{"id":3360,"date":"2025-06-10T11:23:39","date_gmt":"2025-06-10T09:23:39","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3360"},"modified":"2025-09-29T12:59:26","modified_gmt":"2025-09-29T10:59:26","slug":"7-intervista-con-la-marchesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3360","title":{"rendered":"7. Intervista con la &#8220;Marchesa&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Tristano Redeghieri, educatore Progetto Calamaio<b><\/b><\/p>\n<p><i>Intervista a Stefania Baiesi, storica animatrice con disabilit\u00e0 del Progetto Calamaio.<br \/>\n<\/i>Entro al CDH nella stanza del Calamaio e oggi ho il compito di intervistare Stefania Baiesi detta la Marchesa. La Marchesa \u00e8 la pi\u00f9 vecchia, non di et\u00e0, ma di operato al CDH e sono molto contento ed emozionato di poterla ascoltare perch\u00e9 mi permetter\u00e0 di conoscerla meglio e poi \u00e8 bello stare accanto a lei.<\/p>\n<p><i>Ciao<\/i><i> <\/i><i>Stefania<\/i><i> <\/i><i>come<\/i><i> <\/i><i>stai<\/i><i> <\/i><i>stamattina?<br \/>\n<\/i><i><\/i>Ero un po\u2019 preoccupata perch\u00e9 devo finire lavori iniziati ma sono felice perch\u00e9 mi stai intervistando.<\/p>\n<p><i>Come<\/i><i> <\/i><i>mai<\/i><i> <\/i><i>ti<\/i><i> <\/i><i>chiamano<\/i><i> <\/i><i>la<\/i><i> <\/i><i>Marchesa?<br \/>\n<\/i><i><\/i>\u00c8 un soprannome che mi ha dato Mario, perch\u00e9 fa rima con Baiesa. \u00c8 un soprannome carino di Mario per dire che sono la pi\u00f9 anziana e gli sono sempre stata simpatica\u2026 Sar\u00e0 innamorato di me [grosso sorriso e risate!]<\/p>\n<p><i>Come<\/i><i> <\/i><i>sei<\/i><i> <\/i><i>arrivata<\/i><i> <\/i><i>al<\/i><i> <\/i><i>Centro<\/i><i> <\/i><i>Documentazione<\/i><i> <\/i><i>Handicap?<br \/>\n<\/i><i><\/i>Arrivo trent\u2019anni fa al CDH attraverso l\u2019insegnante dei corsi professionali che mi disse che nessuna azienda mi avrebbe assunto. Quindi lei mi propose uno stage in questo centro che non conoscevo. Mi hanno accolto subito e questo mi ha tranquillizzata. Ha permesso che questa esperienza fosse positiva per me ed \u00e8 per questo che dopo, finito lo stage, mi chiesero se potevo rimanere. Rimasi.<\/p>\n<p><i>Cosa<\/i><i> <\/i><i>facevi?<br \/>\n<\/i><i><\/i>All\u2019inizio mi occupavo dell\u2019inserimento dati. Poi, ascoltando quello che faceva Claudio Imprudente, chiesi di essere coinvolta in quello che stava progettando. Non mi bastava pi\u00f9 stare al computer. Ho pensato \u201cC\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 interessante da fare\u201d ed ero molto curiosa di sapere bene ci\u00f2 che Claudio faceva nel concreto.<\/p>\n<p><i>Chi<\/i><i> <\/i><i>\u00e8<\/i><i> <\/i><i>stata<\/i><i> <\/i><i>la<\/i><i> <\/i><i>prima<\/i><i> <\/i><i>persona<\/i><i> <\/i><i>con<\/i><i> <\/i><i>disabilit\u00e0<\/i><i> <\/i><i>che<\/i><i> <\/i><i>hai<\/i><i> <\/i><i>incontrato<\/i><i> <\/i><i>al<\/i><i> <\/i><i>CDH?<br \/>\n<\/i><i><\/i>Il primo confronto con la disabilit\u00e0 al CDH l\u2019ho avuto con Claudio. Mi sentivo a disagio perch\u00e9 era una persona nuova. Mi spaventava l\u2019aspetto fisico pi\u00f9 della sua incapacit\u00e0 di comunicare a voce.<\/p>\n<p><i>Dopo<\/i><i> <\/i><i>avere<\/i><i> <\/i><i>ascoltato<\/i><i> <\/i><i>e<\/i><i> <\/i><i>capito<\/i><i> <\/i><i>quello<\/i><i> <\/i><i>che<\/i><i> <\/i><i>diceva<\/i><i> <\/i><i>Claudio<\/i><i> <\/i><i>Imprudente<\/i><i> <\/i><i>hai<\/i><i> <\/i><i>deciso<\/i><i> <\/i><i>di proporti<\/i><i> <\/i><i>per<\/i><i> <\/i><i>essere<\/i><i> <\/i><i>coinvolta<\/i><i> <\/i><i>nei<\/i><i> <\/i><i>suoi<\/i><i> <\/i><i>progetti.<\/i><i> <\/i><i>Ma<\/i><i> <\/i><i>ti<\/i><i> <\/i><i>ricordi<\/i><i> <\/i><i>che<\/i><i> <\/i><i>cosa<\/i><i> <\/i><i>ti<\/i><i> <\/i><i>aveva<\/i><i> <\/i><i>incuriosito? Perch\u00e9 hai deciso di proporti?