{"id":3218,"date":"2024-09-25T11:30:40","date_gmt":"2024-09-25T09:30:40","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3218"},"modified":"2025-06-05T12:56:43","modified_gmt":"2025-06-05T10:56:43","slug":"3-la-grande-esperienza-delle-scuole-libertarie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3218","title":{"rendered":"3. la grande esperienza delle scuole libertarie"},"content":{"rendered":"<p><em>Nel numero estivo 2016 della \u201cRivista Anarchica\u201d \u00e8 apparso uno speciale sulle esperienze delle scuole libertarie in Italia; riportiamo uno stralcio del servizio curato da Francesco Codello, selezionando quelle esperienze che pi\u00f9 hanno puntato sull\u2019educazione all\u2019aria aperta; gli interventi sono stati scritti dagli operatori e dai genitori delle scuole stesse.<\/em><\/p>\n<p><strong>I bambini di Fucina Buenaventura saltano, si arrampicano, corrono\u2026<\/strong><br \/>\nC\u2019\u00e8 un luogo nella campagna, a Piumazzo, a met\u00e0 strada tra Modena e Bologna che si nasconde tra vigne e alberi di pere, tanti alberi di pere. \u00c8 una villa settecentesca dimenticata l\u00ec all\u2019ombra delle prime colline, troppo piccola e troppo grande. In fondo al giardino c\u2019\u00e8 la casa del custode, un angolino che sembra stare in disparte. Il giardino e la villa sono popolati di paesani di Piumazzo, di woofer [lavoratori agricoli stagionali volontari n.d.r.] che si fermano nella bella stagione parlando mille lingue, di persone di ogni et\u00e0 che praticano scultura e altre attivit\u00e0 con varie associazioni. La casa del custode \u00e8 popolata dai bambini di Fucina!<br \/>\nI bambini di Fucina saltano, si arrampicano, corrono con grossi stivali di gomma colorati che poi si tolgono per scaldare i piedi davanti alla stufa mentre si immergono in libri piccoli come loro. I bambini spuntano dalla serra che hanno costruito una martellata alla volta, raccolgono erbe selvatiche, e quelle che non mangiano le catalogano con pazienza da amanuensi.<br \/>\nGli adulti accompagnatori si vedono poco, ma hanno molti occhi pronti a cogliere ogni dettaglio, e ognuno di quei dettagli diventa argomento di discussione, di confronto, forse lo spunto che fa fiorire ipotesi per una ricerca, o forse una situazione nuova da condividere e affrontare.<br \/>\nAltri adulti, i genitori, si vedono ancora meno eppure sono presenti, silenti, un po\u2019 stanchi ma con le maniche sempre rimboccate, e fanno in modo che tutto questo succeda.<br \/>\nFucina Buenaventura \u00e8 una comunit\u00e0 auto-educante e autogestita che ora coinvolge un gruppo di bambini tra i 4 e i 9 anni, i loro genitori, gli accompagnatori, diversi insegnanti volontari di materia, qualche saggio e molti amici.<br \/>\nSpesso qualcuno si affaccia a Fucina desideroso di partecipare: l\u2019avvicinamento \u00e8 cauto, un passo alla volta, e la relazione preziosa, da coltivare; ci sono incontri, laboratori, tempi larghi per conoscersi e piacersi oppure allontanarsi.<br \/>\nFucina ha una sua stagionalit\u00e0: a primavera, come gemme, si incontrano le famiglie, che fioriscono verso l\u2019estate dopo che le radici hanno avuto modo di farsi forti, quando si decide di essere insieme parte di questo percorso e gli accompagnatori studiano sul nuovo gruppo, i genitori modificano lo spazio \u2013 materiale quanto interiore \u2013 per accogliere ognuno, i bambini si conoscono; a settembre spuntano le prime fronde che vanno a farsi sempre pi\u00f9 vigorose ed elastiche ogni anno che passa.<br \/>\nA Fucina Buenaventura l\u2019assemblea, basata sul consenso, \u00e8 luogo gestionale ma anche di confronto, in cui ci si interroga e ci si accoglie, in cui genitori, accompagnatori e insegnanti volontari, con pari dignit\u00e0, elaborano le decisioni.<br \/>\nIl dialogo \u00e8 assiduo, nella condivisione dei valori e dei metodi come nell\u2019organizzarsi: questo porta una forte coesione e un grande accrescimento \u2013 di gruppo, ma anche personale \u2013 attraverso la disponibilit\u00e0 a mettersi sempre in discussione e incoraggiando l\u2019ascolto delle ragioni dell\u2019altro, in una pratica continua di cura e riassestamento.