{"id":3366,"date":"2025-06-10T11:42:47","date_gmt":"2025-06-10T09:42:47","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3366"},"modified":"2025-09-29T13:00:03","modified_gmt":"2025-09-29T11:00:03","slug":"10-normalizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3366","title":{"rendered":"10. Normalizzazione"},"content":{"rendered":"<p>di Giuseppina Testi e Iader Vitali, genitori di Tatiana, animatrice con disabilit\u00e0 del Progetto Calamaio<\/p>\n<p>Poema-manifesto scritto da Nirje (1969)<br \/>\n\u201cNormalizzazione significa\u2026 un ritmo normale del giorno.<br \/>\nTi alzi dal letto al mattino,<br \/>\nanche se hai una gravissima disabilit\u00e0,<br \/>\nti vesti ed esci<br \/>\nper andare a scuola o al lavoro: non resti a casa.<br \/>\nAl mattino prevedi quello che farai nella giornata,<br \/>\nalla sera ripensi a quello che sei riuscito a fare.<br \/>\nIl tuo giorno non \u00e8 24 ore sempre uguali,<br \/>\nminuti monotoni, pomeriggi senza fine.<br \/>\nMangi in ore normali ed in modo normale<br \/>\nnon solo con il cucchiaio, se non sei pi\u00f9 un bambino,<br \/>\nnon mangi a letto o in poltrona, ma a tavola<br \/>\ne non ceni presto nel pomeriggio, per la comodit\u00e0 del personale.<br \/>\nNormalizzazione significa\u2026 un ritmo normale nella settimana.<br \/>\nAbiti in un posto e vai a lavorare in un altro,<br \/>\nin un altro ancora passi il tuo tempo libero.<br \/>\nProgrammi i divertimenti del fine settimana<br \/>\nE \u201cnon vedi l\u2019ora\u201d di tornare a scuola o al lavoro,<br \/>\nil luned\u00ec mattina.<br \/>\nNormalizzare significa\u2026 un ritmo normale dell\u2019anno.<br \/>\nUna vacanza per rompere la routine<br \/>\ncon il cambiamento delle stagioni che porta con s\u00e9 cambiamenti nel lavoro,<br \/>\nnei cibi, nello sport, nello svago e in tante altre cose della tua vita.<br \/>\nNormalizzare significa\u2026 le esperienze normali di sviluppo nel ciclo di vita.<br \/>\nI bambini, e solo i bambini, vanno in colonia.<br \/>\nNell\u2019adolescenza ti curi molto del tuo aspetto, dei tuoi capelli,<br \/>\npensi alla musica, ai ragazzi e alle ragazze.<br \/>\nDa adulto lavori e ti senti responsabile.<br \/>\nDa vecchio hai i tuoi ricordi da rivivere e la saggezza dell\u2019esperienza.<br \/>\nNormalizzare significa\u2026 avere desideri e fare scelte rispettate dagli altri.<br \/>\nGli adulti hanno la libert\u00e0 di decidere<br \/>\ndove vogliono vivere, che lavoro preferiscono e che amici frequentare.<br \/>\nSe stare in casa a guardare la televisione<br \/>\no andare a concerto, o a passeggiare in citt\u00e0.<br \/>\nNormalizzare significa\u2026 vivere in un mondo di due sessi diversi.<br \/>\nI bambini e gli adulti hanno relazioni con l\u2019altro sesso, o con lo stesso, da adolescente cerchi di avere il ragazzo o la ragazza,<br \/>\nda adulto puoi decidere di sposarti o di avere figli.<br \/>\nNormalizzare significa\u2026 il diritto a una situazione economica normale. Tutti abbiamo il nostro reddito e le nostre responsabilit\u00e0,<br \/>\nanche se abbiamo la pensione di invalidit\u00e0, dobbiamo avere i nostri soldi<br \/>\ne decidere come spenderli: nel superfluo e nel necessario.<br \/>\nNormalizzare significa vivere in una casa normale<br \/>\nin un quartiere normale e non in una grande istituzione<br \/>\ncon 100 persone disabili o anziane.<br \/>\nSignifica non essere isolato dalla societ\u00e0{1}.<\/p>\n<p>1. Fonte: D. Ianes, <i>La Speciale normalit\u00e0: strategie di integrazione e inclusione per le<\/i><i> <\/i><i>disabilit\u00e0<\/i><i> <\/i><i>e<\/i><i> <\/i><i>i<\/i><i> <\/i><i>bisogni<\/i><i> <\/i><i>educativi<\/i><i> <\/i><i>speciali<\/i>, Erickson, Trento, 2006, pp. 17-18.<\/p>\n<p>\u201cNormalizzazione\u201d: che cosa si intende? Normalizzazione di che cosa? Di chi? A che punto inizia e dove finisce la normalizzazione? Quando si raggiunge la normalizzazione? Quali sono i parametri dentro cui una persona sta agendo nella normalizzazione?