<br \/>\n<\/i><i><\/i>Il fatto che si parlasse di disabilit\u00e0 in un modo diverso, in modo propositivo e non in modo pietistico. E non dimentichiamoci che trent\u2019anni fa l\u2019atteggiamento comune verso la disabilit\u00e0 era ancora peggio di adesso. Ho deciso quindi di propormi per aiutarlo nella sua campagna di cambiamento della cultura perch\u00e9 partivamo da un terreno comune, mi sono rispecchiata in quello che diceva e ci credevo fortemente. Mi stuzzicava molto l\u2019idea di provare a cambiare il ruolo alle persone disabili: non pi\u00f9 persone bisognose di assistenza ma anche persone attive nella societ\u00e0.<\/p>\n<p><i>Quindi hai iniziato a essere un\u2019animatrice con disabilit\u00e0 nelle scuole. Ti ricordi la tua prima volta?<br \/>\n<\/i><i><\/i>Certo! Il mio primo incontro nelle scuole \u00e8 stato alle scuole medie di Casalecchio. Venivo da una formazione completamente diversa. Alle scuole superiori avevo frequentato un istituto tecnico commerciale. Che ne sapevo io di come ci si relazionava ai bambini con un ruolo educativo? Mi ponevo molte domande tipo \u201cCosa vado a dire? Cosa devo fare? Non ho la formazione, non sono adatta per andare nelle scuole. Oddio! Non me la sento di parlare in pubblico! Non mi stai chiedendo questo vero!? Dimmelo! Nel caso sarebbe la prima volta per me. Non sono abituata a lavorare in pubblico! A stare di fronte a un pubblico faccio molta fatica! Mi farebbe sentire male, a disagio!\u201d. Ero molto in ansia, e Claudio mi ha rassicurato molto dicendomi \u201cNon ti preoccupare. Se ho bisogno ti chiedo io; per il resto non devi dire nulla, vedrai che ti sar\u00e0 molto utile. Osserva e impara\u201d.<\/p>\n<p><i>Poi,<\/i><i> <\/i><i>immagino,<\/i><i> <\/i><i>altre<\/i><i> <\/i><i>prime<\/i><i> <\/i><i>volte,<\/i><i> <\/i><i>in<\/i><i> <\/i><i>altre<\/i><i> <\/i><i>scuole<\/i><i> <\/i><i>di<\/i><i> <\/i><i>ogni<\/i><i> <\/i><i>ordine<\/i><i> <\/i><i>e<\/i><i> <\/i><i>grado.<br \/>\n<\/i><i><\/i>Tante prime volte\u2026 Abbiamo cominciato a lavorare alle scuole elementari. Facevamo sempre giochi diversi in base all\u2019et\u00e0 dei bambini.<\/p>\n<p><i>Quale tipo di animazioni o tecniche usavate per coinvolgere i bambini e avvicinarli alla disabilit\u00e0?<br \/>\n<\/i><i><\/i>Ne usavamo varie, dalla drammatizzazione di fiabe a giochi pi\u00f9 complessi come la scommessa <i>Uguali<\/i><i> <\/i><i>e<\/i><i> <\/i><i>Diversi<\/i>, la scommessa dell\u2019Aiuto, il gioco di associazione di idee\u2026<\/p>\n<p><i>Marchesa<\/i><i> <\/i><i>tu<\/i><i> <\/i><i>sai<\/i><i> <\/i><i>che<\/i><i> <\/i><i>io<\/i><i> <\/i><i>sono<\/i><i> <\/i><i>diplomato<\/i><i> <\/i><i>Isef<\/i><i> <\/i><i>e<\/i><i> <\/i><i>lavoro<\/i><i> <\/i><i>specialmente<\/i><i> <\/i><i>con<\/i><i> <\/i><i>i<\/i><i> <\/i><i>bambini<\/i><i> <\/i><i>delle <\/i><i>materne<\/i><i> <\/i><i>(3-5<\/i><i> <\/i><i>anni).<\/i><i> <\/i><i>Hai<\/i><i> <\/i><i>mai<\/i><i> <\/i><i>lavorato<\/i><i> <\/i><i>con<\/i><i> <\/i><i>i<\/i><i> <\/i><i>bambini<\/i><i> <\/i><i>pi\u00f9<\/i><i> <\/i><i>piccoli<\/i><i> <\/i><i>e<\/i><i> <\/i><i>nell\u2019ambito<\/i><i> <\/i><i>sporti<\/i><i>vo?<br \/>\n<\/i><i><\/i>Certo! Dopo molti anni ad Alberto, un collega con disabilit\u00e0, \u00e8 venuta l\u2019idea di cominciare a condurre degli incontri all\u2019interno della scuola dell\u2019infanzia. Lo proponemmo alle scuole materne di Borgo Panigale di fronte alla vecchia sede del CDH di via Legnano. Mi ricordo che per la prima volta abbiamo drammatizzato la fiaba dell\u2019orso. Quell\u2019incontro fu il mio debutto nella parte di un orsetto, mentre una bambina con sindrome di Down, che faceva fatica a parlare, faceva la parte del pesce. Successivamente mi sono trovata nella parte della tartaruga grazie al mio busto che faceva da casetta della tartaruga e i bambini mi montavano sopra. Pi\u00f9 avanti proponemmo anche percorsi al nido.