<br \/>\nIl quotidiano, invece, \u00e8 autogestito e organizzato dai bambini e dagli accompagnatori attraverso le proposte che arrivano da ognuno: non c\u2019\u00e8 valutazione ma continuo confronto, non ci sono gerarchie tra persone e nemmeno tra i saperi.<br \/>\n<a href=\"mailto:fucinabuenaventura@gmail.com\">fucinabuenaventura@gmail.com<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.fucinabuenaventura.wordpress.com\">http:\/\/www.fucinabuenaventura.wordpress.com<\/a><\/p>\n<p><strong>I Prataioli: un borghetto, una casa senza recinzioni, aperta al mondo<\/strong><br \/>\n\u00c8 difficile parlare dei Prataioli, se non partendo dallo spazio in cui viviamo ogni giorno.<br \/>\nLa casa che tra bambini e adulti stiamo autogestendo si trova al Piccolo, un borghetto circondato da prati e boschi a Pavullo nel Frignano (Modena).<br \/>\nPer scelta non ci sono recinzioni che ci separano da essi, ognuno e ognuna si sposta liberamente all\u2019interno e all\u2019esterno, e i confini che delimitano il nostro movimento individuale sono stabiliti in base a limiti naturali \u2013 le strade sterrate che ci circondano \u2013 o ad accordi collettivi. Lo spazio interno \u00e8 costituito da 4 stanze, disposte su due livelli: una stanza atelier; una \u201cstanza morbida\u201d con cuscini e materassi e zona lettura; la \u201cstanza della concentrazione\u201d, dedicata a chi sta intraprendendo il percorso della scuola primaria e a coloro che desiderano stare in un luogo silenzioso in cui possano concentrarsi, un\u2019aula autogestita da bimbi e bimbe, con piccolo teatrino.<\/p>\n<p>\u00c8 nella dimensione collettiva che vengono prese le decisioni: nell\u2019assemblea fra bambini\/e e accompagnatori\/trici si affrontano i problemi che giorno per giorno emergono, si cercano soluzioni e se necessario si creano nuove regole, si propone e si sceglie cosa fare, ci si confronta; ma non meno importante \u00e8 l\u2019assemblea degli adulti che, gestendo concretamente il progetto e riflettendo costantemente sul suo senso, fa s\u00ec che i percorsi emersi nella comunit\u00e0 dei bambini e dalla loro assemblea, si possano realizzare.<br \/>\nCi\u00f2 che quotidianamente impariamo nasce dalla possibilit\u00e0 di vivere e fare esperienza diretta di ci\u00f2 che ci sta attorno e che ci interessa: ricerchiamo assieme ci\u00f2 da cui siamo attratti, seguendolo passo per passo, secondo i tempi che ogni percorso richiede. Per farlo inventiamo materie (come \u201cEsplorazioni\u201d, un\u2019originale variante della geografia nata dalla nostra passione per le mappe); approfondiamo il nostro legame col territorio trasformando i nostri marted\u00ec in giornate itineranti, alla scoperta del mondo oltre il Piccolo, e tessendo relazioni con chi lo vive (sono molto pi\u00f9 buone le uova quando le si va a chiedere alla vicina!); viviamo avventure rocambolesche armati tanto di spade di cartone quanto di lenti d\u2019ingrandimento per indagare il microcosmo che sfuggirebbe al nostro sguardo; impariamo a leggere in cima agli alberi e a far di conto in bottega con la lista della spesa in mano&#8230; Perch\u00e9 questo \u00e8 il sapere: una relazione col mondo e non il mero ottenimento di informazioni su di esso.