{"id":35,"date":"2009-11-04T17:04:23","date_gmt":"2009-11-04T17:04:23","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=35"},"modified":"2025-11-12T12:26:43","modified_gmt":"2025-11-12T11:26:43","slug":"il-vizio-di-scrivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=35","title":{"rendered":"1. Introduzione"},"content":{"rendered":"<p>A cura di Annalisa Brunelli e Giovanna di Pasquale<\/p>\n<p>Ma che cosa \u00e8 una vita se non e la raccontiamo?<br \/>\nJ.B. Pontalis, L&#8217;amore degli inizi<!--break--><\/p>\n<p>L\u2019esperienza del Centro di Documentazione Handicap di Bologna \u00e8 stata fin dai suoi inizi caratterizzata dall\u2019attenzione alla raccolta e all\u2019organizzazione di testi prodotti da persone disabili e da familiari, iscrivibili quindi al filone delle autobiografie e delle testimonianze narrative.<br \/>\nProprio questa attenzione costante e duratura nel tempo, ci sembra possa \u201cproteggere\u201d le nostre riflessioni e la proposta dei percorsi di lettura e conoscenza che troverete nelle pagine di \u201cHP-Accaparlante\u201d, dal rischio di una adesione a una riscoperta acritica, presente oggi in molti ambiti disciplinari, della dimensione narrativa e delle funzioni che essa pu\u00f2 svolgere.<br \/>\nAver inserito negli archivi del Centro una sezione riservata alle testimonianze autobiografiche e di familiari, ha significato riconnettere alle piste di studio e approfondimento sulla disabilit\u00e0 originate dal versante accademico e tecnico anche quelle nate dalla rielaborazione dell\u2019esperienza personale.<br \/>\nRielaborazione che \u00e8 capace di produrre un sapere comunicabile quando attiva un processo di sedimentazione di ci\u00f2 che si vive e una scelta di ci\u00f2 che si desidera offrire di s\u00e9 a chi \u00e8 al di fuori delle vicende raccontate.<br \/>\nLa rielaborazione \u00e8 un processo che mette tempo e spazio tra ci\u00f2 che si vive e ci\u00f2 che di quell\u2019esperienza fluida e magmatica si deposita nella memoria e nella storia della persona; impone una distanza che ha bisogno, poi, di trovare uno strumento di comunicazione che la possa far uscire da s\u00e9 e diventare patrimonio condiviso anche da altri e per altri.<br \/>\nLa scrittura \u00e8 esemplare nella sua valenza di strumento per la rielaborazione, che ha segnato in modo irrimediabile non solo i comportamenti ma la stessa organizzazione del pensiero, marcando la differenza fra il mondo dell\u2019oralit\u00e0 e il nostro, dove i segni scritti predominano. Come ci ricorda Doris Lessing \u201cDa molte migliaia di anni noi \u2013 il genere umano \u2013 narriamo storie: in forma orale o di canzone. Non scritte ma fluide\u2026Il fatto \u00e8 che i romanzi, e le autobiografie e le biografie hanno molto in comune. C\u2019\u00e8 una cosa che diamo per scontata: sono tutti messi per iscritto. Diamo per scontato il fatto che i romanzi, le autobiografie e le biografie siano tutti l\u00ec, allineati in bella mostra su uno scaffale, che siano libri, autosufficienti, completi, messi per iscritto\u201d. In un certo senso, immutabili.<br \/>\nUna scrittura, quindi, che d\u00e0 forma conclusa a ci\u00f2 che \u00e8 scandito da giorni che passano e mutano. Questa forma diventa una porta che l\u2019autore apre ai suoi possibili lettori perch\u00e9 anch\u2019essi, con l\u2019atto stesso di accostarsi allo scritto, possano farsi parte attiva nella costruzione di un testo che non appartiene pi\u00f9, a quel punto, solo a chi lo ha scritto.<br \/>\n\u201cHo scritto questo libro per me\u2026 ho scritto questo libro per gli altri\u201d, motiva in questo modo le ragioni del suo lavoro Silvia Bonino, legando insieme in modo indissolubile la duplicit\u00e0 della scrittura quando questa si fa pubblica.<br \/>\nOgni autore ha il suo mandato, sceglie uno stile e d\u00e0 una forma, alterna ci\u00f2 che vuole dire a ci\u00f2 che desidera tenere riservato. Sono molteplici i percorsi per dire di s\u00e9. Questa molteplicit\u00e0 senza pretese di costruire modelli univoci alla convivenza con il decifit, fa pensare, apre piste per esplorare pi\u00f9 da vicino una quotidianit\u00e0 che, pur non appartenendo a chi legge, rivela significati e comunanze. Si fa dialogo fra le esperienze inevitabilmente diverse.<br \/>\nLo strumento biografico \u00e8 potente proprio quando riesce a coniugare l\u2019esposizione del proprio mondo interiore con la volont\u00e0 di mettersi in comunicazione con il mondo esterno, rendendo visibile l\u2019identit\u00e0 della persona. \u00c8 questa un tipo di visibilit\u00e0 ben diversa da quella mediatica: tanto<br \/>\nquest\u2019ultima recide i legami con il contesto per vivere di vita propria e si impone come protagonismo assoluto, quanto l\u2019altra si alimenta di connessioni silenziose, di percorsi pi\u00f9 sotterranei che arrivano in superficie dopo aver subito un profondo lavorio.