{"id":3476,"date":"2025-06-16T11:58:02","date_gmt":"2025-06-16T09:58:02","guid":{"rendered":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3476"},"modified":"2025-06-23T09:23:14","modified_gmt":"2025-06-23T07:23:14","slug":"3476","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=3476","title":{"rendered":"2. Prologo. Attore e spettatore. Un incontro en plein air"},"content":{"rendered":"<p><i>Non \u00e8 indifferente, \u00e8 addirittura essenziale che lo spettatore sia un uomo fatto di<\/i><i> <\/i><i>carne, la cui sensibilit\u00e0, pi\u00f9 fisica che cerebrale, possa accogliere in ogni momento del dramma il mistero e l\u2019interrogativo diffuso che nascono dal vento e dalle stelle <\/i><i><br \/>\n<\/i>Prover\u00f2 ora a cominciare da ci\u00f2 che accadde prima, come ogni prologo che si rispetti. Tutto quello che gli educatori e gli animatori con disabilit\u00e0 del Progetto Calamaio di Accaparlante di Bologna hanno realizzato intorno al fare e all\u2019osservare il teatro ha preso infatti vita dalla tensione verso un luogo, un luogo ambito, sognato, immaginato e infine ripensato collettivamente da zero.<br \/>\nUno spazio vuoto insomma, quello del nostro teatro esteriore e interiore, in cui entrare e sperimentare alla luce del sole, senza prestare attenzione ai limiti e alle difficolt\u00e0 di ognuno di noi, ma piuttosto un teatro <i>en<\/i><i> <\/i><i>plein<\/i><i> <\/i><i>air<\/i>, per usare pi\u00f9 precisamente le parole del linguista e semiologo Roland Barthes, che negli anni Cinquanta si innamor\u00f2 dello spettacolo, delle sue origini e soprattutto della visione \u201cepica\u201d che ne ebbe il regista tedesco Bertolt Brecht.<br \/>\nIl teatro <i>en plein air <\/i>per eccellenza che ci propone Barthes, cui anche noi abbiamo idealmente attinto, \u00e8 il teatro della tragedia antica, il <i>theatron<\/i>, il luogo dello sguardo che nella Grecia del V secolo a.C. raggiunse l\u2019apice della fioritura divenendo rappresentante di una societ\u00e0 che in quel luogo riconosceva l\u2019occasione per rispecchiarsi e porsi domande fondamentali: chi siamo? Chi sono gli dei? Come si fa politica?<br \/>\nQuanto le passioni dell\u2019inconscio e il rapporto con la tradizione condizionano il nostro modo di percepire le relazioni tra gli uomini, la giustizia, il sesso, i costumi e il potere?<br \/>\nCi\u00f2 che ci \u00e8 sembrato subito interessante tuttavia \u00e8 che le domande su cui il teatro greco si \u00e8 interrogato, pur attingendo a piene mani dalla sfera del sacro, non sono mai stati quesiti puramente esistenziali. Peculiarit\u00e0 straordinaria di quel mondo fu infatti la capacit\u00e0 di esercitare i linguaggi della poesia e della filosofia attraverso la <i>techn\u00e9<\/i>, l\u2019artigianato cio\u00e8 del fare artistico, una peculiarit\u00e0 che permise ai cittadini di allora di avvalersi naturalmente della cultura come di una modalit\u00e0 pratica e immediata per dialogare pi\u00f9 consapevolmente sul presente.<br \/>\nAd aggiungere a questo dialogo un\u2019energia senza precedenti, ce ne siamo accorti sulla nostra pelle, fu l\u2019elemento che tutt\u2019oggi ne rende possibile l\u2019esistenza: il corpo. Il teatro greco ci insegna che, cos\u00ec come non c\u2019\u00e8 intimit\u00e0 maggiore del guardarsi negli occhi, allo stesso modo non c\u2019\u00e8 teatro senza corpo, il corpo vivo dell\u2019attore, colui che agisce, e il corpo vivo dello spettatore, colui che osserva, che di quell\u2019intimit\u00e0 fisica di sguardo saranno chiamati a farsi protagonisti e custodi o per meglio dire \u201ctestimoni\u201d.