{"id":343,"date":"2009-11-04T17:05:44","date_gmt":"2009-11-04T17:05:44","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=343"},"modified":"2009-11-04T17:05:44","modified_gmt":"2009-11-04T17:05:44","slug":"diversabilit-e-pace-ripartire-dalle-abilit-diverse-per-costruire-una-cultura-di-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=343","title":{"rendered":"Diversabilit\u00e0 e Pace: ripartire dalle abilit\u00e0 diverse per costruire una cultura di pace"},"content":{"rendered":"<p>  <i>Quello che segue &egrave; un breve carteggio avvenuto di recente tra Claudio   Imprudente, giornalista e disabile, presidente del Centro Documentazione Handicap   di Bologna e Marco Espa presidente<!--break--> dell&#8217;associazione ABC (Associazione Bambini   Cerebrolesi) della Sardegna.<\/i><\/p>\n<p>  <font color=\"#FF0000\"><b>Claudio<\/b><\/font><br \/>  Tra le numerose iniziative di formazione in cui sono coinvolto ci sono anche   i corsi per obiettori di coscienza. Inevitabilmente, dopo aver parlato di diversabilit&agrave;   e handicap, mi interessa scambiare con loro qualche riflessione sulla pace.   Non vi nascondo per&ograve; che appena propongo questo argomento cresce in me   un po&#8217; di imbarazzo perch&eacute; sento di essere l&#8217;ennesimo santone che si   riempie la bocca di questa bella e inflazionatissima parola. <br \/>  Anche nelle scuole con il progetto Calamaio capita che un ragazzo salti su e   mi chieda: &quot;Claudio, cos&#8217;&egrave; per te la pace?&quot;<br \/>  Anche in questa situazione non mi sento tranquillo, temo di dire le solite banalit&agrave;.<br \/>  Nonostante queste paure, mi faccio coraggio per superarle e tento di rispondere,   magari proponendo un approccio nuovo e vicino a quelli che sono i temi che tratto   di solito. <\/p>\n<p>Per voi c&#8217;&egrave; una relazione tra diversabilit&agrave; e pace? Per me c&#8217;&egrave;,   eccome! Penso infatti che la diversabilit&agrave; sia la base per una cultura   di pace. &quot;E perch&eacute;?&quot;, direte voi.<br \/>  Ragionando con Fabrizio, amico e collega, ci siamo resi conto che una relazione   di pace parte dal condividere le cose che si hanno in comune per poi valorizzare   le abilit&agrave; e le potenzialit&agrave; dell&#8217;altro. Questo approccio permette   di arricchirsi della diversit&agrave; senza perdere la propria preziosa identit&agrave;.   Il concetto di diversabilit&agrave; non &egrave; altro che questo e va ben oltre   all&#8217;ambito, ormai per me un po&#8217; angusto, dell&#8217;handicap. Cos&igrave; il significato   di questa parola-strumento pu&ograve; essere allargato a tutte le relazioni   di cui l&#8217;uomo &egrave; protagonista compresi i rapporti uomo-donna, uomo-ambiente,   uomo-Dio.<br \/>  Tra una birra e un limoncello ci siamo convinti che, perch&eacute; si concretizzi   questo modo di porsi di fronte all&#8217;altro sono necessari tre espedienti: il primo   &egrave; buttarsi nella relazione, cio&egrave; prendere coraggio e essere disposti   anche ad andare dove non si &egrave; mai andati (mettersi in discussione).<br \/>  Il secondo &egrave; toccare con mano, cio&egrave; fare esperienza diretta per   conoscere sulla propria pelle la realt&agrave; in questione. Sporcarsi le mani   &egrave; sempre molto faticoso, ma mettersi i guanti di plastica non permette   di conoscere a fondo la realt&agrave;.<br \/>  Il terzo &egrave; guardarsi negli occhi, cio&egrave; creare una relazione alla   pari, entrare in empatia, condividere.