<br \/>\nNuto Revelli, nel suo rigoroso e prezioso lavoro di raccolta delle storie di donne e uomini delle sue valli, indica in modo preciso le condizioni di avvicinamento alle storie di altri: umilt\u00e0, rispetto, entrare in punta di piedi. Questo atteggiamento di fondo produce la possibilit\u00e0 che la conoscenza dei percorsi individuali aiuti a ricostruire un quadro connettivo pi\u00f9 ampio, facendosi sguardo sulla comunit\u00e0 sociale e storica a cui si appartiene.<br \/>\nSenza queste condizioni l\u2019ingresso nelle case diventa invasione, l\u2019ascolto un giudizio preventivo, la restituzione una ricostruzione sommaria per grandi categorie generali dentro cui la singola identit\u00e0 sfuma, si confonde e non si riconosce.<br \/>\nNell\u2019organizzare i percorsi bibliografici abbiamo utilizzato come criterio di riferimento il dato cronologico.<br \/>\nLa collocazione temporale ci aiuta a dare una visione di insieme a queste produzioni editoriali, a rileggerle non solo come dato della capacit\u00e0 e volont\u00e0 dei singoli autori ma anche come un segno pi\u00f9 complessivo di una presenza sociale, pubblica, visibile di questa fetta di esperienza di vita legata alla disabilit\u00e0.<br \/>\nAncora, inserire i singoli testi in un percorso \u201cdatato\u201d permette di contestualizzarli e di recepire non solo le specifiche e originali matrici delle storie, ma anche il riflesso del clima e del momento in cui si scrive. L\u2019evoluzione dell\u2019integrazione sociale delle persone disabili passa anche in controluce nei modi in cui gli autori parlano della loro singola situazione, nei contenuti che affrontano, nelle problematiche che sentono come essenziali, nel linguaggio che utilizzano.<br \/>\nChi scrive prima degli anni \u201980 e in quelli immediatamente successivi vive in un contesto dove erano davvero rari i progetti di integrazione, e ancora persone disabili vivevano in istituto o chiuse in casa. Un\u2019epoca in cui non si pensava che una persona non in grado di parlare materialmente avesse altre possibilit\u00e0 di comunicare ed era quindi possibile, come per la storia esemplare di Joey Deacon (raccontata nel libro Lingua legata) passare decine di anni senza poter \u201cdire\u201d niente. Chi scrive quindi lo fa prima di tutto per rivendicare un riconoscimento, per dire \u201cio esisto, non sono un vegetale, e se anche il mio corpo non \u00e8 efficiente, la mia mente lo \u00e8\u201d.<br \/>\nOggi lo sfondo \u00e8 costituito da un tessuto in cui l\u2019integrazione \u00e8 diventata una realt\u00e0 sempre faticosa ma tangibile e presente. Chi scrive non ha il bisogno primario e irrinunciabile di farsi riconoscere come persona. Lo stesso per\u00f2 avverte la motivazione al raccontarsi quasi per analizzare se stesso e quello che prova e ha provato nel confronto con le proprie difficolt\u00e0 e nella relazione con gli altri. Pi\u00f9 di prima c\u2019\u00e8 anche la necessit\u00e0 di dire \u201cio ce l\u2019ho fatta, quindi ce la puoi fare anche tu!\u201d. Diventano centrali le questioni relazionali e le prospettive legate alla ricerca di una vita autonoma e anche nelle testimonianze dei genitori viene valorizzata l\u2019importanza della rete associativa e solidale che negli anni si \u00e8 costruita nella societ\u00e0. Le singole voci permettono una rilettura al plurale; fanno da specchio al mutamento dei tempi, al consolidarsi di processi di inclusione cos\u00ec come al persistere di sacche di arretrato pietismo e inefficienza burocratica.<br \/>\nAvendo presente questo aspetto vogliamo per\u00f2 concludere queste note introduttive risottolineando come questi libri prima di tutto sono libri. Raccontano storie e in molti casi le raccontano con capacit\u00e0 e competenza. Per alcuni poi il valore sociale della testimonianza si somma alla capacit\u00e0 di esercitare una scrittura evocativa, forte, che sfrutta fino in fondo le sue potenzialit\u00e0.<br \/>\nNel selezionarli abbiamo quindi anche utilizzato il nostro piacere per la lettura, non volendo quindi addentrarci nel terreno della critica letteraria, anche sommaria, bens\u00ec segnalare e consigliare libri da leggere, da conoscere, da ricordare, da utilizzare perch\u00e9 per questo i libri sono fatti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>autobiografie, narrazioni, disabilit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3608,3595,3607],"edizioni":[49],"autori":[295,294],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3703],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5220,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35\/revisions\/5220"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=35"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=35"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=35"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=35"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=35"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=35"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}