{"id":3281,"date":"2025-06-04T12:42:57","date_gmt":"2025-06-04T10:42:57","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3281"},"modified":"2025-06-07T15:49:33","modified_gmt":"2025-06-07T13:49:33","slug":"11-unavventura-solo-per-ipovedenti-un-viaggio-a-piedi-da-bologna-a-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3281","title":{"rendered":"11. Un&#8217;avventura solo per ipovedenti? Un viaggio a piedi da Bologna a Firenze"},"content":{"rendered":"<p>di Fabrizio Rigotto, Club Alpino Italiano Bologna Est<b><\/b><\/p>\n<p>Dal 21 al 29 maggio un gruppo di persone ipovedenti, assieme agli accompagnatori di escursionismo del gruppo territoriale CAI Bologna Est della sez. CAI \u201cMario Fantin\u201d di Bologna, hanno percorso a piedi i 120 km del cammino della Via degli Dei, calpestando cos\u00ec le strade e i sentieri che, svalicando l\u2019Appennino, uniscono Bologna a Firenze.<br \/>\nUna sfida avente come armi solo un paio di scarponi ai piedi e uno zaino pesante sulle spalle, al fine di promuovere la mobilit\u00e0 degli ipovedenti, diffondendo la conoscenza e la comprensione dell\u2019ipovisione e i problemi legati alle malattie degli occhi, con particolare attenzione all\u2019accessibilit\u00e0. L\u2019idea s\u2019inserisce all\u2019interno della campagna #YellowTheWorld, ingiallire il mondo, attraverso la quale l\u2019associazione NoisyVision si propone di sensibilizzare l\u2019opinione pubblica colorando idealmente il mondo di giallo, poich\u00e9 questo \u00e8 il colore che persone con problemi di vista riescono a vedere meglio. I maestri compositori di quest\u2019avventura sono due persone dal grande carisma, Dario Sorgato e Donato Di Pierro, entrambi ipovedenti, entrambi legati dalla stessa passione per l\u2019escursionismo, entrambi capaci di muovere e incoraggiare gli animi delle persone che incontrano sul loro cammino.<\/p>\n<p><strong>Qui inizia l\u2019avventura<br \/>\n<\/strong>L\u2019organizzazione di Dario e Donato \u00e8 partita molti mesi prima, poich\u00e9 non \u00e8 semplice costruire da zero un\u2019iniziativa cos\u00ec complessa. E quasi casualmente, proprio nel momento di decidere le tappe del percorso, nasce anche la collaborazione con il gruppo territoriale CAI Bologna Est, collaborazione che sar\u00e0 il preludio di un\u2019amicizia tanto forte quanto inaspettata.<br \/>\nIl gruppo cos\u00ec composto decide di percorrere i 120 km del tracciato in nove giorni, durante i quali la parola d\u2019ordine sar\u00e0 <i>camminare<\/i><i> <\/i>per quasi tutta la giornata. Il giorno prima di iniziare il cammino tutto il gruppo si riunisce a Bologna e si conosce per la prima volta, tra l\u2019euforia della sfida e la tensione della partenza; per gli organizzatori tutto \u00e8 pronto, hanno nella mente tutto il percorso, i punti di ristoro, le lunghezze e le altimetrie delle tappe, ma ancora non conoscono quali saranno le vere difficolt\u00e0 da affrontare.<br \/>\nSi parte da Bologna il 21 maggio, con il sole caldo e alto nel cielo, con le note gioiose della Banda Rossini di Bologna e con la \u201cgialla compagnia\u201d che attraversa il centro del capoluogo emiliano donando alla citt\u00e0 un nuovo colore, ovviamente giallo, e un\u2019allegria coinvolgente. Anche perch\u00e9 il gruppo di camminatori \u00e8 composto da persone provenienti da tutta Europa (Finlandia, Islanda, Irlanda, Germania, Olanda, Spagna e Italia) che fin dal primo giorno riescono a unire con incredibile naturalezza i diversi bagagli culturali che portano ognuno nel proprio zaino.<br \/>\nPassata Bologna si prosegue sulla sponda del fiume Reno; qui il percorso sembrava non presentare particolari problematiche, ma il fango ha reso il fondo estremamente scivoloso, e questo particolare tecnico cambia completamente la difficolt\u00e0 di questo tratto e i tempi previsti di percorrenza. Siamo all\u2019inizio dell\u2019avventura e il pensiero che si possa trovare questo tipo di fondo anche nei giorni successivi fa apparentemente preoccupare il morale degli organizzatori. Gi\u00e0, apparentemente, perch\u00e9 i ragazzi della gialla compagnia sfoderano una straordinaria capacit\u00e0 di ribaltare le situazioni avverse, affrontando le difficolt\u00e0 con grande determinazione e forza di volont\u00e0.<br \/>\nQuesto \u00e8 lo spirito che ha accompagnato il gruppo per tutto il cammino, uno spirito travolgente che non ha risparmiato nessuno tra i partecipanti. Chiunque si sia unito al cammino, o abbia semplicemente salutato il passaggio dalla propria porta di casa, \u00e8 stato travolto da un\u2019onda gialla di gioia e di voglia di non mollare mai!