{"id":3289,"date":"2025-06-04T12:58:40","date_gmt":"2025-06-04T10:58:40","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3289"},"modified":"2025-06-07T15:52:00","modified_gmt":"2025-06-07T13:52:00","slug":"14-benvenuti-alla-fine-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3289","title":{"rendered":"14. Benvenuti alla fine del mondo"},"content":{"rendered":"<p>di Valeria Alpi, giornalista e viaggiatrice con disabilit\u00e0<b><\/b><\/p>\n<p>\u201cLuogo d\u2019eccezione che attira ogni anno un gran numero di visitatori, la Pointe du Raz \u00e8 la punta pi\u00f9 occidentale di Francia, tra ripide scogliere e mare di smeraldo. [&#8230;] Bella e selvaggia, classificata come Grand site national di Francia, la Pointe du Raz s\u2019innalza a circa 70 metri di altezza. Scolpita dal mare, battuta dai venti, per la sua magnificenza la Pointe vale da sola una visita alla regione. Di fronte ad essa si staglia il faro quadrato dell\u2019\u00cele de la Vieille. Acceso nel 1887, il faro fu automatizzato nel 1995; fino ad allora, intrepidi guardiani si succedevano in condizioni climatiche spesso difficili.<\/p>\n<p><strong>Benvenuti alla fine del mondo<br \/>\n<\/strong>Questo sito, un tempo temuto dai marinai, richiama oggi escursionisti e surfisti, invitando sia all\u2019attivit\u00e0 sportiva che alla contemplazione. I primi apprezzeranno il sentiero segnato e messo in sicurezza che costeggia il bordo delle falesie. Per i secondi, appuntamento alla Baie des Tr\u00e9pass\u00e9s (baia dei trapassati) per scivolare sulle onde. I curiosi e i temerari potranno spingersi fino al versante Nord all\u2019Enfer de Plogoff (inferno di Plogoff), dove, secondo la leggenda, la principessa Dahut si sbarazzava dei suoi amanti. Uno stretto sperone di roccia che domina le onde. Attenzione alle emozioni forti!\u201d.<br \/>\nCon queste parole mi accoglieva il sito Tourisme Bretagne, il sito ufficiale del turismo in Bretagna, una regione a Nord-Ovest della Francia, mentre programmavo il mio viaggio da sola in Normandia e Bretagna e cercavo informazioni sulla Pointe du Raz. V\u2019invito a cercare su Google questo nome, per vedere quanto impervia pu\u00f2 apparire la zona dalle immagini presenti sul web. Le parole di Tourisme Bretagne confermavano che non si trattava di una passeggiata molto accessibile \u2026 \u201cripide scogliere\u201d\u2026 \u201cintrepidi guardiani\u201d\u2026 \u201cfine del mondo\u201d\u2026 \u201ctrapassati\u201d\u2026 \u201cinferno\u201d\u2026<br \/>\nEra il mio primo viaggio vero da sola; fino a quel momento ero andata da sola nelle mie amate Dolomiti, dove avevo affrontato sentieri facili che conoscevo da anni dopo esserci andata tante volte con mia madre; oppure ero stata in grandi citt\u00e0 come Berlino e Parigi, e girare una citt\u00e0 pu\u00f2 avere per me gli stessi problemi o non problemi di quando mi muovo per lavoro o per piacere a Bologna, dove abito.<br \/>\nPer la prima volta, invece, avevo deciso di addentrarmi da sola in un viaggio nella natura, tra le scogliere di alabastro dei pittori impressionisti a \u00c9tretat, in Normandia, le spiagge dello sbarco, sempre in Normandia, il Mont Saint-Michel, la costa di granito della Bretagna, il Finist\u00e8re\u2026<br \/>\nLa differenza con le Dolomiti era che in queste localit\u00e0 francesi non ci ero mai stata, dunque non avevo assolutamente idea di quanto sarei riuscita effettivamente a vedere. A essere sincera pensavo poco o niente. Al limite pensavo: \u201cQuella costa la vedr\u00f2 da lontano\u201d. Adoro fotografare la natura, ma ero quasi certa che non sarei riuscita a portarmi a casa le stesse inquadrature che vedevo da internet. Il problema \u00e8 che affrontare la natura con una disabilit\u00e0 motoria, come nel mio caso, pu\u00f2 volere dire rinunciare a tanti panorami.