{"id":3234,"date":"2024-10-07T17:34:02","date_gmt":"2024-10-07T15:34:02","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3234"},"modified":"2025-06-07T15:45:11","modified_gmt":"2025-06-07T13:45:11","slug":"1-educazione-allaperto-unantica-strategia-estremamente-attuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3234","title":{"rendered":"4. Educazione all\u2019aperto, un\u2019antica strategia estremamente attuale"},"content":{"rendered":"<p>di Andrea Ceciliani, Professore Associato presso il Dipartimento di Scienze per la Qualit\u00e0 della Vita, Universit\u00e0 di Bologna<br \/>\nL\u2019outdoor education (da ora OE) \u00e8 una strategia educativa diffusa in tutto il mondo, basata sul concetto di esperienza vissuta fuori dalla porta, all\u2019esterno, partendo dagli spazi quotidiani (i giardini scolastici) per spingersi negli ambienti semi-naturali (parchi pubblici o simili) o naturali (boschi, foreste, montagne, ecc.). Diversi studi hanno mostrato come l\u2019OE sia una strategia educativa da affiancare all\u2019insegnamento tradizionale in aula, palestra, sezione, perch\u00e9 l\u2019ambiente esterno crea nuove opportunit\u00e0, presenta sfide sia per gli educatori sia per gli allievi. La natura pu\u00f2 divenire uno strumento per facilitare l\u2019apprendimento e una fonte gratuita di materiali per l\u2019apprendimento da utilizzare in diversi modi [Brodin &amp; Lindstrand, 2006; White, 2006].<br \/>\nL\u2019OE esprime un concetto di apprendimento focalizzato sul posto, sul luogo. Questa locazione pu\u00f2 essere un ambiente naturale come una foresta o un altro setting rurale naturale, oppure pu\u00f2 essere un parco pubblico (semi-naturale), il giardino scolastico o una area urbana. La scelta del posto \u00e8 illimitata all\u2019interno dell\u2019insegnamento OE, l\u2019importanza risiede nell\u2019apprendere in un autentico ambiente che riflette o rinforza il contenuto o insegnamento [Dahlgren &amp; Szczepanski, 1998 p. 19].<br \/>\nL\u2019apprendimento outdoor \u00e8 esperienziale perch\u00e9 consente di apprendere dalle situazioni concrete ed educa a riconoscere e risolvere problemi e sviluppa la competenza di pensiero critico [Gilbertson, 2006, p. 7].<br \/>\nUn altro significativo aspetto \u00e8 l\u2019approccio interdisciplinare dell\u2019OE, in quanto l\u2019ambiente esterno coinvolge, per forza di cose, tutte le aree della personalit\u00e0 del soggetto rispetto al classico apprendimento al chiuso, ad esempio: studiare matematica in un parco naturale non solo focalizza la materia in s\u00e9 e per s\u00e9, ma sollecita anche apprendimenti sulla natura della foresta, sul clima, sul movimento corporeo, sulla relazione con l\u2019ambiente e gli altri, ecc. Nelle esperienze all\u2019aperto i membri del gruppo si sentono pi\u00f9 connessi gli uni agli altri, sono maggiormente stimolati verso l\u2019aiuto reciproco rispetto a quando essi apprendono all\u2019interno [Passarelli et al, 2010, p. 121]<br \/>\nL\u2019 OE non ha una definizione stabilita, distinti autori sottolineano differenti aspetti nelle loro definizioni che individuano diversi approcci. Gilbertson [2006] descrive una distinzione tra educazione all\u2019avventura (Adventure Education) caratterizzata dalle sfide motorie che l\u2019ambiente propone (arrampicare, superare ostacoli naturali, saltare fossi, ecc.), apprendimento all\u2019aperto (Outdoor Learning) che pone il focus sull\u2019ambiente come un magnifico laboratorio ed educazione ambientale (Environmental Education) basata sull\u2019affiliazione alla natura, sul suo rispetto e sulla sua utilit\u00e0. [Gilbertson, 2006 p.4]. Altri autori [Dahlgren et al, 1998; Hammerman et al, 2001; Passarelli et al, 2010] pongono questi tre approcci sotto un unico ombrello.