<br \/>\nChiss\u00e0 quante volte noi genitori di Tatiana, figlia con disabilit\u00e0 motoria dalla nascita, ci eravamo illusi che tutto ci\u00f2 che ci era stato detto alla nascita non fosse vero oppure che il tempo avrebbe portato alla normalizzazione. Dopo lo stordimento iniziale alla nascita di nostra figlia, abbiamo preso consapevolezza delle sue difficolt\u00e0 e piano piano abbiamo cercato intorno a noi supporto e sostegno per orientarci e avere un quadro generale di come muoverci nell\u2019immediato.<br \/>\nAbbiamo iniziato un cammino affiancati dai servizi, istituzioni, con personale qualificato e competente che ci ha portato di volta in volta a raggiungere traguardi per poi, sempre insieme, progettarne altri e altri ancora. Cos\u00ec il tempo \u00e8 trascorso e nella nostra mente e nella vita pratica ci siamo resi conto che nostra figlia con stimoli continui, riabilitazione, istruzione, acquisiva nozioni del mondo circostante, in lei le risorse latenti erano pronte a recepire e toccava a noi genitori stimolarla e darle la possibilit\u00e0 di sperimentare ogni cosa la circondasse.<br \/>\nPensavamo sempre a quante esperienze un bambino normodotato prova nei primi anni della sua vita, alla scoperta del mondo che lo circonda e allora questo ha fatto scattare in noi la voglia sempre pi\u00f9 forte di dare a nostra figlia maggiori possibilit\u00e0 di conoscere, vedere, sentire, toccare per raggiungere la\u2026 \u201cnormalizzazione\u201d.<br \/>\nUn primo passo importante \u00e8 stato l\u2019entrata nel mondo della scuola in cui, oltre all\u2019istruzione, Tatiana ha maturato la sua socializzazione attraverso le prime relazioni extra famigliari. Come bambina ha sempre dimostrato tanta volont\u00e0 sia per quanto riguardava lo studio che per programmi riabilitativi cercando di fare sempre il massimo che le era consentito dalla sua disabilit\u00e0. Ha sempre manifestato il piacere di stare con i compagni e ha avuto un ambiente favorevole creato dagli insegnanti per una buona inclusione. Il sentirsi considerata alla pari dei compagni ha favorito l\u2019accrescere della sua autostima, e ci\u00f2 l\u2019ha stimolata a impegnarsi sempre di pi\u00f9. Tutto questo ha favorito il rafforzarsi del suo carattere, della fiducia in se stessa, per\u00f2 contestualmente lasciandosi guidare, consigliare, ma crediamo anche, alle volte, tacitamente subire. Crediamo di averle trasmesso la volont\u00e0 di considerarsi persona e di vedere la sua disabilit\u00e0 come risorsa, pensando che nella vita si possono percorrere anche strade parallele alla via maestra e di non pensare a se stessa come persona inutile e incapace e sentirsi relegata ai margini della societ\u00e0.<br \/>\n<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>Se per\u00f2 alle volte emergeva in lei un\u2019insicurezza, secondo noi era dovuto al fatto di non aver ancora preso piena consapevolezza di s\u00e9 e accettazione della propria disabilit\u00e0, con la paura del giudizio altrui.<br \/>\nNoi genitori per aiutarla a crescere e acquisire sempre pi\u00f9 fiducia in se stessa, imparare a fare delle scelte, essere responsabile delle proprie decisioni, abbiamo sempre cercato di darle opportunit\u00e0 di sperimentarsi anche a prezzo di qualche errore.<br \/>\nCome genitori, proiettati in una visione di Tatiana adulta, desideravamo che acquisisse sempre pi\u00f9 autonomia decisionale, consapevole e responsabile. Un\u2019importante svolta nella sua vita \u00e8 avvenuta quando alla fine delle scuole superiori ha potuto accedere all\u2019Universit\u00e0. Si \u00e8 sentita pienamente all\u2019altezza dei compagni di corso, il suo stato d\u2019animo \u00e8 stato fortemente rafforzato anche dagli ottimi risultati acquisiti durante gli anni di studio. Come un fiume in piena decise anche di fare un master universitario di cui andava molto fiera, contesto in cui ha avuto la possibilit\u00e0 di confronti paritari con colleghi normodotati sperimentandosi in alcune formazioni. Sicura di aver acquisito competenze e conoscenze ha trovato la sua giusta collocazione. Ormai da dieci anni lavora presso il CDH come educatrice e animatrice all\u2019interno del Progetto Calamaio e insieme ai colleghi fa incontri di formazione-animazione presso le scuole di ogni ordine e grado, musei e Universit\u00e0 per contribuire alla presa di coscienza della propria identit\u00e0 da parte dei bambini e degli adulti\u2013insegnanti e genitori \u2013 attraverso il confronto con l\u2019alterit\u00e0.