{"id":329,"date":"2009-11-04T17:05:39","date_gmt":"2009-11-04T17:05:39","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=329"},"modified":"2025-12-15T19:02:01","modified_gmt":"2025-12-15T18:02:01","slug":"l-identit-dei-centri-di-servizi-l-intreccio-delle-funzioni-le-risorse-locali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=329","title":{"rendered":"10. L&#8217;identit\u00e0 dei Centri di Servizio: l&#8217;intreccio delle funzioni, le risorse locali"},"content":{"rendered":"<p>di Giovanni Nervo della fondazione Zancan<br \/>\n<strong><br \/>\nDocumentare che cosa? Perch\u00e9 serva a chi?<\/strong><br \/>\nDevo premettere che sono ammirato dal patrimonio di cultura sulla documentazione che il volontariato e i Centri di Servizio hanno gi\u00e0 maturato;<!--break--> io ho imparato molte cose oggi stando qui con voi e vi ringrazio. C&#8217;\u00e8 anche un grazie particolare, perch\u00e9 ho visto che nella nostra assemblea ci sono anche molti giovani, e questo \u00e8 motivo di speranza per il futuro, no?<br \/>\nIl programma prevede le conclusioni &#8220;a cura di&#8221; e io mi son posto la domanda: devo sintetizzare le conclusioni vostre, o proporvi le mie? Correttamente credo che dovrei sintetizzare le vostre conclusioni, poi ognuno tirer\u00e0 le sue, perch\u00e9 un vecchio detto latino, che trovo molto saggio e sapiente, recita &#8220;quid et qui derecipitur ad modum recipientis recipitur&#8221; (tutto quello che si riceve, lo si riceve secondo le proprie modalit\u00e0). Perci\u00f2 ciascuno di voi le sue conclusioni se le tira lui. Siccome per\u00f2 mi si d\u00e0 anche un tema, vi dir\u00f2 anch&#8217;io quali conclusioni tiro da questo convegno come osservatore esterno.<br \/>\nIl prezioso lavoro di questo convegno mi pare dia un importante contributo soprattutto alla raccolta documentaria e alla messa a disposizione dei cittadini, particolarmente di quelli impegnati nel volontariato, di quanto viene prodotto culturalmente sul volontariato stesso e sul terzo settore in generale. Io mi sono chiesto: se fossi responsabile di un Centro di Servizi del volontariato, che cosa porterei a casa questa sera da questo convegno? Vi dico quello che da esterno porto via. Partirei dal chiedermi: documentare che cosa? Perch\u00e9? Perch\u00e9 serva a chi?<br \/>\nLa risposta alla seconda domanda, cio\u00e8 perch\u00e9 serva a chi, mi aiuta anche a rispondere alla prima: che cosa documentare? Allora io documenterei quello che serve per una continua e aggiornata informazione alle associazioni di volontariato. In questo momento, ad esempio, quello che riguarda la nuova legge sui servizi sociali e &#8211; se andr\u00e0 in porto &#8211; la legge sui servizi nazionali; documenterei anche quello che avviene nelle altre regioni, per far conoscere anche quello che avviene al di fuori della nostra esperienza e per aiutare le associazioni di volontariato a non lasciarsi condizionare da informazioni parziali, o anche da pregiudizi che possiamo avere nei confronti, per esempio, del Meridione o di altre regioni.<\/p>\n<p><strong>Coltivare la memoria storica<\/strong><br \/>\nDocumenterei, poi, per aiutare le associazioni di volontariato a capire i fenomeni di esclusione sociale, come \u00e8 stato detto nella prima relazione: le loro cause e le modalit\u00e0 per governarla, perch\u00e9 non possiamo illuderci dicendo &#8220;non voglio che domani spunti il sole&#8221;.<br \/>\nDocumenterei, sempre per aiutare le associazioni di volontariato (e anche questo \u00e8 stato detto), la memoria e le radici, per offrire un ponte di continuit\u00e0 con le nuove generazioni. Per esempio: del grande cambiamento che \u00e8 avvenuto negli ultimi 20 anni, quelli che sono nati 20 o 30 anni fa non ne sanno niente, se non viene trasmesso come memoria. Che cosa \u00e8 avvenuto?<br \/>\nIl Centro Servizi pu\u00f2 stimolare la coltivazione della memoria storica; per esempio, mettendo a disposizione il proprio centro di documentazione per la preparazione di tesi di laurea, per ricerche scolastiche, per la formazione degli insegnanti, perch\u00e9 sono anche gli insegnanti che aiutano a coltivare la memoria storica, a documentarla.<br \/>\nIl centro di documentazione potrebbe anche creare incentivi con qualche premio, pi\u00f9 simbolico che altro magari, ma che stimoli; attrezzerei bene i centri di documentazione in funzione &#8211; come giustamente \u00e8 stato detto anche adesso &#8211; dei programmi di formazione delle associazioni di volontariato.