima e fiducia e affrontare la vita che l\u2019aspetta.<br \/>\nChe dire\u2026 buona coltivazione del campo!<\/p>\n<p>Ciao Claudio, sono Cristina di Ivrea e a distanza di tre mesi ti scrivo per raccontarti come si \u00e8 conclusa la nostra esperienza in tenda. Abbiamo optato per dare a tutti i bambini la possibilit\u00e0 di poter dormire a scuola facendo scegliere alle famiglie e cos\u00ec&#8230; la scelta \u00e8 stata per il s\u00ec totale.<br \/>\nVenerd\u00ec 19 maggio alle 20.00 tutti i bambini dell\u2019ultimo anno scolastico si sono trovati a scuola con le insegnanti e dopo aver salutato i genitori \u00e8 iniziata la loro avventura da grandi. Cena con pizza e gelato, giochi, discoteca, giro in notturna nel parco della scuola e infine tutti in pigiama ad ascoltare fiabe e racconti. Alle 24.00 tutti a nanna. Quella notte c\u2019\u00e8 stato un gran vento per\u00f2 le nostre tende erano ancorate benissimo.<br \/>\n\u00c8 stata un\u2019esperienza splendida sia per noi che per tutti i bambini: in una notte siamo cresciuti tutti insieme. Ne hanno parlato anche i giornali locali!<br \/>\nTi saluto con affetto, Cristina<\/p>\n<p>Cara Cristina, quando ho letto la tua frase \u201ce infine tutti in pigiama\u201d la mia mente si \u00e8 precipitata indietro nel tempo a recuperare l\u2019immagine di una vecchia pubblicit\u00e0 in bianco e nero (erano gli anni Settanta credo), la pubblicit\u00e0 della rete per il letto Ondaflex. Nello spot si vedevano due bambini, in pigiama, che venivano sorpresi dalla mamma a saltare sul letto. E partiva subito una canzoncina che faceva \u201cbidibodib\u00f9 bidibodigh\u00e9\u201d: mi entr\u00f2 nelle orecchie allora e ancora mi frulla nella testa. Comunque io non ci credo che a mezzanotte eravate gi\u00e0 tutti a letto! Mi immagino questa scena: a mezzanotte e due, come dice Celentano, tutti i bambini si mettono a saltare sui materassini, a piedi nudi e con i pigiami colorati. E per tutto il campeggio \u00e8 risuonato il gingle \u201cbidibodib\u00f9 bidibodigh\u00e9\u201d\u2026<\/p>\n<p>Carissimo Claudio,<br \/>\nti allego una breve narrazione di mio figlio Luca, stimolata da una recente visita a Gardaland insieme a suo fratello Andrea, \u00a0nel caso foste interessati a darne diffusione attraverso \u201cHP-Accaparlante\u201d:<br \/>\nImmaginate di trascorrere, dopo tanta attesa, una bella giornata nel parco divertimenti pi\u00f9 grande del vostro paese e, dopo aver rotto le scatole a vostro fratello maggiore per tutta la mattinata e buona parte del pomeriggio insistendo per farvi portare sull\u2019attrazione acquatica che preferite, di essere finalmente accontentati\u2026 Proprio in quel momento, vi trovate di fronte una bella signorina sorridente che vi guarda come foste una borsa troppo ingombrante per essere portata sulla giostra e poi chiarisce, dicendo che non potete salire perch\u00e9 ha visto che avete \u201cgli occhi a mandorla\u201d. Come vi sentireste? Delusi? Amareggiati? Incazzati? Beh, provate a chiederlo alla signorina sorridente come si sentirebbe lei e poi ne riparliamo.<br \/>\nIo questa storia l\u2019ho vissuta in prima persona, ma non sono il bimbo con gli occhi a mandorla. Sono il fratello maggiore e mi chiamo Luca. La persona citata sopra \u00e8 Andrea, bambino dodicenne con la sindrome di Down. Tanto per dire le cose come stanno il parco dei divertimenti di cui vi ho parlato \u00e8 Gardaland e l\u2019attrazione in questione \u00e8 \u201cFuga da Atlantide\u201d \u2026Ma non pensate che sia l\u2019unica sulla quale Andrea non \u00e8 potuto salire, perch\u00e9 va accomunata al \u201cMadhouse\u201d, al \u201cColorado Boat\u201d, al \u201cCinema 4D\u201d e a tante altre. Il motivo \u00e8 il seguente: i proprietari di questo bel parco hanno avuto la brillante idea di porre dei limiti per i bambini con handicap; in poche parole le persone con handicap mentale non possono usufruire di alcune attrazioni. Ma, secondo voi, un handicap mentale vale un altro? Andrea, per esempio, ha delle difficolt\u00e0 di apprendimento e motorie, ma non avrebbe nessun problema a salire sulla giostra citata precedentemente, che consiste in un breve percorso nel quale sono inserite due piccole discese, a differenza magari di bambini con altri tipi di handicap. Per\u00f2, per rendere tutto pi\u00f9 semplice, \u00e8 stato deciso di proibire determinate attrazioni a persone con problemi mentali, che \u00e8 un raggruppamento esagerato, perch\u00e9 tra gli handicap psichici ce ne sono di tutti i tipi. E non \u00e8 finito qui: per le persone disabili \u00e8 obbligatorio entrare da un ingresso apposito, diverso da quello principale: evviva l\u2019inclusione! Ma il tutto \u00e8 ben organizzato; all\u2019ingresso del parco viene fornito un volantino che illustra la mappa delle attrazioni consentite, con tanto di legenda che spiega il significato dei vari simboli: per i disabili mentali una faccina mezza bianca e mezza nera. Inoltre, all\u2019entrata di ogni attrazione, ci sono dei cartelli che informano chi pu\u00f2 salire sulla giostra e chi no.<br \/>\nCredo che sarebbe opportuno riservare lo stesso trattamento ai proprietari del parco divertimenti, per vedere se il sistema da loro ideato gli piace veramente\u2026 Perch\u00e9 solo una persona con delle serie disabilit\u00e0 mentali potrebbe mettere in atto una cosa del genere. E ricordiamoci\u2026 saranno anche disabili, ma sono sempre persone e spesso anche pi\u00f9 sensibili di noi!<br \/>\nEnrico Barone e Luca Barone<br \/>\nChe dire?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ciao Claudio,    sono una mamma di 24 anni di Poviglio di  Reggio Emilia. 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