<br \/>  Quando nei convegni voglio spingere il mondo cosiddetto normodotato ad avere   una relazione alla pari con il mondo dell&#8217;handicap mi &quot;scappa&quot; il   concetto di abbassarsi per potersi guardare negli occhi. Se pensiamo al fatto   che io sono seduto sulla carrozzina e chi mi vuole parlare deve sedersi, quindi   abbassarsi al mio livello, l&#8217;immagine calza. Ma quante volte per&ograve;, gli   obiettori, e non solo loro, mi hanno ringraziato perch&eacute; nello stare con   me hanno percepito come un alzarsi, cio&egrave; si sono sentiti crescere!<\/p>\n<p>Da questo posso dire che il pi&ugrave; delle volte l&#8217;idea di abbassarsi al   livello di un&#8217;altra realt&agrave; o di un&#8217;altra persona &egrave; solo un pregiudizio:   l&#8217;uomo vive relazioni vere nel momento in cui condivide qualcosa con l&#8217;altro,   questo implica uno scambio reciproco, solo in questo caso &egrave; possibile   l&#8217;arricchimento e il crescere grazie alla diversit&agrave; dell&#8217;altro. Intendo   dire che l&#8217;uomo difficilmente &egrave; capace di abbassarsi, ne conosco solo   uno che lo ha fatto in modo limpido e fino in fondo: Ges&ugrave;. <br \/>  Vi racconto una storiella per spiegarmi meglio.<br \/>  Qualche tempo fa andai a S.Damiano, ad Assisi, l&igrave; incontrai fra Massimo,   alto e con gli occhiali da sole, che rimase un po&#8217; con me e mi accompagn&ograve;   spiegandomi un po&#8217; le icone che c&#8217;erano. In queste icone Ges&ugrave; era rappresentato   come un agnellino e come un bambino. Allora lui mi chiese: &quot;Tu avresti   paura di un agnello e di un bambino?&quot; Beh! Insomma, non dovr&ograve; stare   qui a dirvi che sorrisi dentro di me prima di rispondere che ovviamente due   figure cos&igrave; deboli e innocenti non mi facevano alcuna paura. E pensandoci   bene mi parve parecchio curioso e bello pensare che, a parte i giochetti, Dio   aveva proprio scelto la debolezza per incontrare gli uomini, per entrare in   relazione con loro attraverso il suo Figlio.<br \/>  Aveva scelto la debolezza per non fare loro alcuna paura. Ecco perch&eacute;   Dio non vota Bush! A parte la battuta provocatoria, Dio non sceglie di essere   forte, potente; sceglie invece la debolezza, quindi la diversabilit&agrave;.<\/p>\n<p>Quante volte ho detto che per risolvere i mille problemi dell&#8217;handicap basta   cambiare una consonante: da sfiga a sfida. Ebbene, non ci crederete ma mi sono   imbattuto in un&#8217;altra vocale un po&#8217; rivoluzionaria. Nel famoso discorso delle   beatitudini Ges&ugrave; definisce beati i miti, i costruttori di pace, i puri   di cuore ecc. Il problema che noi abbiamo capito male: invece di beati capiamo   beoti. Curioso, no?<br \/>  Sapete che il 2003 sar&agrave; l&#8217;anno europeo delle persone con disabilit&agrave;?   Secondo me &egrave; un&#8217;occasione per mettere a posto un po&#8217; di vocali, ma anche   un bel po&#8217; di consonanti! <br \/>  Ho gi&agrave; detto tante volte che la parola disabilit&agrave; non mi piace   perch&eacute; sottolinea solo le non-abilit&agrave;! Penso si debba ripartire   dalle abilit&agrave; diverse per costruire una cultura di pace. <\/p>\n<p> Claudio Imprudente<\/p>\n<p>  <font color=\"#FF0000\"><b>Marco<\/b><\/font><br \/>  Ciao Claudio, grazie!!! Ho letto con attenzione la tua lettera ho diverse cose   da dirti! ma oggi &egrave; solo il primo capitolo, ti butto giu&#8217; due righe scritte   male, di corsa voglio andare ancora pi&ugrave; in situazione estrema per questo   il titolo di questo intervento &egrave; nullabilit&agrave; e pace&#8230;&#8230;!