<br \/>\nIl percorso prosegue, giorno dopo giorno, inerpicandosi tra i sentieri appenninici, col bosco a fare da timido compagno di viaggio e con le ginestre gialle in fiore a colorare e salutare il passaggio della compagnia. Si passa per Monzuno, Madonna dei Fornelli, si calpesta il selciato dell\u2019antica strada romana fino ad arrivare al Passo della Futa. Poi, svalicato il passo appenninico, gi\u00f9 in picchiata verso Sant\u2019Agata e San Piero a Sieve, nel cuore del verde Mugello. In quest\u2019ampio tratto ci sono state tappe pi\u00f9 semplici e percorsi pi\u00f9 tecnici, salite faticose e discese anche con forti pendenze. Ma ogni passo \u00e8 stato percorso mettendo nelle gambe una forza prorompente, che se nei primi giorni era l\u2019espressione del carattere di ogni persona, pian<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>piano \u00e8 diventata il carattere unico di un gruppo compatto e determinato, unito nella sfida e anche nella gioia. Dal Mugello il gruppo prosegue per il Santuario di Monte Senario, da dove s\u2019intravede Firenze per la prima volta\u2026 Allora il cuore inizia a battere forte, la sfida assume il volto della vittoria, e l\u2019emozione non lascia trattenere le prime lacrime. Domenica 29 maggio la gialla compagnia attraversa Firenze sotto la pioggia e conclude la propria avventura in Piazza della Signoria. Le gocce di pioggia si confondono con le lacrime di gioia. \u00c8 stata un\u2019avventura vera: vera nelle difficolt\u00e0, vera nei sentimenti, vera come la forza che ha unito ogni partecipante, vera e unica come la natura compagna di tutto il viaggio. E alla fine, oltre a tutto questo, rimane nel cuore, come un grande insegnamento lasciato in eredit\u00e0, la capacit\u00e0 di trasformare la complessit\u00e0 della vita in occasioni da saper cogliere, unendo sempre coraggio e forza di volont\u00e0 senza mollare mai!<\/p>\n<p><strong>Dalla fine al principio<\/strong><\/p>\n<p>di Donato Di Pierro, NoisyVision, Retina Italia Onlus<b><\/b><\/p>\n<p>Ero in camera, a sistemare un po\u2019 di documenti della camminata. Ho preso tutto il fascicolo dell\u2019avventura, raccolto dentro una cartellina, ovviamente gialla. Patrocini, delibere comunali, tonnellate di e-mail per organizzare i pernottamenti e le varie tappe\u2026 Stavo riguardando quei fogli quando ecco che salta fuori all\u2019improvviso lui: L\u2019ATTESTATO.<br \/>\nUn foglio di cartoncino giallo e nero con il logo del CAI, di NoisyVision e di Retina Italia Onlus che certifica la partecipazione dei miei piedi alla traversata da Bologna a Firenze che ha, ancora una volta, cambiato la visione che avevo della mia patologia e del mondo dei Visually Impaired, ovvero noi ipovedenti e non vedenti. E in quell\u2019istante \u00e8 stato come rendersi conto di essere definitivamente tornati alla realt\u00e0. Nei giorni successivi all\u2019avventura ho sempre avuto una parte di me come spiritualmente distaccata dal corpo. Avevo la testa e un pezzo di cuore sui sentieri che una volta furono percorsi dai Romani.<br \/>\nPi\u00f9 volte il profumo dolce delle ginestre odorose \u00e8 stato rievocato dalla mia memoria, e puntualmente mi sono girato nella ricerca di quella cornice gialla fiorita che per tutto il viaggio ha circondato il gruppo di coraggiosi avventurieri che ho avuto al mio fianco.<br \/>\nRipensando a quelle giornate sull\u2019Appennino mi sono pi\u00f9 volte chiesto se fosse stata tutta una bolla, quell\u2019esperienza, o se la vera bolla in cui viviamo senza rendercene conto \u00e8 in realt\u00e0 il nostro quotidiano, cui siamo oramai troppo abituati. Tante, forse troppe emozioni ho collezionato, infilando un passo dietro l\u2019altro mentre seguivo le impronte dei miei nuovi amici. Il ricordo che conserver\u00f2 di quest\u2019avventura \u00e8 il senso di grande libert\u00e0 e serenit\u00e0 che mi ha pervaso a ogni passo, in ogni minuto. Avevo intorno persone di nazionalit\u00e0 diverse, ma per tutto il tempo ho percepito la totale assenza di limiti spaziali. Tutti insieme uniti dalla stessa voglia di condivisione, alla scoperta delle nostre essenze. Mi sono sentito uguale a ognuno di loro, pervaso da un senso di umanit\u00e0 che, temo, nel nostro mondo si sta perdendo sempre di pi\u00f9\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Fabrizio Rigotto, Club Alpino Italiano Bologna Est Dal 21 al 29 maggio un gruppo di persone ipovedenti, assieme agli accompagnatori di escursionismo del gruppo territoriale CAI Bologna Est della sez. 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