{"id":3399,"date":"2025-06-10T14:22:16","date_gmt":"2025-06-10T12:22:16","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3399"},"modified":"2025-09-29T12:58:17","modified_gmt":"2025-09-29T10:58:17","slug":"il-desiderio-e-la-creativita-siamo-uomini-o-animali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3399","title":{"rendered":"Il desiderio e la creativit\u00e0. Siamo uomini o animali?"},"content":{"rendered":"<p>di Stefano Toschi<\/p>\n<p>L\u2019argomento della sessualit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che di pi\u00f9 intimo e privato possa esserci, quindi scrivo questo articolo rispettando tutte le opinioni e le sensibilit\u00e0. Da quello che ho letto documentandomi su internet, mi sembra che la figura dell\u2019assistente sessuale abbia in se stessa delle contraddizioni piuttosto evidenti. Secondo la definizione a oggi pi\u00f9 accreditata, \u201cl\u2019assistenza sessuale \u00e8 una forma di accompagnamento erotico volta ad aiutare i disabili a scoprire la loro sessualit\u00e0 \u2013 intesa nel senso pi\u00f9 ampio possibile \u2013 e il loro corpo in un percorso verso una maggiore autostima\u201d, come afferma la svizzera Judith Aregger (assistente sessuale dal 2009). \u201cLe persone con disabilit\u00e0 fisiche, quelle con disabilit\u00e0 mentali, le persone autistiche hanno bisogno di un percorso personalizzato. Perch\u00e9 se con i disabili fisici per comunicare \u00e8 sufficiente il linguaggio, con persone affette da altre forme di disabilit\u00e0 serve, invece, scoprire nuove forme di comunicazione, che si declinano da individuo a individuo\u201d. Da questa dichiarazione mi sembra che appaiano alcune contraddizioni e alcuni punti critici di tale <i>lavoro<\/i>. La prima riguarda le regole di <i>ingaggio<\/i>: infatti mentre dalla testimonianza della Aregger sembra che l\u2019assistente sessuale dica che \u201cTutte le decisioni sono nelle mani del disabile, e che non ha mai forzato nessuno\u201d, secondo la testimonianza di un\u2019altra assistente sessuale appare un lavoro con regole ben precise che non possono e non devono essere mai trasgredite. Indica delle norme, gli accordi preliminari. Chi richiede l\u2019assistenza va istruito: non ci saranno penetrazioni, baci, scambi di fluidi, sono io a guidare la partita. Non tutti quelli che chiedono sono accettati, bisogna selezionare al massimo, assicurarsi di non imbattersi in una patologia a rischio, bisogna mantenere il distacco sufficiente a non diventare il fulcro dell\u2019esistenza di chi non riesce a trovare, a causa della sua disabilit\u00e0, una dimensione affettiva e sessuale. Assicurarsi che ogni s\u00ec e ogni no che si decide di dire siano motivati ampiamente e pazientemente (non scordiamo che la maggior parte di queste persone non ha esperienza relazionale con l\u2019altro sesso o ce l\u2019ha minima) e che si mantenga il giusto equilibrio tra dolcezza e severit\u00e0, insomma. Impresa non da poco.<br \/>\nUn altro problema che a me pare evidente \u00e8 la diversit\u00e0 dei casi di disabilit\u00e0 in cui l\u2019assistente sessuale \u00e8 chiamata a operare o ad adoperarsi: infatti mentre nei casi di disabilit\u00e0 fisica \u00e8 la persona con deficit che pu\u00f2 chiedere l\u2019intervento e pu\u00f2 concordare le modalit\u00e0 dello stesso, nel caso di disabilit\u00e0 psichica chi decide se e quando fare ricorso a questo tipo di rapporto di assistenza? E in quale modalit\u00e0? E con quale diritto? Ma la vera questione secondo me \u00e8 un\u2019altra, che coinvolge la dignit\u00e0 della persona con disabilit\u00e0: perch\u00e9 soltanto lei avrebbe bisogno di ricorrere a questo tipo di aiuto, forse non \u00e8 in grado di avere rapporti affettivi e sessuali come