<br \/>\nDa quanto appena espresso, l\u2019OE appare fortemente connessa con i diffusi concetti di apprendimento agito (learning by doing) o avere le mani nelle attivit\u00e0 (hands-on activities) o giocare l\u2019apprendimento (play for learning), cio\u00e8 essere veri protagonisti delle proprie esperienze di apprendimento e sviluppo [Higgins &amp; Nicol, 2002; Brodin &amp; Lindstrand, 2006]. \u201c\u00c8 condivisa l\u2019idea educativa secondo la quale i bambini apprendono meglio attraverso il gioco libero [\u2026] tipico dei bambini per tanti motivi: \u00e8 piacevole, auto-motivato, immaginativo, spontaneo\u201d [Ceciliani, 2011, p. 415].<br \/>\nGi\u00e0 Dewey [1990] sottoline\u00f2 l\u2019importanza di un metodo in cui i bambini possano apprendere attraverso la libert\u00e0 di pensiero, di giudizio, d\u2019azione, in un connubio di situazioni pratico-teoriche, cio\u00e8 esperienze dirette e concrete che insegnano a prendere iniziative e ad assumersi responsabilit\u00e0 [Gilbertson, 2006, p. 9]. Apprendere nella e dalla natura, apprendere attraverso l\u2019agire diretto nelle situazioni vissute ha una tradizione pi\u00f9 lunga della scuola teoretica centrata sull\u2019insegnante. Nonostante ci\u00f2 il concetto di OE non \u00e8 ancora pienamente recepito dal sistema educativo. Mentre l\u2019istruzione tradizionale, centrata su chi insegna o guida, stimola maggiormente l\u2019udire e il vedere, l\u2019apprendimento esperienziale outdoor stimola tutti i sensi. Il tatto in particolare (la manipolazione) crea il connubio mente-mano sull\u2019apprendimento, crea la profonda connessione con l\u2019obiettivo concreto rispetto al solo leggere o vedere. L\u2019azione stessa, nelle situazioni all\u2019aperto, implementa le abilit\u00e0 motorie, l\u2019emozione di agire, la relazione diretta con i problemi che spesso, nelle situazioni al chiuso, vengono scarsamente sollecitate. Un tale contesto, tra le altre cose, rende l\u2019esperienza pi\u00f9 libera, interessante, divertente e sollecita un sentimento positivo verso l\u2019apprendimento in generale.<br \/>\nLe attivit\u00e0 di OE incrementano le opportunit\u00e0 di attivit\u00e0 fisica che, nell\u2019attuale societ\u00e0, assumono un aspetto importante rispetto alla sanit\u00e0 pubblica di giovani generazioni sempre pi\u00f9 sedentarie, soggette a moderne disfunzioni legate all\u2019ipocinesi: sovrappeso, obesit\u00e0 [Eisenmann 2006; Lopez et al., 2006], involuzione delle capacit\u00e0 motorie [Filippone et al, 2007], disfunzioni posturali [Trevelyan et al, 2006].<br \/>\nPer tali ragioni l\u2019opportunit\u00e0 di giocare e apprendere nell\u2019ambiente esterno \u00e8 stata inclusa nel curricolo educativo scolastico in molti paesi [Bj\u00f6rklid, 2005] e, nel prosieguo della crescita, pensata come strategia idonea allo sviluppo delle competenze di vita (life skills), dell\u2019apprendimento nell\u2019arco della vita (life long learning), perch\u00e9 basata sulla sfida di situazioni problema che impegnano la persona nella ricerca di risposte e soluzioni individuali e di gruppo. In sintesi le attivit\u00e0 all\u2019aria aperta e nella natura, costituiscono una cornice di apprendimento basata sull\u2019esplorazione e il gioco libero come opportunit\u00e0 arricchite di sviluppo, maturazione e promozione della salute psico-fisica (senso-motoria, cognitiva, emotiva, affettiva, sociale) [Brodin, 2009, p. 99].