<br \/>\n<a href=\"mailto:iprataioli@gmail.com\">iprataioli@gmail.com<\/a><\/p>\n<p><strong>Lilliput e Serendipit\u00e0: un asilo e una scuola nel parco<\/strong><br \/>\nA Osimo in provincia di Ancona nel 2009 nasce Lilliput, nel 2013 nasce Serendipit\u00e0, entrambe le esperienze sono guidate da una ricerca pedagogica appassionata che fa dello sviluppo libero e olistico del bambino il suo aspetto fondante. L\u2019osservazione attenta dello sviluppo di ciascun bambino e la preparazione di un ambiente adeguato fornisce al bambino il nutrimento necessario a soddisfare le sue esigenze di crescita. Crediamo che lo sviluppo di ciascun bambino avvenga in modo olistico e che ogni sua parte (cognitiva, fisica, emotiva, psicologica) meriti attenzione senza distinzioni di livello o gerarchia. Crediamo che il bambino vada supportato nel suo sviluppo emotivo e nella conoscenza di s\u00e9, del proprio mondo interiore, delle proprie emozioni attraverso la cura del dialogo e dell\u2019alfabetizzazione emotiva. Crediamo che i bambini abbiano il diritto di imparare a scegliere, attraverso la conoscenza di s\u00e9 e la pratica della vita collettiva conviviale. Crediamo che il bambino possa diventare capace di responsabilit\u00e0 verso il proprio percorso di sviluppo solo se lasciato libero di scegliere, di sbagliare, di capire, di ricominciare.<br \/>\nSerendipit\u00e0 [se-ren-di-pi-t\u00e0] n.f. invar.: lo scoprire qualcosa di inatteso e importante che non ha nulla a che vedere con quanto ci si proponeva o si pensava di trovare | attitudine a fare scoperte fortunate e impreviste; capacit\u00e0 di cogliere e interpretare correttamente un fatto rilevante che si presenti in modo inatteso e casuale.<br \/>\nIl nostro nome: una dichiarazione di intenti, la sintesi di un approccio educativo, la base e la sostanza del nostro progetto, un augurio. Serendipit\u00e0 \u00e8 l\u2019esito naturale di un progetto nato nel 2009 nel cuore di un parco pubblico di Osimo, in una piccola casa dall\u2019aspetto onirico. Un asilo sperimentale, Lilliput, \u00e8 nato per \u201cserendipit\u00e0\u201d e fondato sulla ricerca pedagogica, sull\u2019osservazione, sulla cittadinanza attiva, sul buonsenso, sulla speranza. Una sperimentazione che ha coinvolto anche le famiglie, andando a sostenere e tutelare quella fascia della maternit\u00e0 e dell\u2019infanzia che aveva pochi spiragli di ascolto e riconoscimento nella nostra zona. L\u2019apertura di una realt\u00e0 in continuit\u00e0 rivolta alla fascia dell\u2019infanzia e della primaria \u00e8 stato un dovere e un diritto.<br \/>\nSe Lilliput \u00e8 inserito all\u2019interno di un parco, per Serendipit\u00e0 \u00e8 stato scelto l\u2019ambiente rurale, una casa in mezzo alle campagne marchigiane, un grande giardino, un ettaro di terra incolta per l\u2019esplorazione autentica della variet\u00e0 e complessit\u00e0 biologica e campi a perdita d\u2019occhio, perfetti per esplorazioni e avventure. La terra \u00e8 la nostra classe, le passeggiate senza meta le nostre discipline, i portoni a cui bussare i nostri compiti, i dialoghi con gli anziani i nostri programmi, la memoria il contenuto dei nostri quaderni. Una delle impronte pi\u00f9 determinanti del nostro approccio educativo con i bambini \u00e8 quella Montessoriana, di cui prendiamo i principi, i concetti, la filosofia e lo sguardo delicato e scientifico sullo sviluppo del bambino.<br \/>\nLo spazio interno della scuola \u00e8 un ambiente preparato, ogni materiale e area sono studiati per rispondere ai bisogni psico-fisici dei bambini rispettando le differenti fasi evolutive, costantemente osservate e corrisposte attraverso l\u2019ambiente. La nostra idea di libert\u00e0 e autonomia dei bambini \u00e8 strettamente collegata all\u2019organizzazione e studio dello spazio. L\u2019indipendenza di pensiero passa anche attraverso l\u2019indipendenza d\u2019azione e apprendimento. Il paradigma \u00e8 completamente ribaltato, rifuggiamo la centralit\u00e0 dell\u2019insegnamento a favore della sovranit\u00e0 dell\u2019apprendimento, i bambini imparano da s\u00e9, conquistando il loro sapere attraverso l\u2019interazione con l\u2019ambiente circostante, fatto di relazioni e sperimentazioni. I bambini apprendono dalla vita, da ci\u00f2 che accade, dalle passioni che li muovono, dalle domande che incontrano nelle piccole cose quotidiane, incidentalmente, o come ci piace dire, per serendipit\u00e0, cio\u00e8 scoperte inattese, capitate mentre si cercava altro, che diventano centrali nella nostra ricerca.