tutti? Siamo sicuri che sia un proprio diritto e non una forma sottile di emarginazione per i poveri handicappati che non ce la fanno neanche ad avere una storia con un\u2019altra persona? Pensando al mio gruppetto di amici disabili ognuno di noi ha avuto i suoi innamoramenti e le sue storie. Qualcuno si \u00e8 sposato, qualcuno convive, altri hanno fatto altre scelte di vita, ma nessuno di noi ha mai pensato di chiedere l\u2019aiuto di un\u2019assistente sessuale almeno fino a quando ha avuto la speranza di un rapporto <i>normale<\/i>. \u00c8 cos\u00ec bello scoprire nel rapporto con l\u2019altro la propria affettivit\u00e0 e la propria sessualit\u00e0, perch\u00e9 dovremmo togliere la gioia di queste scoperte a qualche persona che non si ritiene in grado di sopportare le fatiche che comporta la relazione con l\u2019altro?<br \/>\nCito a questo punto la tesi di Francesca Bellandi, una mia amica di Vicenza che si \u00e8 laureata alla Cattolica di Milano, con un lavoro dal titolo: \u201cLa persona con disabilit\u00e0 fisica e la relazione affettiva\u201d.<br \/>\nNel terzo capitolo viene riportata la testimonianza di un ragazzo disabile che mi ha particolarmente colpito per la differenza di prospettiva che ho riscontrato tra lui e me.<br \/>\nRacconta N.Z.: \u201cCaratterialmente come corteggiamento non sono un tipo da dichiarazioni in pubblico, fiori, prostrazioni e robe del genere. Se potessi sarei molto pi\u00f9 semplice: classico giro all\u2019aperto, una lunga chiacchierata, la birra che non guasta mai e poi da cosa nasce cosa, e sai che sono molto insistente se voglio. Peccato che per una questione di altezze non ce la faccio visto che con la carrozzina mi devono spingere, quindi lei starebbe dietro e faccio un po\u2019 fatica a realizzare i primi contatti, braccio intorno al collo e gi\u00f9 di l\u00ec, il problema c\u2019\u00e8 anche se ci si siede su una panchina sono sempre frontale e mai a fianco\u201d.<br \/>\n\u00c8 facile notare come le problematiche che fa emergere questo ragazzo non sono problemi di portata colossale, o difficolt\u00e0 che chiedono l\u2019intervento di un super eroe. Questa testimonianza riportata dalla Bellandi mi ha colpito perch\u00e9 per questo ragazzo il problema \u00e8 soltanto tecnico, cio\u00e8 si chiede soltanto come abbracciare e baciare una eventuale partner. Mentre io al contrario mi chiedevo se una ragazza normale avrebbe potuto innamorarsi di una persona disabile come me, non mi chiedevo tecnicamente come avrei fatto perch\u00e9 ho sempre pensato che se c\u2019era l\u2019amore i problemi si potevano risolvere.<br \/>\nLa Bellandi nel quarto paragrafo arriva a trattare precisamente il tema dell\u2019assistente sessuale: non esistono ricette preconfezionate su come va gestita la sessualit\u00e0 con le persone con disabilit\u00e0, tuttavia ritengo che l\u2019esperienza di alcuni Paesi europei, dove esistono associazioni che utilizzano dei professionisti che si prestano per prestazioni sessuali, non sia la risposta adeguata e che si rif\u00e0 all\u2019idea che la sessualit\u00e0 \u00e8 puramente un atto di sfogo. Io mi chiedo quali possano essere i benefici psichici, fisici e relazionali acquisiti dalla persona oggetto di queste prestazioni o in misura maggiore i danni che ne derivano (al disabile) dal subire un simile trattamento. Si perde completamente di vista la dimensione umana dell\u2019atto con la supremazia dell\u2019essere animale dell\u2019uomo.<br \/>\nA novembre del 2012 \u00e8 comparsa nel sito Firmiamo.it una petizione per istituire, anche nel nostro Paese, la figura dell\u2019assistente sessuale. Lanciata da Max Ulivieri, web designer e blogger de ilfattoquotidiano.it, affetto da una grave disabilit\u00e0, la proposta senza nessuna pubblicit\u00e0, ha raccolto circa 5.000 firme. Non riportiamo il testo integrale, ma solo alcuni stralci.