<\/p>\n<p><strong>OE ed educazione alla sostenibilit\u00e0 ambientale<\/strong><br \/>\nIl contatto diretto con la natura rischia di essere sminuito nell\u2019odierna societ\u00e0, dove un maggiore ammontare di interazioni avviene attraverso la tecnologia digitale che, se non ben impiegata, pu\u00f2 creare disconnessione con la realt\u00e0 [Brodin, 2009, p. 22]. La tecnologia, viceversa, pu\u00f2 integrarsi come supporto all\u2019OE attraverso l\u2019uso subordinato di cellulari o tablet che possono documentare le esperienze attraverso foto, filmati, coordinate GPS da richiamare e analizzare in momenti successivi.<br \/>\nUn tale approccio diviene rispettoso anche dell\u2019educazione ambientale: non \u00e8 pi\u00f9 necessario strappare la foglia, o catturare l\u2019insetto, per uno studio successivo, ma basta fotografarlo o filmarlo per fissarlo su una memoria digitale fruibile a lungo nel tempo. Un importante effetto dell\u2019OE, allora, \u00e8 l\u2019incremento di un positivo sentimento verso la natura, una sorta di armonia e unit\u00e0 ritrovata che implementa il senso di libert\u00e0, di benessere, di rispetto, dell\u2019ambiente che ci circonda [Gurholt, 2014, p.<br \/>\n241] e, nel contempo, incrementa consapevolmente la responsabilit\u00e0 ecologica e l\u2019amore verso la natura: \u201cSe la gente realmente ama e ha cura dell\u2019ambiente naturale, sar\u00e0 pi\u00f9 incline ad agire per proteggerlo e conservarlo\u201d [Hill, 2013, p. 23].<br \/>\nL\u2019odierna urbanizzazione, l\u2019estremo utilizzo della tecnologia, possono minare la naturale e umana relazione con la natura, sortendo effetti negativi sui comportamenti assunti verso l\u2019ambiente visto unicamente come risorsa da sfruttare [Higgins,1996]. Investire pi\u00f9 tempo nel contatto con l\u2019ambiente naturale, cominciando nell\u2019infanzia, per educare in e con la natura, pu\u00f2 sollecitare comportamenti ecologicamente rispettosi anche nella vita quotidiana, come il risparmio dell\u2019acqua o il riciclaggio dei materiali di scarto [Mannion et al., 2013, p. 794].<\/p>\n<p><strong>OE e il luogo, il posto, l\u2019ambiente<\/strong><br \/>\nIl luogo di apprendimento \u00e8 un elemento chiave all\u2019interno dell\u2019OE. L\u2019ambiente esterno offre innumerevoli cornici didattiche in cui pu\u00f2 svilupparsi l\u2019apprendimento ma, nonostante ci\u00f2, pochi insegnanti o educatori si allontanano dalla classe o dal locale chiuso, per aiutare i loro allievi ad apprendere [Brodin, 2009, p.20]. Questo pu\u00f2 essere spiegato con la concezione riferita al grado di sicurezza e ai rischi potenziali [Mannion et al, 2013 p 798] che l\u2019ambiente all\u2019aperto presenta rispetto allo spazio chiuso, libero da fattori esterni come il tempo atmosferico o dalle distrazioni causate da situazioni impreviste e inattese.<br \/>\nLa pedagogia del luogo descrive una cornice che \u00e8 correlata all\u2019ambiente, alla considerazione che esso pu\u00f2 divenire un sito di apprendimento. Inoltre un posto diviene intriso di significati attraverso le interazioni che le persone hanno con esso [Hill, 2013, p. 25], ci\u00f2 significa variet\u00e0 interpretativa e relazionale che varia, da persona a persona, caratterizzando situazioni dinamiche e non statiche.