{"id":334,"date":"2009-11-04T17:05:41","date_gmt":"2009-11-04T17:05:41","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=334"},"modified":"2025-12-15T18:51:03","modified_gmt":"2025-12-15T17:51:03","slug":"emarginazione-e-lavoro-culturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=334","title":{"rendered":"6. Emarginazione e lavoro culturale"},"content":{"rendered":"<p>di Vera Negri Zamagni, assessore alla cultura regione Emilia-Romagna<strong><\/p>\n<p>La societ\u00e0 e i suoi movimenti<\/strong><br \/>\nHo voluto intitolare il mio intervento proprio \u201cEmarginazione e lavoro culturale\u201d perch\u00e9 il volontariato spesso, anzi quasi sempre, lavora<!--break--> a contatto con l\u2019emarginazione, anche se, lavorando con l\u2019emarginazione, dovrebbe lavorare anche sulle sue cause, che sono molto pi\u00f9 generali. Io volevo sottolineare e chiarire questo punto, prima di andare avanti nel discorso che ho preparato: ci sono almeno due concetti di emarginazione. C\u2019\u00e8 un\u2019emarginazione che non \u00e8 determinata da motivi fisici e oggettivi, cio\u00e8 non \u00e8 legata ad un handicap, in qualunque modo questo sia definito questo handicap, ma \u00e8 invece determinata da che cosa? Dall\u2019esclusione rispetto a quello che sta succedendo nella societ\u00e0.<br \/>\nOggi questo problema diventa sempre pi\u00f9 serio, perch\u00e9 la societ\u00e0 diventa sempre pi\u00f9 complessa; capire allora quali sono i suoi movimenti non \u00e8 una cosa cos\u00ec semplice. \u00c8 di questo, soprattutto di questo tipo di emarginazione che vorrei parlare; successivamente, alla fine inserir\u00f2 anche qualche riflessione sull\u2019emarginazione prodotta dai diversi tipi di handicap.<br \/>\nDunque, parler\u00f2 all\u2019inizio di emarginazione culturale e civile: come tutti voi sapete, siamo di fronte a dei grossi processi di globalizzazione, e quindi l\u2019andamento della nostra societ\u00e0, della nostra civilt\u00e0, non \u00e8 pi\u00f9 determinato dalle azioni che vengono fatte in un certo luogo \u2013 e che quindi sono pi\u00f9 immediatamente comprensibili perch\u00e9 siamo collegati a quel luogo direttamente, lo amministriamo magari, comunque ci lavoriamo. Questi processi di globalizzazione sono governati e prodotti da luoghi molto distanti, da entit\u00e0 molto diverse da quelle a cui noi siamo collegati, e da gruppi completamente estranei dal punto di vista della nostra cultura.<br \/>\nQuesto \u00e8 un fatto, ed \u00e8 anche il motivo per cui spesso ci si lamenta della globalizzazione, anche poi per gli effetti che d\u00e0. Di fronte a questo fatto possiamo prendere due strade: una \u00e8 quella di rifiutarlo, ed \u00e8 il tentativo portato avanti dai cosiddetti Centri Sociali. Voi lo vedete, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 incontro internazionale dove non si concentri una protesta molto forte.<br \/>\nC\u2019\u00e8 un tentativo di rifiutare in toto i processi di globalizzazione; o c\u2019\u00e8 invece un\u2019alternativa, che \u00e8 quella di cercare di capirli e, potendo, di collegarvisi in una maniera creativa. Ma come si fa a collegarsi, a capire il movimento di globalizzazione e a collegarvisi in una maniera creativa? Questo secondo me \u00e8 il grande problema culturale di oggi.<br \/>\nIntanto per capirlo bisogna documentarlo propriamente, ed ecco qui che veniamo al punto della documentazione, sul quale non mi esprimer\u00f2 in termini tecnici perch\u00e9 non sono esperta in documentazione.<br \/>\nLa seconda strada, come dicevo, riguarda come reagire creativamente nei confronti della globalizzazione. La globalizzazione ha le sue leggi, appunto, e cercando di comprenderla si vengono a conoscere queste sue leggi. Ormai \u00e8 chiaro, anche dal punto di vista di una vastissima letteratura che si \u00e8 ormai introdotta su questo tema, che per avere una risposta creativa nei confronti della globalizzazione bisogna coltivare la diversit\u00e0. Perch\u00e9 se si offre in una zona la stessa cosa che si offre in qualche altra zona, allora il discorso diventa un discorso di chi costa di meno; e quindi il confronto fra zone che presentano pi\u00f9 o meno la stessa offerta di capacit\u00e0 lavorative, di progettualit\u00e0, \u00e8 un discorso veramente al ribasso, come le gare d\u2019appalto che voi conoscete bene\u2026<br \/>\nInfatti se non c\u2019\u00e8 anche un