<br \/>\nLa settimana scorsa sono stato a un convegno molto ben riuscito, organizzato dalla Caritas di Napoli sulle nuove leggi ed il volontariato. Hanno presentato la seconda edizione di una guida di tutte le espressioni del terzo settore delle aree di Napoli,distinto per quindici ambiti diversi di intervento. Ho suggerito per quando verr\u00e0 pubblicata la terza edizione di mettere per ciascun ambito anche una bibliografia essenziale, molto semplice, molto ben selezionata, che serva da formazione. Perch\u00e9 il grande limite del volontariato \u00e8 quello che i volontari sono disposti a fare, ma ritengono di non aver bisogno di formazione: allora occorre anche &#8211; credo &#8211; un Centro Servizi che fornisca questo tipo di aiuto.<\/p>\n<p><strong>Raccontare la vita delle associazioni<\/strong><br \/>\nRacconterei accuratamente la documentazione delle attivit\u00e0 delle piccole associazioni di volontariato, di quartiere, di paese, di parrocchia, perch\u00e9 le grandi associazioni se la fanno gi\u00e0 la pubblicit\u00e0: di solito sono i pi\u00f9 piccoli che non hanno voce.<br \/>\nPromuoverei anche, come \u00e8 stato detto, il collegamento almeno con gli altri centri di documentazione della regione, per evitare sovrapposizioni e favorire il collegamento di sinergie, e utilizzerei la documentazione come supporto del cambiamento. Per\u00f2 qui avrei un problema: cambiamento in quale direzione? Perch\u00e9 l&#8217;innovazione, cio\u00e8 il cambiamento, non \u00e8 sempre piena evoluzione, pu\u00f2 essere anche involuzione: \u00e8 il pericolo di oggi, forse lo sar\u00e0 ancora di pi\u00f9 domani. Allora bisogna renderci ben consapevoli di questo operando nella societ\u00e0.<br \/>\nSe vuole esercitare il suo ruolo culturale e politico, il volontariato alle volte deve imparare ad andare controcorrente, a promuovere contro-cultura. Il problema \u00e8 di non partire dall&#8217;alto, ma dal basso, anche come metodo, cio\u00e8 partire dagli utenti e maturare scelte di reale cambiamento.<br \/>\nNon \u00e8 facile. Io ho cercato di cogliere i valori che possono essere condivisi da tutto il volontariato e che consentono di individuare gli obiettivi, cio\u00e8 il perch\u00e9 documentare, che servono a selezionare l&#8217;oggetto, cio\u00e8 che cosa documentare, e gli aspetti delle relazioni odierne che ci hanno fornito indicazioni molto preziose, molto ampie, molto dettagliate. Il valore di fondo, per\u00f2, che mi sembra non possa che essere condiviso da tutti, \u00e8 che il punto di partenza e il criterio per orientare tutte le scelte non sono i Centri di Servizio, n\u00e9 le associazioni di volontariato, ma le persone cui sono rivolti i servizi del volontariato, il reclutamento dei volontari, i bisogni degli &#8220;utenti&#8221;, le loro attese, le loro scelte.<br \/>\nDiversamente, al di l\u00e0 delle migliori intenzioni, non potremmo parlare di esercizio di servizio, ma rischieremmo, al di l\u00e0 delle intenzioni e delle nostre consapevolezze, di cadere in un esercizio di potere. Io sono d&#8217;accordo sul fatto che l&#8217;informazione d\u00e0 potere e credo che lo debba dare, per\u00f2 a servizio di chi? Qui \u00e8 il problema.<\/p>\n<p><strong>Valutare le attivit\u00e0<\/strong><br \/>\nVorrei ora presentarvi un&#8217;altra accezione e dimensione della documentazione, rivolta sia ai Centri Servizi che alle associazioni. Questo perch\u00e9 a mio avviso rimane scoperta &#8211; o, meglio, aperta per il futuro &#8211; la funzione della documentazione come strumento tecnico e metodologico per verificare se le attivit\u00e0 dei Centri rispettino e realizzino il senso e l&#8217;identit\u00e0 dei Centri stessi, e se le attivit\u00e0 delle associazioni di volontariato realizzino con efficacia le finalit\u00e0 dei propri statuti, ovvero delle carte d&#8217;identit\u00e0 con cui si presentano.