<br \/>\nDa questo momento in poi per Tatiana c\u2019\u00e8 stato veramente un grande cambiamento di consapevolezza del ruolo che \u00e8 andata a ricoprire attraverso il lavoro. Nei primi tempi l\u2019entusiasmo di far parte di un gruppo di persone che svolgevano attivit\u00e0 inerenti agli studi da lei svolti la appagavano appieno, ma rimaneva comunque ai margini a osservare i colleghi senza avere per\u00f2 il coraggio di proporre le proprie idee.<br \/>\nQuesta era la nostra percezione avvalorata anche dai suoi commenti sulle giornate lavorative. Fino a questo periodo Tatiana era stata affiancata da poche e costanti figure di supporto tranne un paio di vacanze in cui era andata senza noi genitori con educatori e ragazzi disabili. In questo contesto lavorativo, invece, la pluralit\u00e0 di persone facenti parte di questa associazione-cooperativa, ha fatto s\u00ec che Tatiana si abituasse a collaborare con pi\u00f9 e pi\u00f9 persone diverse e non sempre con lo stesso referente.<br \/>\nSicuramente questo passaggio non deve essere stato facile per una persona abituata da sempre ad avere un punto di riferimento fisso allenato ormai ad anticipare le sue richieste, ma piano piano ha acquistato pi\u00f9 sicurezza in se stessa, ha iniziato a proporsi e anche all\u2019interno della famiglia la sua personalit\u00e0 si \u00e8 imposta maggiormente. In questo gruppo, questo modo di operare, di confrontarsi quotidianamente, di ritrovarsi attorno a un tavolo e discutere proponendo ognuno la propria idea per poi attraverso progetti concretizzare la parte teorica, ha portato Tatiana ad acquisire autonomia di pensiero e decisionale. Lontani sono ormai i periodi in cui Tatiana si chiudeva in casa rifiutando il contatto con il mondo esterno, tenendo dentro di s\u00e9 un malessere che noi genitori percepivamo ma che non riuscivamo a far emergere. Oggi, adulta e inserita con gratificazioni in un contesto sociale, pur riconoscendo i propri limiti ma anche le proprie risorse, si sente parte attiva e tutto ci\u00f2 dovrebbe essere un diritto che lo Stato avrebbe il dovere di riconoscere a ogni persona. Se ogni persona disabile ha la possibilit\u00e0 di raggiungere il massimo delle proprie potenzialit\u00e0, e riceve gratificazioni, benessere personale, ruoli sociali, tutto ci\u00f2 fa parte della \u201cnormalizzazione\u201d.<br \/>\nNoi riteniamo che se una persona disabile riesce a realizzare e ottenere anche solo un traguardo fra i tanti che Nirje ci riporta nel suo poema, crediamo che sia un importante aumento di fiducia e autostima per se stessa. Oggi vediamo nostra figlia totalmente cambiata, felice, realizzata, capace di decidere, si sente responsabile, e consapevole di quello che ha ottenuto, desidera sempre esprimere la propria opinione anche se questo, alle volte con toni un po\u2019 sopra le righe, porta a interminabili discussioni familiari, ma tutto ci\u00f2 \u00e8 \u201cnormalit\u00e0\u201d. Tatiana \u00e8 una persona adulta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giuseppina Testi e Iader Vitali, genitori di Tatiana, animatrice con disabilit\u00e0 del Progetto Calamaio Poema-manifesto scritto da Nirje (1969) \u201cNormalizzazione significa\u2026 un ritmo normale del giorno. Ti alzi dal letto al mattino, anche se hai una gravissima disabilit\u00e0, ti vesti ed esci per andare a scuola o al lavoro: non resti a casa. 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