<br \/>  Io sono convinto che la potenza si manifesta nella debolezza mi spiego meglio   come fanno due persone o due popoli per poter meglio condividere le proprie   vite? Se non avviene attraverso la reciprocit&agrave;, cio&egrave; una accoglie   l&#8217;altro essendo vuoto di se stesso per poter accogliere l&#8217;altro interamente,   non &egrave; questo il nulla? Annullo me stesso perch&eacute; cos&igrave; l&#8217;altro   si senta totalmente accolto senza riserve e viceversa questo gioco di annullarsi   per fare &quot;spazio&quot; totalmente all&#8217;altro rappresenta un passo importante   perch&eacute; uno entri &quot;nella pelle dell&#8217;altro&quot; &egrave; il primo   passo per l&#8217;unit&agrave;, nella diversit&agrave;.<br \/>  e per la pace.<br \/>  E godere maggiormente delle ricchezze diverse dalle mie dell&#8217;altro e viceversa   e questo il destino anche delle nazioni, dei popoli l&#8217;unit&agrave; (non l&#8217;uniformita)   per questo il termine diversabile o diversamente abile mi pare riduttivo, mi   fa pensare che qualcuno per dimostrare di essere uomo debba dimostrare qualcosa   dove li mettiamo quelli senza alcuna abilit&agrave; apparente?<br \/>  Infatti penso che la questione non &egrave; quella di avere abilit&agrave; ma   &egrave; quella di saper essere il nulla che accoglie l&#8217;altro. essere cos&igrave;,   e su questo proprio chi &egrave; &quot;senza abilit&agrave;&quot; &egrave; pi&ugrave;   avvantaggiato &#8230;. se ha la possibilit&agrave; di essere reciproco con altri,   per&ograve;.<\/p>\n<p>Per questo gli istituti vanno chiusi per questo vanno incentivate le politiche   sociali sul territorio per sostenere la comunit&agrave; per questo vale la pena   combattere perch&eacute; tutti possano partecipare alla vita di relazione. Combattere   e nulla d&#8217;amore non sono in contraddizione, anzi &egrave; proprio questa la   fonte del combattimento, se sei capace di essere il nulla per l&#8217;altro, di entrare   nella pelle dell&#8217;altro, ti sei dimenticato di te stesso&#8230;.vuol dire che hai   la possibilit&agrave; di non essere condizionato da niente e da nessuno, tutti   ti appartengono perch&eacute; tu appartieni a tutti&#8230;<\/p>\n<p>Un piccolo esempio, poi chiudo, ci ritorneremo se vuoi su questo tema. Chiara   mia figlia sarebbe classificata come una persona che non ha alcuna abilit&agrave;   ma&#8230;allora perch&eacute; le persone, come dici tu, si sentono innalzate, anzi   ringraziano chiara per esserci? &Egrave; una barzelletta? lo dicono tanto per   dire? Ma&#8230;.come mai gente in lite si ricompone? O veramente certe esperienze   di donazione totale le cambiano la vita?<br \/>  chiara pu&ograve; solo &quot;essere&quot;, sicuramente anche come personalit&agrave;   lei fa spazio agli altri, non ti prevarica con niente di se, permette a chiunque   di potersi esprimere totalmente&#8230;.e lei &egrave; totalmente espressa nella   comunit&agrave; che la circonda, se si relaziona a lei&#8230;. noi siamo lei e lei   &egrave; noi&#8230;questo in un istituto non pu&ograve; accadere&#8230;in casa si, in   un quartiere si, a scuola si &#133; insomma in relazioni d&#8217;amore, dando a questo   termine un valore pienamente laico (e per me quindi anche pienamente cristiano).<br \/>  non &egrave; infatti nichilismo&#8230;.<br \/>  Ti dico una frase azzardata: &egrave; questo il modello di Uomo? Chi cerca di   essere il nulla per fare spazio all&#8217;altro diverso da se &egrave; il vero Uomo?   Ges&ugrave; &egrave; stato questo quando si &egrave; sentito abbandonato?