<br \/>\nE invece\u2026<br \/>\nLe scogliere di \u00c9tretat, da un lato, sono anche accessibili con l\u2019auto e non solo tramite scalinate di centinaia di gradini. Quando si arriva su c\u2019\u00e8 un bel parcheggio in uno spiazzo di prato, e poi c\u2019\u00e8 questo enorme prato che copre tutte le scogliere: a quel punto si \u00e8 sopra, a oltre cento metri d\u2019altezza, a strapiombo sul mare, in un comodo prato battuto (perch\u00e9 ormai le tante persone che ogni giorno ci vanno hanno scavato un sentiero), senza dislivelli perch\u00e9 le scogliere sono tutte alla stessa altezza e creano chilometri di percorso praticamente in piano. Ovvio, c\u2019\u00e8 una parte raggiungibile solo con la scalinata, ed \u00e8 anche un\u2019inquadratura di un quadro di Monet. Per\u00f2 tutte le altre, e dico tutte, inquadrature sono fruibili anche da chi ha problemi di mobilit\u00e0. Certo forse in questo caso la natura ha aiutato. Ma negli altri siti naturalistici famosi del Nord della Francia \u00e8 l\u2019uomo che ha attivato delle soluzioni per rendere i percorsi accessibili a tutti. In particolare sono rimasta davvero colpita dalla Pointe du Raz, perch\u00e9 davvero era l\u2019unico posto in cui avevo deciso di provare ad avvicinarmi senza nessuna sicurezza di successo. \u201cVado l\u00ec e se me la vedo male torno indietro\u201d. Non avevo informazioni, a parte le righe del sito. Non c\u2019erano sezioni dedicate ai disabili, come ad esempio per il Mont Saint-Michel dove avevo trovato gi\u00e0 sul web, prima di partire, tutte le indicazioni utili, dal parcheggio alla navetta per disabili. Per la Pointe du Raz avevo letto solo che il sito naturalistico \u00e8 protetto e vietato alle auto, quindi non avevo neppure idea di dove avrei potuto parcheggiare e quanta distanza ci sarebbe stata dall\u2019auto alle scogliere.<br \/>\nArrivata alla Pointe du Raz mi accorgo subito che il parcheggio \u00e8 parecchio lontano persino dal punto informazioni da dove sarebbe partito il sentiero\u2026 Ma gli addetti al parcheggio, appena accortisi del contrassegno disabili sulla mia auto, mi spiegano che <i>il mio posto <\/i>\u00e8 attaccato al punto informazioni. Agli addetti alle informazioni chiedo come \u00e8 il sentiero, per capire se posso farlo. Mi spiegano che da l\u00ec parte un sentiero asfaltato ma molto in salita lungo pi\u00f9 di 800 metri, che porta al punto in cui inizia davvero il sentiero roccioso. Mi dicono che chi ha problemi di mobilit\u00e0 pu\u00f2 prendere una navetta elettrica completamente accessibile ed evitarsi intanto i primi 800 metri. Poi mi mostrano una mappa con due sentieri paralleli, e mi spiegano che una volta scesa dalla navetta, prendendo il sentiero a sinistra avrei trovato tutte rocce, mentre a destra un sentiero battuto che mi avrebbe portata fino all\u2019estremo punto panoramico possibile \u2013 possibile nel senso naturalistico del termine. Oltre quel punto le rocce continuano per altri 20 o 30 metri, e chi vuole pu\u00f2 inerpicarsi fino all\u2019ultimo sasso a strapiombo sul mare, ma se anche ci si ferma prima, dove finisce il sentiero battuto, si gode dello stesso identico panorama di chi arriva fino in fondo. Si vedono lo stesso tutti i fari e tutti gli speroni, e si provano le stesse \u201cemozioni forti\u201d che indica il sito.<br \/>\nAncora oggi, che sono passati quattro anni, riguardo le foto di quella giornata e mi sembra incredibile di essere arrivata fino l\u00ec. In una maniera accessibile, senza rovinare la natura, e senza rovinare l\u2019aspetto cos\u00ec selvaggio. So bene che in molti posti non \u00e8 possibile arrivare per chi ha problemi motori, e che non si possono trovare soluzioni a tutto. Le famose Due Torri della mia citt\u00e0 rimarranno per sempre inaccessibili per me, e d\u2019altronde non mi aspetto che in torri cos\u00ec antiche, strette e storte venga messo un ascensore! N\u00e9 mi aspetto di trovare sentieri accessibili in Per\u00f9 o in Tibet, o di vedere colate di cemento sui sentieri dolomitici. Per\u00f2 certe volte la natura permette degli aggiustamenti, e tra il rispetto dell\u2019ambiente e l\u2019immaginazione umana si possono raggiungere pezzi di mondo e pezzi di se stessi. E per la cronaca, quel giorno, complice il forte vento bretone, il sentiero a speroni di sinistra era davvero poco frequentato, mentre quello comodo di destra era affollato da tutti i tipi di diversit\u00e0 umana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Valeria Alpi, giornalista e viaggiatrice con disabilit\u00e0 \u201cLuogo d\u2019eccezione che attira ogni anno un gran numero di visitatori, la Pointe du Raz \u00e8 la punta pi\u00f9 occidentale di Francia, tra ripide scogliere e mare di smeraldo. 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