{"id":3301,"date":"2025-06-05T11:28:11","date_gmt":"2025-06-05T09:28:11","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3301"},"modified":"2025-06-16T11:28:35","modified_gmt":"2025-06-16T09:28:35","slug":"una-questione-di-sguardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3301","title":{"rendered":"Una questione di sguardi"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"Apple-converted-space\">di Stefano Toschi\u00a0<\/span><\/p>\n<p>L\u2019estate 2016 \u00e8 stata particolarmente intensa per quanto riguarda le <i>notizie <\/i>che hanno visto protagonista la disabilit\u00e0yh \u00a0in molte delle sue forme. \u00c8 stata, prima di tutto, l\u2019estate delle Olimpiadi e, insieme, delle Paralimpiadi. Gli atleti paralimpici, in particolare gli italiani Alex Zanardi e Bebe Vio, sono stati modelli positivi per tutti, non solo per i diversamente abili. Partiti in sordina per la stampa e i telegiornali italiani, i giochi paralimpici si sono poi rivelati forieri di grandi soddisfazioni per tutti. Insomma, non \u00e8 che parlare di disabilit\u00e0 modifichi la condizione di disagio di chi la vive, tuttavia, anche soltanto far conoscere ci\u00f2 che di positivo si nasconde (a volte molto bene) dietro una carrozzina o un cromosoma in pi\u00f9, diminuisce quell\u2019ignoranza generalizzata che \u00e8 uno dei principali problemi con cui la persona con handicap si trova a fare i conti nella vita.<br \/>\nSempre quest\u2019estate, infatti, la cronaca ci ha <i>regalato<\/i><i> <\/i>un caso emblematico della suddetta, disarmante ignoranza. \u201cPer i miei figli non \u00e8 un bello spettacolo vedere dalla mattina alla sera persone che soffrono su una carrozzina\u201d. \u00c8 il commento che un ospite del villaggio turistico Lido d\u2019Abruzzo (Cico33, questo lo pseudonimo con cui firma la nota datata 1 giugno 2016) ha diffuso tramite la piattaforma web TripAdvisor, lamentandosi con i responsabili della struttura ricettiva rosetana di non averlo avvisato che, nello stesso periodo in cui sarebbe andato in vacanza con la sua famiglia, nel villaggio ci sarebbero stati anche numerosi giovani disabili. Si trattava degli ospiti giunti da tutta Italia al Rotary campus, una manifestazione in cui i club Rotary abruzzesi e molisani ospitano per una settimana di vacanza un folto gruppo di disabili con i rispettivi accompagnatori, facendosi carico di tutte le spese.<br \/>\n\u201cPremetto, non per discriminare ci mancherebbe\u201d, si legge ancora nel messaggio di Cico33, \u201csono persone cui purtroppo la vita ha riservato grandi sofferenze. Sarebbe bastato che la direzione mi avesse avvisato e avrei spostato la vacanza in altra data\u201d. Al termine della nota la ciliegina finale. \u201cSto valutando\u201d, si chiude il messaggio, \u201cdi intraprendere una via legale per eventuali risarcimenti\u201d. Inevitabili le reazioni, giunte anche attraverso la stessa piattaforma web. La blogger Selvaggia Lucarelli lo ha apostrofato cos\u00ec dalle pagine digitali del suo sito: \u201cIl gentile signore (anonimo, che eroe!), poverino, ha intenzione di denunciare la struttura perch\u00e9 c\u2019erano troppi disabili. E poverini, i figli sono rimasti impressionati. Mica da un padre cos\u00ec, no, da due carrozzine\u201d.<br \/>\nNascondere ai propri figli la disabilit\u00e0 non pu\u00f2 essere un messaggio positivo. Oggi, i genitori sono sempre pi\u00f9 spesso portati a crescere i figli in un mondo tanto dorato quanto falso e superficiale: non si portano ai funerali per non traumatizzarli, non gli si mostrano certe immagini per non turbarli, non si iscrivono a quella scuola se in classe c\u2019\u00e8 un bambino disabile, gli si nasconde la vista della malattia, della vecchiaia, della povert\u00e0 per non turbare la loro infanzia. Il problema \u00e8 che, cos\u00ec facendo, si stanno crescendo adulti turbati.<br \/>\nLa vita, inevitabilmente, non solo ci rende testimoni di queste cose, ma, purtroppo, pi\u00f9 spesso di quanto si possa pensare, ci rende protagonisti di tali situazioni. Per questo motivo adolescenti, ragazzini, giovani adulti non sono in grado di affrontare la vita. Crescono i casi di suicidi, di disagi, di malattie nervose e psichiatriche, proprio perch\u00e9 la vita, a un certo punto, <i>accade<\/i>. Accade che la povert\u00e0, la malattia, la vecchiaia \u2013 che si sono sempre evitate \u2013 poi vengano a cercarti loro. Chi ha gli strumenti per tirare fuori tutta la propria forza d\u2019animo e positivit\u00e0 dagli eventi sapr\u00e0 sempre rialzarsi. Chi \u00e8 cresciuto in una falsa idea di mondo non sapr\u00e0 affrontare la vita vera. Io metterei l\u2019obbligo scolastico di passare alcune ore al mese con un anziano o un disabile: il volontariato, sia ben chiaro, sarebbe da parte dell\u2019anziano o del disabile! Questo <i>allenamento <\/i>aiuterebbe i ragazzi a capire quali sono i veri valori che contano nella vita e, anche, perch\u00e9 no, ad apprezzare tutto ci\u00f2 che possiedono, anche se non hanno il jeans firmato che desideravano tanto. Imparerebbero ad apprezzare di avere la salute, la vista, la giovinezza, tanti amici, una famiglia, delle possibilit\u00e0 economiche. Capirebbero che, anche in mancanza di alcune di queste cose, possono ugualmente cercare di rendere la loro vita <i>un capolavoro<\/i>.