{"id":339,"date":"2009-11-04T17:05:43","date_gmt":"2009-11-04T17:05:43","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=339"},"modified":"2025-12-15T18:49:02","modified_gmt":"2025-12-15T17:49:02","slug":"passare-attraverso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=339","title":{"rendered":"2. Passare attraverso. Documentazione informazione e telematica: un percorso formativo"},"content":{"rendered":"<p>di Ghighi Di Paola e Nicola Rabbi<\/p>\n<p>&#8220;Allora feci un&#8217;importante scoperta pedagogica: quando non capisci bene qualcosa, comincia ad insegnarla&#8221;- Il quinto angolo- Izrail M. Metter<\/p>\n<p><strong>Document\u2019Azione<\/strong><br \/>\nIl termine \u2018documentazione\u2019 si potrebbe anche riscrivere cos\u00ec: Document\u2019Azione.<br \/>\nE scritto cos\u00ec ci piace, perch\u00e9 quando si usa un termine ne si usano anche le modalit\u00e0 di lavoro che esso si porta dietro. Il movimento in questo caso, l\u2019azione appunto, che ci aiuta a pensare, e a lavorare, alla documentazione come ad un lavoro vivo, e non solo di archiviazione e messa in ordine di materiali.<br \/>\nQuesta idea di lavoro intorno alla documentazione \u00e8 piuttosto affascinante.<br \/>\nSi parte con il considerare che \u2018documentare\u2019 qualcosa, ha a che fare con la memoria.<br \/>\nCertamente c\u2019\u00e8 anche piacere nel dare ordine ai materiali e a non disperdere le cose che si sono fatte. Ma come per la nostra memoria \u00e8 importante non ricordare tutto, nel lavoro documentativo diventa ancora pi\u00f9 evidente la necessit\u00e0 di non \u2018tenere\u2019 tutto quello che si incontra sulla propria strada. E diventa centrale la parola \u2018selezione\u2019, intesa come momento di fare delle scelte.<br \/>\nSe c\u2019\u00e8 memoria e se si conservano tracce del proprio e altrui lavoro diventa anche pi\u00f9 facile trovare una propria identit\u00e0, anche professionale.<br \/>\nE quindi dicevamo memoria, ma possiamo aggiungere che lavorare sulla documentazione aumenta la possibilit\u00e0 di definire meglio la propria storia che ha strettamente a che fare anche con l\u2019esperienza. (Non mi sento solo nell\u2019universo, non parto da zero, posso attingere alla mia e altrui esperienza per fare qualcosa di nuovo).<br \/>\nSi pu\u00f2 anche affermare che la documentazione \u00e8 sempre esistita, perch\u00e9 consiste nel raccogliere e rendere disponibili elementi di informazione utili per l\u2019esercizio di altre attivit\u00e0 umane. L\u2019informazione \u00e8 un bene necessario per il funzionamento delle attivit\u00e0, il bisogno informativo \u00e8 certamente un bisogno primario, e progressivamente l\u2019informazione \u00e8 diventata la materia prima di cui vivono le societ\u00e0 occidentali.<\/p>\n<p><strong>Documentazione e informazione<\/strong><br \/>\nRisalire all\u2019inizio della storia collettiva ci aiuta a pensare alla documentazione in rapporto all\u2019informazione. Perch\u00e9 \u00e8 soprattutto il bisogno di informazioni utili che si rinforza sempre di pi\u00f9. E si inizia a parlare di documentazione (1878) anche come scienza organizzata.<br \/>\nPerch\u00e9 la documentazione si occupa proprio del recupero delle informazioni e lo scopo \u00e8 mettere a disposizione queste informazioni.<br \/>\nLa documentazione dunque come memoria delle cose, valorizzazione delle esperienze e occasione per accedere a delle informazioni utili.<br \/>\nPensare alla documentazione come archivio, come raccoglitore di documenti, come deposito di esperienze \u00e8 piuttosto facile e intuibile. Ma la documentazione ci riserva una gradevole sorpresa. Non \u00e8 cos\u00ec. O meglio, non \u00e8 solo cos\u00ec. Chi lavora su materiali di documentazione invade decisamente il campo dell\u2019informazione. E proprio perch\u00e9 ad interessarmi e da estrapolare da un qualsiasi documento o esperienza \u00e8 l\u2019informazione utile, mi ritrover\u00f2 a fare delle scelte informative e far\u00f2 un lavoro di tipo giornalistico.<br \/>\nSe si raccoglie, si seleziona materiale si pensa anche a come diffonderlo per aumentarne il valore e far conoscere il proprio patrimonio.<br \/>\nE anche nell\u2019utilizzo e nella diffusione del materiale di documentazione user\u00f2 degli strumenti di informazione. Il loro uso implica poi anche il conoscere i pregi e i difetti dei diversi strumenti e individuare quelli che ci permettono di far circolare la documentazione in nostro possesso.