discorso di differenza, di qualit\u00e0, ci si riduce solo ad un discorso di chi costa di meno, e quindi \u2013 lo sappiamo \u2013 i processi legati alla globalizzazione producono molto questi effetti di delocalizzazione e, appunto, di coinvolgimento di paesi con bassissimo livello di reddito, bassa remunerazione del lavoro e quindi di spiazzamento. Per cui \u00e8 ormai assolutamente chiaro che, per poter contrastare e rispondere creativamente alla globalizzazione, ci vuole del capitale umano (e quindi un grosso investimento nell\u2019educazione) ma anche del capitale sociale, e quindi una capacit\u00e0 di collegamento tale per cui ci siano \u2013 ripeto \u2013 delle offerte di capacit\u00e0 lavorative e di progettualit\u00e0 adeguate.<br \/>\nFaccio un esempio che mi viene dalla mia passata professionalit\u00e0, cio\u00e8 quando facevo il professore, e facevo sempre ricostruire dai miei studenti delle storie di imprese o di aree, di distretti industriali, ecc. Fra questi tantissimi casi, un bell\u2019esempio che vi posso portare \u00e8 quello di Mirandola. A Mirandola c\u2019\u00e8 un distretto cosiddetto biomedicale, dove circa 2500 persone producono in varie imprese dei prodotti \u2013 appunto \u2013 che vanno prevalentemente agli ospedali; ebbene queste imprese sono nate l\u00ec, non hanno retto dal punto di vista finanziario, hanno avuto dei problemi, sono state acquisite da multinazionali, ma queste multinazionali non le spiazzano da l\u00ec, sono ultrafelici di tenerle l\u00ec, perch\u00e9 l\u00ec cosa trovano? Trovano appunto queste capacit\u00e0, questa progettualit\u00e0, questa abilit\u00e0 non solo a far bene le cose che fanno, ma anche a inventarsi sempre qualche cosa di nuovo; e quindi non c\u2019\u00e8 un interesse, una tendenza, una spinta da parte delle multinazionali a dire \u201cfacciamo queste cose in Thailandia\u201d, perch\u00e9 i thailandesi non le sanno fare. Tutto questo \u00e8 frutto sia di investimenti in capitale umano che di investimenti in capitale sociale. In questo modo, evidentemente, Mirandola non si marginalizza, non diventa un luogo marginale, ma anzi un luogo assolutamente centrale, tanto centrale che appunto \u00e8 sede di multinazionale; un luogo che quindi ha \u2013 come dire \u2013 una proiezione a livello assolutamente mondiale, e che quindi \u00e8 veramente parte creativa e assolutamente valida di questo processo di globalizzazione.<\/p>\n<p><strong>Investire in cultura<\/strong><br \/>\nDunque per evitare l\u2019emarginazione ecco l\u2019investimento in cultura; una cultura che, ripeto, \u00e8 s\u00ec una cultura tecnica, ma anche una cultura sociale, perch\u00e9 non si fa niente di produttivo da soli; lo si fa in gruppi, in ambienti che devono essere cooperativi, perch\u00e9 ormai i processi sono troppo complicati. Pensiamo ai grandi laboratori di ricerca, per fare un altro dei tanti esempi: non ci lavora un singolo ricercatore, ma un team che deve andare d\u2019accordo e deve essere collegato. Quindi devono esserci appunto anche investimenti in &#8220;socialit\u00e0&#8221;.<br \/>\nQuindi, cultura per evitare l\u2019emarginazione, cultura come mezzo per uscire dall\u2019emarginazione, in quei luoghi, in quelle zone, in quei settori, in quegli ambienti dove \u2013 per qualche motivo \u2013 questa emarginazione invece si \u00e8 provocata perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 stata capacit\u00e0 fin dall\u2019origine di evitarla. E quindi cultura, perch\u00e9 la cultura fa autocoscienza, fa comprendere, fa emergere la progettualit\u00e0 e produce anche relazionalit\u00e0, e relazionalit\u00e0 e socialit\u00e0 sono sufficienti e necessarie appunto per evitare questo.<br \/>\nUn altro punto che volevo affrontare \u00e8 questo: il mondo va verso l\u2019immateriale. La &#8220;new economy&#8221; \u00e8 fatta di servizi, \u00e8 fatta di turismo, \u00e8 fatta di eventi culturali, \u00e8 fatta di audiovisivi, di multimedialit\u00e0, e tutto questo \u00e8 un ambito che si colloca \u2013 appunto \u2013 all\u2019interno di una cultura interpretata non solo in maniera artistica, come a volte si tende a fare, ma comunque in maniera vasta, in ambito culturale.<br \/>\nC\u2019\u00e8 qualche servizio molto materiale, sicuramente, sto pensando ad esempio ai trasporti, ma la grandissima parte dei servizi sono servizi immateriali. Pensate ai servizi finanziari: pi\u00f9 immateriali di cos\u00ec!