{"id":321,"date":"2009-11-04T17:05:37","date_gmt":"2009-11-04T17:05:37","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=321"},"modified":"2025-12-14T13:44:38","modified_gmt":"2025-12-14T12:44:38","slug":"b-come-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=321","title":{"rendered":"3. B Come Bambini"},"content":{"rendered":"<p>Non si muove, non parla, non ha l\u2019uso delle mani e probabilmente non vede e non sente bene. Come \u00e8 possibile allora che sia \u201cUn bambino davvero speciale\u201d? Se lo \u00e8 chiesto<!--break--> il Giornalino che regalato ai suoi giovani lettori l\u2019omonimo fumetto-verit\u00e0 (sulla scia di quanto fatto in passato dallo stesso settimanale paolino ma anche da Corriere dei Piccoli e Corriere dei Ragazzi), una storia che affronta senza reticenze la vicenda del piccolo Tommaso. Vittima di una malformazione cerebrale, Tommaso (o Basimbo, come lo chiama il fratello maggiore Checco) mostra sin dalla nascita i segni della diversit\u00e0. Non cresce come dovrebbe, non risponde normalmente agli stimoli, piange continuamente ed \u00e8 subito costretto in ospedale per un mese intero. Ma ha \u201cdiritto a tutto l\u2019amore\u201d dicono i medici.<br \/>\nTratta dal libro di Daniela Nardini, la rilettura a fumetti di Sandro Sandri (testi) e Massimo Bertolotti (disegni) ha il pregio di mostrare con lucidit\u00e0 una storia vera senza indulgere nel pietismo anzi mettendo a tema alcune situazioni tipiche dell\u2019inserimento del portatore di handicap in famiglia, a scuola, nella societ\u00e0. E i disagi, perlomeno iniziali, che la condizione di Tommaso crea nei familiari, dall\u2019imbarazzo del fratello Checco di fronte agli amici, all\u2019angoscia dei genitori di fronte alla crudezza del responso medico (\u201cAccettare questo handicap dipende da lei e dalla concezione della vita che ha\u201d dice la neuropsichiatra alla madre) fino ai problemi di natura sociale affrontati quotidianamente, siano le barriere architettoniche o gli sguardi pietistici dei vicini di casa. Arrivando cos\u00ec all\u2019incontro con altri bambini disabili, bambini molto speciali come sottolinea il testo, riempiendo di significati nuovi il termine. Prendono cos\u00ec vita sulla carta Leonardo dalla voce d\u2019angelo e il corpo che non risponde al controllo; oppure la bella Eleonora che parla un linguaggio tutto suo e aggredisce chi non \u00e8 in grado di capirla.<br \/>\nQuando il fumetto coinvolge senza puntare sulla spettacolarit\u00e0, garantisce perlomeno uno spazio per riflettere e per acquisire strumenti per affrontare la realt\u00e0. E\u2019 il caso di un\u2019altra storia dal sapore didattico, anche un retorica ma comunque apprezzabile anche per la professionalit\u00e0 messa in campo dagli autori (Fran\u00e7ois Corteggiani e Giorgio Cavazzano sono due delle firme pi\u00f9 prestigiose dell\u2019attuale panorama Disney). Il protagonista, Guido, \u00e8 un bambino costretto in carrozzella da una paralisi, eppure deciso a diventare una Giovane Marmotta \u201cproprio come tutti\u201d. Spinto da una notevole forza di volont\u00e0 e assecondato dalla comprensione spontanea tipica dei bambini, Guido superer\u00e0 le prove attitudinali meritandosi l\u2019ingresso nel corpo ambientalista per eccellenza. Nessun lieto fine ma anzi una cruda e tragica realt\u00e0 attende invece il mostruoso protagonista di \u201cBedlan\u201d, ventesima episodio del serial horror-western Magico Vento. Rinchiuso nelle segrete del dottor Foster, la creatura vive dell\u2019amore della madre, capace di vincere ogni pregiudizio e barriera e per contro, mostra (grazie all\u2019abile sceneggiatura di Manfredi) come per il comune sentire il diverso sia fonte di paura.