<br \/>\n\u201cL\u2019assistenza sessuale alla persona affetta da disabilit\u00e0 fisica o mentale nasce per permetterle di fruire di una pratica necessaria, pi\u00f9 spesso indispensabile, al suo benessere psicofisico\u201d.<br \/>\n\u201cL\u2019assistenza sessuale si configura come una pratica soprattutto relazionale, empatica e comunicativa. Attraverso il periodo in cui si svolger\u00e0 la sessione d\u2019incontro tra la persona che lo richiede e l\u2019assistente, il fulcro dell\u2019interesse sar\u00e0 nello stabilire un rapporto empatico.<br \/>\nQuello che l\u2019assistente debitamente pre- parata deve riuscire a trasmettere all\u2019altro \u00e8 innanzitutto l\u2019accettazione del suo corpo attraverso l\u2019esplorazione manuale, l\u2019accarezzamento, il massaggio.<br \/>\nConcedere un momento di profondo benessere e attenzione all\u2019altro inteso nella sua dimensione olistica, globale\u201d.<br \/>\n\u201cLa durata indicativa della sessione d\u2019incontro \u00e8 un\u2019ora e mezza.\u201d L\u2019argomento \u00e8 delicato e divide, continua la Bellandi. Anche in Italia si comincia a parlare soprattutto nel web di assistenza sessuale per i disabili. A rispondere all\u2019appello in Rete sono state in maggioranza persone comuni, senza alcun handicap. Il progetto ripropone iniziative diffuse nel resto dell\u2019Europa. Nel 2002, a Zurigo, nacque il primo progetto di uno specifico corso di formazione per assistenti sessuali per disabili, inizialmente ebbe un largo consenso e molti sostenitori, che per\u00f2 ben presto tornarono sui propri passi e tolsero il loro appoggio perch\u00e9 contrari a quella che definivano \u201cuna forma di prostituzione latente\u201d. Il progetto fu ripreso nel 2004 dalla FaBS (<i>Fachstelle Behinderung und Sexuali- t\u00e4t<\/i>) che diede inizio alla prima formazio- ne per assistenti sessuali, come percorso finale di un processo educativo molto complesso centrato sul rispetto dell\u2019altro, sull\u2019etica e sull\u2019ascolto. La formazione degli assistenti sessuali per disabili \u00e8 gi\u00e0 attiva in Germania, Gran Bretagna, Olanda e paesi scandinavi.<br \/>\nTutto questo vive di un errore concettuale che sta alla base del fraintendimento che ha portato a pensare questa come la possibile risposta al complesso disagio espresso da alcuni disabili nel vivere la loro sessualit\u00e0. Vogliamo chiarire alcuni passaggi della petizione e analizzare gli errori concettuali.<\/p>\n<p><b>Alcuni<\/b><b> <\/b><b>errori<\/b><b> <\/b><b>concettuali<br \/>\n<\/b><b><\/b>Cosa vuol dire disabilit\u00e0? La disabilit\u00e0 \u00e8 una situazione di svantaggio sociale conseguente a menomazione e\/o handicap intellettivo che limita o impedisce l\u2019adempimento di un ruolo normale per un dato individuo in funzione di et\u00e0, sesso, fattori culturali e sociali. Una realt\u00e0 individuale che, una volta socializzata, <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>ha delle conseguenze per l\u2019individuo sul piano culturale, sociale, economico e ambientale.<br \/>\nCos\u2019\u00e8 la sessualit\u00e0? A cosa \u00e8 legata? Si tratta di un aspetto dell\u2019essere umano profondamente legato in egual misura a tutte le dimensioni dell\u2019individuo: corporeit\u00e0, dimensione psicologica, relazionale, affettiva, cognitiva e culturale.<br \/>\nLe difficolt\u00e0 per chi vive la realt\u00e0 della disabilit\u00e0 non sono certo dovute alla propria volont\u00e0, ma sono il frutto di una visione distorta dell\u2019altro, voluta dalla societ\u00e0 moderna, in cui chi non vive secondo certi canoni deve essere emarginato. Pertanto se proprio si volesse ingaggiare una battaglia sociale, i propri sforzi sarebbero da indirizzare verso l\u2019integrazione e la tutela dei pi\u00f9 deboli, in modo che siano gli unici privilegiati della societ\u00e0.