<br \/>\nVale sicuramente lo stesso discorso per quanto riguarda lo strumento telematico.<\/p>\n<p><strong>Formarsi alla documentazione<\/strong><br \/>\nInsomma si inizia ad intravedere come il lavoro di documentazione ci porta nel tempo ad acquisire competenze diverse.<br \/>\nFare formazione sul tema della documentazione, soprattutto a non specialisti (in particolare il CDH lavora molto in campo educativo e sociale), implica proprio, come gi\u00e0 sottolineato, approfondire, scoprire le diverse competenze che si devono acquisire per fare diventare una pratica di lavoro il nostro stile operativo.<br \/>\nNei nostri incontri di formazione su questi temi ci siamo accorti come da una parte, l\u2019accumulo dei materiali, diciamo la parte percepita come fase passiva della documentazione e che rimanda all\u2019idea di raccolta, \u00e8 sentita come vicina alle proprie professionalit\u00e0 (ognuno di noi tiene da parte le cose significative o meno per la propria attivit\u00e0). E\u2019 quindi un momento di approfondimento di un qualcosa che si conosce; mentre il gestire e utilizzare strumenti informativi provoca sorpresa.<br \/>\nAlle volte anche sgomento.<br \/>\nE\u2019 forse il momento nel quale si percepisce maggiormente il cambiamento, piano piano, delle aspettative dei partecipanti che si trovano di fronte ad una cosa inaspettata e che gradualmente stanno cominciando a capire: nel lavoro documentativo bisogna mettersi in gioco.<br \/>\nIn pratica per svolgere il nostro lavoro non dobbiamo archiviare tutto quanto, schedare diligentemente tutto quello che ci \u00e8 dato e abbiamo la coscienza (di lavoratore) a posto; nel fare documentazione c\u2019\u00e8 proprio bisogno di noi, del nostro vissuto e delle nostre esperienze, del nostro essere e del nostro pensare; ci si assume delle responsabilit\u00e0 nel trattenere informazioni piuttosto che altre, nell\u2019approfondire temi che pensiamo siano particolarmente interessanti o particolarmente attinenti alle nostre professionalit\u00e0; conseguentemente lascieremo per strada altre cose e, per fortuna, le perderemo.<br \/>\nBene questo \u00e8 un altro dei punti chiave del percorso formativo sul tema della documentazione. Nelle nostre esperienze di formazione \u00e8 il momento in cui vengono fuori allo stesso tempo le resistenze e le curiosit\u00e0 dei corsisti per questa nuova dimensione che viene proposta, una documentazione attiva che non si risolve nell\u2019archiviazione di dati ma che viene pensata nelle sue diverse fasi (raccolta-trattamento-diffusione d\u2019informazioni) in maniera circolare, e non verticale n\u00e9 orizzontale.<br \/>\nSono tutte queste parti che cerchiamo di tenere insieme quando si fa un percorso formativo.<br \/>\nL\u2019obiettivo \u00e8 di mischiare le aree di lavoro pertinenti alla documentazione con quelle dell\u2019informazione per produrre un percorso formativo in cui sia possibile far avvicinare i corsisti alle due facce di cui la documentazione \u00e8 composta: reperimento\/trattamento delle informazioni e \u201cmessa a disposizione\u201d delle informazioni in modo rielaborato e filtrato.<br \/>\nCuriosit\u00e0 e resistenza, sorpresa e sgomento, che si pu\u00f2 trasformare anche in entusiasmo (ve lo assicuriamo) quando effettivamente si inizia a dipanare la matassa che avvolge un altro tema caro alla documentazione, la multimedialit\u00e0! Anzi di come la documentazione abbia preparato la via alla multimedialit\u00e0; ma questa \u00e8 un\u2019altra storia e ve la racconteremo ai nostri incontri\u2026<\/p>\n<p><strong>Documentazione online<\/strong><br \/>\nQuando si passa dal lavoro di documentazione su supporto di carta a quello su supporto magnetico cambiano alcune cose, ma non tutto.<br \/>\nQuando per documentarci su un certo tema non utilizziamo pi\u00f9 libri, schede, riviste, materiale grigio ma impostiamo una ricerca su internet o interroghiamo una banca dati, una cosa appare pi\u00f9 evidente: la quantit\u00e0 di materiale trovato. E qui sta una prima differenza, la facilit\u00e0 con cui si reperisce del materiale (nella maggior parte dei casi) e il senso di smarrimento che si prova quando si ha troppo e non si sa pi\u00f9 che cosa scegliere.