<br \/>\nLa verifica e la valutazione costituiscono la fase finale della programmazione; per\u00f2 non sono possibili una verifica ed una valutazione attendibili, oggettive, se non c&#8217;\u00e8 una documentazione tecnicamente valida, prevista e preordinata gi\u00e0 in fase di programmazione. Non \u00e8 una prassi alla quale siamo abituati nel campo dei servizi alla persona: nel campo del commercio e dell&#8217;industria moltissimo, ma nel campo dei servizi non molto. Nel documento preparatorio di questo convegno sono stati indicati gli ambiti d&#8217;intervento del Centro (la formazione, la consulenza, l&#8217;informazione, la progettazione) e giustamente \u00e8 stato osservato che scarsa risulta l&#8217;attenzione per il tema della documentazione intesa nella sua accezione pi\u00f9 estesa. Allora io mi aggancio a questa accezione pi\u00f9 estesa, e vi pongo alcune domande per aprire la strada ad una riflessione ed anche ad una eventuale ricerca sulla documentazione, finalizzata alla valutazione delle attivit\u00e0 sia dei Centri di Servizio, sia delle associazioni di volontariato. Io non sono un tecnico, quindi non so dirvi come si fa, ma vi dico dove a me pare necessario porre l&#8217;attenzione su documentazione e valutazione.<br \/>\nPer cominciare, la consulenza alle associazioni di volontariato, oltre agli ambiti legale, fiscale, amministrativo, contabile, cos\u00ec come previsto, si potrebbe estendere anche alla documentazione in funzione della valutazione, perch\u00e9 anche le associazioni imparino a documentare per valutare quello che fanno. Inoltre, vi propongo alcuni quesiti validi anche per i Centri di Servizio: sono ambiti su cui sarebbe utile documentare, per poi valutare.<\/p>\n<p><strong>A proposito della discussione sulle nuove funzioni dei Centri di Servizi<\/strong><br \/>\nRagionando con scioltezza ed in piena libert\u00e0, dovremmo innanzitutto cercare di individuare ci\u00f2 che i Centri di Servizio non dovrebbero fare:<br \/>\n&#8221; devono fornire servizi di ricerca, di consulenza, di informazione e cosi via o possono anche erogare contributi, finanziare progetti? Se partiamo dal soggetto, cio\u00e8 dalle associazioni di volontariato, che cosa \u00e8 pi\u00f9 utile per la promozione e la qualificazione del volontariato? Ricevere denaro o ricevere formazione, consulenza, informazione? Una ricerca, una riflessione e una documentazione su questo tema possono aiutare, cercando risposte non ideologiche, n\u00e9 drammatiche, ma verificate nella realt\u00e0.<br \/>\n&#8221; Secondo quesito: a chi sono destinati i servizi dei Centri? Alle associazioni di volontariato o a tutto il terzo settore? All&#8217;interno della cooperazione sociale e dell&#8217;associazionismo c&#8217;\u00e8 una tendenza verso la seconda interpretazione. Appena approvata la legge sull&#8217;associazionismo di promozione sociale, i portavoce del terzo settore hanno subito avanzato l&#8217;idea che era auspicabile arrivare ad un testo unico per il terzo settore. Io non so come ne uscirebbe il volontariato. Ma comunque oggi, con le leggi che abbiamo, \u00e8 legittima questa soluzione? I Centri non potrebbero distinguere fra servizi ad organismi di volontariato, che per legge devono fornire gratuitamente, e magari, contemporaneamente, fornire gli stessi servizi alle cooperative sociali e all&#8217;associazionismo a pagamento? Alcuni Centri di servizio gi\u00e0 operano in questa direzione, ed \u00e8 una scelta chiara e positiva per tutti.<br \/>\n&#8221; In numerosi Centri di servizio la componente politica \u00e8 molto presente; potrebbero verificarsi strumentalizzazioni politiche, ad esempio in periodo elettorale: come riescono i Centri a prevenirle e a impedirle? Mi pongo queste domande perch\u00e9, ad esempio, alla vigilia dalle elezioni regionali, il giorno prima del voto, un Centro di Servizi di una provincia del Veneto ha fatto un convegno, invitando tutti i leader politici della maggioranza della Regione medesima.<br \/>\n&#8221; Tenendo presente gli ambiti di intervento previsti dalla normativa, non potendo realizzare tutto e subito, con quali criteri vengono fissate le priorit\u00e0 dell&#8217;intervento dei Centri? Certamente un Centro Servizi pu\u00f2 decidere di fare quello che ritiene pi\u00f9 utile alle associazioni di volontariato: ha il potere di farlo; ma non sarebbe pi\u00f9 promozionale partire dalle associazioni, sentendo da loro quello che ritengono pi\u00f9 utile, caso mai aiutandoli a comprendere con un utile consulente che cosa \u00e8 realmente pi\u00f9 utile per loro? Sicuramente questo secondo metodo \u00e8 pi\u00f9 lungo, ma sarebbe pi\u00f9 efficace e significativo all&#8217;interno di un Centro di Servizi, perch\u00e9 servire non significa fare quello che noi riteniamo pi\u00f9 utile agli altri, quanto quello che gli altri chiedono di fare: chi fa quello che vuole non \u00e8 servo, ma padrone. Anche i Centri di Servizio possono diventare centri di potere, operando una scelta dei programmi a favore e nell&#8217;interesse delle associazioni pi\u00f9 consistenti, che contano di pi\u00f9, piuttosto che delle piccole associazioni di quartiere, di paese, di parrocchia che non hanno voce, anche perch\u00e9 spesso non si sono neppure iscritte a registri regionali, che comportano per loro eccessive complicazioni burocratiche. Allora credo che i Centri Servizi dovrebbero privilegiare l&#8217;erogazione dei loro servizi, prima che alle grandi organizzazioni, alle forme pi\u00f9 semplici del volontariato organizzato.