<br \/>\nSolo cos\u00ec si realizzerebbe il concetto di desiderio, che va ben oltre la mancanza di qualche cosa; si concretizzerebbe la possibilit\u00e0 per l\u2019uomo di ampliare le proprie capacit\u00e0 conoscitive ed espressive, permettendone infine l\u2019affermazione e la valorizzazione di tutte le sue potenzialit\u00e0.<br \/>\nCarnalit\u00e0 come bisogno. Ci\u00f2 che, invece, gli autori della petizione vogliono far passare per desiderio \u00e8 un aspetto totalmente diverso della natura umana, ovvero quello del bisogno, presentandolo come diritto a una soddisfazione in tempi brevi secondo modalit\u00e0 e significati prestabiliti, immutabili.<br \/>\nApprofittando dell\u2019esperienza di un vuoto e l\u2019insoddisfazione che ne consegue, tentano di strumentalizzare, con grande confusione mediatica e concettuale, tutto ci\u00f2 che ruota attorno a questa mancanza, facendo passare il proprio operato per volontariato, presentandosi come paladini dei diritti dei pi\u00f9 deboli, ottenendo anche un discreto consenso, dovuto pi\u00f9 che altro all\u2019ignoranza specifica dell\u2019argomento che caratterizza l\u2019uditorio contemporaneo. In sintesi, mentre il bisogno appartiene alla sfera biologica dell\u2019uomo in quanto gli permette la sopravvivenza e la conservazione della specie, il desiderio rende l\u2019uomo soggetto creativo, capace di comunicazione, unico e originale, perch\u00e9 inedita \u00e8 la modalit\u00e0 di relazione di ogni persona; in altri termini propongono un modello di terapeuta che col proprio lavoro realizza la degradazione del desiderio a un\u2019azione specifica, rendendo l\u2019uomo un po\u2019 meno uomo.<br \/>\nLa Bellandi conclude con le parole di un giovane trentenne con disabilit\u00e0: \u201cI disabili (come me) sono uomini, non animali da far sfogare! Adesso le chiamano terapiste sessuali \u2013 guardate quanto amano fare del bene ai disabili: i bambini li uccidono nel grembo materno se le analisi li riconoscono tali, somministrano loro l\u2019eutanasia se li vedono soffrire (per ora solo in Belgio?), e ora per dar loro dignit\u00e0 e pari diritti somministrano loro il sesso libero perch\u00e9, considerati al pari delle bestie, sempre per piet\u00e0 devono sfogare i loro istinti naturali. Io sono un disabile e voglio essere trattato da essere umano, ovvero la sessualit\u00e0 la voglio vivere con dignit\u00e0 all\u2019interno di un rapporto d\u2019amore che mi unisce a una donna nel matrimonio. Questo veleno se lo beva chi l\u2019ha sputato, grazie\u201d.<br \/>\nPensare la mercificazione della sessualit\u00e0 significa pensare che l\u2019uomo \u00e8 una merce da vendere e utilizzare a proprio piacimento. La sessualit\u00e0, la relazione affettiva \u00e8 un prezioso dono che ciascuno deve avere la possibilit\u00e0 di vivere nella propria vita con dignit\u00e0 e rispetto di s\u00e9 e dell\u2019altro. Questo \u00e8 anche il mio pensiero, il rapporto sessuale ha senso soltanto in un rapporto di coppia che comprenda tutti gli aspetti della vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano Toschi L\u2019argomento della sessualit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che di pi\u00f9 intimo e privato possa esserci, quindi scrivo questo articolo rispettando tutte le opinioni e le sensibilit\u00e0. Da quello che ho letto documentandomi su internet, mi sembra che la figura dell\u2019assistente sessuale abbia in se stessa delle contraddizioni piuttosto evidenti. 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