<br \/>\nOgni posto, poi, si apre a diverse possibilit\u00e0 educative, la pedagogia del luogo usa queste opportunit\u00e0 uniche in ordine all\u2019insegnamento al e sul posto [Gilbertson, 2006 p. 13]: una lezione sulla flora pu\u00f2 essere molto pi\u00f9 stimolante e personalizzata in un parco pubblico o in un bosco, una lezione sugli animali acquatici pu\u00f2 suscitare massimo interesse e comprensione se realizzata vicino a un fiume o laghetto, un apprendimento relativo alla geografia fisica dei luoghi \u00e8 senz\u2019altro pi\u00f9 proficuo se realizzato con un trekking che li attraversi. Pertanto \u00e8 importante scegliere il posto giusto per il giusto apprendimento o la giusta esperienza.<br \/>\nNon si pu\u00f2 pensare al luogo dell\u2019OE facendo solo riferimento al bosco o all\u2019ambiente selvatico, ignorando i posti pi\u00f9 vicini a noi. I luoghi fondamentali, per una educazione all\u2019aperto, sono quelli quotidianamente fruibili, ivi comprese le aree abitative locali, in cui scoprire quanto l\u2019ambiente aperto possa offrire [Hill, 2013, p. 26]. A livello scolastico, ad esempio, il luogo all\u2019aperto fondamentale \u00e8 il giardino della scuola o il quartiere di residenza, utilizzabile tutti i giorni, entrambi preparatori a eventuali uscite o escursioni didattiche in altri luoghi come parchi pubblici, fattorie, boschi o foreste. Il giardino scolastico non deve essere vissuto solo come luogo ricreativo [White, 2004], ma deve assumere la veste prioritaria di luogo educativo quotidiano.<br \/>\nL\u2019OE, se acquisita come valida strategia educativa, non pu\u00f2 essere relegata a uscite sporadiche o settimanali, ma deve accompagnare costantemente il cammino formativo dell\u2019infanzia e adolescenza per divenire uno stile di vita nell\u2019et\u00e0 adulta e anziana. Abituare i bambini ad avere confidenza con l\u2019ambiente esterno relativo al proprio quartiere di residenza, con la propria scuola, i giardini, i parchi in esso presenti, significa indurre sicurezza nei luoghi di vita e facilitarne il loro utilizzo anche nel tempo libero.<\/p>\n<p><strong>OE: inclusione e socializzazione<\/strong><br \/>\nL\u2019OE \u00e8 un processo in divenire dove il supporto reciproco e le innumerevoli opportunit\u00e0 di azione rendono le esperienze estremamente inclusive [Gair, 1997].<br \/>\nL\u2019inclusione pu\u00f2 essere definita in diversi modi: essere parte di un gruppo, avere accessibilit\u00e0 alle attivit\u00e0 da svolgere, avere eguali opportunit\u00e0 di partecipazione.<br \/>\nD\u2019altra parte, come sostengono Hopkins e Putnam [1993], tre sono i componenti importanti nell\u2019OE:<br \/>\n1) se stessi: la partecipazione individuale nelle esperienze OE pu\u00f2 sollecitare e incrementare la consapevolezza di s\u00e9 e l\u2019autostima;<br \/>\n2) gli altri: il gruppo richiede relazione, cooperazione e forgia le competenze sociali;<br \/>\n3) l\u2019ambiente circostante: provvede una cornice ricca di stimoli in continuo cambiamento, che sollecita svariate attivit\u00e0, anche di sfida (soluzione di problemi). Quando poi l\u2019ambiente esterno diviene l\u2019arena delle proprie avventure, ad esempio nelle attivit\u00e0 scout o nel trekking itinerante, la conoscenza e la consapevolezza della natura contribuisce allo sviluppo psico-fisico dei partecipanti grazie al tipo e variet\u00e0 di esperienze, al lavoro di gruppo, alla relazione amicale con i partner, all\u2019assunzione di leadership [Brodin, 2009, p. 100].