<br \/>\nLa cultura diventa proprio la molla non solamente \u2013 come dicevo prima \u2013 per evitare un processo di emarginazione o per il recupero di certe zone che, ahim\u00e8, si sono invece emarginate; ma la cultura diventa ormai l\u2019oggetto che si produce. Quasi tutto quello che si produce \u00e8 oggi legato in vari modi al mondo della cultura. Quindi \u00e8 in questo ambito che prevalentemente oggi si genera occupazione e, se si vuole far fronte \u2013 appunto \u2013 a problemi di disoccupazione, da un lato bisogna evitare l\u2019emarginazione, e dall\u2019altro bisogna capire che ci\u00f2 che si deve proporre, i nuovi progetti, devono andare verso questo settore.<br \/>\nGli strumenti con cui si pu\u00f2 agire ai vari livelli per promuovere cultura (che spero di avere dimostrato cos\u00ec centrale oggi al mondo) sono vari: ad esempio la scuola, anche se non \u00e8 l\u2019oggetto delle nostre riflessioni odierne; la scuola, appunto, in tutti i suoi vari livelli, compresi tutti i corsi di professionalizzazione che attraverso la Regione noi sosteniamo in una quantit\u00e0 enorme. Ma anche gli eventi culturali: ormai \u2013 lo vedo dal mio angolo di visuale di Assessore alla Cultura regionale \u2013 \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 importante per i Comuni produrre &#8220;cultura&#8221;, per cui tutti vogliono festival, seminari, incontri. Cos\u00ec in passato al massimo c\u2019erano il museo, la biblioteca, e tutto finiva l\u00ec, mentre adesso anche i musei e le biblioteche, molto giustamente, tutti pensano di farli vivere culturalmente. Oggi c&#8217;\u00e8 il museo che si anima e produce degli eventi; e la biblioteca pure, biblioteca che non lavora pi\u00f9 solo con il libro, ma lavora come biblioteca multimediale. Quindi avanti con idee, eventi per spiegare, per usare, per fare vedere come si usano i nuovi strumenti e cos\u00ec via.<br \/>\nCertamente anche i cosiddetti centri di documentazione \u2013 oggetto dell&#8217;incontro odierno \u2013 hanno il loro ruolo nella produzione di cultura, ed oggi ci far\u00e0 piacere sentirlo meglio enucleato. Parlando di centri di documentazione, io ho sempre un timore \u2013 ve lo dico con molta simpatia: che questi centri finiscano per documentare qualunque cosa, senza specializzarsi. Secondo me, invece, un centro documentazione deve pur porsi una missione, un obiettivo, perch\u00e9 altrimenti, il mondo \u00e8 talmente vasto che si corre il rischio di perdersi\u2026 \u00c9 un po\u2019 come andare su Internet: uno entra in Internet e si perde, non sa pi\u00f9 da che parte cominciare, butta via il suo tempo; tanto \u00e8 vero che oggi si fa tutto il lavoro dai portali, per poter condurre le persone a arrivare alla meta senza impiegare una giornata per ottenere le informazioni cercate.<br \/>\nEcco quindi che oggi io mi aspetto \u2013 e seguir\u00f2 la discussione con piacere \u2013 di sentire discutere di questo tema: di come i centri di documentazione si pongano una qualche missione particolare, e con quali strumenti la perseguano.<br \/>\nGrazie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La societ&agrave; e i suoi movimenti  Ho voluto intitolare il mio intervento proprio &#8220;Emarginazione e lavoro   culturale&#8221; perch&eacute; il volontariato spesso, anzi quasi sempre, lavora<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3587,3604,3603],"edizioni":[27],"autori":[171],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3686],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/334"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=334"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/334\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5938,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/334\/revisions\/5938"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=334"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=334"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=334"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=334"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=334"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=334"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=334"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=334"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=334"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}