<br \/>\nQuando sono stati definiti con chiarezza gli obiettivi del programma annuale o pluriennale e fissate le priorit\u00e0, ecco che anche la documentazione dovrebbe essere organizzata fin dall&#8217;inizio, in partenza, con strumenti idonei ed indicatori appropriati che consentano di verificare se quanto \u00e8 stato programmato \u00e8 stato fatto, di valutare l&#8217;efficacia degli interventi, cio\u00e8 se gli obiettivi sono stati raggiunti, e anche l&#8217;efficienza, ovvero verificare il confronto fra costo e benefici. Mi ricordo che 40 anni fa, quando ero Direttore della Scuola del Servizio Sociale di Padova, un&#8217;allieva aveva fatto una tesi su una IPAB di Venezia e risultava che il 92% delle uscite erano destinate a pagare il personale e il costo della struttura, mentre solo l&#8217;8% veniva impegnato a favore dei poveri. Evidentemente una situazione paradossale, per\u00f2 storica: quando l&#8217;abbiamo documentato &#8211; ricordo &#8211; \u00e8 diventato uno scandalo. I Centri Servizio non corrono certo questi pericoli, ma dovrebbero documentare oggettivamente e far conoscere pubblicamente quanto costano e quali servizi prestano con quei costi, sia per migliorare la propria programmazione, sia per aumentare la propria credibilit\u00e0.<br \/>\n&#8221; Sostenere tutti i ruoli del volontariato, ma particolarmente quello dell&#8217;anticipazione di risposte ai bisogni emergenti, perch\u00e9 questa \u00e8 proprio squisitamente la prima funzione del volontariato. Ora, nella legge 266\/91 questo non \u00e8 previsto, perch\u00e9 si tratta di una legge che regola i rapporti fra le associazioni di volontariato e l&#8217;istituzione pubblica, per realizzare le finalit\u00e0 fissate dallo Stato, dalle Regioni e dagli Enti locali: quindi la funzione di anticipazione non c&#8217;\u00e8, non \u00e8 proibita ma non c&#8217;\u00e8. Anche nella nuova legge sui servizi sociali questa funzione non \u00e8 molto esplicita; credo che bisognerebbe metterla nel fatto, questa \u00e8 la forza del volontariato.<\/p>\n<p>Concludendo, vorrei dire che se i Centri di Servizio rimangono fedeli alle finalit\u00e0 fissate dalla legge 266 e confermate e rafforzate dalla legge di riforma dei servizi sociali, e sanno guardare con realismo e con coraggio ai nodi che vi ho presentato cercando di non ignorarli, in quanto sono fisiologici e propri di organismi in fase di crescita, allora credo che il volontariato abbia una grande potenzialit\u00e0 e potr\u00e0 costituire veramente un motivo fondato di speranza per il futuro della nostra societ\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Documentare che cosa? Perch&eacute; serva a chi?  Devo premettere che sono ammirato dal patrimonio di cultura sulla documentazione   che il volontariato e i Centri di Servizio hanno gi&agrave; maturato;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3587,3604,3603],"edizioni":[27],"autori":[175],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3686],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/329"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=329"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/329\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5947,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/329\/revisions\/5947"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=329"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=329"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=329"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=329"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=329"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=329"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=329"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=329"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=329"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}