<br \/>\nProprio il lavoro di gruppo, sollecitato nelle situazioni OE, viene attivato dalla impossibilit\u00e0, molto spesso, di poter raggiungere gli obiettivi da soli per cui si rende necessario lavorare insieme, aiutarsi reciprocamente, sostenersi emotivamente e, in ultima analisi, prendersi cura dell\u2019altro. In una cornice di gruppo, come quella appena descritta, si aggiunge la necessit\u00e0 di prendere decisioni e confrontarsi con le conseguenze che da esse derivano, in altri termini si sottolinea la necessit\u00e0 di partecipare attivamente, consapevolmente e, anche attraverso l\u2019esperienza educativa dell\u2019errore, in modo competente [Massey &amp; Rose, 1992].<\/p>\n<p><strong>OE e inclusione delle persone disabili<\/strong><br \/>\nDiversi studi hanno mostrato che le attivit\u00e0 outdoor promuovono l\u2019inclusione delle persone disabili [Cuvo et al., 2001; Doctoroff, 2001; MacKay, 2002; Holman et al 2003; Spencer, 2003; Magnusson, 2006; Todd &amp; Reid, 2006] purch\u00e9 si operi un adattamento dell\u2019ambiente all\u2019aperto e si curi sia la qualit\u00e0 delle situazioni educative sia la leadership [Brodin &amp; Lindstrand, 2006].<br \/>\nSul versante dell\u2019inclusione le attivit\u00e0 OE mostrano benefici effetti psico-fisici, riferiti al benessere individuale, sentirsi bene, e alla salute, stare bene [Brodin, 2007]. Tuttavia il valore dell\u2019OE per le persone con disabilit\u00e0, adulte o giovani che siano, \u00e8 stato spesso sottostimato e trascurato, anche pensando all\u2019apprendimento lungo l\u2019arco della vita come sottolineato dalla Commissione Europea.<br \/>\nL\u2019OE, viceversa, \u00e8 molto naturale per i bambini piccoli, significa libert\u00e0, divertimento, piena possibilit\u00e0 di muoversi e agire con poche restrizioni: correre, saltare, arrampicare, esplorare la ricchezza della natura come una naturale sfida che coinvolge tutti. Nell\u2019infanzia, l\u2019educazione 0-6 anni \u00e8 una cornice inclusiva di cui tutti i bambini (nella loro diversit\u00e0 anche estrema) ne sono parte. Come sottolinea Brodin [2009, p. 105] fino all\u2019et\u00e0 di 4 anni i bambini si accettano per quello che sono e le loro differenze creano pochi problemi, il loro veloce e differenziato sviluppo rende comune il senso di diversit\u00e0, dopo questo periodo il bambino inizia a divenire pi\u00f9 sensibile alla variet\u00e0 di differenze. Quando i bambini iniziano la scuola a 6 o 7 anni di et\u00e0, le differenze tra loro appaiono pi\u00f9 visibili, nel gioco libero diviene pi\u00f9 evidente la difficolt\u00e0 di alcuni bambini a prendervi parte, il disabile allora riconosce di avere limitazioni rispetto ai pari. Negli anni successivi l\u2019orientamento verso la competizione e lo sport pu\u00f2 determinare l\u2019esclusione dei bambini meno abili o con problemi. L\u2019OE pu\u00f2 essere un\u2019attivit\u00e0 molto pi\u00f9 inclusiva rispetto all\u2019educazione tradizionale in forza di svariati motivi:<br \/>\n\u2022 stimola il desiderio di apprendere attraverso il divertimento e la semplificazione dei compiti richiesti propone il gioco libero come la pi\u00f9 vitale e naturale modalit\u00e0 di apprendere, per tutti i bambini [Gray, 2015]<br \/>\n\u2022 presenta poche restrizioni rispetto al chiuso: spazi pi\u00f9 ampi per muoversi, nessuna forzatura a dover stare fermi e seduti, possibilit\u00e0 di esplorare l\u2019ambiente [Bjorklid, 2005; Dahlgren &amp; Szczepanski, 2005]<br \/>\n\u2022 rende pi\u00f9 semplice, alle persone con disabilit\u00e0, l\u2019essere rilassate e in agio. Le persone disabili hanno bisogno di un ambiente tangibile per facilitare la ricezione, l\u2019elaborazione e l\u2019immagazzinamento delle informazioni, hanno bisogno di tempi di apprendimento dilatati, sono facilitate