{"id":3211,"date":"2024-09-09T13:45:04","date_gmt":"2024-09-09T11:45:04","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3211"},"modified":"2025-06-07T15:38:18","modified_gmt":"2025-06-07T13:38:18","slug":"1-tutti-fuori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3211","title":{"rendered":"1. Tutti fuori!"},"content":{"rendered":"<p>Quando la redazione di \u201cHP-Accaparlante\u201d ha proposto una monografia su \u201cNatura ed educazione\u201d, non ho esitato un momento e ho accettato con entusiasmo. Credo fortemente che ci sia un connubio molto forte tra educazione e natura, un\u2019intima simbiosi dove entrambi traggono vantaggio. Le mie esperienze personali e i contatti con esperti hanno rafforzato questa idea. Sono pienamente convinto che lo spazio educativo venga influenzato dallo spazio fisico e per questo le lezioni di qualsiasi disciplina dovrebbero prevedere un momento in classe e un momento sperimentale all\u2019esterno. Ci\u00f2 serve per assimilare meglio le nozioni studiate sui libri e per creare una motivazione pi\u00f9 concreta tramite l\u2019esperienza e il contatto diretto con la natura. Arianna Bussolati al convegno di Negrar organizzato dalla Rete di Cooperazione Educativa fa una proposta interessante e incalza il pubblico con queste parole: \u201cPerch\u00e9 non usare i sassi per calcolare, dopo aver permesso la manipolazione\u2026 O per fare insiemi e categorie&#8230; Ma anche soppesarli, lanciarli, valutare l\u2019impatto che hanno in acqua o sulla terra, creare muri, dighe, stradine, opere artistiche\u2026 Le impronte nella sabbia o nella terra o i segni su un albero aprono tutto un mondo di letture possibili, comunque propedeutiche al leggere\u201d. Dopotutto anche Andrea Ceciliani dice che \u201cL\u2019azione stessa, nelle situazioni all\u2019aperto, implementa le abilit\u00e0 motorie, l\u2019emozione di agire, la relazione diretta con i problemi che spesso, nelle situazioni al chiuso, vengono scarsamente sollecitate. Un tale contesto, tra le altre cose, rende l\u2019esperienza pi\u00f9 libera, interessante, divertente e sollecita un sentimento positivo verso l\u2019apprendimento in generale\u201d. Tutto questo avviene solo se, come dice sempre la Bussolati \u201cA patto di lasciare gradualmente che esplorino, tocchino, osservino, inventino, creino, curino, sbaglino, correggano, conoscano i propri limiti e le proprie abilit\u00e0, imparino\u201d.<br \/>\nVoglio chiudere questa riflessione con le parole che spesso ripeteva la mia maestra delle elementari e che ancora oggi echeggiano nei miei pensieri di un adulto pi\u00f9 consapevole: \u201cBimbi! Tutti fuori!\u201d.<br \/>\nQuando la redazione di \u201cHP-Accaparlante\u201d ha proposto una monografia sulla natura ero vicino a Tristano e, ascoltando la sue proposte, mi sono posto alcune domande: perch\u00e9 ogni sabato parto e vado in collina o in montagna a fare lunghe passeggiate, spesso con amici, sia che ci sia bello o brutto tempo? Perch\u00e9 si sta cos\u00ec bene semplicemente camminando in un bosco? E le persone con disabilit\u00e0 possono avere anche loro questa opportunit\u00e0? Cosa offre il territorio in cui vivo?<br \/>\nQuesta monografia infatti consta di due parti, una dedicata all\u2019outdoors education e l\u2019altra che tratta la natura che include, che permette cio\u00e8 a persone con difficolt\u00e0 diverse di viverla bene. Ora, io non sono poi tanto sicuro che la natura abbia questo desiderio di inclusione, ma so che passeggiare in compagnia all\u2019aperto apre anche i cuori e avvicina le persone.<br \/>\nHo delimitato il campo di indagine al territorio che circonda Bologna, con qualche incursione in altre localit\u00e0 emiliane, per poter meglio approfondire il discorso.<br \/>\nEro partito con l\u2019idea dell\u2019importanza dell\u2019offerta di strutture che permettano alle persone con disabilit\u00e0 di vivere la natura, e questo per svantaggi di vario tipo; ad esempio la costruzione di stradine piane per chi va in carrozzina, l\u2019allestimento di cartelli di spiegazione in Braille e\/o in un linguaggio facile da leggere, ma poi, ascoltando varie voci, mi sono reso conto che l\u2019elemento centrale era un altro: la relazione, il fatto che ci fosse un gruppo di persone che accettasse al suo interno la diversit\u00e0, per fare un\u2019esperienza comune all\u2019aria aperta. La natura infatti offre, a differenza delle nostre citt\u00e0, una molteplicit\u00e0 di percorsi alternativi e, allora, ecco che in gruppo si pu\u00f2 scegliere quello che pi\u00f9 adatto.<br \/>\nAttenzione per\u00f2, queste considerazioni non devono legittimare la noncuranza, la non presa in carico del problema di costruire delle facilitazioni minime da parte di chi ne ha la competenza.<br \/>\nAd esempio i percorsi attrezzati hanno un loro valore, una loro utilit\u00e0, ma non sono la risposta definitiva.<br \/>\nInfine, anch\u2019io concludo con un\u2019esortazione: dopo aver camminato a lungo tra le nostre parole, tutti fuori, nei boschi\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando la redazione di \u201cHP-Accaparlante\u201d ha proposto una monografia su \u201cNatura ed educazione\u201d, non ho esitato un momento e ho accettato con entusiasmo. 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