<br \/>\nUna delle caratteristiche della nostra realt\u00e0 \u00e8 quella del sostegno e dialogo con le famiglie. Prima di poter iscrivere i propri figli, le famiglie devono seguire un percorso insieme di 6 mesi, con lo scopo di costruire una cornice di senso e valori all\u2019interno della quale inserire poi le pratiche. Un percorso di decostruzione, e di comprensione delle proprie scelte. Lo scopo non \u00e8 dare risposte n\u00e9 affermazioni ai genitori, ma aiutarli e aiutarci a porci le domande giuste, rispolverando i bambini educati che siamo stati e gli adulti educanti che siamo diventati, un percorso di ricerca personale di liberazione dalle catene delle aspettative, paure, ansie, speranze, desideri, che sono il principio per un\u2019autentica educazione libertaria e liberatoria. Gli adulti, sia genitori sia accompagnatori, lavorano insieme per rendere possibile tutto questo per gettare le basi di quella che amiamo definire \u201cuna comunit\u00e0 educante\u201d, non punto di partenza ma meta del nostro progredire come genitori e accompagnatori, come esseri umani che continuamente mettono in discussione le pratiche implicite, date per scontate, per scegliere, finalmente. Serendipit\u00e0 per noi non \u00e8 un servizio di cui usufruire ma un progetto a cui partecipare in corresponsabilit\u00e0. \u00c8 scegliere di scegliere.<br \/>\n<a href=\"mailto:lilliput2009@hotmail.it\">lilliput2009@hotmail.it<\/a><\/p>\n<p><strong>I Saltafossi: per un\u2019educazione non autoritaria<\/strong><br \/>\nCi siamo incontrate a Bologna una decina di anni fa intorno ad un\u2019utopia e un sogno: dare vita a un progetto educativo basato sulle pratiche dell\u2019educazione non autoritaria, libertaria e democratica e volto alla sensibilizzazione delle persone grandi e piccole alla relazione, all\u2019arte, all\u2019ecologia, un progetto dove le scelte filosofiche, economiche e operative andassero nella direzione di uno stile di vita equo e solidale, sobrio e felice.<br \/>\nIl gruppo di accompagnatori \u00e8 un collettivo che cresce insieme e si confronta continuamente.<\/p>\n<p>Tutti i Saltafossi grandi e piccoli si confrontano per capire se per quella persona \u00e8 possibile intraprendere un cos\u00ec complesso percorso di convivenza e rispetto reciproco dove \u00e8 necessario smontare le proprie idee pregiudiziali sull\u2019educazione e mettersi in gioco in una relazione non adulto-centrica e autentica. Il ruolo dell\u2019adulto come accompagnatore ma anche come testimone, coordinatore e ricercatore.<br \/>\nSiamo ospiti di due grandi case attigue dove vivono e convivono con la scuola due famiglie che hanno partecipato alla fondazione del progetto. Le case si trovano nelle campagna di Cadriano alle porte di Bologna.<br \/>\nIn questi spazi abbiamo organizzato seguendo le richieste dei bambini una grande e fornitissima biblioteca, un luogo per la danza e le attivit\u00e0 teatrali, musicali e psicofisiche, un luogo dove \u00e8 possibile accedere ai materiali per atelier artistici o di assemblaggio, una fornita cassetta degli attrezzi, macchine da scrivere, computer, macchina da cucire, lavagne, mappe geografiche, giochi da tavolo, giochi vari. Tutto quello che ci serve&#8230; che ogni giorno un gruppo di bambini riordina per lasciare la casa alla vita dei suoi abitanti.<\/p>\n<p><a href=\"mailto:assmerzbau@gmail.com\">assmerzbau@gmail.com <\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.associazionemerzbau.wordpress.com\">http:\/\/www.associazionemerzbau.wordpress.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel numero estivo 2016 della \u201cRivista Anarchica\u201d \u00e8 apparso uno speciale sulle esperienze delle scuole libertarie in Italia; riportiamo uno stralcio del servizio curato da Francesco Codello, selezionando quelle esperienze che pi\u00f9 hanno puntato sull\u2019educazione all\u2019aria aperta; gli interventi sono stati scritti dagli operatori e dai genitori delle scuole stesse. 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