<br \/>\nForse quei ragazzi disabili del villaggio turistico avrebbero potuto insegnare ai figli di Cico33 molto di pi\u00f9 di quanto possa fare il padre. Sarebbe consolatorio pensare che Cico33 sia un caso isolato: purtroppo, invece, il suo post su TripAdvisor, in un solo giorno, ha ottenuto 1400 <i>like<\/i>, a dimostrazione che si tratta di sensazioni diffuse, in un mondo permeato di modelli estremamente negativi per i giovani, orientati esclusivamente al mito della ricchezza ottenuta senza sforzo, della perfezione fisica, della fama da 15 minuti (non importa in che modo la si raggiunge), del divertimento a tutti i costi, delle esperienze estreme, del lusso. Naturalmente il fenomeno \u00e8 esteso a livello mondiale. Basti pensare che in Giappone uno squilibrato, uccidendo tantissime persone disabili, ha dichiarato che tutto \u00e8 stato fatto per \u201cliberare il mondo dai disabili\u201d. Come si dice, uccide pi\u00f9 la penna che la spada: il senso del post, ovvero \u201cse non ci fossero stati i turisti disabili al Lido di Roseto, la famiglia avrebbe trascorso una magnifica vacanza\u201d, pu\u00f2 generare altrettanta violenza. L\u2019unica risposta possibile a questa forma di ignoranza \u00e8 costituita dall\u2019azione, dai fatti.<br \/>\nOccorre dimostrare, non spiegare a parole, quanto di positivo pu\u00f2 esserci in una persona con deficit. Diventa necessario alzare il livello, applicare l\u2019<i>empowerment<\/i>, perch\u00e9 \u00e8 solo a partire dalla consapevolezza della discriminazione e dell\u2019oppressione causate dall\u2019inadeguata organizzazione della societ\u00e0, che le persone con disabilit\u00e0 possono iniziare un percorso (individuale o sociale) di emancipazione. \u00c8 necessario costruire una societ\u00e0 che faccia capire come la diversit\u00e0 sia una ricchezza inestimabile della collettivit\u00e0. Occorre investire sulla cultura dell\u2019inclusione, non solo su un <i>welfare <\/i>emergenziale e caritativo. Occorre che il <i>welfare<\/i><i> <\/i>diventi generativo, che i soggetti disabili non siano concepiti solo come fruitori di un servizio, ma come portatori di benefici alla societ\u00e0.<br \/>\nUna mamma di una bambina con trisomia 21 \u2013 e una serie di patologie correlate \u2013 raccontava di come una conoscente avesse, a mo\u2019 di battuta, sollevato la questione <i>costi sociali <\/i>della piccola: \u201cPensa, solo un anno e gi\u00e0 le paghiamo la pensione!\u201d \u2013 riferendosi a quella di invalidit\u00e0.<br \/>\nCome spiegare a questa signora che la piccola, un giorno, le pagher\u00e0 la pensione \u2013 le auguriamo che la sua non sia di invalidit\u00e0? Come monetizziamo i sorrisi, gli abbracci, i progressi, le piccole conquiste che far\u00e0 la bambina nella sua vita? Il bene che far\u00e0 alle persone che la incontreranno? Come spieghiamo alla signora che anche la sua visita dall\u2019oculista o dal cardiologo, le sue medicine per l\u2019influenza, l\u2019istruzione sua e dei suoi figli, tutto viene pagato anche dalla piccola invalida?<br \/>\nL\u2019handicap in quanto svantaggio o sfortuna sta pi\u00f9 nello sguardo di chi osserva da fuori che nel corpo del soggetto disabile: se quei clienti dell\u2019hotel avessero visto Alex Zanardi o Bebe Vio chiss\u00e0 come avrebbero reagito? Magari avrebbero chiesto l\u2019autografo o di fare un <i>selfie<\/i><i> <\/i>con loro, perch\u00e9 \u201cloro sono famosi\u201d. Sarebbero stati onorati di essere capitati al ristorante con una celebrit\u00e0, un campione paralimpico con la foto su tutti i giornali, perch\u00e9 questi sono i valori che permeano il modello educativo di Cico33.<br \/>\nLa bella testimonianza di Bebe Vio conferma che l\u2019handicap \u00e8 tutto nel pregiudizio di chi non ha un deficit: anche lei, prima della meningite che l\u2019ha colpita, ignorava totalmente il mondo della disabilit\u00e0, pensava che fosse un mondo di <i>disgraziati<\/i>, poi, quando ci si \u00e8 trovata dentro, ha cambiato completamente idea e addirittura adesso \u00e8 felice della sua condizione. Naturalmente, non importa diventare campioni paralimpici per essere felici: anche nella disabilit\u00e0 occorre <i>soltanto <\/i>avere una vita serena e trovare soddisfazione nelle cose in cui la troverebbe chiunque, come una famiglia solida alle spalle, interessi, relazioni sociali, diverse abilit\u00e0, conquiste e uno scopo da raggiungere davanti. Forse \u00e8 un po\u2019 questo il segreto della felicit\u00e0, che vale per tutti, anche per quelli che guardano con tristezza i disabili: forse riflettono nei disabili la loro infelicit\u00e0 di fondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano Toschi\u00a0 L\u2019estate 2016 \u00e8 stata particolarmente intensa per quanto riguarda le notizie che hanno visto protagonista la disabilit\u00e0yh \u00a0in molte delle sue forme. \u00c8 stata, prima di tutto, l\u2019estate delle Olimpiadi e, insieme, delle Paralimpiadi. 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