da situazioni concrete che possono bilanciare i loro bassi livelli di astrazione, hanno bisogno di ricorrere al corpo-movimento per vivere e comprendere i concetti di spazio, tempo, qualit\u00e0, quantit\u00e0 e causa-effetto<br \/>\n\u2022 facilita l\u2019apprendere attraverso tutti i sensi (gusto, odorato, visione, tatto, udito) attraverso l\u2019agire concreto sull\u2019ambiente e le situazioni [Brodin, 2009]. Nell\u2019educazione all\u2019aperto pu\u00f2 risultare pi\u00f9 semplice facilitare la partecipazione strutturando i compiti e promuovendo routine, attraverso l\u2019utilizzo o la predisposizione di: ambienti accessibili, materiali adatti e destrutturati (meno tecnici), azioni facilitate, soluzioni di problemi personalizzabili [Doctoroff, 2001; Brodin &amp; Lindstrand, 2006]. Nel caso delle persone con disabilit\u00e0 pu\u00f2 essere necessario instaurare delle routine come forma di supporto che possa facilitare il loro coinvolgimento e partecipazione.<br \/>\nConsiderando le varie tipologie di disabilit\u00e0 ci sono differenze nell\u2019evidenziare programmi di OE, ad esempio: l\u2019accessibilit\u00e0 delle persone su sedie a ruote differisce da quella di persone con difficolt\u00e0 di apprendimento, oppure il termine bambini con bisogni speciali descrive tutti i bambini che sono caratterizzati con un certo tipo di disabilit\u00e0. L\u2019educatore deve considerare i bisogni individuali e l\u2019accessibilit\u00e0 dei bambini per poter applicare l\u2019OE.<br \/>\nL\u2019approccio integrale dell\u2019OE pu\u00f2 essere visto nel fatto che apprendere all\u2019aperto sollecita i livelli fisici, emotivi, cognitivi, sociali e spirituali degli individui [Gilbertson, 2006, p. 5]. Ci\u00f2 apre nuove possibilit\u00e0 di apprendimento rispetto alla educazione tradizionale che chiaramente pone la sua attenzione sul livello cognitivo. Per i bambini che hanno problemi di apprendimenti a livello cognitivo, l\u2019OE propone nuovi modelli e livelli di apprendimento. Ogni persona pu\u00f2 utilizzare lo stile individuale con cui apprende pi\u00f9 efficacemente e utilizzare le varie forme di intelligenze indicate da Gardner [1987].<br \/>\nOE pu\u00f2 dunque sostenere i bambini con bisogni speciali le cui attitudini verso l\u2019apprendimento e la scuola sono spesso demotivate da esperienze di fallimento legate a una educazione selettiva basata sulla prestazione [Wilson, 1994, p. 159].<br \/>\nMolti bambini con disagi di vario tipo, che vivono insuccessi nella educazione tradizionale in classe, dimostrano successo nelle situazioni di apprendimento all\u2019aperto [Price, 2015; Gilbertson, 2006, p. 54] incrementando l\u2019autostima e la sicurezza di s\u00e9 [Berger, 2008; Passarelli et al, 2010].<br \/>\nIl riuscire a fare\u2026, il sentirsi capace di\u2026, sappiamo molto bene, sono aspetti essenziali dell\u2019apprendimento in ordine alla motivazione e al piacere di essere partecipi delle esperienze formative. L\u2019OE con la sua ampia gamma di approcci e situazioni pu\u00f2 incoraggiare l\u2019attitudine di questi bambini e pu\u00f2 convertire l\u2019apprendimento in un eccitante e piacevole processo. Queste emozioni positive aprono la mente a un\u2019ampia gamma di opzioni cognitive e comportamentali [Passarelli et al, 2010, p. 122] e inoltre incrementano la quantit\u00e0 e qualit\u00e0 degli apprendimenti stessi. L\u2019inclusione richiede un elevato livello di collaborazione all\u2019interno della classe, e quando i gruppi apprendono insieme all\u2019aperto si osserva un