<\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><i>E<\/i><i> <\/i><i>lo<\/i><i> <\/i><i>sport?<br \/>\n<\/i><i><\/i>Il mio incontro con lo sport avvenne alle scuole superiori Rubbiani. Ricordo Roberto Ghezzo, educatore del Calamaio, che spiegava gli schemi e le regole del calcio in car- rozzina. Ricordo il clima che si era creato in palestra tra Alberto, il mio collega disabile, che faceva il portiere e i ragazzi. Si era creato un clima familiare, scherzoso e gioviale, ci siamo divertiti molto tutti. Le insegnanti hanno partecipato al gioco, erano coinvolte molto attivamente. In particolare ricordo le reazioni degli insegnanti di educazione fisica; erano molto entusiasti ed euforici.<\/p>\n<p><i>Ma<\/i><i> <\/i><i>le<\/i><i> <\/i><i>animazioni<\/i><i> <\/i><i>le<\/i><i> <\/i><i>facevate<\/i><i> <\/i><i>solo<\/i><i> <\/i><i>con<\/i><i> <\/i><i>i<\/i><i> <\/i><i>bambini?<br \/>\n<\/i><i><\/i>No. Insieme a Sandra ho condotto degli incontri di feste finali dove facevamo il percorso Calamaio. Questi incontri erano con bambini, genitori e famigliari. Servivano a fare comprendere a genitori e famigliari le attivit\u00e0 svolte dai bambini durante gli incontri in classe. Inoltre facevamo incontri aperti alla cittadinanza che servivano a invogliare e coinvolgere la societ\u00e0, con l\u2019intento di stimolare un dialogo. Fare comprendere alla cittadinanza e trasmettere i contenuti e la filosofia del Progetto Calamaio.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la tua pi\u00f9 grossa soddisfazione e la pi\u00f9 grossa difficolt\u00e0 incontrata nel tuo percorso al Calamaio?<br \/>\nLa difficolt\u00e0 pi\u00f9 grossa che ho dovuto superare \u00e8 stata imparare a lavorare in gruppo. Invece la soddisfazione pi\u00f9 grossa\u2026 mmm\u2026 ci devo pensare perch\u00e9 ne ho avute tante e non \u00e8 facile sceglierne una.<\/p>\n<p><i>Marchesa, fai ancora <\/i><i>animazioni?<br \/>\n<\/i><i><\/i>No perch\u00e9 sono un po\u2019 invecchiata e il mio fisico fa fatica a reggere certi ritmi.<\/p>\n<p><i>Quindi di cosa ti occupi ora al Calamaio per portare avanti la cultura positiva della <\/i><i>disabilit\u00e0?<br \/>\n<\/i><i><\/i>Scrivo articoli che vengono pubblicati sui nostri mezzi di informazione. Collaboro nel progetto del libro modificato. Il libro modificato non \u00e8 altro che la sostituzione delle parole con simboli che fanno riferimento alla CAA, la Comunicazione Aumentativa Alternativa. Questo permette che un libro diventi accessibile a tutti.<\/p>\n<p><i>In<\/i><i> <\/i><i>questi<\/i><i> <\/i><i>trent\u2019anni<\/i><i> <\/i><i>il<\/i><i> <\/i><i>Calamaio<\/i><i> <\/i><i>ha<\/i><i> <\/i><i>contribuito<\/i><i> <\/i><i>a<\/i><i> <\/i><i>cambiare<\/i><i> <\/i><i>qualcosa<\/i><i> <\/i><i>nella<\/i><i> <\/i><i>societ\u00e0?<br \/>\n<\/i><i><\/i>\u00c8 difficile dirlo, ma sicuramente abbiamo <i>macchiato<\/i><i> <\/i>molte persone facendo vedere che la persona con disabilit\u00e0 pu\u00f2 fare tutto quello che fa una persona normodotata, basta avere un po\u2019 di fantasia e creativit\u00e0 che permetta di superare l\u2019handicap ed essere protagonisti della propria esistenza.<\/p>\n<p><i>Grazie<\/i><i> <\/i><i>Stefi<\/i><i> <\/i><i>della<\/i><i> <\/i><i>bella<\/i><i> <\/i><i>chiacchierata.<br \/>\n<\/i><i><\/i>Prego non c\u2019\u00e8 di che. Anzi \u00e8 stato un onore per me poter collaborare con te in questo revival.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Tristano Redeghieri, educatore Progetto Calamaio Intervista a Stefania Baiesi, storica animatrice con disabilit\u00e0 del Progetto Calamaio. Entro al CDH nella stanza del Calamaio e oggi ho il compito di intervistare Stefania Baiesi detta la Marchesa. 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