<br \/>\nAccanto alle competenza nel documentare, a questo punto, se ne affianca un\u2019altra: la conoscenza adeguata dell\u2019armamentario informatico e telematico. Sapere usare con destrezza un browser (l\u2019applicazione che permette di sfogliare le pagine web) o conoscere bene l\u2019uso dei motori di ricerca su internet (solo per citare le prima cose che vengono in mente), permette di soddisfare le proprie esigenze di documentazione senza rimanere paralizzati da un\u2019alta quantit\u00e0 di dati.<br \/>\nNon sempre, almeno ancora per ora, \u00e8 possibile affidarci solo al materiale digitale, per soddisfare le nostre esigenze e, ancora per un po\u2019, dovremo andare per biblioteche e librerie o in casa di colleghi per trovare il materiale che ci serve. Una volta trovatolo, ecco balzare agli occhi un\u2019altra evidenza: quanto posto occupano sulla nostra scrivania quei libri e quelle cartelle! I documenti digitali, invece, di posto non ne occupano affatto (pochi centimetri quadrati di un disco rigido); sono l\u00ec, facilmente raggiungibili e visualizzabili sul nostro schermo, e non c\u2019\u00e8 nemmeno bisogno di spolverarli ogni tanto.<br \/>\nMa anche in questo caso, per poter organizzare in modo efficace il nostro materiale, dobbiamo avere delle precise conoscenza; dobbiamo saper creare delle cartelle (nidificate se necessario), usare con saggezza la funzione \u201cpreferiti\u201d di Internet Explorer (o di \u201csegnalibri\u201d su Netscape), scegliere cosa salvare sul nostro disco rigido e cosa lasciare alla rete (che tanto \u00e8 sempre possibile raggiungere, se si tratta di un indirizzo web attendibile).<br \/>\nAbbiamo detto, in questo articolo, dello stretto legame che lega la documentazione all\u2019informazione. Anche il passaggio inverso, quello della pubblicazione e della divulgazione del materiale raccolto, della propria documentazione, presuppone, parlando di supporti digitali, una diversa organizzazione del materiale.<br \/>\nE\u2019 un discorso un po\u2019 lungo da affrontare ora, diremo solo che, una volta che si \u00e8 deciso di pubblicare il proprio lavoro non su un supporto cartaceo ma sul web o su un Cd-rom, allora entrano in campo nuovi elementi. La strutturazione del materiale raccolto implica una diversa organizzazione basata sulla logica ipertestuale. L\u2019ipertesto, essendo un testo che rimanda, tramite dei collegamenti, sempre ad altri testi, va pensato appositamente e il modello, a noi pi\u00f9 familiare, del libro (con la sua lettura sequenziale scandita dalle pagine numerate e i suoi confini fissati una volta per tutte) non \u00e8 pi\u00f9 adeguato per progettare documentazione on line. Aggiungiamo infine la possibilit\u00e0 di congiungere su di un unico supporto dati che riguardano i testi, le immagini, i suoni e i filmati e che rendono possibile una documentazione molto pi\u00f9 completa (multimediale) ma anche pi\u00f9 difficile da saper gestire.<br \/>\nQueste, elencate sommariamente, alcune novit\u00e0 (e problemi) che insorgono quando si passa al digitale, ma gli altri presupposti, che abbiamo esposto in questo articolo, come il senso del documentare, il suo legame con la memoria e l\u2019identit\u00e0 (anche per ciascuno di noi), non vengono cancellati dal supporto digitale, vengono solo modificati o, addirittura, amplificati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Documentazione Informazione e Telematica: un percorso formativo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3587,3604,3603],"edizioni":[27],"autori":[170],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3686],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/339"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=339"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/339\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5935,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/339\/revisions\/5935"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=339"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=339"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=339"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=339"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=339"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=339"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=339"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=339"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=339"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}