<\/p>\n<p>Dio &egrave; morto per essere il nulla d&#8217;amore che accoglie tutta l&#8217;umanit&agrave;   e il creato in una botta sola&#8230;.ma non &egrave; stato facile &egrave; stata   una cosa straziante anche per lui &egrave; li che ha manifestato la sua potenza   non quando &egrave; risorto<br \/>  mmmhhhh&#8230;.pensi che sono beato o beota????<br \/>  a presto marco espa<\/p>\n<p>  <font color=\"#FF0000\"><b>Claudio<\/b><\/font><br \/>  Diversabile o nullabile?<\/p>\n<p>Che bello poter scambiare un po&#8217; di idee con te.<br \/>  Le tue riflessioni ci trovano assolutamente d&#8217;accordo. Infatti, secondo noi,   il nullabile &egrave;, come dici tu, il pi&ugrave; potente dei diversabili!<br \/>  Ci spieghiamo meglio: il termine Diversabile vuole sottolineare e scoprire una   dimensione nuova di abilit&agrave;. fuori dagli schemi classici per i quali   ci sono persone pi&ugrave; o meno abili.<br \/>  In questa ottica, come non &egrave; possibile non comunicare (Watzlavic), non   &egrave; possibile non avere abilit&agrave;. In altre parole essere, &egrave;   gi&agrave; di per s&eacute; una abilit&agrave;!<br \/>  Ma perch&eacute; c&#8217;&egrave; tanta &quot;potenza&quot; nascosta quando l&#8217;essere   &egrave; in una modalit&agrave; debole, povera, apparentemente non abile?<br \/>  Forse perch&eacute; dietro ogni limite c&#8217;&egrave; una risorsa! O forse addirittura   perch&eacute; la vera essenza dell&#8217;uomo traspare nel momento della sua debolezza   oltre che nel momento del gesto creativo. L&#8217;esempio di Chiara, che ci hai fatto   e di cui ti ringraziamo, &egrave; lampante. Chi entra in relazione con il nullabile   &egrave; arricchito dalla sua abilit&agrave; di non avere abilit&agrave;! Scoprire   tutti gli ingredienti di un essere umano in una persona che ritenevi, s&igrave;   umana, ma non pienamente, &egrave; una vera e propria grazia! Permette di rielaborare   e correggere il concetto di umanit&agrave; che si ha. E&#8217; una rivoluzione culturale.<br \/>  La nostra domanda &egrave;: -come si potrebbe diffondere il pi&ugrave; possibile   questa consapevolezza?<br \/>  Siamo convinti comunque di dover rispettare i tempi delle cose che si devono   realizzare, prima di tutto in noi. La calma &egrave; la virt&ugrave; dei forti!<br \/>  Con affetto, Claudio<\/p>\n<p>  <font color=\"#FF0000\"><b>Marco<\/b><\/font><br \/>  Claudio perch&eacute; non fai circolare nella tua rete le nostre considerazioni?<br \/>  magari &egrave; un&#8217;occasione per coinvolgere altri nei nostri discorsi&#8230;.<br \/>  ciao! marco<\/p>\n<p><b><font color=\"#FF0000\">Claudio<\/font><\/b><br \/>  Ottimo!!!! Lo faccio immediatamente!!!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>  Quello che segue &egrave; un breve carteggio avvenuto di recente tra Claudio   Imprudente, giornalista e disabile, presidente del Centro Documentazione Handicap   di Bologna e Marco Espa presidente<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[3608,3607],"edizioni":[39],"autori":[],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/343"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=343"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/343\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=343"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=343"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=343"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=343"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=343"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=343"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=343"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=343"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=343"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}