incremento nel livello di interazione sociale e cooperazione tra pari [Berger, 2008 p. 323]. I bambini con bisogni speciali sono spesso iper-protetti dai genitori, istruttori o insegnanti, sebbene sia cruciale dare a questi bambini una possibilit\u00e0 di distinguere se stessi e avere opportunit\u00e0 di dimostrare le loro abilit\u00e0 e competenze. Un possibile approccio per raggiungere questo obiettivo \u00e8 veicolato proprio dall\u2019OE, dalle sfide che propone, dalle svariate esperienze che possono garantire a ciascuno di mostrare il proprio talento personale nell\u2019apprendimento [Dahlgren et al., 1998, p. 17].<\/p>\n<p><strong>Considerazioni conclusive<\/strong><br \/>\nL\u2019OE rappresenta una strategia educativa che completa e approfondisce l\u2019educazione tradizionale, soprattutto dal punto di vista qualitativo. L\u2019esperienza concreta, emotiva, conoscitiva con l\u2019ambiente esterno, si realizza attraverso la relazione diretta con gli eventi e le situazioni l\u00e0 ove queste si manifestano, di prima mano, in pieno coinvolgimento di tutta la persona.<br \/>\nL\u2019educazione all\u2019aperto sostiene il naturale bisogno umano di contatto con la natura e il piacere di agire in essa e con essa, anche in relazione a una maggiore consapevolezza che l\u2019ambiente naturale \u00e8 la nostra casa e richiede amore, ancor prima che rispetto.<br \/>\nNella moderna societ\u00e0, industrializzata, tecnologica, digitale, l\u2019OE ripropone la centralit\u00e0 del corpo e del movimento, l\u2019uso della sensorialit\u00e0, la sollecitazione del benessere psico-fisico e il piacere di essere protagonisti del proprio agire, del proprio decidere, apprendere ed evolvere. Tutta la strategia \u00e8 orientata a rivestire di umanit\u00e0 lo sviluppo e la crescita di ciascun individuo, ricollocandolo nella culla delle sue radici, quella terra, quell\u2019ambiente che, ormai abituati a padroneggiarlo in tutti i sensi, anche negativi, non consideriamo pi\u00f9 come nostra casa e ricchezza immensa per la nostra vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Ceciliani, Professore Associato presso il Dipartimento di Scienze per la Qualit\u00e0 della Vita, Universit\u00e0 di Bologna L\u2019outdoor education (da ora OE) \u00e8 una strategia educativa diffusa in tutto il mondo, basata sul concetto di esperienza vissuta fuori dalla porta, all\u2019esterno, partendo dagli spazi quotidiani (i giardini scolastici) per spingersi negli ambienti semi-naturali (parchi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3924,3610,3593],"edizioni":[3920],"autori":[3926],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3922],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3234"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3234"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3234\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3323,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3234\/revisions\/3323"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3234"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3234"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3234"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=3234"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=3234"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=3234"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=3234"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=3234"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=3234"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}