<br \/>\nResponsabile per eccellenza della testimonianza e punto di vista critico sulle conseguenze derivate dai fatti \u00e8 il coro, in genere la voce del popolo, che all\u2019unisono riflette sulle implicazioni morali e politiche dei singoli avvenimenti, conducendo cos\u00ec lo spettatore alla <i>catarsi<\/i>, la purificazione-liberazione cio\u00e8 dalle passioni o dalle paure contingenti, resa possibile dal fatto di vederle rappresentate di fronte a s\u00e9, al centro della scena.<br \/>\nIl luogo dove questo scambio si esplicita ne amplifica decisamente la spinta e il senso, complice la circonferenza dello spazio-cerchio, un grande occhio simbolico dove tutti non solo possono democraticamente assistere allo stesso modo all\u2019azione ma vedersi e percepirsi gli uni con gli altri come parti di un\u2019unica comunit\u00e0.<br \/>\nSopra di noi nient\u2019altro che il cielo, intorno a noi la natura cos\u00ec com\u2019\u00e8. Quello del <i>theatron <\/i>dunque \u00e8 un luogo aperto, scoperchiato, privo di limiti strutturali se non quelli funzionali all\u2019entrata e all\u2019uscita di pubblico e artisti. In quel luogo per\u00f2 ci si ferma, si compie la scelta di essere l\u00ec, insieme a qualcuno di uguale e diverso da noi, che in quel momento decide di compartecipare della nostra esperienza. Per capire meglio la profondit\u00e0 di questo meccanismo apparentemente labile, usiamo ancora le splendide parole di Barthes:<br \/>\n<i>\u201cLa natura offre alla scena l\u2019alibi di un altro mondo, la sottomette a un cosmo che la<\/i><i> <\/i><i>sfiora<\/i><i> <\/i><i>con<\/i><i> <\/i><i>i<\/i><i> <\/i><i>suoi<\/i><i> <\/i><i>riflessi<\/i><i> <\/i><i>imprevisti.<\/i><i> <\/i><i>L\u2019immersione<\/i><i> <\/i><i>dello<\/i><i> <\/i><i>spettatore<\/i><i> <\/i><i>nella<\/i><i> <\/i><i>polifonia<\/i><i> <\/i><i>complessa<\/i><i> <\/i><i>del<\/i><i> <\/i><i>teatro<\/i><i> <\/i><i>en<\/i><i> <\/i><i>plein<\/i><i> <\/i><i>air<\/i><i> <\/i><i>(sole<\/i><i> <\/i><i>che<\/i><i> <\/i><i>si<\/i><i> <\/i><i>nasconde,<\/i><i> <\/i><i>vento<\/i><i> <\/i><i>che<\/i><i> <\/i><i>si<\/i><i> <\/i><i>alza,<\/i><i> <\/i><i>uccelli<\/i><i> <\/i><i>che<\/i><i> <\/i><i>volano<\/i><i> <\/i><i>via,<\/i><i> <\/i><i>rumori<\/i><i> <\/i><i>della<\/i><i> <\/i><i>citt\u00e0,<\/i><i> <\/i><i>fresche<\/i><i> <\/i><i>correnti)<\/i><i> <\/i><i>restituisce<\/i><i> <\/i><i>al<\/i><i> <\/i><i>dramma<\/i><i> <\/i><i>la singolarit\u00e0<\/i><i> <\/i><i>miracolosa<\/i><i> <\/i><i>di<\/i><i> <\/i><i>un<\/i><i> <\/i><i>evento<\/i><i> <\/i><i>che<\/i><i> <\/i><i>ha<\/i><i> <\/i><i>luogo<\/i><i> <\/i><i>una<\/i><i> <\/i><i>sola<\/i><i> <\/i><i>volta.<\/i><i> <\/i><i>La<\/i><i> <\/i><i>potenza<\/i><i> <\/i><i>del teatro<\/i><i> <\/i><i>en<\/i><i> <\/i><i>plein<\/i><i> <\/i><i>air<\/i><i> <\/i><i>dipende<\/i><i> <\/i><i>dalla<\/i><i> <\/i><i>sua<\/i><i> <\/i><i>fragilit\u00e0:<\/i><i> <\/i><i>lo<\/i><i> <\/i><i>spettacolo<\/i><i> <\/i><i>non<\/i><i> <\/i><i>\u00e8<\/i><i> <\/i><i>pi\u00f9 un\u2019abitudine<\/i><i> <\/i><i>o<\/i><i> <\/i><i>un\u2019essenza,<\/i><i> <\/i><i>\u00e8<\/i><i> <\/i><i>vulnerabile<\/i><i> <\/i><i>come<\/i><i> <\/i><i>un<\/i><i> <\/i><i>corpo<\/i><i> <\/i><i>che<\/i><i> <\/i><i>vive<\/i><i> <\/i><i>hic<\/i><i> <\/i><i>et<\/i><i> <\/i><i>nunc,<\/i><i> <\/i><i>insostituibile, che pu\u00f2 tuttavia morire in un istante. Da qui deriva il suo potere di lacerazione,<\/i><i> <\/i><i>ma<\/i><i> <\/i><i>anche<\/i><i> <\/i><i>il<\/i><i> <\/i><i>dono<\/i><i> <\/i><i>della<\/i><i> <\/i><i>sua<\/i><i> <\/i><i>freschezza,<\/i><i> <\/i><i>che<\/i><i> <\/i><i>purifica<\/i><i> <\/i><i>le<\/i><i> <\/i><i>scene<\/i><i> <\/i><i>dalla polvere,<\/i><i> <\/i><i>l\u2019attore<\/i><i> <\/i><i>dal<\/i><i> <\/i><i>suo<\/i><i> <\/i><i>mestiere,<\/i><i> <\/i><i>i<\/i><i> <\/i><i>costumi<\/i><i> <\/i><i>dal<\/i><i> <\/i><i>loro<\/i><i> <\/i><i>artificio,<\/i><i> <\/i><i>e<\/i><i> <\/i><i>fa<\/i><i> <\/i><i>di<\/i><i> <\/i><i>tutto<\/i><i> <\/i><i>ci\u00f2 <\/i><i>l\u2019insieme<\/i><i> <\/i><i>aleatorio<\/i><i> <\/i><i>di<\/i><i> <\/i><i>una<\/i><i> <\/i><i>bellezza<\/i><i> <\/i><i>che<\/i><i> <\/i><i>crediamo<\/i><i> <\/i><i>di<\/i><i> <\/i><i>non<\/i><i> <\/i><i>poter<\/i><i> <\/i><i>pi\u00f9<\/i><i> <\/i><i>vedere<\/i><i> <\/i><i>cos\u00ec<\/i><i> <\/i><i>ordinata\u201d<\/i><i><\/i><\/p>\n<p>Lo spettacolo quindi come organismo vivo, atto generativo, fragile e vulnerabile perch\u00e9 imprevedibile nello scambio dell\u2019incontro tra attore e spettatore, in cui chiunque in qualsiasi momento pu\u00f2 interrompere, modificare, condizionare, direbbero i critici pi\u00f9 contemporanei, la temperatura dell\u2019azione.<br \/>\nAttore e spettatore sono il centro di quest\u2019esperienza viva, senza la loro compresenza il teatro non esisterebbe. Lo riassume con chiarezza l\u2019antropologo Piergiorgio Giacch\u00e9:<br \/>\n<i>\u201cNon \u00e8 possibile a teatro sentirsi solo \u2013 come pu\u00f2 avvenire o si pu\u00f2 avvertire al cinema, anche quando si \u00e8 in tanti. Il \u2018pubblico\u2019 a teatro \u00e8 un NOI che non si riesce a eliminare nemmeno quando ciascun spettatore celebra e crede alla sua sin<\/i><i>golarit\u00e0.<br \/>\n<\/i><i><\/i><i>La<\/i><i> <\/i><i>sua<\/i><i> <\/i><i>sensazione<\/i><i> <\/i><i>e<\/i><i> <\/i><i>opinione<\/i><i> <\/i><i>\u00e8<\/i><i> <\/i><i>singolare,<\/i><i> <\/i><i>ma<\/i><i> <\/i><i>la<\/i><i> <\/i><i>sua<\/i><i> <\/i><i>partecipazione<\/i><i> <\/i><i>\u00e8<\/i><i> <\/i><i>corale<\/i><i> <\/i><i>anche quando come nella nostra epoca \u2013 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 una collettivit\u00e0 sociale sostanziosa e sostenuta dai singoli.<br \/>\n<\/i><i>Il teatro \u2013 sia pure per anacronismo ma ancora di pi\u00f9 per immanenza e fisicit\u00e0 \u2013 riproduce il corpo del pubblico e lo impone ad ogni singolo spettatore, che lui lo voglia o no; e questa sensazione di appartenenza fa parte della fruizione e la influenza ed a volte diventa determinante\u201d<\/i><\/p>\n<p>Accedere agli interrogativi del vento e delle stelle, sostituire la materia cerebrale con la corporeit\u00e0, diventare noi. Il teatro \u00e8 un cerchio che si pu\u00f2 disegnare dappertutto. Cominciamo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 indifferente, \u00e8 addirittura essenziale che lo spettatore sia un uomo fatto di carne, la cui sensibilit\u00e0, pi\u00f9 fisica che cerebrale, possa accogliere in ogni momento del dramma il mistero e l\u2019interrogativo diffuso che nascono dal vento e dalle stelle Prover\u00f2 ora a cominciare da ci\u00f2 che accadde prima, come ogni prologo che si [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3591,3599,3596],"edizioni":[3957],"autori":[3791],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3958],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3476"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3476"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3476\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3534,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3476\/revisions\/3534"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3476"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3476"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3476"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=3476"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=3476"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=3476"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=3476"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=3476"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=3476"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}