<br \/>\nPer certi versi pi\u00f9 simile all\u2019handicappato enfatizzato, quello che troppo spesso fa notizia in quanto protagonista di un fatto clamoroso, il piccolo Efrem compensa il suo handicap con incredibili doti di chiaroveggenza. Grazie alla facilit\u00e0 con cui entra in contatto con le persone, materializzando le proprie \u201cvisioni\u201d sul foglio di carta, il deforme con l\u2019aspetto e il cervello di un bambino di 10 anni sale suo malgrado alla ribalta di un giallo a fumetti come Nick Raider. Claudio Nizzi d\u00e0 un calcio alle convenzioni sociali quando tratteggia con abilit\u00e0 i giochi erotici che Efrem vorrebbe fare con l\u2019amica prostituta, la vittima del racconto, che lo rifiuta sdegnosamente. Il finale crudo e poetico, ci mostra il piccolo Efrem con la pistola in pugno intento a salvare il poliziotto Raider dall\u2019orco cattivo. Efrem colpir\u00e0 a morte Raoul ma l\u2019agente della Squadra Omicidi si addosser\u00e0 l\u2019uccisione per proteggere il piccolo sensitivo dalla galera evitando cos\u00ec che diventi un fenomeno da baraccone.<br \/>\nLontana dalla retorica, giocata nel segno dell\u2019uguaglianza e rappresentata in maniera giocosa \u00e8 la diversit\u00e0 di Anna, la ragazza vivace e sbarazzina protagonista del serial animato Anna et ses histories, ventisei episodi della durata di 13 minuti ciascuno firmati dal cartoonist italiano Pierluigi De Mas. Costretta su di una sedia a rotelle, Anna non esita a creare con i suoi amici fantasiose e divertenti storie a ritmo di rap che non risentono della condizione alla quale \u00e8 costretta. Anzi, la sedia a rotelle sembra quasi il motivo scatenante che permette alla lentigginosa ragazzina di fantasticare ed avvincere cos\u00ec i propri amici.<br \/>\nImmagini forti e crude com\u2019\u00e8 nella tradizione del porno italiano, che vive spesso di contrasti, il cui accostamento ripetuto induce alla brutalizzazione, accompagnano una vicenda apparsa su \u201cAttualit\u00e0 nera\u201d, che si potrebbe anche far risalire a fatti di cronaca. E\u2019 la vicenda di un gruppo di bambini provenienti dalla ex Yugoslavia, rapiti, seviziati, e costretti a mendicare una volta introdotti in Italia. L\u2019handicap fisico di Silvana \u00e8 provocato cos\u00ec da far commuovere maggiormente i possibili elargitori.<br \/>\nI bambini nel fumetto non sono rappresentati solo come portatori di handicap, bens\u00ec anche come interlocutori del diversabile, che nella loro spontaneit\u00e0 e assenza di pregiudizi riescono a considerare mettendo in crisi il giudizio comune verso l\u2019incomprensibile. Un esempio d\u2019autore \u00e8 la bambina di Big Man (intenso racconto giocato sul binario del bicromismo da David Mazzucchelli), in grado di stabilire senza sforzo alcuno un rapporto negato al resto della comunit\u00e0. Per nulla intimorita dal gigantismo del \u201cGigaa\u201d (come amichevolmente lo chiama), Rebecca anzi si trova a suo agio con quell\u2019essere venuto non si dove, mentre tutto il resto della comunit\u00e0 rurale \u00e8 in preda a pulsioni nascoste e paure ancestrali. Il risultato \u00e8 una violenta quanto ingiustificata caccia all\u2019uomo che si alimenta della diffidenza e della paura della diversit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non si muove, non parla, non ha l&#8217;uso delle mani e probabilmente non   vede e non sente bene. Come &egrave; possibile allora che sia &#8220;Un bambino   davvero speciale&#8221;? 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